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E il più bravo in assoluto chi è stato?

A Baldini la Pigna Verde, a Ruggeri Vassoio d’Argento e Scarpa d’Oro. Fin qui gli Olympic Awards 2019 hanno decretato il successo dei giovani gialloblu ma domani verrà eletto il giocatore più bravo della stagione, il vincitore della Pigna d’Oro 2019 e chissà che non ci sia il colpo di coda di qualche vecchietto.

Manca ormai pochissimo all’ufficializzazione della classifica finale della Pigna d’Oro, una classifica a cui hanno hanno contribuito tutti i giocatori che hanno disputato almeno una gara in stagione. Il regolamento è chiaro e ormai lo conoscete tutti: al termine di ogni gara ufficiale ogni giocatore impiegato dà la sua preferenza su chi secondo lui sia stato il miglior compagno di squadra in campo.

Una curiosità. Inizialmente il vincitore veniva eletto analizzando le medie voto delle pagelle dei giocatori e per garantire una certa regolarità del premio bisognava aver collezionato almeno un terzo delle presenze rispetto al totale delle gare disputate dalla squadra nella stagione. Poi ci furono due edizioni particolarmente contestate dalle quali partí la riforma attuale.

Ecco cosa successe: nella stagione 2009/2010 Fabrizio Formiconi era ad un passo dal vincere la sua prima Pigna d’Oro quando l’Olympic si trovò a disputare l’ottavo di finale di Champions League contro il Bar Amelì. Rencricca, che nella classifica parziale era secondo, non fu disponibile per quella partita. L’Olympic fu inaspettatamente eliminata al termine di una prestazione disastrosa e un voto molto negativo assegnato a Formiconi fece perdere la Pigna d’Oro al numero 8 a favore di Rencricca che vinse il trofeo dal divano. Questa fu un primo fattore che spinse la società a cercare soluzioni per premiare giocatori in base ai voti e non alla media voto.

La seconda edizione contestata fu quella della stagione 2012/2013. In quell’anno vinse Domenico Caserta che ottenne il premio superando di appena una gara il numero minimo di gare giocate. anche questa volta Formiconi protestò perchè le gare giocate da Caserta erano davvero molto poche, seppur giocate in maniera egregia. Dalla stagione successiva si passò quindi ad un meccanismo di votazioni, non proprio quello attuale, ma comunque del tutto simile. Il meccanismo di votazioni attuale però è molto faticoso per chi lo segue quindi non è detto che nella stagione 201972020, in cui molte cose cambieranno, non si torni all’antico.

Comunque, per ora concentriamoci sulla Pigna d’Oro 2019 la cui classifica verrà ufficializzata nella giornata di domani. Buona attesa!

Leggende Gialloblu – 9. Domenico Caserta

Caserta nel settembre del 2011

Oggi fa il suo ingresso ta le Leggende Gialloblù uno di quei pochi giocatori capaci di vincere le partite da solo, in grado di abbattere le difese avversarie con azioni personali, di battere i portieri da qualsiasi posizione e, in serate di assoluta grazia, far vincere alla squadra un trofeo.

L’ottavo giocatore a entrare a far parte delle Leggende Gialoblù è Domenico Caserta, attaccante mancino, padrone della fascia sinistra dell’Olympic purtroppo per un periodo di tempo brevissimo ma durante il quale il giocatore si guadagnò tanti premi personali e fece vincere alla squadra il suo ultimo grande trofeo.

Caserta nel febbraio del 2012

Domenico, detto Mimmo, esordì in prima squadra il 14 gennaio 2011 in una gara della prima Challenge Cup contro i Tamarri. Quella sera Guarino festeggia le 100 presenze in gialloblù ma tutti gli occi sono puntati sull’esordiente che fin dal suo ingresso in campo stupisce tutti per i suoi mezzi tecnici e la sua velocità. L’Olympic vince anche grazie ad una sua doppietta e dodici giorni dopo Caserta entra anche tra i convocati del Torneo di Apertura.

Se fosse entrato prima in squadra probabilmente l’Olympic si sarebbe qualificata per la Champions League ma la storia racconta che invece disputò l’Europa League, competizione in cui la nostra squadra trionfò con un Caserta che decise sia la semifinale contro il Mo’viola che la finale contro l’Autoricambi Bernocchi

Purtroppo la sua carriera in gialloblù  stata costellata da qualche infortunio e dai molti impegni lavorativi che ne l’imitavano  la disponibilità ma i tifosi ancora oggi a distanza di anni, ricordano la classe cristallina a cui è legata indissolubilmente quella che a tutt’oggi rimane l’ultima grande vittoria del club.

Caserta nell’ottobre del 2012 insieme a Formica, di spalle, e ad un giovanissimo Ruggeri con la maglia del Real Molteni

A livello di squadra Caserta partecipò alle vittorie dell’Europa League Apertura 2011 e alle Challenge Cup 3, 5 e 6. Inoltre era nelle squadre che arrivarono seconde nella Europa League Clausura 2011, all’Europa League del VII Torneo Lido di Roma e alla Challenge Cup 4 oltre a far parte della rosa che ottenne la coppa fair play del VII Torneo Lido di Roma.

A livello personale il suo palmares non è meno ricco, Mimmo infatti vinse la Pigna Verde 2011 e la Pigna d’Oro 2013. Il 2 settembre 2013 la sua carriera nell’Olympic si interruppe bruscamente per sua scelta e i motivi non sono ancora del tutto chiari. Ciò non toglie che che Mimmo rimane uno dei giocatori più forti e più amati che abbiano mai indossato la maglia della nostra squadra.

Olympic 2000 – Scarsenal 3-5

LUNEDI’ 2 SETTEMBRE 2013, ORE 21
LONGARINA
SPRING TROPHY, III GIORNATA
OLYMPIC 2000 – SCARSENAL
3-5 (2-1)

MARCATORI OLYMPIC: 2 RUGGERI, 1 CASERTA

L’Olympic comincia la sua ventesima stagione ufficiale con una sconfitta inattesa. Si giocava contro lo Scarsenal per la terza giornata dell’ormai quasi dimenticato Spring Trophy, un triangolare iniziato per l’appunto in primavera e poi sommerso dai tanti impegni ufficiali di fine stagione.
Le due squadre erano poi finalmente riuscite ad accordarsi sulla data e ieri sera è andata in scena la penultima gara di questo mini torneo che si concluderà con l’ormai inutile match tra l’Olympic e il Mo’viola che, con il risultato di ieri, ha già matematicamente vinto il trofeo.
L’Olympic veniva da un paio di buoni galoppi che si pensava fossero stati importanti per trovare un minimo di condizione ma non è stato così, anzi. I gialloblù hanno disputato un ottimo primo tempo in cui ha impedito agli avversari ogni tipo di conclusione mentre nella ripresa è letteralmente crollata di fronte invece ad uno Scarsenal che è uscito alla distanza.
Peccato non aver potuto schierare i nuovi acquisti Collu e Licausi, entrambi indisponibili. La formazione che ne risultava era piuttosto squilibrata e con tanti elementi offensivi. L’Olympic si è schierata inevitabilmente con un rombo difficile da sostenere in questo periodo della stagione.
Nonostante ciò i primi venticinque minuti di gioco hanno mostrato una buona Olympic che con Caserta e Formica fluidificava attraverso le fasce. I gol arrivavano grazie a Ruggeri e Caserta mentre prima dell’intervallo l’agile Al Moghazi pareggiava momentaneamente.
Proprio il brevilineo egiziano diventava decisivo nella ripresa quando l’Olympic calava vistosamente e subiva la rete del 2 a 2 e poi quella del 2 a 3. Ruggeri era caparbio e trovava ottimamente il gol del 3 a 3 ma nel finale lo Scarsenal passava in vantaggio definitivamente trovando anche il quinto e ultimo gol con il più classico dei contropiedi.
Francamente pensavamo che l’Olympic stesse meglio di quanto visto ieri ma evidentemente i due testi agostani erano stati fuorvianti. La settimana prossima sarà già tempo di Supercoppa e non possiamo essere sereni in vista di un impegno che sarà davvero difficile per il calibro delle formazioni impegnate.
Per ciò che riguarda l’Olympic è incappata in una mezza figuraccia: va bene essere scarichi, a corto di fiato e fuori forma ma si poteva fare qualcosa di più.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 cap.
Dimostra scarsa reattività. Ha un momento di vitalità a metà ripresa ma in questo momento non è proprio quello che si chiama una sicurezza.

RENCRICCA A: 5.5
Mancava in gare ufficiali da quasi due mesi. Fisicamente meglio di altri mentre la testa è ancora in vacanza.

FORMICA: 6
Nonostante la forma migliore sia lontana anni luce si dimostra tra i migliori in campo con un primo tempo travolgente in cui propizia gol e occasioni importanti. Aveva finito la stagione sulla fascia destra e ne ricomincia un’altra nello stesso ruolo in cui può prendersi tante soddisfazioni.

