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Olympic 2000 – Magliemi City 17-3

VENERDI’ 30 SETTEMBRE 2011, ORE 20.15
STADIO MADONNETTA
OLYMPIC CHALLENGE CUP III, I GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. MAGLIEMI CITY
17-3 (10-1)

MARCATORI:
5 FANTINI
4 RENCRICCA A.
3 CASERTA
2 DI MICHELE
2 TANI
1 PERRONE

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ANDREA FANTINI

L’ultimo giorno di settembre, un venerdì caldo come una serata di luglio, ha visto l’Olympic esordire nella terza edizione della Challenge Cup, il torneo che la società ha cominciato ad organizzare con ottimo successo nella scorsa stagione e che ha visto trionfare prima il Centro e in primavera gli stessi gialloblù.
Per questa terza edizione la formula è rimasta immutata, un girone all’italiana formato da quattro squadre con gare di andata e ritorno e classifica finale atta alla composizione delle semifinali, prima classificata contro la quarta e seconda contro la terza.
Rispetto alle prime due edizioni la vera novità sono le due formazioni esordienti che hanno sostituito i Tamarri e lo Slow Bar ovvero il Moviola di Daniele Rossi e il Magliemi City, squadra che l’Olympic ha affrontato proprio in questa prima giornata.
Potrete già capire dal risultato che questa squadra si è rivelata veramente poca cosa al cospetto di un’Olympic che nonostante stia attraversando un momento poco brillante è comunque una formazione di livello con alcune individualità che fanno la differenza.
Per questo primo impegno di Challenge la società dava la possibilità a Belli di giocare una gara ufficiale dopo quasi tre anni e mezzo mentre Perrone, complice l’assenza di alcuni titolari e rispettive riserve, veniva avanzato in difesa al fianco di Rencricca e Tani.
In attacco poi c’è davvero il lusso di scegliere con Fantini, Caserta e il rientrante Di Michele a formare un attacco stratosferico.
Gli avversari, poco esperti e con poche qualità tecniche, cominciavano la partita concedendo un ulteriore vantaggio all’Olympic ovvero quello di scendere in campo con soli quattro elementi. Infatti il quinto giocatore giungeva alla Madonnetta solo a inizio primo tempo quando ormai la gara aveva preso una piega irreversibile a favore di Perrone e compagni nonostante i due attaccanti ucraini Ilk e Chikh dessero l’impressione di poter impensierire Belli.
Inutile descrivere nel dettaglio l’andamento della gara se non dicendo che il Magliemi City lasciava spazi incredibili a centrocampo e in attacco permettendo a Perrone, Tani e Di Michele di trovare spessissimo liberi i propri compagni per i loro assist.
Nella ripresa il match era leggermente più equilibrato grazie all’equilibrio numerico tra le due squadre ma laddove il Magliemi aveva finalmente cinque elementi in campo i gialloblù potevano vantare comunque una maggiore freschezza atletica grazie ai due cambi in panchina.
Dopo cinquanta minuti di gol e divertimento per i tifosi gialloblù l’arbitro decretava la fine sancendo così la seconda vittoria stagionale dell’Olympic in otto uscite.
In attesa dell’inizio del campionato (la data è ancora incerta) il prossimo impegno sarà la seconda giornata di Challenge in cui l’Olympic affronterà il Moviola per cercare di mantenere il primato di fronte ad un Centro (ora denominato Vega Futsal) che all’esordio ha strapazzato proprio i viola con il punteggio di 10 a 2.

NOTE
Serata calda e umida
Spettatori circa 30
Incontro disputato in due tempi da 25 minuti ciascuno
Olympic 2000 in campo con divise PREMIER 2011

PAGELLE

12.BELLI: 6+
Dopo il ritorno al cacio giocato nel Ventiduennale, dopo il ritorno agli stage e dopo il ritorno alle amichevoli a Belli mancava solo il ritorno alle gare ufficiali. Mancava da un match di torneo dal maggio 2008 e dopo quasi tre anni e mezzo gioca una partita senza grande emozione, certo non difficile, ma condita da qualche intervento che gli è valso più di un applauso dalla tribuna.

4.RENCRICCA A. : 6
Non gioca una partita malvagia ma il fatto che sia stato l’unico giocatore a non effettuare assist la dice lunga su come abbia interpretato una gara in cui invece avrebbe dovuto cercare più il gioco corale che la soddisfazione personale. Segna quattro gol nella sua duecentesima presenza in una partita di torno.

6.PERRONE: 6+
Totalmente a proprio agio contro avversari che non hanno nemmeno un decimo della sua esperienza calcistica può permettersi di fare bella figura come difensore. Non ha lo spunto per sfruttare i suoi inserimenti ma cerca sempre il tocco di prima trovando anche belle giocate a favor dei compagni. Segna un solo gol ma realizza tre assist.

11.TANI: 6.5
Nel primo tempo viene impiegato come difensore mentre nella ripresa come attaccante raccogliendo invariabilmente buoni risultati e facendo capire perché in questo periodo riceve così spesso convocazioni. Alla fine realizza una doppietta e tre assist preziosi. Bello il gol su punizione di seconda dal limite dell’area.

5.DI MICHELE: 6.5
Che giocatore! Mancava dalla finale di Europa League in cui aveva sbagliato un rigore decisivo ma si è ripreso la maglia numero 5 con una prova in cui ha fatto capire ancora una volta di essere un giocatore universale capace di occupare tutte le zone del campo. Per lui due gol e due assist.

19.CASERTA: 6
Che bello vederlo giocare con tanta continuità con la maglia gialloblù e che bello vederlo segnare altri tre gol raggiungendo il ragguardevole risultato di 7 reti in 6 presenze stagionali. L’avversario molto morbido gli ha tolto molti stimoli ma nonostante questo “freno”, oltre alla tripletta ha messo a segno anche un assist.

9.FANTINI: 6.5
Grande professionista. Anche in questa serata di “relax” si impegna come fosse la finale di Champions League e cerca costantemente di indirizzare i compagni verso la ricerca del gioco corale dispetto dell’individualismo, tentazione sempre in agguato in impegni così facili. Il premio per questa applicazione sono cinque gol e un assist.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 3-3 (4-5 d.c.r.)

