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Olympic 2000 – Bar Amelì 1-8

Buonasera a tutti!
Purtroppo, ormai, tutti sapete come è finita la stagione dell’Olympic. Dopo una settimana in cui abbiamo accettato la delusione e dopo qualche giorno di vacanza eccovi il resoconto di quell’infausta serata. Domani saranno resi noti i vincitori egli Olympic Awards 2010!
MARTEDI’ 13 LUGLIO 2010, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
CHAMPIONS LEAGUE TORNEO DI CLAUSURA, QUARTI DI FINALE
BAR AMELI’   VS.   OLYMPIC 2000
1-8 (1-5)

Il miglior gialloblù in campo è stato: Filiberto Tarallo

 

MARCATORI OLYMPIC:

1 TARALLO

 

Chiudere la stagione porta sempre una certa quantità di tristezza. A volte è semplicemente malinconia e non necessariamente questo sentimento accompagna prestazioni negative: si può chiudere l’annata in trionfo e nonostante questo essere giù perché il viaggio insieme termina momentaneamente.

Purtroppo questa volta la tristezza è enorme perché la stagione si chiude con uno schianto fortissimo che ha fatto tremare le fondamenta stessa di questa squadra che per la prima volta dopo sei anni non arriva all’atto finale della competizione a cui iscritta. Da sei anni l’ultima gara della stagione era una finale mentre questa volta la corsa gialloblù finisce in un quarto di finale.

La delusione è stata fortissima vuoi perché la squadra si era ben comportata nelle due precedenti fasi, vuoi perché anche non essendo tra i favoriti sicuramente dall’Olympic ci si aspettava almeno l’entrata nel lotto delle migliori quattro del torneo.

Invece usciamo malamente dal Torneo di Clausura al termine di un match maledetto e strano. La vigilia era stata movimentata dal tentativo della società di spostare la partita a causa della contemporanea assenza di tutta la difesa titolare. Alla fine si è dovuto giocare nella data prevista quindi Rencricca e Santolamazza dovevano rinunciare alla sfida mentre in extremis Formiconi riusciva a essere presente.

E comunque la società si era ben preparata a questa eventualità infatti la settimana scorsa aveva organizzato uno stage e aveva convocato i due nuovi acquisti Sacchi e Gianluca Atzeni, due pezzi da novanta che avrebbero dovuto sopperire alle assenze dei titolari.

I tifosi erano nervosi prima del fischio d’inizio ma non più del solito perché quando lo speaker ha annunciato la formazione non si poteva certo dire che l’Olympic fosse in difficoltà. Quando senti scandire i nomi di Perrone, Formiconi, Sacchi, Atzeni, Bisogno, Tarallo, Tani e Sforza non puoi temere niente e nessuno.

Invece poi vai a vedere che i gialloblù di problemi ne avevano eccome.

Il 3 giugno scorso il Bar Amelì ci aveva battuto per 5 a 0 ma quello era stato un risultato in parte bugiardo perché l’Olympic era rimasta in partita quasi fino alla fine e si disse che la squadra si era approcciata male e senza concentrazione all’ultimo impegno del girone di qualificazione.

Certo, era stato evidente che i nostri avversari erano giovani, freschi, volenterosi e bravi, dannatamente bravi. Però era sembrata la tipica squadra di giovani promesse che di solito le vecchie volpi dell’Olympic riescono a domare con l’esperienza in partite importanti.

Purtroppo abbiamo affrontato una gara da dentro o fuori contro siffatto avversario con Sacchi, Tani e Tarallo giù di forma e i nuovi acquisti che per quanto sono campioni affermati sono stati letteralmente gettati nella mischia allo sbaraglio.

La mancanza di intesa tra i componenti della difesa è stata fin da subito letale e il risultato del primo tempo poteva essere ben più largo dell’1 a 5 con il quale le due formazioni sono andate al riposo. Formiconi è stato irriconoscibile e si è reso responsabile di due marcature dei bianco rossi tra cui il gol che ha sbloccato la gara mentre Perrone ha commesso una grave errore sullo 0 a 2 che ha spianato la strada agli avversari.

Il provvisorio gol dell’1 a 2 di Tarallo è stato solo un illusione perché gli attaccanti del Bar Amelì si sono presentati di fronte a Perrone tante, troppe volte e quando il capitano ha cominciato a parare ha rischiato di dover cambiare i guanti a causa dell’usura.

La ripresa è stata una sofferenza. I nostri non potevano stare con le mani in mano aspettando chissà quale grazie dal cielo e hanno cominciato ad attaccare. Il gioco offensivo gialloblù però è stato sterile e poco produttivo. Gli attaccanti non si sono resi pericolosi quasi mai e le proverbiali bombe da fuori area di Atzeni sono state imprecise oppure controllate dall’imberbe portiere avversario.

L’epilogo della partita ha visto il Bar Amelì creare altre palle gol e di reti Perrone ne ha subite altre tre frutto di altrettanti contropiede. Alla fine, quando l’arbitro ha fischiato la fine, le facce dei nostri giocatori erano tetre: Perrone e Formiconi hanno stretto le mani agli avversari quasi in stato di trance mentre i nuovi acquisti capivano a malapena cosa stessero facendo con quella maglia addosso su quel campo maledetto.