CASERTA: 5.5
Meglio di come era apparso nelle partite conclusive della scorsa stagione. Nel primo tempo macina avversari sulla fascia poi ha un vistoso crollo atletico. Realizza il gol del 2 a 1.

MONTALDI: 5
Brillantezza da ritrovare. Probabilmente accusa anche i carichi di lavoro del suo percorso personale di preparazione.

FANTINI: 5
Mezzo voto in meno per i tantissimi gol sbagliati che avrebbero potuto cambiare il risultato.

RUGGERI: 6
Il migliore in campo per condizione atletica, una condizione che però deve imparare a dosare e gestire perché spesso la sua corsa è sfruttata senza criterio. Sbaglia tante occasioni e passaggi decisivi ma segna anche una doppietta (tra cui il primo gol della stagione gialloblù): bellissimo il secondo, dribbling e tiro sotto pressione. Grande risorsa.

TORNEO DEI 24 ANNI

La squadra Bianca che ha vinto il trofeo
La squadra Bianca che ha vinto il trofeo

 

 

 

 

 

LUNEDI’ 26 AGOSTO 2013
LONGARINA
TORNEO DEL VENTIQUATTRENNALE

Ventiquattro anni e non sentirli, l’Olympic è incredibile: calca la scena da quasi un quarto un secolo eppure riesce sempre a stupire per la sua continua crescita e maturazione. Era il 31 agosto del lontano 1989 quando tre ragazzi, Alessandro Santolamazza, Fabio e Stefano Tagliaferri, fondavano una squadra che in quel momento non avrebbero mai e poi immaginato la lunga strada che avrebbe fatto. Dopo tanti anni sono arrivati successi, trionfi, traguardi importanti raggiunti e ieri, proprio Alessandro Santolamazza ha alzato il trofeo organizzato per festeggiare questa tradizione che si rinnova e per far capire ai nuovi arrivati quanto sia importante continuare a tramandare la tradizione gialloblù negli anni a venire.

Come nel 2009 e nel 2011 la società ha pensato quindi di organizzare un mini torneo per festeggiare la nascita della squadra. Quest’anno le tre squadre che si sono contese la coppa erano per la prima volta interamente formate da giocatori della rosa gialloblù, elementi che fanno parte a tutti gli effetti della rosa della squadra e che potrebbero essere convocati per la prima partita ufficiale della stagione. I sette titolari della scorsa stagione erano stati equamente divisi nelle tre formazioni successivamente integrate con nuovi e vecchi giocatori. Il triangolare è stato successo ma andiamo a riviverlo raccontando i tre mini incontri.

ORE 20
SQUADRA BIANCA – SQUADRA VERDE
4-3 (2-0)
MARCATORI: 3 COLLU, 1 BISOGNO (B); 1 CASERTA, 1 SACCHI, 1 SFORZA (V)

Nel primo mini incontro di trenta minuti (quindici minuti a tempo) si affrontavano le squadre capitanate da Perrone e Montaldi, quest’ultima favorita dai pronostici della vigilia. Sul campo però le cose andavano diversamente e già nel primo tempo si rivelava decisivo super Collu che realizzava una doppietta da fenomeno vero. Nella seconda frazione ancora lo stesso numero 5 batteva Belli per la terza volta ma all’improvviso Sforza destava i suoi con un gol da opportunista seguito dalla rete di Caserta. Bisogno sembrava chiudere i giochi con il quarto gol per i bianchi mentre Sacchi accorciava le distanze. Il finale era concitato ma la squadra bianca riusciva ad ottenere i primi tre punti della serata.
Classifica parziale: Bianchi 3 punti; Blu 0 punti; Verdi 0 punti.

ORE 20.50
SQUADRA VERDE – SQUADRA BLU
8-2 (3-0)
MARCATORI: 3 FORMICA, 3 SFORZA, 1 CASERTA, 1 AUTORETE RENCRICCA A. (V); 1 FANTINI, 1 RUGGERI (B).

Avendo perso la prima mini sfida i Verdi dovevano rimanere in campo e affrontare la squadra Blu di Fantini e Alessandro Rencricca. Sulla carta avrebbe dovuto essere lo scontro più equilibrato e così è stato per i primi dieci minuti ovvero fino alla sfortunata autorete di Alessandro Rencricca che batteva Maiozzi imparabilmente. Nei successivi cinque minuti la squadra Blu non riusciva ad organizzarsi e subiva la furia dell’attacco avversario formato da Caserta e Formica.
A inizio ripresa l’indomito Fantini accorciava le distanze con un siluro da fuori area (uno dei gol più belli della serata) ma la squadra Blu sembrava non trovare mai il giusto assetto subendo altri cinque gol di cui tre dallo scatenato Sforza che conquistava così il titolo di capocannoniere.
Classifica parziale: Verdi 3 punti; Bianchi 3 punti; Blu 0 punti.

ORE 21.25
SQUADRA BLU – SQUADRA BIANCA
2-3 (0-2)
MARCATORI: 1 FANTINI, 1 RUGGERI (B); 1 BISOGNO, 1 CIARDI, 1 LICAUSI (B)

La partita conclusiva si giocava tra i Bianchi che puntavano al titolo e i Blu ormai praticamente estromessi dalla vittoria finale a causa della differenza reti estremamente negativa. Partivano subito forte i Bianchi grazie al grande equilibrio in campo garantito dal solido Licausi in difesa e dalle ali Bisogno e Collu. Era proprio Licausi a realizzare l’1 a 0 mentre prima dell’intervallo Ciardi raddoppiava. Così come era successo nella prima mini sfida però i Bianchi rallentavano nel finale e permettevano ai Blu di partecipare grazie ai gol dei soliti Fantini e Ruggeri.
Nel finale un episodio dubbio decideva la partita: il direttore di gara non ravvedeva un evidente fallo ai danni di Montaldi e da questa azione nasceva il gol del definitivo 3 a 2 di Bisogno.
Al fischio finale comunque era comunque festa: Perrone, Collu, Santolamazza, Ciardi, Bisogno e Licausi alzavano il trofeo ma i festeggiamenti, con tanto di fuochi d’artificio, coinvolgevano tutti i giocatori partecipanti e i tantissimi tifosi accorsi con le famiglie e i bambini.
E’ stata una serata bellissima, una festa dello sport e della nostra grande squadra, una famiglia unica. E ora che l’estate è praticamente finita, comincia la stagione ufficiale.
Classifica finale: Bianchi 6 punti; Verdi 3 punti; Blu 0 punti.

PAGELLE

SQUADRA BIANCA

PERRONE: 7 cap.
Dopo aver trionfato nel Ventennale e nel Ventiduennale festeggia anche questi ventiquattro anni. Vittoria meritata quella della sua squadra che mette in campo sapientemente facendo risultare decisivo l’equilibrio tra i reparti. Ottima la sua prova contro i Verdi (fenomenale su Caserta), senza grandi sforzi contro i Blu.

LI CAUSI: 7
Sta studiando da titolare di questa squadra: per molti era una festa ma per il neo acquisto gialloblù questo triangolare è stato l’ennesimo test in vista di una convocazione in prima squadra. Prestazioni impeccabili sia nella prima mini sfida che nella seconda in cui trova l’inserimento giusto per battere Maiozzi. Grande personalità.

SANTOLAMAZZA: 6.5
Tornato apposta da Perugia per festeggiare con i compagni il compleanno della squadra, anche lui vince il trofeo come nel 2009 e nel 2011. Per lui prestazioni inficiate dalla scarsa tenuta atletica ma si fa valere grazie all’esperienza. Più brillante nella prima gara quando riesce ad arginare Caserta.

COLLU: 7.5
Il giocatore della serata, eletto miglior giocatore del torneo grazie alla tripletta contro i Verdi e ai due assist contro i Blu. Ormai l’infortunio sembra un lontano ricordo, Valerio corre, sfreccia, supera l’uomo senza problema e i suoi tiri risultano spesso essere delle sassate imprendibili. Come Licausi si sta preparando ad una stagione da protagonista.

BISOGNO: 7
Probabilmente è il giocatore più in forma sul piano atletico di tutti e diciotto quelli visti all’opera ieri sera. La sua corsa è regolare e incessante e l’equilibrio che da al centrocampo è uno dei segreti della squadra Bianca. Distribuisce due gol equamente tra i due avversari, decisivi entrambi.

CIARDI: 6.5
Unica punta della squadra Bianca per quasi tutta la partita si muove come vertice alto dello schema a rombo. Si muove molto e marca con efficacia il play maker avversario. Suo il 2 a 0 contro i Blu a coronamento di un’azione avvolgente a cui partecipa l’intera squadra.