LUNEDI’ 25 LUGLIO 2011, ORE 20.40
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 715
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, FINALE
OLYMPIC 2000 Vs. AUTORICAMBI BERNOCCHI
3-3 (0-3) 4-5 dopo i calci di rigore

MARCATORI:
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 MONTALDU

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ANDREA FANTINI

La stagione 2010/2011 si chiude con la palla calciata da Andrea Fantini che finisce sul palo e i giocatori degli Autoricambi Bernocchi che gridano di gioia correndo per il campo. E’ appena finita la finale di Europa League Clausura e i giocatori dell’Olympic si guardano l’un l’altro senza parlare.
Ma si abbracciano, stanno vicini e non hanno rimpianti perché non solo hanno appena chiuso una stagione brillante sotto il profilo dei risultati ma anche perché hanno disputato una grande Europa League e hanno perso la finalissima solo ai calci di rigore dopo essere riusciti a pareggiare una partita che nell’intervallo stavano perdendo 3 a 0.
Peccato che in questa finale non si sia vista l’Olympic che aveva difeso alla grande contro Bi Trattoria e White House o che aveva stracciato Moviola, Scarfa Prime e The Boys.
Si è invece vista una squadra che ha offerto una prestazione negativa, soprattutto nella prima frazione, concedendo assurdi contropiedi quando invece bisognava aspettare compatti l’avversario per poi a nostra volta tentare l’arma della ripartenza.
Ma il calcio è così e ora è anche abbastanza inutile cercare di capire perché in questa finale i gialloblù non siano riusciti a imporsi come erano riusciti nelle precedenti partite e come avevano fatto nella finale dell’Europa League Clausura quando l’Olympic aveva battuto gli stessi avversari con facilità disarmante.
E’ importante invece rimarcare e sottolineare il grande spirito di squadra e la compattezza nello spogliatoio che rendono la nostra Olympic una cosa meravigliosa che va oltre il campo e le partite.
Anche in questa partita come moltissime altre volte in questa stagione la squadra è stata compatta, in campo si sono visti amici eri che hanno lottato insieme per cinquanta e più minuti solo per il piacere di stare insieme e condividere le stesse emozioni.
Fabrizio Perrone, Alessandro Rencricca, Fabrizio Formiconi, Gianluca Bisogno, Andrea Fantini, Simone Montaldi, Andrea Di Michele e poi Francesco Tani e Alessandro Santolamazza hanno vissuto un’altra serata memorabile che ricorderanno per sempre a prescindere da una sconfitta che brucerà ancora per poco per poi lasciare spazio alle belle sensazioni provate.
Il campo ha offerto uno spettacolo bellissimo e intenso tanto da far applaudire lo stesso direttore di gara, orgoglioso e felice di aver diretto una così bella e corretta partita. L’Olympic è andata vicinissima al vantaggio grazie a Fantini che dopo pochi minuti ha rischiato di realizzare un gol impossibile calciando da posizione angolatissima e colpendo palo e traversa prima che la sfera uscisse in fallo laterale.
E’ stata purtroppo un’illusione perché poco dopo gli Autoricambi segnavano sugli sviluppi di un contropiede su cui Perrone provava a mettere una pezza prima che Cascone, il capitano avversario, segnasse sulla ribattuta. Il secondo e il terzo gol sono stati del tutto simili con Rencricca che difendeva troppo alto e gli attaccanti gialloblù avversari che partivano a razzo in contropiede trovando praterie deserte da percorrere indisturbati.
Sembrava dovesse finire con l’Olympic a zero gol fatti e gli Autoricambi a passeggiare in carrozza invece a metà ripresa è cominciata la rimonta dell’Olympic. Il primo piccolo passo l’ha fatto Formiconi che indovinava l’angolino su assist di Di Michele poi ci pensava Fantini a raddoppiare scatenando il suo tiro ciclonico sul secondo palo.
Nel frattempo gli avversari sfioravano la quarta rete ma Formiconi, Rencricca e come ultimo baluardo Perrone impedivano agli Autoricambi di scappare. Quando mancava una manciata di minuti Rencricca cercava Montaldi con un lancio lungo su cui il difensore avversario bucava l’intervento scivolando. Sulla palla si avventava il centrocampista in prestito dalla Svezia e pareggiava i conti con un tiro a botta sicura.
E poi non c’è stato più tempo per giocare e segnare ancora e si è andato ai calci di rigore: gli avversari fallivano il loro secondo tiro con Rosca che calciava a lato ma l’Olympic gettava il regalo alle ortiche fallendo il quattro penalty con Di Michele che per angolare troppo calciava a lato. Si andava all’oltranza e Perrone parava il sesto tiro avversario consegnando a Rencricca la possibilità di dare la vittoria ai suoi. Purtroppo il libero dell’Olympic si faceva parare il tiro e alla settima tornata prima gli Autoricambi segnavano il rigore mentre Fantini, tornando all’introduzione di questa cronaca, colpiva il palo dando il via alla festa gialloblù, purtroppo non lo stesso gialloblù delle nostre maglie.
E ora con un po’ di malinconia tracciamo le conclusioni di questa bella, bellissima stagione composta di 68 partite emozionanti. L’Olympic ha vinto il suo primo trofeo alla Madonnetta vincendo l’Europa League Clausura, è arrivata terza (con viva delusione di tutto l’ambiente) nella prima Challenge Cup mentre ha vinto la seconda con pieno merito. Ha poi subito un brusco calo di prestazioni a causa dei tanti infortuni e assenze ma quando ha recuperato i titolari ha disputato un’ottima Europa League chiusasi con la sconfitta nella finale di ieri solo ai calci di rigore.
E’ stata la stagione del grande ritorno di Andrea Fantini e della scoperta di Montaldi, Di Michele e soprattutto del bomber che cercavamo, Domenico Caserta che speriamo che nella prossima stagione possa giocare con maggiore continuità.
E poi è stata la stagione delle Olympic Girls, il gruppo di tifose che ci ha sempre supportato e spinto verso grandi risultati. Insomma è stata un stagione da 10 in pagella per ciò che concerne la società, il gruppo, l’ambiente e da 8 per i risultati perché anche con alti e bassi siamo riusciti a raggiungere tre finali vincendone due. Se ci mettiamo che siamo riusciti ad organizzare il trofeo del Ventiduennale e che la nostra storia continua ad arricchirsi di questi eventi allora possiamo dire che è stata un’annata favolosa che non può che suggerire una ancor migliore continuazione nella prossima.

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 50
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6.5 cap.
Altra bella prestazione, altra dimostrazione di sicurezza in campo che deriva da una ritrovata serenità nella vita privata. La sua stagione è stata questa, una continua risalita verso la luce, i colori. Ieri ha parato un rigore nella serie finale e ne ha segnato uno mentre nel secondo tempo è stato ammonito. Prestazione in linea con il trend di tutto il Torneo di Clausura di cui, giustamente, è stato premiato come miglior portiere bissando il titolo guadagnato nel 2009.
RUOLINO STAGIONALE: 59 presenze e 1 gol

4.RECNRICCA A. : 6.5
Giocare il primo tempo di una finale così male (posizione sbagliata in tutti e tre i gol, sempre troppo alto verso l’area avversaria) è un handicap che pochi giocatori possono colmare. Invece nel secondo tempo sembra un altro giocatore e chiude la sua prova con l’assist perfetto, e un po’ fortunato, che arriva sui piedi di Montaldi e che diventa la rete del 3 a 3. Rischia l’espulsione per proteste poco dopo essere stato ammonito e non è la prima volta in una stagione in cui la sua media voto non raggiunge la sufficienza ma in cui ha comunque regalato prestazione isolate davvero buone. La sua partita nella finale di Challenge Cup II rimarrà a buon diritto negli annali.
RUOLINO STAGIONALE: 54 presenze e 40 gol

8.FORMICONI: 6.5
Perde una quantità industriale di palloni nella metà campo avversaria in prossimità dell’area di rigore degli Autoricambi ma in difesa è un cane da guardia di quelli feroci e che non lascia passare nemmeno uno spillo dalla sua parte. Nella ripresa segna un gol bellissimo con un tiro a girare da attaccante vero, l’ennesima perla di una stagione in cui ha segnato tantissimo, ben 28 gol di cui 22 in gare ufficiali. Un bottino di tutto rispetto che diventa eccezionale considerando il suo ruolo. Buone notizie dovrebbero arrivare anche dalla premiazione degli Olympic Awards.
RUOLINO STAGIONALE: 61 presenze e 28 gol.