E quindi torniamo al punto di partenza in cui dicevamo che è sempre difficile chiudere una stagione, figurarsi una stagione del genere in cui abbiamo raggiunto una finale in modo inaspettato contando solo sulle forze dello zoccolo duro della squadra e siamo stati eliminati nel torneo successivo venendo tra virgolette traditi dai giocatori su cui avevamo fatto affidamento.

E’ stata la stagione dei clamorosi ritorni in squadra di Stefano Tagliaferri e di Formiconi, delle imprese invernali e delle due campagne acquisti fallite. In estate avevamo fatto affidamento su Catalin Buca mentre in primavera avevamo puntato tutto su Todisco. Alla fine solo Tarallo ha ripagato i tifosi e la società ma questo era facilmente prevedibile.

Cosa ci riserva il futuro? Al momento lo stato emozionale condiziona ogni previsione: sarà importante ricaricare la batterie e ritrovare motivazioni per cominciare al meglio la nuova stagione. Ecco già uno spunto interessante: il Bar Amelì, la cui media di età era sui 22 anni, ci ha battuto in tutto: contro di noi stati più gruppo, più forti, più motivati.

L’Olympic è apparsa vecchia e stanca, sarà stata un’impressione oppure i nostri giocatori hanno segnato il passo? Vi lascio con questo stimolante e al tempo stesso inquietante enigma.

 

NOTE

CLIMA                  Serata molto calda e umida

SPETTATORI      circa 20

FORMULA           Due tempi da 25 minuti ciascuno.

MAGLIA              Olympic 2000 con divisa GOLD 2010.

PAGELLE

1. PERRONE: 5 cap.

L’errore sul gol dello 0 a 2 pesa troppo. Dopo di quello comincia a parare (impedisce anche al Bar Amelì di trasformare due tiri liberi) ma ormai la frittata era già stata fatta. Chiude un’ottima stagione con una prestazione che prima dimentica e meglio è.

8. FORMICONI: 5

Davvero irriconoscibile. Lo svarione che consegna la palla dell’1 a 0 al Bar Amelì è solo l’inizio della sua serata da incubo. Dopo quell’errore ne commette altri altrettanto gravi e si innervosisce troppo poi però si tranquillizza e almeno chiude il match in modo dignitoso.

Per lui vale lo stesso discorso fatto per il capitano: chiude una stagione molto buona con una prova totalmente sotto la media. Si può consolare con il ritorno in squadra dopo sei anni e un ritrovato amore tra lui e l’ambiente gialloblù.

19. SACCHI: 5.5

Nel giro di una settimana viene rimesso sotto contratto, provato in allenamento e scaraventato in una delle partite più importanti della stagione. Siamo stati magnanimi nella valutazione della sua prova proprio a causa di questa sequenza traumatica di avvenimenti che hanno coinvolto un giocatore che aveva problemi di tenuta anche quando si allenava regolarmente quindi figuriamoci dopo un periodo così lungo di inattività (erano sei mesi che non si allenava e addirittura quasi un anno che non giocava gare ufficiali).

Speriamo che nella prossima stagione possa rientrare nel gruppo perché tutti riconoscono le qualità di questo giocatore.

4. ATZENI G. : 5.5

Non indossava la maglia dell’Olympic dall’autunno del 2004 quindi anche per lui deve essere stato un bello choc essere gettato nella mischia di un match così importante senza avere un minimo di intesa con i compagni.

Nonostante questo ci aspettavamo un po’ di più, che prendesse per mano la squadra e la guidasse con l’esperienza fino a colmare le tante lacune evidenziate dall’Olympic. I tifosi si aspettavano che la sua presenza numero 46 fosse ricordata per un missile da fuori area invece lo sarà per la sua uscita mesta dal terreno di gioco.

7. BISOGNO: 5

Impalpabile, anzi, invisibile per tutta la serata. Peccato perché queste sono le sue partite, quelle che ama decidere con reti inaspettate e bellissime.

Il Bar Amelì ha rappresentato l’amara conclusione di una stagione più che soddisfacente sotto il profilo realizzativo. Tanti anche gli assist da lui prodotti, così tanti che la società dall’anno prossimo istituirà una speciale Scarpa d’Oro per premiare gli autori degli ultimi e decisivi passaggi.

11. TANI: S.V.

Non giocava da quasi un mese ed è stato subito chiaro di come questo ha influito sulla sua tenuta atletica.

Stagione comunque positiva in cui si è segnalato per prove in cui anche se giocava pochi minuti riusciva ad essere determinante segnando gol bellissimi e creando dal nulla assist per i suoi compagni. La stagione per l’Olympic si chiude in rosso ma la nascita del piccolo Federico rappresenta per il nostro maghetto il più cospicuo e bello dei risarcimenti.