SQUADRA VERDE

BELLI: 6.5
Senza grosse responsabilità sui sei gol subiti in tutta la serata anzi, spesso gli avversari lo battono con tap in sulla linea di porta o con azioni travolgenti e tiri all’angolino. E invece bravo ad evitare tanti gol e strigliare la squadra che spesso pecca in concentrazione.

SACCHI: 6+
Dopo due anni precisi rivediamo in campo quello che fu un giocatore insostituibile per l’Olympic per tante stagioni. Immaginavamo di trovare un giocatore senza grinta, disabituato ai ritmi e alle gare con qualcosa in palio, seppur amichevoli, invece siamo rimasti sorpresi dalla sua verve e dalla sua concentrazione. Bello il tiro con cui batte Perrone nella primi mini sfida. Tosto nella goleada contro i Blu.

MONTALDI: 6 cap.
Torna dalle vacanze appesantito e fuori forma. La Scarpa d’Oro 2013 dovrà lavorare molto per tornare quello della scorsa stagione. Nella seconda partita contro i Blu va sicuramente meglio che nella prima contro i Bianchi.

CASERTA: 6
Stesso discorso: la forma atletica è deficitaria e non gli permette di sfruttare al meglio la sua tecnica. Va poco in dribbling anche se quando ci riesce sono dolori per la difese avversarie. Realizza due gol, bello quello contro i Blu, un tiro potente dal limite.

FORMICA: 6+
Anche lui molto lontano dal top della condizione ma supportato da una voglia e da una grinta maggiore rispetto a quelle dei compagni di squadra. L’avevamo lasciato, per cause di emergenza e forza maggiore, a seminare il panico sulla fascia destra: dopo un mese lo ritroviamo nella stessa posizione con buoni risultati. Tripletta per lui contro i Blu.

SFORZA: 6.5
Un falco! Non gli serve condizione atletica né di partecipare al gioco della squadra, spesso è irritante, frustrante vederlo giocare, eppure diventa il capocannoniere della serata con due prestazioni all’insegna dell’opportunismo e del senso del gol. A malapena arginato da Santolamazza in un duello d’altri tempi contro i Bianchi (segna l’1 a 3 che riapre i giochi), senza argini nel secondo tempo contro i Blu che punisce con una tripletta. Dopo un anno di assenza qualcuno lo rivorrebbe al centro dell’attacco della prima squadra.

SQUADRA BLU

MAIOZZI: 6
Portiere della squadra messa peggio in campo ne subisce l’andamento negativo. Senza difesa contro i Verdi, contro i Bianchi invece la sua squadra si assesta un po’ e anche lui ha modo di farsi valere.

RENCRICCA A. : 5.5 cap.
La sua squadra finisce a zero punti, lui è l’ultimo baluardo di una squadra scomposta e nonostante una prestazione grintosa probabilmente la sua responsabilità maggiore è quella di non essere riuscito a dare gioco e personalità ai Blu.

ROMAGNOLI: 5.5
Ha possibilità per viaggiare proficuamente sulla fascia destra ma dalle sue sgroppate esce poco.

RENCRICCA E. : 5
Si vede poco, pochissimo, poi scompare. Non trova il passo e la collocazione appropriata.

RUGGERI: 6+
Il migliore dei Blu insieme a Fantini con il quale forma una coppia d’attacco atipica ma fruttuosa. Belli entrambi i gol con cui batte prima Belli e poi (bellissimo il tiro e molto potente) Perrone. Momento della stagione fondamentale per lui in cui deve confermare quanto di buono fatto vedere nel finale della scorsa annata.

FANTINI: 6+
Non si arrende mai, nemmeno quando i Verdi vanno in goleada. Da sostanza al centrocampo e all’attacco dei Blu e batte Belli con un siluro a giro dalla trequarti. A segno anche contro i Bianchi.

La società desidera ringraziare tutti i tifosi accorsi alla Longarina per festeggiare i 24 anni della squadra e soprattutto Valentina Grifò per le foto della serata.

Olympic 2000 – Blockbuster Village 3-5

L'Olympic finalista di Europa League
L’Olympic finalista di Europa League
Intervista del dopo partita per Perrone
Intervista del dopo partita per Perrone

VENERDI’ 19 LUGLIO 2013, ORE 21
STADIO LONGARINA, VII TORNEO LIDO DI ROMA, EUROPA LEAGUE, FINALE
GARA 832
BLOCKBUSTER VILLAGE – OLYMPIC 2000
3-5 (0-2)

MARCATORI: 2 FORMICA, 1 CASERTA
MIGLIORE IN CAMPO: FORMICA

Il rumore dei sogni infranti è stridulo e assordante, è un suono che ti perfora i timpani e arriva fino su al cervello e poi non va via per un po’, ne rimane il ricordo come fosse lo schianto di un incidente stradale. La bella avventura dell’Olympic nel VII Torneo Lido di Roma finisce in questo modo doloroso ma pochi rimpianti se non quello di non aver potuto disporre di tanti titolari nel momento più importante della stagione.
Ma del resto lo sapevamo che la finale di un torneo così sfortunato e difficile non poteva discostarsi molto dal resto di una competizione in cui l’Olympic ha perso per infortunio tre giocatori e ha dovuto rinunciare per altri motivi a veri e propri pilastri della squadra.
Pensare che nella finale di Europa League, il match più importante della stagione, l’Olympic era in campo con solo tre giocatori con più di cento presenze la dice tutta, spiega molto del perché dopo cinquanta minuti di partita il Blockbuster esultava e faceva festa mentre Fantini, Perrone e Formica a testa bassa assistevano alla festa degli avversari rimpiangendo l’assenza di Rencricca e Montaldi, due amici e compagni prima che titolari inamovibili della squadra.
La lunga vigilia di questa settima finale di Coppa UEFA/Europa League della storia gialloblù cominciava subito dopo il fischio finale della terza gara del girone. L’Olympic era stata battuta con onore dallo stesso Blockbuster e aveva cominciato a preparare la partita immaginando che schieramento avrebbe potuto opporre agli avversari con il rientranti Caserta, Ruggeri e Ciuffa (quest’ultimo dopo più di due mesi) e l’esordiente Luca Licausi, alter ego di Rencricca.
Prima del fischio d’inizio l’atmosfera era bellissima, si respirava aria di serata importante e tutto alimentava questa impressione: l’entrata in campo con la musica dell’Europa League di sottofondo, il pubblico delle grandi occasioni e dulccis in fundo lo speaker che scandiva i nomi dei giocatori con un piccolo brivido quando è toccato a Collu e soprattutto a Formiconi, fuori per infortunio ma inseriti nella lista di gara per fare gruppo.
Poi è cominciata la sfida vera e propria con un lungo lasso di tempo in cui le reti sono rimaste inviolate: purtroppo le migliori occasioni le aveva il Blockbuster mentre l’Olympic trovava grande difficoltà a bucare il compattissimo centrocampo avversario che insieme alla difesa creava una impenetrabile linea Maginot sulla trequarti.
E la compattezza della trequarti è stata probabilmente proprio la grande differenza tra le due squadre perché proprio da questo tendine d’Achille nascevano i due gol con cui il Blockbuster andava al riposo. I veloci attaccanti avversari per due volte si incuneavano tra le larghe maglie gialloblù sul centro destra bucavano Perrone con due reti molto simili. Grande rimpianto prima del riposo per un’occasionissima di Caserta dopo aver spedito a lato di poco due tiri si faceva parare la terza conclusione.
La prima parte del secondo tempo era molto simile, l’Olympic si scopriva e in contropiede il Blockbuster realizzava il 3 a 0 prima che Caserta su assist di Ciuffa riaccendesse le speranza gialloblù. Su azione di calcio d’angolo gli avversari realizzavano il 4 a 1 che sembrava porre un’ipoteca decisiva sull’assegnazione della coppa.
Nel finale invece l’Olympic trovava in fondo al baule l’eredità fortissima di questo torneo ovvero la forza e la grande volontà di non mollare mai che l’hanno accompagnata in tutte le partite di questa competizione.
Il protagonista di questa fase era il miglior gialloblù di questo scorcio di stagione, Fabio Formica, che prima sprecava una palla clamorosa in contropiede calciando a lato e poco dopo realizzava una doppietta sfruttando un tiro libero e una punizione dalla sinistra.
Era il minuto 50 e il punteggio era un impensabile 4 a 3. C’è stato un istante davvero breve ma tangibile in cui l’Olympic avrebbe potuto pareggiare e portare la gara ai rigori ma è durato pochissimo. I gialloblù si sono scoperti alla disperata e nel minuto di recupero concesso dall’arbitro il Blockbuster realizzava la rete del 5 a 3 che gli consegnava la coppa.
Finiva con le scene di esultanza descritte all’inizio, un po’ di amarezza per una stagione disgraziata in parte sopita dalla consapevolezza di aver comunque disputato un’annata importante disseminata di molte grandi prestazioni e molte vittorie belle e prestigiose. Venivano da una stagione, quella scorsa, in cui la squadra era sembrata in declino invece in questi dieci mesi l’Olympic si è rialzata, ha riacquistato prestigio e convinzione e ha gettato le basi per un’altra stagione, la prossima, in cui potrà puntare su alcuni nuovi elementi giovani e di grande prospettiva. L’Olympic dovrà ricominciare tutto da zero ma la possibilità di poter contare su Ruggeri, Collu e di nuovo di Formiconi ci rende infinitamente ottimisti dopo aver visto cosa poteva fare la squadra quando ha giocato con tutti i titolari e potendo contare su nuovi validi innesti.
L’Olympic ha ancora un discreto avvenire, fidatevi!

