MERCOLEDI’ 9 MAGGIO 2014, ORE 21
GARA 880
CHALLENGE CUP 7, FINALE
MO’VIOLA – OLYMPIC 2000
4-2 (2-2)
MARCATORI: 2 MONTALDI, 1 RENCRICCA A., 1 RUGGERI
Il racconto di questa splendida storia bellissima dovrebbe partire dall’inizio del torneo o dalla notte dopo il fischio finale? E’ un gran bel dubbio visto che nelle ore successive alla finale contro il Mo’viola i giocatori hanno vissuto ore di esaltazione e adrenalina e quando finalmente sono riusciti a prendere sonno si sono svegliati con l’inebriante sensazione di essere vincitori. Bello, bellissimo, soprattutto perchè dopo tutto questo tempo senza vittorie avevamo dimenticato come ci si sentiva.
La coppa di ieri però, quella della Challenge Cup 7, è un racconto che comincia tre settimane fa e seppure in forma breve dobbiamo cominciare a raccontare dall’inizio per dare l’idea di quello che è successo ieri sera.
Il 16 aprile l’Olympic ha cominciato questo mini torneo primaverile senza ambizioni e con la pesante cappa di sfiducia che derivava dai risultati negativi di questa stagione disastrosa. Rencricca quella mattina aveva dichiarato che gli sarebbe piaciuto giocarsi la finale… capite? Arrivare secondi come obiettivo massimo!
All’esordio poi ci siamo trovati di fronte lo Scarsenal che con i fratelli Cabitza ci hanno messi in difficoltà e contro il quale abbiamo dovuto dare fondo alle energie nervose per pareggiare nel finale dopo che durante il match avevamo colpito la bellezza di sette pali. Fantini allo scadere ci metteva una pezza.
Nella seconda partita arrivava poi l’inaspettata vittoria contro il Mo’viola e nonostante i cinque gol presi la difesa, rafforzata da Formiconi e da un Li Causi sempre più decisivo, appariva decisamente in crescita. Una settimana fa invece c’era terza partita, quella contro il Bernocchi. Un match strano in cui l’Olympic è apparsa deconcentrata forse perchè grazie alla larga vittoria del Mo’viola sullo Scarsenal ci sarebbe voluto un miracolo al contrario per non qualificarsi alla finale. Anche qui arrivava un gol nel finale, quasi nel recupero, di Fantini e la squadra si classificava seconda nel girone guadagnando la finale.
Eccoci giunti ai giorni nostri, o comunque nell’immediata vigilia, quando si stava costruendo la squadra per l’atto conclusivo del torneo e in molti davano forfait: Fantini, Formica e Collu erano out ma la difesa era al gran completo, era quella composta da Rencricca, Formiconi e Li Causi e il pessimismo proprio non riusciva a mettere piede nell’ambiente gialloblù.
Il pomeriggio prima della partita era calmo in casa Olympic, niente nervosismo nè eccitazione: solo silenzio, perfino su Whatsapp.
Poi la partita contro l’avversario di sempre che schierava Delfini e Verdesca davanti, due che qualsiasi squadra vorrebbe. Ma noi i fenomeni veri li avevamo di dietro, un tridente che i gol non li realizza ma che è altrettanto decisivo. Formiconi a sinistra, Li Causi a destra e Rencricca al centro. Il numero 4 oltre a stoppare ripetutamente Verdesca siglava pure l’1 a 0 con un tiro bruciante. Immaginate l’esultanza.
Poi è arrivato l’1 a 1 di Verdesca ma dopo nemmeno un minuto Ruggeri, appena entrata, approfittava di un pasticcio della difesa viola per realizzare il suo gol numero 41 in gare ufficiali. Vai ragazzo, era il 2 a 1!
Prima dell’intervallo, nell’ultimo secondo disponibile, uno dei pochi errori della nostra retroguardia fruttava il 2 a 2 a Rossi e compagni ma questo gol non minava minimamente le certezze della nostra squadra che in cuor suo aveva la sicurezza di poter vincere, uno stato d’animo che da troppo tempo era sconosciuto a Perrone e compagni.
