
LUNEDI’ 25 MARZO 2024, ORE 21
HONEY SPORT CITY
GARA 1256
CHALLENGE CUP 8, FINALE
OLYMPIC 1989 F.C. – PUMAS FUTSAL
8-5 (2-5)
MARCATORI: 2 RENCRICCA A., 2 SICILIANI, 1 FORMICONI, 1 PIZZONI, 1 TARALLO, 1 AUTORETE
Questa Challenge Cup è nata un po’ per caso. La nostra società cercava di organizzarla da dieci anni, tanti ne erano passati dall’ultima edizione, e mai ci era riuscita. Ci è voluta la passione debordante per il calcio dell’organizzatore del torneo per ricreare la Challenge Cup, un mini torneo che è fatto solo di passione e niente altro e si sa, Passione chiama Passione.
L’ottava edizione è partita tre settimane fa in quel campo di borgata di San Francesco. L’Olympic aveva rischiato al figuraccia contro il Besiktas e lo stesso era successo la settimana successiva quando aveva giocato contro i Pumas, riuscendo a pareggiare solo all’ultimo minuto. La settimana scorsa poi i Pumas aveva sommerso di gol il Besiktas mentre i gialloblù preparavano la finale con un allenamento utilissimo.
Ieri sera si giocava l’atto finale di questo mini torneo. L’Olympic doveva rinunciare a Belli e Montaldi quindi schierava Perrone in porta con Rencricca e Formiconi in difesa, Pizzoni e Siciliani a centrocampo e Tarallo e Palazzo in attacco. I gialloblù partivano forte con il gol di Formiconi (sorta di passaggio favorito da un velo furbo di Palazzo) ma poi andavano in confusione: difesa e centrocampo erano passivi, Perrone incerto e i Pumas segnavano quattro gol di seguito. L’impressione era quella di una tipica partita stregata nella quale tu ti danni per segnare senza riuscirci e gli avversari segnano senza difficoltà. L’impressione era avvalorata dalla seconda metà della frazione in cui Siciliani accorciava le distanze ma poi i neri avversari segnavano il quinto gol, Pizzoni falliva un rigore e Tarallo si mangiava un gol a porta non vuota, spalancata.
Quante volte l’Olympic si è trovata in questa situazione negli anni passati, soprattutto quelli della Longarina e dell’Eschilo2 e ogni volta ci si buttava a testa bassa in attacco permettendo agli avversari di allargare il punteggio infliggendo all’Olympic figuracce sotto forma di goleade beffarde. Ma stavolta la storia era diversa perchè l’Olympic dell’Honey E’ diversa. E’ una squadra che ogni settimana deve fare i conti con la carta d’identità ma è anche una squadra che non si è seduta su questo svantaggio cronico e ha saputo fare della sua anzianità un vero e proprio retaggio, un’esperienza che nessuno ha. E allora è successo che i nostri giocatori sono tornati in campo prima degli avversari aspettandoli a centrocampo con gli occhi iniettati di sangue e hanno dato vita al miglior secondo tempo della storia gialloblù. Pizzoni accorciava le distanze poi toccava a Palazzo suonare la carica: il roccioso bomber si infilava in area, combatteva e si defilava troppo per tirare ma riusciva buttare la palla con forza in area e un difensore dei Pumas batteva il suo stesso portiere per il momentaneo 4 a 5.
Per i nostri il tempo correva veloce, urgeva ancora uno sforzo e allora all’ennesimo attacco, Rencricca, rimasto in area di rigore dopo un precedente attacco riceveva nuovamente palla e da attaccante consumato di provincia segnava il pareggio. Il vantaggio arriva per mano, anzi per piede, di Tarallo, prossimo a festeggiare le 54 primavere, che trovava un gol con un riflesso da quindicenne. Poi la rete della sicurezza, un calcio di rigore guadagnato dallo stesso attaccante campano e trasformato da Rencricca e nel finale il sigillo di Siciliani. 8 a 5, qualche minuto ancora da giocare, un paio di parate di Perrone e poi il fischio finale dell’arbitro che poneva fine ad una delle partite più intensi che queste pagine ricordino.
Il momento della premiazione ce l’abbiamo stampato nell’album fotografico del nostro cuore: la squadra si riuniva, si abbracciava, festeggiava e riceveva una coppa che, come abbiamo detto sempre, è una piccola coppa ma è anche una grande coppa. E questa tradizione, questa tradizione, l’ha avvertita anche l’organizzatore del torneo che ha chiesto alla nostra società di includere la Challenge Cup nel programma Capo Five per farne un evento annuale, forse biennale. Non potevano chiedere di più.
Lasciamo le ultime righe alle parole di Rencricca, Pizzoni e Tarallo dopodiché torneremo a festeggiare ancora per qualche giorno prima di cominciare a preparare il torneo primaverile pensando ancora una volta che il calcio è uno sport davvero meraviglioso.
Rencricca: “La partita di ieri sera è il sunto della crescita mentale della squadra in questi ultimi anni: la consapevolezza che anche se si è sotto, c’è sempre una partita da giocare finché c’è tempo. Molto spesso si risorge per lampi di un singolo, l’Olympic di oggi lo fa con la luce di tutti”
Pizzoni: “Ieri calava la luce come un copione già visto in altre occasioni.