PAGELLE DELLA FINALE E DELLA STAGIONE

PERRONE: 6 cap.
In fin dei conti poco impegnato perché i tiri degli avversari sono spesso diretti fuori. Bella la parata in controtempo nel secondo tempo e alcune uscite basse. Finale di stagione triste, senza alcuni compagni e amici che hanno fatto la storia di questa squadra.
Per lui buona stagione, non eccezionale ma comunque costellata di molte buone prestazioni. Chiude con 40 presenze (più 7 reti). Sempre presente nelle 8 partite del Torneo Lido di Roma.

LICAUSI: 6
Esordire in una squadra in una finale penso sia una cosa unica e eccezionale e per nulla facile invece questo difensore di 31 anni non si fa emozionare e gioca interamente l’incontro facendosi apprezzare per l’impegno e la concentrazione. Già questo basterebbe per una sufficienza perché è difficile trovare motivazioni senza amore per questa squadra ma evidentemente lui di carattere è fatto così. Nel dopo partita parlotta con Perrone e i ben informati parlano di un discorso incentrato su un ingaggio per la prossima stagione. Chissà…

CIUFFA A. : 5
La delusione di questa finale. Serviva concentrazione e motivazione invece lui non riesce proprio ad entrare nel clima partita che sarebbe servito. Peccato perché il resto della squadra teneva davvero tanto a questa coppa e a questa finale raggiunta tra mille fatiche. Nell’unico spunto degno di nota serve a Caserta la palla dell’1 a 3.
Per Ciuffa Junior è stata una stagione relativamente importante nell’Olympic perché su di lui la società ha investito tantissimo all’indomani del grave infortunio di Formiconi. Ha spesso fatto bene anche se ha deluso nelle due partite che davvero contavano ovvero questa finale e la semifinale di Europa League invernale contro il Bernocchi. Per lui in totale 8 presenze, 6 reti e 6 assist.

CASERTA: 6-
Non è riuscito a fare il Maravilla perché fin dall’inizio ha lamentato una piccola contrattura all’inguine ma anche perché nella zona in cui spesso parte a tremila per sfondare le difese avversarie il Blockbuster faceva davvero buona guardia. Nonostante ciò è stato insieme a Formica il più pericoloso giocatore gialloblù e oltre al gol ha messo a dura prova il portiere avversario con tiri pericolosissimi. Per lui stagione ad alti livelli, ha giocato relativamente poco ma ha avuto la media gol più alta di tutti e l’incidenza maggiore nelle gare giocate. In totale ha collezionato 25 presenze, 41 gol e 25 assist mentre nel Lido di Roma per lui si è ridotto alle ultime due settimane di torneo, in totale solo 2 presenze e 2 gol.

RUGGERI: 5.5
Probabilmente l’età gli ha giocato un brutto scherzo perché è sembrato molto emozionato e svagato.
Per lui questa è stata la stagione del grande debutto ad altri livelli, speriamo solo la prima con la maglia gialloblù. E’ stata una delle più belle sorprese della primavera e poi in questo torneo la sua esuberanza e la sua freschezza sono state spesso decisive per una squadra esperta come l’Olympic. In totale ha collezionato 7 presenze, 11 gol e 3 assist: un inizio scoppiettante che speriamo venga confermato già alla ripresa dell’attività.

FORMICA: 6+
Per la terza gara di fila si rivela il miglior gialloblù in campo grazie ad una straordinaria voglia di spaccare il mondo: voleva questa coppa e l’avrebbe meritata tanto per il cuore messo in queste partite. In questa finale stava quasi portando l’Olympic ai rigori e noi lo ringraziamo perché per una decina di minuti ha messo davvero paura agli spavaldi giocatori avversari.
Grande stagione la sua: 32 presenze (mai così presente in carriera), 42 gol e 30 assist a cui si aggiunge il raggiungimento di tanti traguardi personali. Per lui si attendono riconoscimenti importanti.

FANTINI: 5.5
Che peccato che Andrea non sia mai riuscito ad entrare davvero in partita. In questa finale l’Olympic non ha potuto disporre del miglior Fantini, un vero peccato dopo una stagione sempre al top con ben 42 presenze (giocatore più presente della rosa), 58 reti (calciatore più prolifico considerando anche le amichevoli) e 20 assist.
Lui è un altro che avrebbe fatto pazzie per alzare una coppa dopo una cavalcata esaltante da protagonista tra risultati strappati tra mille difficoltà.

GIOCATORI NON PRESENTI NELLA FINALE

Ben 24 giocatori utilizzati in totale in questa a cui si aggiungono quelli che hanno partecipato agli stage organizzati dalla società. Dei giocatori non presenti in finale non possiamo che partire da Alessandro Rencricca, autentico pilastro della squadra, soprattutto dopo l’infortunio di Formiconi. Il numero 4 gialloblù si è risollevato alla grande dopo la brutta stagione scorsa e ha totalizzato 39 presenze, 42 reti e 5 assist.
Segue a ruota un altro pilastro, Simone Montaldi, alla prima stagione giocata per intera nell’Olympic, la stagione della sua definitiva consacrazione. Quando è stato assente l’Olympic non era la stessa. Per lui 41 presenze, 55 gol e 17 assist.
In ordine di presenze segue a ruota Emiliano Belli, vero cuore pulsante della squadra, fondamentale per la vittoria nelle Challenge Cup 5 e prezioso e commovente nelle sue panchine alla Longarina quando la società lo ha chiamato come numero 12. Emiliano ha totalizzato 17 presenze.
A 16 presenze (confortate da 12 gol e 8 assist) troviamo invece Fabrizio Formiconi che dopo metà stagione da protagonista ha dovuto abbandonare i compagni per un bruttissimo infortunio accadutogli durante uno stage a gennaio. E da quel giorno la squadra ha cominciato a cercare un sostituto con scarsa fortuna perché di Formiconi ce n’è solo uno. Il suo rientro è previsto in ottobre.
Tra gli esordienti assoluti in questa stagione troviamo Stefano Romagnoli (7 gare, 7 gol, 1 assist), un difensore che si è sempre impegnato e che ha imparato ad amare l’Olympic come un veterano. Giocatore apprezzatissimo dalla società.
A quota 7 presenze troviamo anche Alessandro Santolamazza che dopo un anno sabbatico è tornato per una primavera in un certo senso da protagonista. Il suo futuro è incerto, probabilmente lontano da Roma e dall’Olympic ma non è mai detta l’ultima parola per il co fondatore della squadra.
A quota 4 partite troviamo Tarallo (per lui anche 3 reti), giocatore che torna sempre utile in caso di necessità ma sul cui futuro in questa squadra poniamo forti dubbi. 4 partite (con 1 rete e la bellezza di 4 assist) anche per Pierluigi Ciardi, un elemento di sicura affidabilità, sempre pronto a dare una mano all’Olympic, anche last minute. Di lui ci ha stupito l’immediato amore per la maglia gialloblù, sentimento che non può passare inosservato e che gli permetterà di ritagliarsi uno spazio nell’Olympic.
Un altro elemento che ha letteralmente strabiliato per l’immediato attaccamento alla maglia è Valerio Collu, giocatore di caratura tecnica eccellente che ha esordito nel Torneo Lido di Roma in cui ha totalizzato 3 presenze, 6 reti e 2 assist prima di infortunarsi seriamente. Su di lui la società punta fortissimo per la prossima stagione.
3 presenze anche per Leonida Aschettino: il suo ritorno a sorpresa è stata una chicca di questo finale di stagione anche se poi abbiamo dovuto fare i conti con la sua fragilità muscolare. Anche per lui c’è stato un finale di stagione anticipato a causa di un infortunio prima del quale aveva segnato 1 gol.
In chiusura gli elementi che hanno giocato una o poche partite. Su tutti Simone Trombetti, per lui 3 presenze e 1 gol e tanto encomiabile impegno. Segue Edoardo Rencricca (2 presenze), Matteo Rencricca (2 gare anche per lui), Francesco Sforza (1 presenza e 3 gol), Marco Guerra (1 gara, 1 rete), Gianluca Bisogno e Francesco Tani (1 gara a testa).
Ricordiamo anche i giocatori che hanno partecipato solo agli stage senza mai essere convocati per impegni ufficiali: Emanuele Maiozzi, Fabio Petecchia, Alberto Petecchia, Andrea Musumeci, Fabrizio Di Pietro, Marco Di Biase, Daniele Rossi, Marco Taricone e Leonardo Del Re. A loro un sentito ringraziamento.