13. TARALLO: 5.5

Ci aveva illuso con quel bel gol che aveva fatto riprendere per un po’ i tifosi prima del crollo definitivo delle loro speranze. Poi cala alla distanza perché comunque era da poco rientrato da un infortunio.

Possiamo comunque complimentarci con lui per il suo terzo rientro in squadra e in generale per la qualità delle prestazioni nel Torneo di Clausura, una competizione in cui ha collezionato 6 presenze e 10 gol, un bottino che suggerirebbe la società di confermare il fantasista, o almeno tenare di farlo perché la cosa dipende anche e soprattutto dagli impegni della Svezia, per la prossima stagione.

21. SFORZA: 5

Stagione quasi totalmente negativa fatta eccezione per alcune serate di grazia in cui l’attaccante sembrava poter tornare sui livelli della passata stagione. Contro il Bar Amelì non ha avuto e non si è creato nemmeno lo straccio di un’occasione ma nonostante ciò la società cercherà in tutti i modi di recuperarlo nella prossima stagione.

 

PAGELLE STAGIONALI DEI GIOCATORI NON PRESENTI ALLA PARTITA FINALE

 

Oltre ai giocatori scesi in campo contro il Bar Amelì l’Olympic ha schierato altri sedici giocatori durante la stagione. Vediamo chi sono e come si sono comportati. Partiamo inevitabilmente da Alessandro Rencricca, sugli scudi per tutta la stagione e assente ieri solo per impegni personali. Ottima stagione la sua, sia dal punto di vista delle prestazione difensive che su quello delle realizzazioni, chiude infatti con la bellezza di 39 reti segnate.

Di seguito ai titolari troviamo tre elementi che hanno giocato molte partite come Stefano Tagliaferri, Alessandro Guarino e Catalin Buca. Il primo è tornato in squadra dopo quattro anni e dopo 19 partite a buon livello (alcune ottime in verità) ha dovuto di nuovo salutare la squadra a causa di un brutto infortunio al ginocchio destro. Lo aspettiamo, speriamo, nel 2011.

Anche per Guarino questa è stata la stagione del rientro in squadra dopo una precedente annata in cui non aveva potuto dare la sua disponibilità. Il centrocampista è stato quello di sempre: generoso, combattivo e attaccato alla maglia. Una sicurezza. Purtroppo non possiamo dire altrettanto del romeno Buca: è stato il fiore all’occhiello della campagna acquisti della scorsa estate, la società e i tifosi ci avevano investito parecchio invece lui, dopo alcune buone prestazioni e tanti gol, si è allontanato progressivamente dalla squadra forse per problemi ambientali. Una vera e propria delusione.

Proseguiamo con chi invece ha trovato poco spazio partendo da Davide Baldi: doveva essere il suo anno, la stagione della consacrazione, invece il giocatore non è riuscito a fare il salto di qualità che gli si richiedeva. Recentemente lo abbiamo visto benissimo negli stage interni e la società ha deciso di dargli ancora fiducia a partire da agosto.

E’ andato invece benissimo Santolamazza: praticamente assente fino a primavera e poi riscoperto nel Torneo di Clausura anche se limitatamente ai suoi penalizzanti impegni lavorativi. Il suo valore è enorme, le sue prestazioni sempre molto buone soprattutto quando riesce ad avere un po’ di continuità. Al tempo stesso non è una sorpresa eppure riesce sempre a sorprendere tutti.

Grande professionalità la dimostrano sempre Juan Esteban Brusco e Fabio Tagliaferri, scarsamente utilizzati in questa stagione ma sempre utili per la loro disponibilità fuori e dentro il terreno di gioco.

Qualche apparizione fugace poi l’hanno fatta registrare Emanuele Gennari, Florin Dutta, Ugo Venturi, Marco Todisco, Dario Sorci e Emanuele Maiozzi. Il primo è il bomber dei sogni gialloblù ma il giocatore ha troppi impegni per accettare anche il tesseramento nell’Olympic mentre gli altri sono tutti acquisti che non sono riusciti per vari motivi a trovare spazio in squadra. Una menzione speciale la merita Emanuele Maiozzi, portiere che ha esordito la scorsa estate e che ha dimostrato un precoce attaccamento alla maglia.

Infine meritano un ringraziamento tutti coloro che hanno giocato solo negli stage interni della società ma non sono mai riusciti a giocare in prima squadra: I loro nomi sono Luca Graziadio, Alessandro Giglio, Simone Montaldi, Antonio Binutti, Roberto Capoccitti, Paolo Careddu, Leonardo Caviola, Edward Leva e Patrizio Scotto di Perrotolo.

Nota finale per l’organizzazione dei tornei presso il centro sportivo della Madonnetta, a loro un ringraziamento per la stagione comunque piacevole.

Olympic 2000 – Special Ceiling 4-2

STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI CLAUSURA, CHAMPIONS LEAGUE, GIRONE B, TERZA GARA
OLYMPIC 2000   VS.   SPECIAL CEILING
4-2 (2-1)

 

Il miglior gialloblu in campo è stato: Francesco Sforza

MARCATORI OLYMPIC:

2 SFORZA

1 BISOGNO

1 RENCRICCA A.

 

La settimana scorsa la notizia che l’organizzazione aveva modificato il regolamento per permettere a tutte e otto le formazioni partecipanti alla Champions di accedere ai quarti di finale ci aveva riempito di speranza ed entusiasmo.