Il secondo tempo dell’Olympic era perfetto: Perrone parava tutto quello che i suoi tre scudieri lasciavano filtrare e in avanti Montaldi, falso nueve, in sostituzione di Fantini metteva a segno una doppietta decisiva prima sugli sviluppi di un calcio di punizione e poi in contropiede.
Nel finale era lecito aspettarsi il terzo gol del Mo’viola e un po’ di sofferenza per portare a casa la vittoria ma ve l’abbiamo già detto: l’Olympic nel secondo tempo è stata perfetta e la gara finiva 4 a 2, la coppa finiva nelle mani di Perrone, il giro di campo in festa era dei nostri ragazzi.
La partita finiva ma non l’emozione. L’emozione di Formiconi che con questa Challenge Cup è tornato quello di un tempo. L’emozione di Li Causi, che si scopriva decisivo come un attaccante, quella di Perrone e Rencricca che rivedevano la loro squadra con lo spirito dei tempi belli. E poi la felicità di Ruggeri che otteneva il primo trofeo della sua vita gialloblù e quella di Montaldi che aveva la responsabilità di non far rimpiangere gli attaccanti che sostituiva.
Non era finita, la squadra alzava la coppa e a quella dei giocatori si univa l’emozione dei tifosi, tutti in campo per festeggiare la coppa. La coppa di tutti, la coppa del riscatto, la coppa che in un mese ha radicalmente cambiato l’animo del mondo Olympic.
Pensate che poco più di un mese fa queste pagine riportavano con insistenza la parola “FONDO” e ora le stesse sono piene di “EMOZIONE”!
Tornare a queste gioie è stata dura ma mai quanto lo sarà confermarle!
PAGELLE
PERRONE: 8 cap.
Prestazione stratosferica anche se , paradossalmente, non fa nemmeno una parata con le mani e innumerevoli con gambe e piedi. Eccezionale a inizio primo tempo quando strappa palla dai piedi Ioli nell’uno contro uno.
RENCRICCA A. : 8
Beneficia dei due terzini d’oro Formiconi e Li Causi e ci mette un sacco enorme di farina del suo sacco offrendo la prestazione perfetta contro Verdesca. Realizza l’1 a 0 e offre a Montaldi l’assist per il 3 a 2: ottimo modo per festeggiare l’impensabile traguardo delle 400 gare in gialloblù.
FORMICONI: 8
Già ci era sembrato “tornato” nella precedente partita ma contro il Mo’viola è davvero tornato a tutto ciò che era prima dell’infortunio. reattivo, duro nei contrasti, presente su tutta la fascia. Su questa coppa c’è molto del Formiconi che proprio ieri ha festeggiato la presenza numero 300.
LI CAUSI: 8
Il più continuo giocatore da un mese a questa parte, dalla serata dell’eliminazione in Europa League Marakaibo non ha più sbagliato una virgola offrendo prestazioni decisive e gol fondamentali per arrivare a questa finale. Sulla fascia destra ha dominato e se regge a questi livelli nulla è irraggiungibile per l’Olympic.
MONTALDI: 8
La storia del falso nueve poteva rivelarsi un boomerang per SM7 che voleva sostituire degnamente l’assente Fantini. Fortunatamente per l’Olympic le spalle di questo ragazzo sono forti come quelle di un orso e nella ripresa è arrivata una doppietta mondiale che ha portato l’Olympic a vincere la sua quinta Challenge Cup.
RUGGERI: 7.5
L’italo tedesco ha giocato un po’ meno dei suoi compagni ma quando è entrato il suo apporto si è sentito eccome. Nel primo tempo ha subito bucato la rete con un gol alla Miro Klose poi nella ripresa ha messo paura agli avversari con i suoi strappi e la sua corsa. Prima coppa per lui, prima di una storia appena cominciata e già ricca di serate dalle tinte forti.
GIOCATORI NON PRESENTI ALLA FINALE
Oltre a quelli in campo altri tre giocatori hanno giocato in questo torneo. Santolamazza, Collu e Fantini. Chi più chi meno ha contribuito a questo trionfo e la coppa è anche loro!