INFINE UN ENORME GRAZIE A TUTTI I TIFOSI CHE CI HANNO SOSTENUTO. IL VOSTRO CALORE CI E’ ARRIVATO FORTE E DRITTO AL CUORE!

Olympic 2000 – Svezia 10-9

Un abbraccio vale più di mille parole
Un abbraccio vale più di mille parole
Si vince fuori e dentro il campo
Si vince fuori e dentro il campo
Simone, che emozione!
Simone, che emozione!

MERCOLEDI’ 10 LUGLIO 2013, ORE 22.15
STADIO LONGARINA, VII TORNEO LIDO DI ROMA, EUROPA LEAGUE, II GIORNATA
GARA 830
SVEZIA TWENTE PAINTS – OLYMPIC 2000
9-10 (4-6)

MARCATORI: 3 FORMICA, 2 FANTINI, 2 MONTALDI, 2 RUGGERI, 1 CASERTA
MIGLIORE IN CAMPO: FORMICA

Una partita in un attimo, un battito di ciglia, l’istante in cui l’arbitro emette il primo dei tre fischi finali, Perrone e Montaldi si guardano, c’è un momento di inconsapevolezza, poi un barlume simultaneo colpisce i due e gli fa capire che si, l’Olympic è in finale di Europa League.
E’ stata una partita epica, da consegnare agli annali, da conservare nel cuore come tante altre in questo torneo che sta vedendo l’Olympic protagonista. I gialloblù perdono pezzi a ogni incontro, giocano con tantissime difficoltà eppure anche stavolta hanno scavato in fondo al loro cuore e trovato quelle energie per battere il proprio avversario all’ultimo secondo.
E’ stato un match molto simile a quello contro il Mo’viola. C’è stato il momento delle convocazioni, difficoltose come al solito con Rencricca indisponibile, Aschettino ancora out dopo l’infortunio della settimana scorsa e Santolamazza che dava forfait in mattinata per un brutto mal di schiena. Praticamente tutta la difesa era fuori come per un virus che colpiva un singolo reparto. Restava un’unica cosa da fare, mettere Montaldi al centro della difesa, il rientrante Caserta a sinistra e Formica adattato a destra e poi sperare nell’impresa di carattere.
Solo che di fronte c’era la Svezia, non una squadra qualunque, un avversario che ci sarà un motivo per cui ci ha battuti 19 volte nei precedenti 28 incontri.
E poi dopo una giornata di attesa febbrile è arrivato il momento della partita. Palla al centro per il sorteggio con Montaldi investito per una sera dei gradi capitano. Lui, l’ex più fresco di una partita di ex, il giocatore che per situazioni contingenti era chiamato a dare qualcosa di più, vuoi per la mancanza di difensori, vuoi perché quella maglia dorata l’ha indossata decine di volte.
Si parte e di fronte trovi la storia del calcio a 5: Gianluca, Fabio e Marco Atzeni e sorpresa dell’ultimo minuto l’ex che non ti aspetti: Marco Civita, da tempo lontano dal calcio ma con 19 presenze in gialloblù tra il 1999 e il 2000.
L’Olympic però non si è fatta emozionare da cotanto avversario e ha segnato per prima grazie al Mimmo Maravilla, che mancava dal 21 maggio e si è fatto subito perdonare con la prima serpentina della sua partita.
Poi la Svezia ha pareggiato ma il primo tempo è stato quasi e solo un monologo gialloblù con i giocatori che si dividevano equamente la parte del protagonista. C’è stato anche tanto nervosismo, come ci si poteva aspettare da un derby, e l’arbitro ha avuto il suo bel da fare per calmare gli animi fino a che non ha ritenuto opportuno allontanare tutta la panchina dell’Olympic, piena di elementi non autorizzati tra cui un esagitato e accorato Collu.
Nei primi venticinque minuti di battaglia l’Olympic ha saputo portarsi avanti fino al 5 a 1 che è diventato 5 a 4 quando la squadra ha avuto un crollo atletico ma che pochissimo prima dell’intervallo si è trasformato in 6 a 4 grazie ad un pregevole tiro libero di Fabio Formica.
Poi la ripresa che è stata ancora più vivace ed emozionante del primo tempo. La Svezia accorciava immediatamente le distanze, poi pareggiava ma ogni volta che gli avversari raggiungevano il pareggio una scintilla di vitalità permetteva ai nostri di portarsi in avanti. E’ successo per il 7 a 6, per l’8 a 7 e per il 9 a 8. Ogni volta sembrava che la Svezia fosse abbattuta eppure arrivava anche il 9 a 9, la rete di Fabio Atzeni a due minuti dalla fine, il gol che non solo allontanava il sogno finale dell’Olympic ma che faceva pensare ad un crollo psicologico e fisico dei nostri e ad una immeritata sconfitta dopo che la squadra aveva meritato di stare sopra fino a quel momento.
Invece al minuto numero quarantotto l’Olympic trovava per la terza volta consecutiva nelle ultime tre partite la forza per uccidere sportivamente l’avversario: Formica completava la sua serata da sogno involandosi verso il portiere che commetteva fallo. Lo stesso numero 10 gialloblù si sistemava la palla per la punizione da fuori area e il resto è storia.
Il missile abbatteva la fortezza della Svezia bucando la rete, poco dopo l’arbitro emetteva quei magnifici tre fischi e ci riportava alla scena quasi onirica raccontata all’inizio di questo articolo.
Subito dopo abbracci a non finire e già si cominciava a sognare la finale resa possibile dalla sconfitta del Mo’viola che perdendo contro il Blockbuster consegnava in un colpo solo le chiavi dell’atto conclusivo di Europa League all’Olympic e allo stesso Blockbuster.
L’immediato futuro ora ci riserva un antipasto della finale mercoledì 17 luglio: l’ultima gara del girone, ininfluente, da giocare contro il Blockbuster. Poi, due giorni dopo, la finale vera e propria in cui l’Olympic non potrà contare su mezza squadra.
Potrà invece contare sul grande cuore gialloblù che in questo torneo c’è stato sempre, a prescindere da chi ha giocato. Questa squadra è nata la sera della pesante sconfitta contro la Lidense. Quella sera l’Olympic non aveva smesso di correre nemmeno sotto di nove gol e questa esperienza l’ha portata con se meritando il pareggio allo scadere contro il Blockbuster nel girone e andando a vincere partite storiche contro Mo’viola e Svezia.
E ora la storia ci aspetta, un altro piccolo sforzo e si va in Paradiso.

PAGELLE

PERRONE: 7
Partita da far tremare le ginocchia contro avversari che sono stati compagni per tanto tempo e di cui si conosce a forza, l’esperienza e soprattutto i danni che possono fare con un pallone tra i piedi. Eppure il portiere gialloblù non trema, non è perfetto come contro il Mo’viola ma gioca una gran partita e distribuisce equamente tra primo e secondo tempo le parate che risulteranno decisive. Poco prima del fischio finale toglie dalla rete un tiro a giro di Gianluca Atzeni.

MONTALDI: 7.5 cap.
Presenza numero 83 e prima da capitano, un onore riservato a pochi ma che lui ha meritato non solo perché questa era una partita speciale per lui ma soprattutto come coronamento di una stagione in cui è diventato un punto fermo della squadra sia a livello tecnico che a livello morale. In campo ha offerto una prestazione monstre giocando cinquanta minuti da difensore centrale fisso con sacrificio e concentrazione. Ha segnato una doppietta e offerto a Ruggeri un assist al bacio e il fischio finale ha sancito la sua serata perfetta. Purtroppo non potrà giocare la finale per motivi personali ma questo torneo e questo traguardo portano la sua firma in calce.

FORMICA: 8
Avevamo puntato su di lui come probabile risolutore di questa specie di semifinale e avevamo avuto ragione. Il gol della vittoria a due minuti dalla fine è solo la punta dell’iceberg della sua prova in cui ha segnato una tripletta ma soprattutto ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere nelle ultime uscite. Il ruolo di esterno destro gli calza come un vestito perfetto. Da quella posizione è riuscito a difendere con grande dedizione e ripartire facendo danni ingenti alla difesa avversaria. E’ stato tra i più nervosi nel primo tempo ma nella ripresa ha saputo subire con pazienza i falli avversari e punire la Svezia con una punizione perfetta.