Ma una settimana fa l’Olympic era una squadra che reduce dalla sconfitta più dura della sua intera storia mentre quella di oggi è una squadra ben diversa e convinta nuovamente dei propri mezzi. Per inciso è una squadra che ha battuto le altre due avversarie del girone convincendo la critica e i cui giocatori adesso quasi rimpiangono che il regolamento sia variato per non poter accedere direttamente alle semifinali del torneo.

La vittoria di ieri contro lo Special Ceiling per alcuni versi è stata simile a quella sull’Autoricambi Bernocchi nella seconda giornata. La differenza rispetto al match di otto giorni fa è stata la presenza di Sforza il cui nome ha sostituito nella lista delle convocazioni quello dell’infortunato Tarallo.

I tifosi hanno avuto provato un brivido di paura vista la forma eccezionale del fantasista campano e quella decisamente meno brillante del centravanti ma anche i più scettici alla fine si sono dovuti ricredere.

La squadra ha giocato la tipica partita da Olympic in tutti i suoi aspetti. Difesa compatta e attacchi in contropiede, questi sono stati i segreti dei gialloblù che ieri hanno avuto nella loro faretra anche due frecce decisamente appuntite come Bisogno e appunto Sforza che finalmente si è sbloccato e ha realizzato una doppietta che ha fatto da cornice ad una prestazione che sarebbe stata molto buona anche senza gol.

Diciamo subito che lo Special Ceiling ha cominciato senza portiere e con solo quattro elementi in campo ma aggiungiamo con la stessa sollecitudine che in questa prima fase dell’incontro l’Olympic è andata anche in svantaggio per un’incertezza difensiva che possiamo definire senza alibi un bel pasticcio.

Prima dell’entrata in campo dell’estremo difensore avversario i gialloblù pareggiavano con Rencricca, bravo ad individuare uno spiraglio in area di rigore ma la vera partita dell’Olympic cominciava proprio quando si ristabiliva la parità numerica tra le due squadre.

L’Olympic non è proprio squadra da sfruttare le situazioni di superiorità numerica, probabilmente è un problema di concentrazione che cala proprio a causa del vantaggio. Fatto sta che quando lo Special Ceiling ha cominciato ad attaccare è stato lì che l’Olympic ha posto le basi per la sua partita quasi perfetta.

Il trio difensivo composto da Rencricca, Formiconi e Santolamazza ha posto sul piatto della bilancia tutta la solidità di cui è capace e ha concesso agli avversari solo qualche tiro da fuori. Nell’unica incertezza del terzetto toccava a Perrone salvare il risultato con una parata che esaltava le doti atletiche del capitano.

E poi c’è stato il sorpasso arrivato grazie ad uno Sforza, come dicevamo in serata in grazia. Si vedeva che il bomber era in serata: il ragazzo pressava, difendeva bene palla non perdendo nemmeno un pallone e in un paio di circostanze era stato bravo a trovare lo spazio per dei tiri seppure imprecisi.

A pochi istanti dal fischio finale della frazione Sforza però riceveva palla, se ne andava sul lato destro dell’area di rigore e veniva atterrato da un difensore bianco rosso. L’arbitro concedeva il calcio di rigore, Rencricca si avvicinava al dischetto ma in quel momento capitan Perrone urlava un suggerimento che probabilmente ha cambiato la gara: “Fate battere a Sforza!”. Rencricca, da grande uomo di calcio, ha concesso al compagno di squadra la possibilità di sbloccarsi e l’attaccante ha ripagato la fiducia di tutti spiazzando il portiere e portando l’Olympic.

La ripresa non è stata per niente facile perché lo Special Ceiling non era dotato di grandi individualità ma giocava bene la palla facendola girare molto anche grazie al portiere che usciva spesso dalla propria area di rigore e si proponeva anche al tiro con buoni risultati.

E questa è stata la fase del capolavoro del fortino gialloblù che ha retto per venticinque minuti concedendo agli avversari solo una sfortunata autorete e punendoli per due volte con due contropiede da manuale.

Nella prima occasione Perrone respingeva un tiro del portiere bianco rosso e serviva Bisogno il quale si involava sulla fascia destra e nonostante l’arcigna marcatura di un difensore riusciva ad inventare un tiro che era al tempo stesso teso e a parabola. A molti è sembrato un Raimbow Shoot di Fabio Tagliaferri ma forse il numero 7 gialloblù vorrà battezzarlo con un nome tutto suo. Formiconi ha proposto “Tiro a Banana” mentre noi ci accontentiamo del fatto che la palla sia finita sotto al sette sterminando un’intera colonia di ragni.

L’apoteosi del calcio all’italiana è arrivata poco dopo: altro contropiede e stavolta l’esecutore si chiamava Sforza che trovandosi a tu per tu con il numero 1 dello Special Ceiling lo batteva con un tiro preciso.