7.BISOGNO: 6
Il Bisogno che tutti conoscono, generoso, che percorre miglia e miglia neanche dovesse arrivare in fondo alla Muraglia Cinese! Come in semifinale è attentissimo in fase difensiva a sventare i pericoli sulle fasce ma poi manca di pericolosità e incisività in avanti. Nonostante la sua prestazione in finale non sia brillantissima dobbiamo riconoscere che dopo una stagione buon a ma non eccelsa, quando è ritornato dal viaggio di nozze, è stato decisivo per il raggiungimento dell’atto finale grazie alla sua stratosferica forma atletica.
RUOLINO STAGIONALE: 40 presenze e 28 gol.

19.MONTALDI: 6+
Il ragazzo colorato di gialloblù, di un gialloblù in tinta svedese, è arrivato al termine della sua avventura nell’Olympic. Ha dato tanto a questa squadra, tonicità, forza fisica, entusiasmo. Ma ha ricevuto forse più di quanto si aspettava: emozioni vere, pure! La sua prestazione di ieri non è stata brillante come alcune nella prima fase o in Challenge Cup II però quando sembrava che l’Olympic dovesse lasciare il campo con una sconfitta ha avuto la freddezza di controllare il lancio di Rencricca e battere il portiere avversario. Chissà se la sua avventura con la nostra gloriosa finirà davvero qui. E’ in lizza per il titolo di miglior esordiente della stagione.
RUOLINO STAGIONALE: 17 presenze e 13 gol.

5.DI MICHELE: 6+
Era tra i più attesi in questa finale e probabilmente ha deluso chi aveva riposto tante aspettative in lui. Prestazione non malvagia, condita dall’assist per il gol di Formiconi, però i tifosi si aspettavano che da un momento all’altro si accendesse una scintilla che invece non ha mai brillato. La sua stagione nell’Olympic è cominciata poche settimane fa e si è imposto subito grazie alle sue doti tecniche scalando posizioni velocemente. Purtroppo la sua per ora breve avventura in gialloblù si chiude con l’immagine del rigore calciato a lato nella lotteria finale.
RUOLINO STAGIONALE: 5 presenze e 7 gol.

10.FANTINI: 7
In passato è stato spesso uomo e giocatore da finale perché negli atti conclusivi dei tornei riusciva sempre a trovare quel qualcosa in più dentro di se per decidere le sorti delle gare più importanti. Contro gli Autoricambi Bernocchi non ha deciso il match nel modo che avremmo voluto ma è stato il migliore nell’Olympic combattendo come un leone, facendo salire la squadra, difendendo a centrocampo. Bellissimo il gol che ha ridato le speranze alla curva gialloblù, un bolide potentissimo che si è infilato sotto la traversa. Chiude la stagione del suo rientro in squadra, una stagione in cui si è imposto non solo come punto di riferimento in campo ma in cui, per la prima volta, il suo apporto è diventato fondamentale anche come uomo spogliatoio.
RUOLINO STAGIONALE: 44 presenze e 45 gol.

GIOCATORI NON PRESENTI IN FINALE

Cominciamo con il ricordare tutti coloro hanno indossato la maglia dell’Olympic in gare ufficiali almeno una volta in questa stagione. La prima menzione la merita in modo assoluto Francesco Tani, un giocatore che in questa stagione ha trovato meno spazio rispetto alle ultime due per ragioni tecniche ma che ha saputo dare comunque il suo apporto non solo tecnico ma anche umano al mondo Olympic. Non dimentichiamo che nella finale di ieri è stato presente in panchina senza nemmeno disputare un minuto o che in altre partite si è imbarcato dall’altra parte della città solo per assistere qualche minuto di partita. A lui va la nostra stima.
RUOLINO STAGIONALE: 18 presenze e 6 gol.

Oltre ai sette in campo ieri sera altri tre giocatori hanno preso parte a questa Europa League. Cominciamo a parlare di Alessandro Santolamazza (21 presenze e 7 gol) che anche grazie alla doppia esperienza in Challenge Cup ha avuto modo di giocare con maggiore continuità rispetto agli anni passati. In questa stagione non ha avuto un exploit atletico come nella passata ma è stato comunque in grado di dare il suo apporto come nella finale di Challenge II quando fu un baluardo insuperabile.
E poi c’è il Mimmo Maravilla, l’autentica rivelazione di quest’anno: Domenico Caserta. Un giocatore favoloso, fenomenale che ha risolto partite dure con dribbling ubriacanti e tiri che i portieri nemmeno vedevano bucando di volta in volta le porte di squadre blasonate come Svezia, Bi Trattoria e The Boys. Nonostante un infortunio che gli ha fatto perdere tutta la prima fase del Clausura Mimmo è stato decisivo nella semifinale di Europa League contro i the Boys. Ha dovuto rinunciare alla finale per impegni di lavoro ma nella prossima stagione sarà la punta di diamante gialloblù. Per lui 13 presenze e 22 gol.
Chiudiamo questo trittico con Dario Sorci, un giocatore che per nove mesi ha dichiarato di voler trovare spazio nell’Olympic, di voler avere una chance e ha lavorato sodo, sudando sette camicie ogni qual volta c’era uno stage o quando giocava nelle file dello Slow Bar e sapeva che occhi indagatori lo stavano scrutando. Nel finale di stagione ha avuto la sua possibilità e l’ha sfruttata al meglio giocando una buona Europa League e dando tutto quello che aveva nel cuore e nelle gambe. Anche lui verrà rivalutato nella preparazione estiva. Ha fatto registrare 4 presenze e 0 gol.

E ora il resto dei componenti della rosa in ordine di presenze e cominciamo con Francesco Sforza che nonostante le poche apparizioni ha realizzato la solita caterva di gol facendo innamorare i tifosi con la sua andatura sbilenca e le sue reti di rapina. Purtroppo non è riuscito a imporsi nei tornei importanti ma la sua stagione non è affatto da buttare. Per lui 24 presenze e 39 gol.
Segue un binomio di giocatori di fantasia, Fabio Tagliaferri e Davide Baldi. Il primo ha giocato 17 partite realizzando 12 gol di cui tre nelle due edizioni di Challenge Cup, competizione in cui ha sempre fatto vedere buone cose. Anche lui è stato perfetto nella finale vinta contro il Centro anche se purtroppo non è riuscito a rispondere alle convocazioni per il torneo principale nelle tre quattro occasioni in cui la società l’aveva convocato. Diverso il discorso per Davide Baldi (17 presenze e 16 gol) che anche in questa stagione era stato investito di aspettative e speranze che si sono infrante con i primi freddi.