CASERTA: 7.5
Il Mimmo Maravilla dopo 49 giorni di assenza ha saputo tornare dal cono d’ombra in cui si era infilato e ha ricordato a tutti quanto può essere importante per l’Olympic. Non ha avuto grande concentrazione in fase difensiva ma dal centrocampo in su è stato una spina costante nel fianco della Svezia che già aveva punito con due gol nel 2011 senza però riuscire ad uscire vittorioso dal campo. Ieri ha segnato l’1 a 0 e poi ha confezionato due assist nel suo stile. Dopo la finale di Europa League che vinse quasi da solo due anni fa riuscirà a regalare all’Olympic un’altra gioia?

RUGGERI: 7.5
La Tempesta Perfetta che si abbate sulla Svezia: comincia con un assist da calcio d’angolo per Fantini, prosegue con un gol e finisce con una gemma di infinita bellezza che poteva essere il gol vittoria. Non lo è stato perché la Svezia poco dopo segnava il suo ultimo gol della serata ma quel pallonetto al volo, scagliato in corsa, che è finito sotto il sette rimane una delle reti più belle di questa stagione gialloblù. Ancora decisivo, Alex è una delle grandi rivelazioni di questa annata.

FANTINI: 7.5
Partita di grande sacrificio perché la Svezia ha un solo schema: il playmaker da il via all’azione e si incunea nell’area gialloblù in attesa del passaggio di ritorno quindi Andrea ha dovuto spesso fare metri a rincorrere il suo diretto avversario, una cosa che non gli capita di rado. Invece lui l’ha fatto spesso con buoni risultati e oltre a questo lavoro ha trovato il modo di segnare una doppietta. In finale lui e Perrone saranno gli unici superstiti tra i veterani gialloblù, una grandissima responsabilità.

Olympic 2000 – Real Molteni 5-15

MARTEDI’ 21 MAGGIO 2013, ORE 21
LONGARINA
GARA AMICHEVOLE
OLYMPIC 2000 – REAL MOLTENI
5-15 (3-4)

MARCATORI OLYMPIC: 1 CASERTA, 1 FANTINI, 1 MONTALDI, 1 RENCRICCA A., 1 TARALLO
MIGLIORE IN CAMPO: MONTALDI

Nel calcio la differenza la fanno le motivazioni e nell’amichevole di ieri si sono affrontate una squadra che mangiava l’erba del campo per quanto aveva voglia di vincere e divertirsi e una che aveva a malapena voglia di correre.
Purtroppo la squadra senza stimoli era l’Olympic che dopo un tempo tutto sommato decente nella ripresa si è consegnata agli avversari facendosi seppellire di reti e esponendosi ad una brutta figura che francamente si poteva evitare. Come? Magari semplicemente non giocando visto che i giocatori gialloblù sembravano totalmente assenti e con la testa da un’altra parte. Dove poi non si sa perché si organizzano partite di allenamento per prepararsi ad un torneo imminente (il Clausura comincia tra una settimana) si presuppone che l’obiettivo della serata sia quello di prepararsi per l’appunto al torneo. Invece giocando così e più che probabile che anche nelle gare importanti manchi qualcosa a livello mentale (e purtroppo contro il Bernocchi nella semifinale di Europa League è successo proprio questo).
Per quanto riguarda i singoli spendiamo due parole su gli elementi che la società sta testando per allargare la rosa: Tarallo da sempre l’impressione di poter illuminare la scena con qualche tocco ma per ora la tenuta atletica è minima. Edoardo Rencricca invece non ha brillato ma nemmeno fatto scempi e in una partita come quella di ieri non è poco.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 cap.
Gran primo tempo. Nel secondo tempo si arrende dopo i cinque gol consecutivi che il Real segna in pochi minuti.

RENCRICCA A. : 5
Sempre fuori dalla sua posizione naturale di centrale a causa di una improvvisa passione per il ruolo di ala sinistra. Lo “scavetto” a centrocampo da cui nasce il quinto gol del Real è una contro – perla da consegnare agli annali. Segna un gol.

MONTALDI: 5.5
Un po’ meglio degli altri, si impegna fino alla fine e segna il secondo gol dell’Olympic.

RENCRICCA E. : 5.5
Mancava da due anni e otto giorni in gare ufficiali, torna in una serata in cui sfiderei chiunque ad uscirne facendo bela figura. C’è da dire che nel primo tempo ha sbagliato molti passaggi ma ha sempre fatto di tutto per recuperare l’errore e ci è sempre riuscito meritandosi tanti applausi. Ora ci vorrebbe che giocasse in un match in cui l’Olympic giocasse bene, un incontro in cui lui possa inserirsi in un meccanismo funzionante. In quel caso capiremmo finalmente se Edoardo può aiutare questa squadra.

TARALLO: 5.5
Qualche lampo, qualche scintilla, il gol dell’unico vantaggio gialloblù (il 3-2) ma ha troppa poca benzina in corpo per dare continuità al suo gioco.

CASERTA: 5.5
Freccia rossa nel primo tempo (con gol annesso), tram (con troppe fermate) nel secondo.

FANTINI: 5
Poco filtro a centrocampo e tanti errori sotto porta. Non il solito Gambe Tonanti. Segna un gol.

Olympic 2000 – Mo’viola 3-4

LUNEDI’ 13 MAGGIO 2013, ORE 21
LONGARINA
SPRING TROPHY, SECONDA GIORNATA
OLYMPIC 2000 – MO’VIOLA
3-4 (2-3)

MARCATORI OLYMPIC: 1 CASERTA, 1 FANTINI, 1 AUTORETE
MIGLIORE IN CAMPO: PERRONE
AMMONITI: PERRONE, FANTINI

Un primo quarto d’ora disastroso dell’Olympic ha permesso al Mo’viola di battere i gialloblù e ottenere il primato solitario nella classifica dello Spring Trophy.
Questa la sintesi della partita di ieri che chiudeva il girone di andata del mini torneo a cui l’Olympic sta partecipando per prepararsi al torneo di fine stagione.
Nella mattinata di ieri due forfait inaspettati impedivano all’Olympic di provare la squadra che sperimentale che Perrone aveva in mente già da qualche giorno: prima Formica poi Ruggeri avvertivano di essere improvvisamente indisponibili costringendo così il player manager gialloblù a convocare Montaldi, inizialmente non convocato.
La prestazione dell’Olympic non è stata un totale fiasco, anzi, però la prima parte del primo tempo è stata a tal punto negativa da condizionare tutto l’incontro. Due errori di Rencricca e uno di Montaldi causavano le tre reti del Mo’viola che dopo lo 0-3 viaggiava sul velluto agendo in contropiede e causando ulteriori pericolo alla porta difesa da un ottimo Perrone.
Il momento di smarrimento si chiudeva con la bella incursione di Montaldi chiusasi con l’autogol del viola Ioli. La prima marcatura, sebbene un po’ fortunosa, dava fiducia all’Olympic che da quel momento cominciava a macinare gioco e a creare molte occasioni di cui purtroppo solo una veniva capitalizzata grazie a Caserta.
A inizio ripresa Fantini sfruttava l’invito di Tarallo per segnare il meritato pareggio ma paradossalmente propria con questa rete si chiudeva il periodo migliore dei gialloblù che cominciavano a rischiare davvero tanto.
Nonostante qualche rischio di troppo l’Olympic sfiorava il vantaggio colpendo due pali mentre il direttore di gara annullava ingiustamente un gol buonissimo a Montaldi dimostrandosi una bestia nera per i gialloblù (era lo stesso arbitro della disgraziate partite di Europa League contro Parchetto e Bernocchi).
Nel finale arriva purtroppo il gol della vittoria del Mo’viola e a nulla serviva il forcing finale dell’Olympic per rimediare.
La gara finiva quindi 4 a 3 per gli uomini capitanati da Rossi che nel prossimo incontro affronteranno lo Scarsenal cercando l’ipoteca per la vittoria del mini torneo.
Per l’Olympic il match si chiudeva con la consapevolezza di essersi approcciati male all’incontro (se perdiamo queste partite per un approccio sbagliato allora vuol dire che nemmeno il Mo’viola riesce a darci concentrazione e lucidità), di essere stati davvero poco precisi sotto porta (Caserta ha avuto almeno cinque palle gol nitide) ma anche di aver trovato in Tarallo un buon rinforzo per il Clausura.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.
Il fastidioso malessere al ginocchio lo rende rigido nei movimenti ma dopo essersi scaldato acquisisce la sicurezza necessaria per sventare tante palle gol. Miracoloso sulla solita spizzata di Rossi.

RENCRICCA A. : 5.5
Buona prova dopo l’avvio burrascoso ma all’inizio e nel finale commette gli errori che fanno segnare il Mo’viola. Il lancio lungo avversario alla ricerca degli attaccanti viola è un tendine d’Achille a cui va messa una pezza.