Era la rete del 4 a 1, un risultato che veniva reso definitivo solo dal già citato autogol di Rencricca che spiazzava Perrone deviando un tiro dal vertice destro della nostra area.

Al fischio finale solita festa tra i giocatori in maglia bianca e oro che festeggiavano il secondo posto nel girone e già si chiedevano quale sarebbe stato l’avversario nei quarti di finale. La risposta l’avranno stasera dopo che si saranno giocate le ultime gare del girone A. Per ora è una risposta molto incerta visto che ci potremmo ritrovare di fronte una tra Bar Amelì, West Ham e Tony Rocky Horror.

Noi intanto ci siamo svegliati stamattina con la consapevolezza che la vittoria di ieri è maturata grazie alla versione più genuina di questa squadra, senza innesti, senza grandi nomi ed è quindi una vittoria che vale doppio!

 

NOTE

CLIMA                 Temperatura molto calda.

SPETTATORI     circa 10

FORMULA          Due tempi da 25 minuti ciascuno.

MAGLIA              Olympic 2000 con divisa GOLD 2010

PAGELLE

1. PERRONE: 7 cap.

Sicurezza in ogni intervento, anche nelle situazioni caotiche nella sua area di rigore. L’intervento in cui si distende sulla destra a deviare quel tiro insidioso nel primo tempo salva il parziale 1 a 1 e permette all’Olympic di cominciare la sua partita perfetta.

4. RENCRICCA A. : 7

Tredicesimo gol nel Torneo di Clausura e Scarpa d’Oro che si avvicina a grandi passi. In questo periodo in cui può giocare addirittura con Santolamazza e Formiconi in contemporanea i mesi in cui giocava da solo in difesa sembrano un lontano e tetro ricordo.

8. FORMICONI: 7

Sempre qualche calcetto di troppo agli avversari che comunque non lo superano mai e poi mai, nemmeno in motorino.

6. SANTOLAMAZZA: 7-

Leggermente meno brillante rispetto ai compagni di reparto ma quanto si vede che giocare con continuità per lui è indispensabile. Anche la mezz’ora di lunedì nello stage interno è sembrato un viatico fondamentale per questa prestazione tutta concentrazione e senso della posizione.

7. BISOGNO: 7

Ma che è matto? Il gol segnato ieri, nella sola nottata, ha fatto registrare più di 300.000 contatti su You Tube! Schierato in campo con la difesa a tre è l’esecutore perfetto del contropiede gialloblù.

21. SFORZA: 7+

Ed eccolo il miglio gialloblù in campo! Questa è la partita che si deve imprimere bene in testa per rivedersela mentalmente più e più volte. Nella sua prestazione c’è tutto quello che la squadra gli sta chiedendo da inizio stagione: pressing costante ma lucido, protezione della palla e qualche guizzo da attaccante vero come in occasione del secondo gol. Discorso a parte merita il calcio di rigore alla cui prova si presenta senza preoccupazioni e senza evidenziare il fardello di una stagione poco prolifica. Con questa doppietta è arrivato a quota 14 gol stagionali superando Stefano Tagliaferri ed insediandosi al terzo posto della classifica della Scarpa d’Oro.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 6-4

MARTEDI’ 22 GIUGNO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
CHAMPIONS LEAGUE CLAUSURA, GIRONE B, SECONDA GARA
AUTORICAMBI BERNOCCHI   VS.   OLYMPIC 2000
4-6 (3-4) 

Il miglior
gialloblù in campo è stato: Filiberto Tarallo

MARCATORI OLYMPIC:

3 TARALLO

2 RENCRICCA A.

1 FORMICONI

 

Ci sono delle vittorie che servono più di altre, che danno
più morale e che potrebbero essere indicate come punti cardine della stagione. Ecco,
la vittoria dell’Olympic di ieri sera potrebbe essere una di queste.

Innanzitutto è arrivata dopo due pesanti sconfitte (contro
Bar Amelì e The Boys) intervallate da un pareggio diventato sconfitta ai rigori
(contro Special Ceiling in Coppa Italia) e poi è stato importante come è
arrivata.

Se la settimana scorsa la Caporetto conto i The Boys era
stata figlia di una situazione disastrosa che coinvolgeva la rosa gialloblù la
vittoria di ieri contro l’Autoricambi Bernocchi è maturata con una situazione
del tutto simile. Le convocazioni avevano fatto riscontrare alla società l’indisponibilità
di Sforza, Tani, Brusco, Todisco, Binutti e Fabio Tagliaferri oltre chiaramente
quella di Stefano Tagliaferri che tornerà a metà della prossima stagione.

Mentre i dirigenti stavano pensando a chiedere una deroga straordinaria
all’organizzazione per sostituire oltre i termini stabiliti qualche giocatore
la squadra scendeva quindi in campo con Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno,
Tarallo e Santolamazza.

Il fantasista campano era dato in pessime condizioni a causa
di in infortunio muscolare ma dava comunque la sua disponibilità per aiutare i compagni
mentre, come al solito, la convocazione di Santolamazza aveva il potere di
tranquillizzare i tifosi che appena vedono la maglia numero 6 indossata dal
giocatore italo inglese riprendono colore in viso.