E per finire un ringraziamento ai giocatori che hanno giocato poche o pochissime partite. In cima a questa lista di giocatori c’è Alessandro Guarino (7 presenze e 2 gol), sempre professionale quando è sceso in campo prima di accasarsi allo Slow Bar. Di seguito troviamo un altro simbolo di professionalità e correttezza, l’infinito Filiberto Tarallo che con 7 presenze e 6 gol ha sorretto l’Olympic nella difficile prima fase del Torneo di Clausura. Il trittico è chiuso da Daniele Rossi che con 5 presenze e 8 gol è stato nel suo piccolo decisivo nelle due campagne di Challenge Cup.

La lista prosegue con Sunil Salvini (4 presenze e 2 gol), il primo giocatore asiatico della storia gialloblù; Carlo Garattoni, portiere che ha sostituito Perrone in 4 partite; Massimiliano Scollo che ha giocato 4 partite riuscendo a segnare il suo primo gol con la maglia dell’Olympic. Proseguiamo a ringraziare Edoardo Rencricca (2 presenze non memorabili), Andrea Carissimi (1 presenze e 2 gol che dimostrano la solita classe innata), Alessandro Celestini e Florin Rosca che hanno giocato entrambi una partita e segnato un gol nella semifinale di Challenge II contro i Tamarri risultando decisivi. E poi ancora grazie a Damiano Pacifici, Walter Marletta e Francesco Ponzetti (1 presenza ciascuno) e per finire Emanuele Gennari che ha giocato una partita segnando un gol.

Il ringraziamento più grande di tutti va poi alle nostre grandissime tifose che in questa stagione hanno fatto la differenza. Nella fase invernale Simona Freddi ha sfidato le più gelide temperature mentre nel 2011 Giulia Tagliaferri, Rosalia Di Biase, Alessia Verban, Martina Pietropaoli e nel finale Valentina Grifò hanno dato un apporto che va oltre al semplice tifo. Il più grande augurio che ci possiamo fare come è quello di trovare questo calore anche nella stagione 2011/2012.
Un’altra stagione è finita, un’altra sta per cominciare. L’Olympic è sempre il luogo della magia e dell’amore!

Olympic 2000 – The Boys 6-2

MERCOLEDI’ 20 LUGLIO 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 714
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, SEMIFINALE
OLYMPIC 2000 Vs. THE BOYS
6-2 (2-0)

MARCATORI:
2 CASERTA
1 DI MICHELE
1 FORMICONI
1 MONTALDI
1 RENCRICCA A.

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO DOMENICO CASERTA

Di nuovo in finale! Per la terza volta in questa stagione l’Olympic arriva all’atto conclusivo di un torneo e lo fa con una sicurezza e una tranquillità tale da far sembrare l’Europa League un obiettivo riduttivo: si, diciamolo, questa Olympic avrebbe fatto bene anche in Champions, magari non sarebbe arrivata in fondo ma avrebbe lottato alla pari con le grandi della Madonnetta.
Una grande Olympic dicevamo, una squadra che dopo la finale di Europa League del Torneo di Apertura era precipitata in un abisso di brutte prestazioni figlie di una condizione fisica disastrosa. Ricostituire la squadra che aveva battuto gli Autoricambi Bernocchi è stato a lungo impossibile a causa degli infortuni di Caserta e Fantini e dell’indisponibilità di Bisogno. Poi c’è stato l’arrivo di Montaldi e Tarallo e il loro inserimento è stato faticoso. Le cose sono andate malissimo nella prima fase del Clausura per questi motivi e anche perché l’organizzazione aveva formato dei gironi assurdi: quello in cui erano inseriti i gialloblù pieno di formazioni fortissime mentre l’altro pieno di outsider.
Se l’Olympic fosse stata inserita nel girone B si sarebbe quasi certamente qualificata per la Champions ma ora recriminare non serve. Ricordiamoci solo che dopo queste prime sei partite la nostra squadra è stata protagonista dell’exploit in Challenge Cup II, della sofferta semifinale contro i Tamarri, della sfavillante vittoria in finale con il Centro e poi del girone di Europa League.
Stavolta, se possibile è stato più bello arrivare in finale perché questa Europa League è stato un climax di emozioni: all’esordio abbiamo perso contro il White House per un gol preso nei minuti di recupero. Poi c’è stata la vittoria senza patemi nel derby contro il Moviola seguita dalla goleada contro lo Scarfa Prime United che ha dato Ai gialloblù il pass per la semifinale di ieri.
E in semifinale l’avversario da battere era tosto, tostissimo, una delle bestie nere dell’Olympic nelle ultime tre stagioni, i The Boys. Dieci incontri avevano preceduto questa semifinale e in sette occasioni erano stati gli uomini di Della Porta a prevalere. Ieri però la storia è cambiata e forse un po’ l’ambiente gialloblù se l’aspettava: le ultime prestazioni erano state condite da una sicurezza e da una determinazione che, a prescindere dal risultato finale di questo scontro assicuravano una grande prova d’orgoglio e così è stato.
Anche le convocazioni erano state tranquille e senza imprevisti: la squadra che aveva battuto lo Scarfa Prime era stata confermata per intero e come ciliegina sulla torta arrivava la notizia che il Mimmo Meraviglia, Domenico Caserta, sarebbe tornato in campo per questo appuntamento dopo un lungo periodo passato ai box per infortunio.
Cominciava la partita e i The Boys si presentavano con la loro migliore formazione in cui la coppia d’attacco romena formata da Vaduva e Cojocariu rappresentava lo spauracchio maggiore per i tifosi dell’Olympic. Eppure i nostri avversari cominciavano l’incontro senza le due punte di diamante e puntando invece alla solidità difensiva. L’Olympic faticava a trovare le posizioni difensive e rischiava di subire gol proprio quando entrava Vaduva che però a tu per tu con Perrone si faceva ipnotizzare dal nostro capitano.
Poco dopo questo episodio era tempo di gioire per la curva gialloblù che si alzava per applaudire una stupenda combinazione dei nostri due difensori: Formiconi batteva un calcio d’angolo a uscire e Rencricca senza pensarci su tanto colpiva la sfera di prima intenzione trovando l’angolino della porta avversaria. Tutto molto bello, davvero.
Ma le meraviglie erano destinate a continuare perché il raddoppio era già maturo. Stavolta il protagonista era Andrea Di Michele che trovava una prateria sulla fascia destra e da fuori area lasciava partire un missile terra aria che gonfiava la porta dei The Boys.
2 a 0, che Olympic! La prima frazione si chiudeva con questo risultato ma a colpire non erano tanto i due gol di vantaggio quanto l’eccezionale solidità difensiva dell’Olympic che grazie a tutti i suoi componenti impediva agli avversari di avvicinarsi alla nostra porta.
Avreste dovuto vedere le espressioni dei nostri ragazzi nell’intervallo: non sembrava una semifinale in cui stesse giocando l’Olympic, ovvero una di quelle partite tiratissime in cui i nervi saldi fanno la differenza, uno di questi scontri vinti all’ultimo minuto arroccati dietro al più classico dei fortini. A vedere la nostra squadra non sembrava proprio l’Olympic. E quello che è successo a inizio primo tempo è la dimostrazione più eclatante: i The Boys cominciano all’arrembaggio e accorciano le distanze ma i nostri hanno rimesso la palla a centrocampo e un minuto dopo esultavano già per la terza rete. La palla veniva consigliato al neo entrato Domenico Caserta che alla prima occasione di uno contro uno saltava secco Della Porta e scaricava un fulmine in porta. L’esultanza del giovane bomber gialloblù era grande perché in questi due mesi il calcio gli era mancato tanto ma la vera esplosione di gioia c’è stata poco dopo: di nuovo la palla arrivava a Caserta che provava di nuovo uno dei suoi dribbling che ormai possiamo cominciare a definire infallibili visto che anche questa volta il suo marcatore veniva scartato come fosse un cornetto Algida. Quello che è successo dopo il dribbling ve lo descrivo in due momenti: prima Mimmo convogliava tutta la sua forza in un tiro travolgente che gonfiava di nuovo la rete e poi correva senza destinazione e senza capire niente ad abbracciare tutti i compagni. Bellissimo, una di quelle immagini che riconciliano con il calcio.
Il resto fa già parte della storia della nostra squadra: il 5 a 1 realizzato da Formiconi su assist di Di Michele, lo stesso Di Michele che con un gioco di prestigio beffa il suo marcatore sulla fascia destra e serve Bisogno, i The Boys che segnano il secondo gol in contropiede e poi la nostra squadra che chiude la partita con Montaldi che si fa trovare pronto a ribattere in gol una ribattuta del portiere avversario.
Il fischio finale arrivava dopo un minuto di recupero e forse i tifosi si saranno stupiti per la relativamente fredda esultanza di Perrone, Rencricca, Bisogno e degli altri componenti della nostra squadra. Ma chi capisce di calcio avrà capito che l’Olympic ha battuto il suo avversario con una tale serenità e consapevolezza dei propri mezzi attuali che la vittoria è stata quasi una scontata conseguenza di queste sensazioni così positive. La gioia per la vittoria è uguale a quella del passato, cambia il modo in cui è arrivata, senza quella sofferenza che al fischio finale deve essere sfogata in un urlo che rilascia la tensione e lo stress accumulato in cinquanta minuti di battaglia.
Alla finale mancano pochi giorni e questa Olympic, che avrebbe fatto bella figura in Champions League, ha la possibilità di raggiungere la terza coppa stagionale. Una squadra infinita, che non muore mai, che gioca sempre con il cuore in mano. Meraviglioso!