MONTALDI: 6
Esce dal tunnel di brutte prestazioni iniziato qualche tempo fa e tutti speriamo che lo abbia fatto in via definitiva. Ieri sulla fascia destra sembrava Formiconi per quante volte faceva su e giù in entrambe le fasi. Provoca l’autorete che vale il primo gol gialloblù, colpisce un palo clamoroso (la palla danza tra gambe, linea e montante non entrando non si sa come) e nel finale segna un gol assolutamente buono che l’arbitro ha chissà perché annullato.

TARALLO: 6
Poco dinamico ma ha tutta la qualità per non farlo notare. Suggerisce a Fantini l’assist per il tre pari e all’Olympic di tenerselo stretto per gli ultimi due mesi di stagione. Vorremmo che diventasse il fantasista che mostrasse a Caserta la strada verso il gol.

CASERTA: 5.5
Mille spunti, mille dribbling, mille occasioni e un solo gol (come al solito bellissimo). C’è bisogno di spiegare il voto?

FANTINI: 5.5
In vetrina Andrea espone il bel gol del tre pari e un tiro in fotocopia che pochi minuti dopo termina a lato da poco. Ci vorrebbe dell’altro materiale per arrivare alla sufficienza piena.

Olympic 2000 – Real Molteni 10-8

MARTEDI’ 30 APRILE 2013, ORE 21
STADIO LONGARINA
GARA #819
CHALLENGE CUP 6, FINALE

REAL MOLTENI – OLYMPIC 2000
8-10 (3-3)

MARCATORI OLYMPIC: 4 FANTINI, 2 CIUFFA A., 1 CASERTA, 1 FORMICA, 1 MONTALDI, 1 RENCRICCA A.
MIGLIORE IN CAMPO: FANTINI
AMMONITI: –
ESPULSI: –
CLIMA: PRIMAVERILE CALDO

Alla fine la Challenge Cup si chiude con il solito finale, quello di sempre o quasi, con i giocatori dell’Olympic che alzano la coppa, la memoria che va per un attimo alle brutte prestazioni della prima fase e poi la festa, anche se in tono minore, vista l’eliminazione in Europa League.
Si è chiusa ieri sera l’edizione di Challenge Cup più sfortunata, più difficile, più travagliata per le tante difficoltà organizzative causate da maltempo, ritiri di squadre, forfait tardivi che hanno reso impossibile dare una continuità al torneo che ha raggiunto la ragguardevole durata di cinque mesi abbondanti.
Ora però è finita, la Challenge andrà in letargo per un po’, per qualcuno potrebbe addirittura essere stata l’ultima edizione di questo torneo ma non precipitiamo queste considerazioni e concentriamoci sulla partita dell’Olympic.
I gialloblù si sono avvicinati a questa finale perdendo tante partite nel girone e di queste ben due contro il Real Molteni che aveva così vinto il girone e si era qualificata direttamente per l’atto finale della coppa. L’Olympic quindi aveva dovuto affrontare lo scoglio della semifinale contro il Miami, un ostacolo superato brillantemente grazie ad una prova perfetta che aveva galvanizzato Perrone e compagni.
Tre protagonisti di quella serata, Romagnoli, Ciardi e Santolamazza, erano stati sostituiti nelle convocazioni per la gara di ieri da tre titolari fissi, Formica, Caserta e Ciuffa quindi l’Olympic era in formazione tipo e nona aveva scuse. Nonostante un percorso difficile la coppa era un traguardo da raggiungere a tutti i costi.

Invece in campo non è stato così facile: il Real, nonostante fosse senza riserve, presentava giocatori giovani e ben allenati mentre i nostri sembravano lumache pronte per l’ospizio. I gol degli avversari arrivavano così: gli attaccanti del Real mettevano la freccia, superavano i nostri difensori e battevano Perrone, anche lui non perfetto in occasione del primo e del terzo gol degli avversari.
Il primo tempo è stata una continua sofferenza perché l’Olympic non riusciva a raccapezzarci perché i giocatori non mantenevano le posizioni e il gioco era lasciato al caso. Le reti che hanno permesso all’Olympic di andare al riposo sul 3 a 3 sono state frutto del carattere di Rencricca, Montaldi e Fantini, il gioco non c’entra ma meglio così perché la sconfitta contro il Bernocchi era nata anche da una mancanza di carattere dei nostri.

Dopo l’intervallo le cose sono andate meglio, almeno di quel tanto che è bastato per vincere la partita. Già il Real era leggermente calato nella fase finale della prima frazione e il trend si confermava a inizio della seconda quando Caserta firmava il primo vantaggio gialloblù della serata. Poco dopo arrivava anche il doppio vantaggio ma da questo momento in poi il match seguiva uno schema fisso: l’Olympic si portava avanti di due e il Real subito dopo accorciava mettendo il fiato sul collo ai nostri che per u successivi venti minuti giocavano una partita tutta sui nervi davvero estenuante dal punto di vista psicologico.

E’ stato faticoso ma alla fine i nostri ce l’hanno fatta pur non giocando bene, pur senza attenzione né concentrazione però il carattere c’è stato e tanto è bastato per ottenere la quarta Challenge su sei edizioni. E’ stato la coppa dello zoccolo duro gialloblù: di Fantini, miglior bomber del torneo (anche se la coppa di capocannoniere è andata a Lisci del Miami che aveva segnato più gol nella prima fase), di Formiconi, infortunato lungodegente ma presente all’esordio a novembre ma è stata anche la coppa degli outsider come Romagnoli, Santolamazza e soprattutto Ciardi che ieri era presente in panchina. Ma le congratulazioni vanno anche a Belli che ha giocato la prima fase ed è stato infortunato durante i play off, insomma, è stata la solita bella avventura ricca di avvenimenti e ricordi che già appartengono alla storia dell’Olympic.

Un’altra coppa in bacheca, una coppa leggera che non riesce a mitigare la sconfitta subita in semifinale di Europa League. Per dimenticare quel fallimento ci vuole qualcosa di consistente e quel qualcosa avrà inizio a fine maggio.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.
Nel primo tempo dalle sue parti svolazzano le quaglie (il primo e il terzo gol entrano in rete un po’ troppo facilmente) poi comincia a fare parate fondamentali come la deviazione sulla traversa sul tiro a botta sicura che poteva significare l’1 a 4 o le uscite su Triunfo nel finale. Presente in tutte le gare di questa Challenge, dal nebbione novembrino dell’Eschilo al caldo primaverile della Longarina.

RENCRICCA A. : 6.5
Finale giocata senza tanta concentrazione (sbaglia i tempi di anticipo su Triunfo e sale troppo in avanti anche quando non serve) ma lì dove è mancata la testa c’è stato il carattere e la voglia di vincere che hanno fatto davvero al differenza. Segna il primo gol gialloblù della serata, quello del provvisorio 1 a 2, il dodicesimo in questo torneo in cinque presenze. Assente solo nel match esordio, quello che rimarrà nella storia per la fitta nebbia.

CIUFFA A. : 6.5
Svagato, disattento in fase difensiva, a volte sembra catapultato in campo per caso. Poi però ha dei flash, dei momenti di vitalità che stendono gli avversari. Chissà forse quello del difensore non è il suo ruolo, forse bisognerebbe provarlo più in avanti ma così ci ritroveremmo di nuovo di nuovo a dover cercare un difensore per il finale di stagione. Per lui era l’esordio nel torneo e l’ha bagnato con una doppietta di reti e di assist.

MONTALDI: 6.5
Un Montaldi ancora a corrente alternata anche se alla fine riesce sempre a essere decisivo. Il secondo e il terzo gol sono merito suo infatti prima segna la sua decima rete nel torneo poi tira un siluro che il portiere non trattiene e Fantini ribadisce in rete.
In questa edizione di Challenge è stato assente solo nella serata della mega rissa causata dal colombiano del Miami City.

CASERTA: 6+
E’ destino che sul campo più esterno della Longarina deve offrire prestazioni non proprio esaltanti anche se in senso relativo visto che trova comunque il tempo per segnare un gol e fornire due assist. Terza presenza in questa Challenge in cui ha realizzato tre gol (una a partita) e ben cinque assist.

FORMICA: 6+
Prestazione sulla falsa riga di quella di Caserta, si accende a tratti, fa buone cose sulla fascia sinistra anche se in generale non brilla. Quattro presenze e quattro gol nel torneo con ben cinque assist.