Poco prima del fischio d’inizio poi l’organizzazione
annunciava di aver cambiato in corsa il regolamento del torneo consentendo a
tutte le formazioni di qualificarsi per il turno successivo di Champions e
aggiungendo quindi i quarti di finale alla formula del torneo che inizialmente
prevedeva solo le semifinali.

Con la tranquillità di poter quindi allungare la stagione i
giocatori gialloblù sono scesi comunque in campo con la consapevolezza di dover
cercare un buon risultato per poter poi pescare il migliore, o in questo caso
il meno peggio, avversario dell’altro girone in cui per la verità ci sono
quattro compagini di tutto rispetto.

L’Olympic si è schierata con un modulo molto prudente che
prevedeva la difesa a tre con Rencricca centrale e Santolamazza e Formiconi
sulle fasce. Lo schieramento in questo modo era molto coperto e anche in avanti
la varietà dei giocatori a disposizione garantiva molte situazioni.

In definitiva c’è stata un ulteriore prova di come non sia
lo schema di gioco a determinare l’atteggiamento di una squadra ma gli uomini
in campo. Nonostante il 3-1 l’Olympic costruiva molto in avanti grazie a
Bisogno e a Tarallo anche se a segnare il gol dell’1 a 0 era ancora una volta
Rencricca che uccellava il portiere avversario con un tiro che si infilava tra
le gambe di un difensore ed entrava in rete.

Dopo l’1 a 0 è arrivata la reazione avversaria: l’Autoricambi
che già a ottobre ci aveva battuto nella prima giornata del Torneo di Apertura,
ha cominciato a premere con insistenza sulla fascia difensiva destra dell’Olympic
dove Santolamazza ha un po’ tardato a prendere le misure agli avversari.

I gialloblù avversari sono stati bravi a sfruttare queste iniziali
indecisioni per pareggiare e passare in vantaggio ma l’Olympic era altrettanta
brava a pareggiare grazie a Tarallo che nonostante giocasse praticamente da
fermo metteva in difficoltà l’intera retroguardia. Il 2 a 2 scaturiva da un
tiro molto bello del numero 13 di Ercolano che fulminava il portiere con un
bolide sotto la traversa.

La rete del 3 a 2 dell’Autoricambi e una traversa piena
colpita dagli avversari sembrava far capire che per l’Olympic non fosse serata
ma non era così perché i nostri chiudevano addirittura la frazione in vantaggio
pareggiando prima grazie ad una magistrale punizione dal limite di Tarallo e
poi grazie ad un inserimento perfetto di Formiconi che batteva il portiere con
un preciso tocco sotto misura.

Ogni vittoria dell’Olympic non può prescindere dal carattere
e anche questa volta è stato così: gli avversari pareggiavano ancora grazie ad
un numero da circo del veloce attaccante romeno avversario ma i gialloblù si
portavano nuovamente avanti grazie ad una bellissima azione in velocità firmata
da Bisogno e Rencricca.

Il difensore da il via all’azione passando al numero 7 il
quale restituiva la sfera a Rencricca che liberato in area realizzava la sua
seconda rete della serata.

L’arbitro annunciava che mancavano poco più di dieci minuti
e qui cominciava la battaglia di nervi e di tacchetti. Santolamazza piallava e
zappava su ogni caviglia a portata di scarpino, Rencricca e Formiconi
sfruttavano la tecnica a loro disposizione per uscire palla al piede dell’area
mentre gli Autoricambi riuscivano solo a trovare un palo sulla loro strada.

A pochi minuti dalla fine ancora Tarallo, questa volta
servito da Formiconi, segnava il gol del 6 a 4 con un tocco che è pura poesia
del calcio, roba da mettere dentro una traccia di tema della maturità.

Due minuti e il direttore di gara mandava tutti sotto le
docce anche se solo formalmente perché i nostri giocatori rimanevano almeno
dieci minuti in campo a festeggiare una vittoria sicuramente meno utile di
quanto fosse stata se l’organizzazione non avesse preso la decisione di
aggiungere un turno al torneo ma fondamentale per l’umore dell’ambiente.

E’ stato molto bello vedere Francesco Sforza in panchina per
tutta la gara nonostante il problema ai denti che gli ha impedito di giocare e
il padre di Santolamazza, tornato a vedere una partita del figlio dopo quindici
anni, stringere una mano all’idolo dei tifosi chiamato Alessandro.

Tutto molto bello: una serata che vorremmo rivedere ancora e
ancora, almeno fino alla fine di questa Champions che l’Olympic ancora non ha
mai vinto. Un obiettivo difficile ma che potrebbe essere alla portata dei
gialloblù se tutto girasse come all’inizio di questo Torneo di Clausura. Noi
intanto speriamo che Santolamazza e Tarallo facciano sempre parte di questo
gruppo perché l’apporto del primo in difesa e del secondo in attacco ieri sono
sembrati indispensabili.