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
Un centrocampo che fa filtro ai limiti della perfezione e una difesa che alla perfezione è sempre più vicina lasciano al portiere gialloblù poche briciole. Al capitano restano da controllare qualche cross e qualche tiro velleitario. Ogni estremo difensore vorrebbe vivere serate così.

4.RENCRICCA A. : 7
Da sempre, o almeno da quando Rencricca fa parte della squadra gialloblù, ogni prestazione leggendaria dell’Olympic è legata indissolubilmente ad una magistrale prova del Libero di Centocelle, come Alessandro veniva chiamato ai tempi del suo esordio. Questa semifinale con i The Boys non fa eccezione a questa regola non scritta: Rencricca è invalicabile come difensore e apre le marcature con un tiro precisissimo che diventa il suo sigillo numero 40 in stagione.

8.FORMICONI: 6.5
Perfetto anche lui, eroico nei suoi tackle effettuati all’ultimo momento, quando ormai sembra che l’attaccante avversario abbia ormai calciato verso la porta. Trova anche lui una rete importantissima, la quinta, probabilmente il gol che piega definitivamente le resistenze dei The Boys. Per lui è la sesta soddisfazione nel Torneo di Clausura.

6.DI MICHELE: 7-
Una delle sorprese di questa Olympic in versione estiva, un elemento che ha portato vivacità e freschezza ad una squadra che sembrava un po’ logorata dalla tante battaglie di questi dieci mesi di attività ufficiale. Andrea gioca come terzo difensore, come centrocampista esterno, come punta e grazie alla sua classe fa tutto in maniera magistrale. Il secondo gol dell’Olympic è una magia da rivedere all’infinito e nel finale serve a Formiconi un assist con su scritto “spingimi in rete”.

7.BISOGNO: 6.5
Contro i The Boys è stato meno efficace in avanti rispetto alle ultime due uscite contro Moviola e Scarfa Prime ma è stato perfetto dal centrocampo giù. Gli avversari provavano spesso a spostare il gioco sulle fasce ma quando c’era Gianluca a ricoprire il ruolo di terzo difensore non c’è stata davvero trippa per gatti. La sua forma atletica è eccezionale e di fronte a giocatori che da settembre non hanno mai tirato il fiato la differenza è netta.

19.MONTALDI: 6.5
La sua avventura nell’Olympic sta finendo perché dopo la finale rientrerà dal prestito e vestirà di nuovo la maglia della Svezia. La sua prova di ieri è del tutto simile alle tante offerte in questi tre mesi in cui è stato un giocatore dell’Olympic: tanta quantità ma anche tanta qualità, il tutto supportato da un’intensità di gioco che pochi giocatori possono offrire. Chiude le marcature con una rete da vero rapinatore dell’area di rigore.

10.FANTINI: 6
Pochi minuti per lui che ne avrebbe meritato qualcuno in più. La solidità difensiva dell’Olympic comunque è anche merito suo perché quando è al centro dell’attacco il portatore di palla avversario è sempre in difficoltà a causa della copertura e del pressing fatto dal nostro ariete.

11.CASERTA: 7.5
In primavera i giornali avevano scritto che l’Olympic aveva finalmente trovato, dopo tanti anni di ricerca, il giocatore capace di fargli fare il salto di qualità. L’infortunio era arrivato proprio all’apice della seppur breve esperienza nell’Olympic di Mimmo, proprio quando aveva realizzato il gol che aveva chiuso la finale di Europa League. ? E’ stato più di tre mesi fa, poi tanta sofferenza per un infortunio che non sembrava voler passare, tante ricadute, la fisioterapia e ieri cinque minuti in campo per dimostrare di essere di nuovo un campione! Mimmo lo ha fatto, ha segnato una doppietta con due palle a disposizione e ha gridato al mondo, con la sua risata argentina, che l’Olympic ha veramente trovato il suo bomber!