Ma ho visto negli occhi di tutti una fiamma che faceva capire che tutti sapevamo che non sarebbe finita così. Ebbene quei sette leoni indomabili non lasciavano scampo alle prede impaurite ruggendo. Vittoria!”
Tarallo: “Bella partita, intensa e a tratti, specie nel secondo tempo, dominata. Dovremmo migliorare nell’approccio alla partita perchè regaliamo molte occasioni all’avversario per poi inseguire… e forse ci viene meglio Dobbiamo OSARE di più…. ce l’abbiamo nel nostro DNA.
PAGELLE
PERRONE: 7 capitano
Inizio difficile perchè gli avversari tirano e quei palloni maledetti entrano in porta troppo facilmente ma quando l’Olympic rinasce come collettivo rinasce anche il portiere gialloblù e allora infila un paio di parate nel primo tempo e una spettacolare uscita alla Cinghialotto Peruzzi quando è più importante, quando serve davvero. Da questa parata provvidenziale la vittoria dell’Olympic non è più stat in discussione. Per il capitano in questa Challenge 3 presenze, 0 gol e 1 assist.
RENCRICCA A. : 8
Rosario Palazzo ha definito il compagno “Garanzia Rencricca” e il Libero di Centocelle garanzia lo è stato davvero, come difensore e come attaccante di razza. La prima rete è un tocco sotto porta da attaccante e poi, quando Tarallo conquista il rigore, Rencricca entra in campo dalla panchina solo per batterlo e spiazza il portiere come solo lui sa fare. Il suo ruolino in questa Chellenge parla chiaro più di qualsiasi commento: 3 presenze, 7 gol e 1 assist.
FORMICONI: 7.5
Un’altra sicurezza in difesa e sulla fascia destra. Finalmente arriva il gol con questi scarpini nuovi a cui aggiunge una doppietta di assist che non è proprio cosa da far passare inosservata. Il bottino in questa Challenge è stato di 3 presenze, 1 gol e 1 assist.
PIZZONI: 7.5
Nel primo tempo anche Sandro procede a fari spenti: sbaglia il calcio di rigore ma sembra riprendersi subito e quando segna il primo gol gialloblù della ripresa la squadra intera sembra scrollarsi di dosso paure e timori. In questa Challenge ha fatto registrare 2 presenze, 2 gol e 0 assist.
SICILIANI: 8
Cosa cosa ha provato a vincereiIl primo trofeo con la maglia dell’Olympic e noi un po’ lo invidiamo perchè vorremmo rivivere queste emozioni come fossero sempre la prima volta. In questa partita ha segnato una doppietta e ha anche realizzato un assist ma secondo noi è stato più decisivo con la sua capacità di affettare in due le squadre avversarie, specie nel secondo tempo, quando i Pumas hanno cominciato a sfilacciarsi. Il suo ruolino in questo mini torneo è stato di 3 presenze, 5 reti e 3 assist.
TARALLO: 8
Negli spogliatoi si lamentava perchè non voleva indossare la maglia numero 10 e voleva la numero 8 ma noi saremmo propensi a dargli una maglia con il simbolo ∞ perchè Filiberto è semplicemente infinito e la prestazione di ieri è solo l’ennesima lezione di calcio impartita dalla cattedra di classe e tecnica sopraffina. Il suo gol è fondamentale perchè è il primo vantaggio gialloblù dopo essere stati una mez’oretta all’inferno, inoltre ha gaudagnato il rigore e realizzato due assist, il tutto uscendo ogni cinque minuti per massimizzare le sue forze e dando la possibilità ai compagni di rifiatare. Io penso onestamente che un giocatore così non è mai esistito e auguro a tutti quelli che giocano a questo sport di avere la sua longevità. Il suo ruolino è du 2 partite, 2 gol e 3 assist.
PALAZZO: 7.5
La prestazione di Rosario è stata davvero molto buona ma la progettazione di questa sua presenza è stat studiata nei minimi dettagli: appena si è saputo che Montaldi non avrebbe potuto giocare la società l’ha convocato per lo stage del 21 marzo e per questa partita. Lui ha risposto alla grande sia nell’allenamento che in questa finale dove è stato il cervello della manovra offensiva gialloblù negli ultimi metri di campo e ha fornito un apporto utilissimo come primo muro difensivo. Con un velo ispirato ha favorito il gol di Formiconi, ha costretto un avversario all’autogol e ha propiziato un assist. Sembra davvero ben inserito in squadra e noi non possiamo che essere felici di questo. In questa Challenge ha giocato 1 partita con 0 gol e 1 assist.
Oltre a questi sette giocatori altri due hanno giocato in questa ottava edizione di Challenge Cup contribuendo a vincerla. Emiliano Belli (2 presenze, 0 gol, 0 assist) e Simone Montaldi (2 partite, 2 gol 1 assist. Ringraziamo l’organizzazione Capo Five e il suo presidente David Capocetti. Se dopo dieci anni la Challenge cup è rinata gran parte del merito va a lui.