 

NOTE:

CLIMA                  Temperatura
fresca, campo leggermente bagnato per la lieve pioggia caduta nel tardo
pomeriggio

SPETTATORI      circa
10

FORMULA           Due tempi da 25 minuti ciascuno.

MAGLIA              Olympic
2000 con divisa GOLD 2010

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

Dopo la brutta serata passata a sbattere contro le muraglie
difensive dei The Boys riprende il suo posto tra i pali. Non sembra molto
sicuro nelle uscite e in generale il grosso del lavoro che passa dalle sue
parti lo sbrigano i tre di difesa.

RENCRICCA A. : 7-

Due gol fondamentali per l’esito della partita ma anche due
gol storici che lo proiettano al secondo posto della classifica cannonieri gialloblù
di tutti i tempi. Ora il Libero di Centocelle è a quota 120, due più di Fabio
Formica che ormai da sette anni guarda le partite dell’Olympic in tv. Per
quanto riguarda la prestazione sottolineiamo che quando può disporre di due
compagni di reparto come Formiconi e Santolamazza in contemporanea il pacchetto
arretrato dell’Olympic diventa una roccia quasi invalicabile.

FORMICONI: 6.5

Dopo un periodo in cui il suo rendimento era in netto calo
la partita di ieri potrebbe rappresentare un inversione di tendenza. Qualche
sbavatura la concede come in occasione del quarto gol avversario in cui però
anche la sfortuna interviene a complicargli la vita. Realizza l’importante gol
del 4 a 3 che chiude il primo tempo, rete importante perché è il primo vero
break dell’incontro.

SANTOLAMAZZA: 6+

L’ultima volta che il padre era in tribuna a vederlo giocare
era il lontano 20 settembre 1995. Sono passati quindici anni in cui
Santolamazza è diventato un giocatore importantissimo per la sua squadra, un
elemento che in questo finale di stagione si sta dimostrando fondamentale per l’apporto
che riesce a dare in difesa e a centrocampo grazie alla sua classe e alla sua determinazione.
La notizia del giorno è che l’italo inglese sarà a totale disposizione dell’Olympic
anche per la terza partita del girone e per il quarto di finale. I tifosi sono
in visibilio!

BISOGNO: 6+

In netta ripresa rispetto alle ultime apparizioni quando
sembrava in involuzione al pari del resto della squadra. Non segna e la
doppietta di Rencricca rende forse incolmabile il divario che separa i due
nella classifica della Scarpa d’Oro però il bilancio della sua serata e
decisamente positivo perché costruisce due assist rispettivamente per il 4 a 3
di Formiconi e per il 5 a 4 di Rencricca. Gli Autoricambi forse hanno perso la
partita quando hanno allentato la marcatura su di lui.

TARALLO: 7

Un fenomeno vero anche al di là della sue precarie
condizioni fisiche. Nel pomeriggio si diffonde la notizia che avrebbe potuto
rinunciare a giocare e quando si viene a sapere che l’Olympic non deve per
forza vincere per passare il turno la tentazione di risparmiarsi diventa
fortissima. Però alla fine il numero 13 scende in campo e giocando una partita
praticamente da fermo, amministrando le forze e non rischiando mai lo scatto
abbaglia gli avversari con tre colpi di classe pura. Un tripletta che abbatte
gli Autoricambi e consegnano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, un vero top
player agli onori di questa Champions League.

Olympic 2000 – The Boys 1-10

MERCOLEDI’ 16 GIUGNO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
CHAMPIONS LEAGUE TORNEO DI CLAUSURA, GIRONE B, PRIMA GARA
OLYMPIC 2000   VS.   THE BOYS
1-10 (1-6)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Alessandro Guarino

 

MARCATORI OLYMPIC:

1 RENCRICCA A.

 

L’abisso in cui la squadra era sprofondata il 3 giugno scorso dopo la sconfitta contro il Bar Amelì evidentemente non era così buio e profondo come sembrava. Evidentemente ne nascondeva un altro più remoto e oscuro, quello in cui è precipitato la squadra ieri sera.

Definire quella di ieri sera “la peggiore sconfitta di tutti i tempi in una gara ufficiale” mi sembra abbastanza sotto il profilo statistico ma non altrettanto eloquente su quello psicologico.

L’Olympic ieri sera è stata travolta, distrutta, sotterrata e pressoché umiliata. Brutto a dirlo ma è così. Nonostante i giocatori in campo alla fin fine abbiano cercato, senza riuscirci, di mettere tutte le loro energie sul campo di gioco l’avversario ci ha fatto a brandelli e posto in bilico su un ulteriore burrone, quello dell’eliminazione al primo turno di Champions del Torneo di Clausura.

Tutto quello che poteva andare storto ci è andato e se possibile ha deviato ancor di più verso il parossistico.

Cominciamo dalla rosa che, fatta eccezione per i sei in campo, era totalmente indisponibile. In totale ieri siamo riusciti a “regalare” all’avversario almeno quattro giocatori di livello e altrettanti gregari che tante volte sono giunti in soccorso della causa gialloblù.