Olympic 2000 – Scarfa Prime United 9-1

LUNEDI’ 11 LUGLIO 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 713
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, GIRONE A, III GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. SCARFA PRIME UNITED
9-1 (4-0)

MARCATORI:
3 BISOGNO
3 RENCRICCA A.
2 DI MICHELE
1 MONTALDI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO GIANLUCA BISOGNO

Aspettiamo mercoledì sera quando l’arbitro fischierà la fine dell’incontro tra White House e Moviola. Aspettiamo mercoledì per sicurezza e un po’ anche per scaramanzia ma se abbiamo fatto i calcoli bene l’Olympic, con la vittoria di ieri sera, è riuscita a centrare l’obiettivo qualificazione alle semifinali di Europa League.
Alla fine risulterà decisiva la vittoria sul Moviola della settimana scorsa perché domani la squadra di Daniele Rossi per superare il turno dovrà battere il White House e lo potrà anche eliminare battendolo con due gol di scarto. Sarebbe clamoroso ma questo è solo l’ennesimo paradosso creato da quel fantasma burlone che risponde al nome di classifica avulsa.
L’Olympic nel frattempo si può godere questa vittoria frutto di una prestazione buona arrivata contro un avversario a lei decisamente inferiore e che si presentava al fischio d’inizio praticamente già eliminata dopo la sconfitta all’esordio contro il Moviola e la batosta della settimana scorsa subita dal White House.
Oltre ai tre punti i gialloblù si possono anche godere una squadra che nonostante il forfait last minute di Formiconi a causa di problemi personali e quello previsto di Fantini ha giocato con sicurezza e autorità proprio come sette giorni fa aveva fatto dovendo rinunciare a Rencricca. Si può godere un Bisogno in forma smagliante e un Di Michele autentica rivelazione di questo finale di stagione.
La squadra è solida e in questo periodo poco importa chi sono gli interpreti perché lo spettacolo riesce sempre bene. L’unica nota stonata del match è durata poco meno di dieci minuti: la squadra ha capito subito che davanti c’era un avversario morbido e ha giocato con sufficienza sapendo che prima o poi il gol sarebbe venuto salvo poi affrettarsi a cambiare atteggiamento perché lo 0 a 0 permaneva.
Il ghiaccio lo ha rotto Bisogno proprio come era successo la settimana scorsa e da lì in poi hanno partecipato un po’ tutti alla festa del gol che sul 4 a 0 veniva interrotta dall’intervallo. Nella ripresa l’Olympic ha ripreso il discorso segnando altri cinque gol mentre lo Scarfa Prime realizzava la rete della bandiera e si impegnava fino alla fine esponendosi senza vergogna ai contropiedi gialloblù.
Nell’altro girone The Boys e Autoricambi Bernocchi hanno agevolmente superato il turno quindi domani sera sapremo già che affronteremo nell’eventuale semifinale.
Questa Olympic ora non deve avere paura di niente, nemmeno di queste squadre di un certo calibro perché la voglia dei nostri ragazzi di giocarsi e godersi questa stagione fino all’ultimo respiro è impressionante.

NOTE
CLIMA Serata molto calda
SPETTATORI circa 10
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6.5 cap.
Per addomesticare le conclusioni dei rosso neri avversari deve solo distendersi in interventi che sono una manna per i fotografi. Nel secondo tempo blocca un cross, parte palla al piede e serve un assist d’oro a Montaldi.

8.RENCRICCA A. : 6.5
Veste la maglia di Formiconi in onore al compagno di squadra che nel pomeriggio aveva avuto una sfortunata avventura che gli ha impedito di giocare. Gli avversari non riescono mai né a superarlo né tantomeno a marcarlo e lui si diletta segnando una tripletta che lo porta a quota 152 reti in gare ufficiali.

7.BISOGNO: 6.5
Sembra che la sua stagione sia cominciata adesso. Il fatto che per due mesi si sia riposato sta diventando determinante per le sorti di un’Olympic che sulla fascia destra ha un treno nettamente più veloce di qualsiasi avversario stremato da nove mesi di una stagione logorante. Segna anche lui una tripletta, tra cui il fondamentale gol dell’1 a 0, e supera Perrone nella classifica marcatori di tutti i tempi in gare ufficiali. Gianluca ora è settimo con 87 reti contro le 86 del capitano.

13.SORCI: 5.5
Potrebbe e vorrebbe spaccare il mondo invece offre una prestazione piena di errori e di ombre forse causate da un eccessiva pressione derivante dalla voglia di fare bella figura. In difesa come al solito fa i movimenti giusti ma dal centrocampo si perde spesso per precipitazione o chissà per quale altro fattore emotivo. Alla quinta presenza manca ancora l’appuntamento con il gol ma realizza il suo primo assist.

5.DI MICHELE: 6.5
Uno così ci voleva proprio dopo l’infortunio di Caserta. Uno che superi l’uomo con facilità, che abbia visione di gioco, che abbia classe ma anche praticità e che soprattutto la butti dentro. Segna due gol e sono sei in tre presenze stagionali tra Europa League e amichevoli.

19.MONTALDI: 6+
Sostituisce Fantini al centro dell’attacco e praticamente occupa il ruolo di centravanti per tutta la partita. stavolta non offre una prestazione di quelle eccezionali anche se la sua prova è comunque davvero buona. Realizza un gol, il quarto in questo torneo, il primo in Europa League.

Olympic 2000 – Moviola 5-3

LUNEDI’ 4 LUGLIO 2011, ORE 22
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 712
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, GIRONE A, II GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. MOVIOLA
5-3 (2-1)

MARCATORI:
2 DI MICHELE
1 BISOGNO
1 FANTINI
1 FORMICONI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO FORMICONI

La stagione dell’Olympic continua. Questa è la più bella notizia che i nostri giocatori potessero dare all’innamorato mondo dei tifosi gialloblù. La sconfitta della settimana scorsa contro il White House obbligava l’Olympic a scendere in campo nel derby contro il Moviola con l’obbligo di vincere e la squadra ha risposto in modo eccezionale, da grande del calcio mondiale.
L’Olympic nonostante l’assenza di Rencricca e Santolamazza non solo ha battuto nettamente la squadra avversaria in una partita da dentro o fuori ma l’ha fatto contro il Moviola in un derby che non vinceva in gare ufficiali dall’8 gennaio 2009, praticamente una vita fa.
La squadra non ha avuto paura delle responsabilità, non si è fatta soverchiare dal timore di chiudere anticipatamente una stagione ricca comunque di soddisfazioni e non ha avuto paura di giocare senza mezza difesa titolare. La squadra ha vinto la partita svariate volte: tecnicamente e tatticamente perché non c’è stata partita tra le due squadre, sul piano fisico e atletico perché sebbene ci fosse equilibrio i gialloblù alla fine hanno prevalso anche su questo fattore e soprattutto caratterialmente perché questa è stata la vittoria del cuore, della forza di volontà e dell’amore per questa squadra.
Amore per questa squadra che è venuto in modo naturale da pilastri come Perrone, Fantini, Formiconi e dal rientrante Bisogno ma che è venuto in maniera del tutto sorprendente in elementi nuovi e semi nuovi come Montaldi, Sorci e Di Michele.
E’ stata la vittoria dell’Olympic come concetto, come blasone, come credo. E ora il destino di questa Europa League è di nuovo nelle nostre mani.

In questa lunga premessa abbiamo in parte parlato anche delle convocazioni. Come avrete capito alla formazione titolare mancava un secondo difensore di ruolo e così la squadra ha tentato di giocare in modo simile a quanto fatto vedere contro il Bi Trattoria nell’ultima giornata della prima fase. Formiconi si piazzava al centro con Bisogno a destra e Di Michele a sinistra. Il numero cinque, all’esordio in gare ufficiali dopo l’esordio avvenuto nell’amichevole del 10 giugno contro i Tamarri, agiva così a metà tra le linee cercando di sfruttare il dribbling a rientrare e il tiro a girare mentre in avanti Montaldi veniva schierato da prima punta.
Il Moviola era forte di due spauracchi: il primo rappresentato dalla tradizione positiva di tanti derby vinti alla Madonnetta e il secondo ancor più forte sulla carta rappresentato dalla contemporanea presenza dei due star player Verdesca e Ugolotti con quest’ultimo che nella prima giornata aveva contributo alla vittoria sullo Scarfa Prime con una tripletta decisiva per il ritorno alla vittoria della sua squadra dopo una prima fase di Torneo di Clausura negativo.