FANTINI: 7.5
Andrea corona la sua ottima Challenge Cup con un poker decisivo per la vittoria e con una prova davvero esaltante per i toni agonistici. Tantissimo pressing, tanti palloni rubati, quattro reti, un assist e aiuto in fase difensiva. Non si potrebbe chiedere di più.
E’ stato il miglior marcatore dell’edizione con 18 reti (peccato aver perso il titolo di capocannoniere avendo segnato relativamente poche reti nella prima fase). Sempre presente, unico giocatore insieme a Perrone: protagonista nella brughiera dell’Eschilo, nelle battaglie (perse) al San Giorgio, vittima nel western colombiano e mattatore dei play off alla Longarina. Giocatore unico.

Hanno preso parte a questa edizione di Challenge Cup anche altri cinque giocatori: Fabrizio Formiconi ha disputato la gara d’esordio venendo espulso nel finale. Si è poi infortunato seriamente prima della seconda partita ed ora è in pena fase di recupero. Per lui un assist.
Pierluigi Ciardi ha giocato ben tre partite tra cui la “semifinale perfetta” facendo registrare due reti e quattro assist. Ieri sera è stato presente in panchina pur non essendo stato convocato e la società ha apprezzato davvero molto questo gesto e il suo incitare i compagni per tutta la partita.
Stefano Romagnoli ha disputato una sola partita, la semifinale contro il Miami City. Umile e disponibile come sempre, per lui una rete.
Alessandro Santolamazza ha giocato due partite tra cui la gara di ritorno della prima fase contro il Real Molteni, gara in cui ritornò in campo dopo molti mesi. Ottima la sua prova in semifinale, match in cui ha segnato una rete.
Emiliano Belli è stato parecchio sfortunato perché dopo aver giocato le quattro gare della prima fase ha dovuto rinunciare ai play off per un infortunio al braccio. Peccato, questa era la sua coppa e avrebbe meritato di festeggiare il trofeo insieme ai compagni.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 4-8

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Un’Olympic irriconoscbile viene sbattuta fuori dall’Europa League. I gialloblù sbagliano tutto a partire dall’approccio.

GIOVEDI’ 18 APRILE 2013, ORE 21
STADIO LONGARINA
GARA #817
EUROPA LEAGUE APERTURA, SEMIFINALI

OLYMPIC 2000 – AUTORICAMBI BERNOCCHI
4-8 (1-3)

MARCATORI OLYMPIC: 2 CASERTA, 2 FORMICA.
MIGLIORE IN CAMPO: PERRONE
AMMONITI: CIUFFA A., FORMICA

E’ finita. I giocatori in maglia gialla esultano, quelli in maglia gialloblù hanno gli occhi sgranati e increduli e rimangono in campo trasognati a fissare il nulla, come per cercare di capire cosa sia stato ad essergli passato davanti, troppo veloce, troppo violento per essere percepito dall’occhio umano.
Poi il mondo smette di girare, gli oggetti si fermano e tutto acquista forma e significato: l’Olympic ha perso, è fuori dall’Europa League e a travolgerla è stata un’Autoricambi Bernocchi perfetta, magistrale, cattiva, determinata. Forse Cascone e compagni avevano una marcia in più dopo aver conquistato la qualificazione all’ultima giornata rispetto ad un’Olympic che aveva dominato il girone. Oppure i gialloblù hanno sentito troppo la partita e pagato il forte desiderio di vincere la coppa, forse capiremo tutto più in la, tra qualche giorno, dopo che la delusione si stratificherà e in loro tornerà la motivazione, la voglia di tornare a vincere. Per ora tutto è nero e gli occhi rimangono fissi nel vuoto.
La marcia di avvicinamento a questa semifinali era stata perfetta per l’Olympic: primo posto nel girone dopo quattro vittorie su cinque partite, la quadratura ritrovata grazie all’acquisto di Ciuffa che aveva colmato il vuoto lasciato da Formiconi, la sicurezza ristabilita. Per la penultima tappa verso la coppa la squadra era al completo e la storia parlava a favore dell’Olympic che in questa stagione aveva battuto già due volte gli Autoricambi.
Eppure, già dopo pochi minuti, si capiva che qualcosa non andava: gli avversari trovavano facilmente il modo di arrivare dalle parti di Perrone e il capitano doveva subito superarsi in quattro parate difficili consecutive. Al quinto tentativo gli Autoricambi passavano in vantaggio meritatamente.
Come al solito cercavamo in Mimmo Caserta il primo spiraglio di luce e la fiducia era giustamente riposta perché il numero 19 realizzava uno dei gol più belli da quando veste la maglia dell’Olympic. Purtroppo era un fuoco fatuo perché i meccanismi di squadra non giravano a dovere, l’intesa tra Rencricca e Caserta aveva grandi e pericolose pause e Rosca e Cioè arrivavano spessissimo a calciare segnando due reti prima dell’intervallo.
In tutta questa confusione di idee l’Olympic veniva ulteriormente spinta più in giù da una direzione di gara inspiegabile: l’arbitro, che già aveva fortemente penalizzato i nostri in occasione della sconfitta contro il Parchetto, prendeva di continuo decisioni contro i gialloblù sia nelle piccole cose (rimesse laterali invertite, contrasti regolari che diventavano falli) sia in quelle più macroscopiche come un clamoroso calcio di rigore negato a Caserta o un fallo da ultimo uomo subito da Fantini lanciato a rete e trasformato in fallo dell’attaccante gialloblù.
Non vogliamo certo insinuare che l’arbitro arbitrasse volontariamente contro l’Olympic ma tante, troppe decisioni strane, ci hanno fatto quasi venire questo dubbio. A inizio ripresa Caserta trovava su punizione il 2 a 3 ma subito dopo gli avversari trovavano il quarto gol e poco dopo si verificavano i già menzionati torti arbitrali che contribuivano al break degli avversari che guadagnavano tre lunghezze portandosi sul 2 a 5.
Questo gap si protraeva per tutto nel secondo tempo fino a che l’Olympic non ha dovuto scoprirsi e rischiare il tutto per tutto e li il contropiede avversario è stato letale. Gli ultimi minuti sono stata una sofferenza perché l’Olympic non è mai stata in partita, mai ha dato l’impressione di poter riprendere la partita e alla fine il fischio finale è stato forte e fragoroso come un tuono che manda in mille pezzi un sogno.
I prossimi giorni saranno importanti per i gialloblù: bisognerà ritrovare la giusta motivazione per riprendersi da questa batosta che arriva poco dopo la beffa della mancata qualificazione in Champions League solo per una classifica avulsa negativa. C’è una Challenge da provare a vincere e un torneo di Clausura con il quale rifarsi.
Rialzarsi e raddrizzare la stagione sarebbe da campioni e l’Olympic in questa annata ha ancora molto da dimostrare ai propri tifosi.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.
Prende un gol balordo in occasione dell’1 a 2 ma frena l’urto degli avversari tante e tante volte.

RENCRICCA A. : 5
Si capisce fin dalle prime battute che la squadra non riesce a mantenere la distanze tra i reparti e che non si muove come nelle ultime partite: in mezzo a questa giostra infernale Rencricca balla e traballa trovandosi a commettere errori di concentrazione e di misura incredibili. La sua serata nera e resa più scura da un calcio rigore fallito a metà ripresa.

CIUFFA A. : 5
Probabilmente il più deludente tra i gialloblù perché da quando è arrivato lui la squadra era rinata e aveva ritrovato sicurezza e stabilità. Fallisce nella serata più importante apparendo deconcentrato e poco presente, come non avesse capito l’importanza della partita partecipando così alla prima sconfitta dell’Olympic in una semifinale dopo dieci anni.
Ammonito nella ripresa.

MONTALDI: 4.5
Non pervenuto. Dov’è Simone? Da lui aspettiamo un segnale dopo una serata che ricorderà solo perché gli ha permesso di agganciare, con 70 gare in gialloblù., l’argentino Brusco in classifica presenze.

CASERTA: 5.5
Quando le cose vanno male come ieri i tifosi sperano che Mimmo possa e prendere palla e risolvere le cose da solo. Lui ci riesce segnando il meraviglioso gol dell’1 a 1, bruciando il portiere con la punizione del 2 a 3 e servendo a Formica l’assist per il terzo ma in generale la sua prestazione è come un interruttore della luce che oscilla tra ON e OFF e lui si spegne e si accende con troppa discontinuità.

FORMICA: 5
La sua serata comincia male quando riconosce l’arbitro che lo aveva espulso nella partita contro il Parchetto e quando sembra che lo stesso direttore di gara si accanisca su di lui negandogli falli e punendolo fischiandogli tutto. Fabio si innervosisce, finisce per essere ammonito al primo fiato e nonostante una bella doppietta non riesce a giocare come vorrebbe. Peccato perché la brutta serata ha fatto passare in sordina il sorpasso a Tarallo nella classifica marcatori di tutti i tempi (quarto posto con 166 reti a fronte delle 165 dell’ex gialloblù).

FANTINI: 5
La sua Europa League finisce con un solo gol segnato in cinque partite. Evanescente, pesante, impreciso, deludente come il resto della squadra..