Gli ultimi ad arrendersi sono stati Tarallo e Bisogno i cui infortuni non lasciavano adito ad eventuali recuperi in extremis così Perrone si è preso la responsabilità di prendere una decisione poco condivisa dal resto dei compagni che a conti fatti avevano più che ragione. Guarino in porta e Perrone in attacco, questa la scelta presa dal player manager gialloblù il quale si posizionava in attacco per dare man forte a Tani e Sforza mentre il trottolino di Pescara indossava la maglia numero 1 scortato da Rencricca e Formiconi.

Il diktat della vigilia era quello di dimenticare presto gli assenti e fare gruppo, fare quadrato, per contrastare i The Boys con la forza del collettivo, dell’agonismo, della grinta.

Purtroppo se gli infortunati in tribuna erano tanti non si può dire che i giocatori scesi in campo fossero al top della forma. Cominciamo con il dire che Guarino in porta si è rivelato arrugginito così come Perrone in attacco e proseguiamo aggiungendo che Rencricca e Formiconi sono ormai lontani dagli standard a cui ci avevano abituato tra gennaio e febbraio. Chiudiamo dicendo che Tani è costretto a giocare con il freno a mano tirato a causa di un ginocchio instabile e che Sforza perpetra nel suo stato di perenne involuzione.

E quindi senza tecnica e senza fiato anche la grinta e la concentrazione sono stati occultati dalla mancanza di lucidità e gli attaccanti granata hanno avuto vita facile a chiudere il primo tempo sul 6 a 1, risultato grottesco reso leggermente più dolce dal ruggito di Rencricca giunto a metà frazione.

La ripresa è andata relativamente meglio anche perché a metà di essa Perrone tornava in porta e Guarino a centrocampo e da quel moment si è capito l’errore di fondo dello schieramento iniziale perché il capitano parava bene compiendo almeno tre autentici miracoli e Guarino dava fondo a tutti e quattro i polmoni rimastigli integri. Certo non sono i sette di cui disponeva qualche anno fa ma il suo apporto il ragazzo l’ha dato.

Che liberazione il fischio finale! Almeno quando i ragazzi sono entrati negli spogliatoi si sono detti in faccia cosa non ha funzionato e dopo dieci minuti si è cominciato a parlare di come fare per riemergere e tentare comunque di cercare la qualificazione contro Autoricambi e Special Ceiling.

Difficile, impossibile? Non lo sappiamo, dipende tutto da quale Olympic scende in campo ma vi posso assicurare che dopo ieri i giocatori hanno solo una gran paura che che la stagione possa finire tra due settimane e le proveranno tutte per regalare a se stessi e ai tifosi altre due partite!

 

NOTE:

CLIMA                  Temperatura calda e tempo bello

SPETTATORI      circa 10

FORMULA           Due tempi da 25 minuti ciascuno.

MAGLIA              Olympic 2000 con divisa GOLD 2010

PAGELLE

1. GUARINO: 5+

Questa Olympic zombie ha in sé un barlume di coscienza, l’anima di Guarino. Accetta di scendere in campo come portiere, non offre una prestazione memorabile e avrebbe potuto evitare che qualche tiro si insaccasse ma le responsabilità maggiori sono di chi l’ha schierato in quel ruolo.

Nel finale da ragione a chi l’avrebbe voluto vedere a centrocampo aggiungendo quantità e sostanza al flaccido scacchiere gialloblù.

4. RENCRICCA A. : 5

Soffre il caldo e il generale calo di forma fisiologico per un giocatore che da settembre sta tirando avanti la carretta. Lento, poco reattivo, spento. Ci sta tutto, non riusciamo a fargliene una colpa. Realizza il gol della bandiera dell’Olympic segnando il gol del provvisorio 1 a 5.

8. FORMICONI: 5+

Anche lui è irriconoscibile se paragonato al giocatore rientrato in squadra a gennaio però ha un pizzico di forze fisiche e nervose in più e non molla mai, nemmeno sul piano dell’orgoglio quando nel finale fa capire agli avversari che è meglio non scherzare eccessivamente con un’Olympic ferita e umiliata.

19. PERRONE: 5

Che ci faceva fuori dai pali? Come allenatore merita un 2 in pagella per l’assurda scelta di giocare come giocatore di movimento. In attacco qualcosa crea e qualche buona occasione ce l’ha ma bastano i dieci minuti finali in porta per far capire in che ruolo avrebbe dovuto giocare l’intero incontro.

11. TANI: 5

Non è facile giocare con il pensiero di potersi farsi male ad un ginocchio ballerino, lo comprendiamo appieno e anzi apprezziamo la completa disponibilità del giocatore in questa situazione di emergenza della squadra.

Per ciò che riguarda la prestazione la luce si accende poche volte e fiocamente.

21. SFORZA: 4.5

Ci dispiace sottolineare in questo modo le sue carenze ma questa non è stata per lui una buona stagione e continua a non esserlo in tutto e per tutto. Forse per lui è il caso di staccare la spina, cercare di dare il meglio nelle partite che rimangono e poi riposare testa e gambe in vista della stagione 2010/11.