La partita cominciava senza tatticismi con le due squadre che si affrontavano a viso aperto nonostante la posta in palio. Fin dai primi minuti si è subito capito che l’Olympic era ben messa in campo e dopo una bella parata di Perrone e qualche occasione fallita da Sorci e Fantini i gialloblù passavano meritatamente in vantaggio grazie a Bisogno che batteva il portiere avversario su assist di Di Michele.
La grande serata dei ragazzi di Perrone era solo all’inizio perché poco dopo Andrea Fantini partiva dalla sinistra e una volta accentratosi lasciava partire un destro fulminante carico di tutta la frustrazione derivante da un periodo poco felice per il numero 10 di Dragona. La palla entrava nel sette e Fantini esultava giustamente per un gol favoloso.
A questo punto il Moviola ha cominciato a premere ma la sua iniziativa era sterile e poco convinta anche se prima dell’intervallo Verdesca riusciva a girarsi liberandosi dalla marcatura di Fantini e batteva Perrone con un tiro quasi ciabattato.

Il 2 a 1 era un punteggio buono ma i gialloblù non potevano stare tranquilli anche se non potevano sapere che il secondo tempo li avrebbe condotti ad una vittoria epica, di quelle in cui si soffre poco e alla fine si gode molto. A confermare questa affermazione arrivavano in veloce sequenza le reti di Formiconi e il gran gol di Di Michele che dribblava secco il portiere sulla linea di fondo e depositava la palla in rete indisturbato.
Era il delirio sulla curva occupata dai tifosi dell’Olympic ma non era finita. Il Moviola accorciava le distanze ancora con Verdesca mentre Perrone salvava la porta in tre circostanze consecutive dando tranquillità ai suoi.
E poi arrivava l’ennesimo sigillo dell’Olympic che dopo due partite senza gol poteva festeggiare per la quinta volta il gonfiarsi della rete.
Il giocatore che chiudeva le marcature gialloblù era ancora una volta Andrea Di Michele che ancora una volta dribblava il portiere, stavolta con un po’ di fortuna, e poi scaricava in rete un pallone deviato da un difensore avversario. Sul 5 a 2 mancavano ancora svariati minuti ma in questa fase i nostri erano fenomenali nel congelare l’incontro.
In pratica si giocava pochissimo perché Formiconi, con l’aiuto di Montaldi e Bisogno, rallentava il gioco dell’Olympic consentendo al Moviola solo occasionali sortite che portavano solo alla terza segnatura di Verdesca, inconveniente che comunque era totalmente ininfluente per i gialloblù che dopo due minuti di recupero potevano esultare al fischio finale.

L’Olympic è stata senza esagerazioni eccezionale. Ha mostrato una grandissima circolazione di palla, ha giocato con grinta e soprattutto con una sicurezza da grande squadra, ha ritrovato un Bisogno in gran forma e ha trovato in Di Michele una sorta di Caserta più maturo. Su questo giocatore in particolare dobbiamo puntare per la prima delle tre finali che ci aspettano da qui a fine luglio. La prossima, quella con lo Scarfa Prime al momento è la più importante, solo vincendo questa possiamo accedere al turno successivo, solo vincendo quella la nostra stagione infinita si prolungherà ancora.

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 1
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
Contro Bi Trattoria e White House era stato insuperabile (o quasi). Ieri ha subito tre gol ma ancora una volta si è visto che il suo stato di forma è di quelli importanti. Benissimo in avvio su un tiro diretto all’angolino, felino nella ripresa quando un avversario tenta di saltarlo in dribbling e lui gli ruba il pallone tra le gambe quando sembrava fosse stato superato. Anche in una partita come quella di ieri in cui l’Olympic ha giocato benissimo in difesa limitando il suo lavoro ha dimostrato di poter essere importante nei momenti decisivi.

8.FORMICONI: 7
In assenza di Rencricca si prende la squadra sulle spalle e comincia a cambiare il modo di giocare dell’Olympic: meno passaggi centrali e più gioco sulle fasce in fase offensiva. In fase difensiva invece diventa il perno centrale della gabbia, della rete in cui finiscono i due bomber avversari. Verdesca avrà anche segnato una tripletta ma se andiamo a contare tutti gli anticipi che Fabrizio gli ha fatto e tutte le volte che ha costretto lui e Ugolotti a girarsi e restituire palla ai compagni ristagnando l’azione avversaria si capisce quanto la sua prestazione sia stata di alto livello. E poi non dimentichiamoci l’assist per Di Michele e il gol con cui ha aperto le marcature nella ripresa: Montaldi lo trova con un filtrante a limite dell’area e Fabrizio brucia il portiere girandosi di scatto. Un gol non da difensore, il numero 26 di una stagione da incorniciare.

19.MONTALDI: 6.5
Un’altra grande prestazione per questo giocatore in prestito e che la società proverà a riscattare in estate. Era stato fondamentale finora per coprire il vuoto lasciato da Bisogno a centrocampo ma ora che il numero 7 è tornato dai Caraibi Montaldi rivela ancor di più di essere un valore aggiunto per un’Olympic che ha bisogno del suo carattere, della sua esuberanza, della sua voglia di vincere. Contro il Moviola non segna ma l’assist che taglia campo e difesa avversaria raggiungendo Formiconi vale il prezzo di un biglietto per un derby che i gialloblù non vincevano da due stagioni e mezza.

7.BISOGNO: 6+
Due mesi esatti dall’ultima partita di Bisogno con l’Olympic, poi il prestito allo Slow Bar, i preparativi per il matrimonio, il viaggio di nozze ai Caraibi e la proposta di naturalizzazione da parte della federazione calcistica delle isole Turks & Caicos. Sessanta giorni che sembrano una vita intera e in cui l’Olympic si era abituata a giocare senza quella maglia numero 7 divenuta un simbolo in questi ultimi cinque anni della sua storia. E poi il rientro, Gianluca che si posizione sulla fascia destra, che sbaglia un gol per precipitazione, che aiuta tantissimo in difesa, che non molla mai l’uomo e infine un gol che sblocca la partita, che da all’Olympic una gioia che mancava da due intere partite.
Tutto è tornato come prima!

13.SORCI: 6
Questo giocatore ci fa impazzire. Sbaglia sempre qualche passaggio di troppo ma nessuno degli avversari che gli ha rubato o intercettato il pallone può dire di averlo superato, di esserselo lasciato alle spalle perché Dario non molla mai e pone sempre rimedio ai suoi errori. E’ entrato alla perfezione nei meccanismi difensivi della squadra e adesso aspettiamo quel gol che non ha trovato nelle precedenti quattro presenze in gialloblù. Ieri ci è andato vicino ma il portiere gli ha fatto una gran parata. Presto, ne siamo sicuri, ci sarà gloria anche per lui.

5.DI MICHELE: 7
Lo avevamo visionato durante la Challenge Cup II quando giocava nelle file dello Slow Bar e il 10 giugno scorso c’era stato il suo esordio nell’amichevole contro i Tamarri. Avevamo fiducia in questo giocatore ma quello che ci ha dato ieri sera ha superato ogni aspettativa. Nel primo tempo ha giocato sulla fascia sinistra dando una mano a Formiconi e trovando il tempo giusto per l’assist a Bisogno in occasione dell’1 a 0 gialloblù. Nella ripresa invece si è scatenato sulla fascia destra con compiti più offensivi e la sua doppietta ha fatto impazzire una curva già innamorata di lui. Ci ricorda lo Stefano Tagliaferri di dieci anni fa perché salta l’uomo con facilità e spesso lo fa con il solo aiuto delle lunghe leve e adesso sogniamo di vederlo decisivo per la qualificazione in semifinale e già fantastichiamo sulla coppia d’attacco Caserta/Di Michele.

10.FANTINI: 6+
Gol importantissimo e non solo perché è valso il 2 a 0 a metà primo tempo e perché è stato il 118° della carriera di Andrea (una sola rete di distanza da Fabio Formica fermo a quota 119). La sua rete è stata liberatoria per lui e anche per i compagni di squadra che negli ultimi tempi lo hanno visto infastidito dall’infortunio subito il 6 maggio scorso e che da quel giorno limita i suoi movimenti pregiudicando le sue prestazioni. Il povero portiere del Moviola non si è visto scaraventare contro solo un tiro potentissimo e indirizzato sotto il sette ma anche tutta la frustrazione, la rabbia, la tensione di un giocatore ma anche tutta la sua voglia di tornare ai propri livelli, la sua determinazione e con la sua quella dei compagni di squadra che hanno esultato con lui.

OLYMPIC 2000 – I TAMARRI 10-7

VENERDI’ 10 GIUGNO 2011, ORE 21.15
STADIO ATLETICO ACILIA
GARA 707
GARA AMICHEVOLE
I TAMARRI Vs. OLYMPIC 2000
7-10 (4-6)

MARCATORI:
4 SFORZA
3 ROSSI D.
2 DI MICHELE
1 PERRONE

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ANDREA DI MICHELE

Siamo nell’ultima parte di stagione, tra poco l’Olympic parteciperà all’Europa League del Torneo di Clausura mentre la finale di Challenge Cup II sarà l’ultimo anno, per quest’anno, di questa mini competizione organizzata dalla nostra società.
Ci voleva un’amichevole dai toni rilassati per prepararsi agli incontri più duri, quelli che metteranno veramente alla prova le doti fisiche e psicologiche dei nostri giocatori già provati da una stagione che fin qui ha visto l’Olympic scendere in campo in più di cinquanta occasioni.
Ci voleva una serata tranquilla in cui la nostra potesse anche divertirsi e così è stato ieri quando i gialloblù hanno affrontato i Tamarri per l’ennesima volta in questa annata. I nostri avversari si presentavano con la formazione titolare mentre le tante assenze gialloblù impedivano a Perrone di schierare la squadra che siamo abituati a vedere in campionato.
Forse qualcuno potrebbe dire che è stato bene perché i giocatori visti ieri all’opera hanno offerto una buona prestazione e anche la squadra ha decisamente funzionato ottenendo una vittoria più che meritata sul piano del gioco.
In porta giocava Guarino, in difesa l’esordiente Di Michele sostituiva Rencricca mentre Santolamazza, Formiconi e Perrone si alternavano negli altri reparti difensivi. Sforza e Daniele Rossi invece occupavano i reparti avanzati.
L’Olympic così messa in campo ha avuto subito un buon impatto sulla partita portandosi in vantaggio di quattro gol mentre dopo la girandola dei cambi i Tamarri riuscivano addirittura a pareggiare. Nella seconda metà dell’incontro invece l’Olympic dilagava nuovamente e chiudeva la pratica con tre gol di scarto.
Da sottolineare la prestazione di Di Michele, giocatore che potrebbe tornare utile in futuro visto che ‘intento della società è quello di allargare la rosa e aumentarne il tasso qualitativo.
Dopo questo impegno soft i gialloblù torneranno in campo la settimana prossima con due partite molto impegnative. Lunedì 13 affronteremo i The Boys nella penultima giornata della prima fase del Clausura mentre venerdì 17 ci sarà l’attesissima finale di Challenge Cup. In un periodo in cui le forze fisiche e atletiche scarseggiano la concentrazione e la forza di volontà dovrà essere l’arma in più della nostra squadra.

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 4
FORMULA Incontro disputato in un due tempi, uno di circa 35 minuti, l’altro di circa 25 minuti.
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.GUARINO: 5
Centunesima presenza a cinque mesi di distanza dalla centesima, periodo durante il quale ha disputato buone prove con la maglia dell’X-Box Live/Slow Bar United. Ieri sera invece non è stato all’altezza della sua fama visto che Cattaneo l’ha più volte uccellato con tiri dalla distanza sulla maggior parte dei quali Guarino avrebbe potuto almeno abbozzare una risposta.

8.FORMICONI: 6+
Meno attento che nelle partite ufficiali. Serata di scarico di tensione per il numero 8 gialloblù.

5.DI MICHELE: 6.5
Migliore in campo perché a volte la grande accoglienza che l’Olympic offre agli esordienti finisce per avere un effetto boomerang sui giocatori che, può capitare, sentono troppo l’enorme storia e tradizione della maglia che indossano. Il nostro Di Michele invece si è piazzato dal primo minuto al centro della difesa (nel ruolo di Rencricca) e da lì ha impostato la manovra guidando anche i colleghi di reparto che gli agivano sulle fasce. Molto volitivo anche in attacco dove confeziona assist e prova anche più volte la conclusione trovando i primi due gol con l’Olympic. Promosso in attesa di test futuri più probanti, magari in gare ufficiali.

6.SANTOLAMAZZA: 6
Prestazione gagliarda sulla fascia destra. Quando c’è da affondare brucia la fascia con la sue accelerazioni e diventa rifinitore per Sforza. Se potesse giocare con maggiore con continuità …

19.PERRONE: 6.5
A quasi un anno esatto dall’ultima partita come giocatore di movimento stupisce tutti, compreso se stesso per la tenuta atletica. Opera su entrambe le fasce e con la stessa efficacia blocca le avanzate degli attaccanti avversari e si propone come attaccante aggiunto. L’urlo del gol gli si strozza in gola quando colpisce un palo con un meraviglioso tiro a giro poi però può liberare la sua gioia quando buca Bautista con un bell’inserimento dalla destra.

11.ROSSI D. : 6
Decima presenza nell’Olympic sottolineata dalla sesta, dalla settima e dall’ottava rete stagionale. Buon movimento in attacco, scarsa attenzione alla fase difensiva.

21.SFORZA: 6
Altri quattro gol che potrebbero essere importanti nella sua corsa a Fantini come miglior marcatore assoluto stagionale. Queste sono le sue partite, serata in cui è davvero letale però anche in queste partite dovrebbe pensare più alla fase di non possesso e offrire un maggiore contributo in difesa.