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Olympic 2000 – Ottica Vista Chiara 6-6 (0-2 d.c.r.)

Ruggeri protagonista nel primo tempo con un gol e un assist
Rencricca fallisce il suo penalty
la sequenza del rigore sbagliato da Arditi


LUNEDÌ 18-07-16, ore 21

Ostia Antica

Summer Cup II, semifinale

OLYMPIC 2000 – OTTICA VISTA CHIARA

6-6 (3-2) 0-2 d.c.r.

MARCATORI: 4 ARDITI, 1 RUGGERI, 1 TANI

AMMONITO: FORMICONI

La scena di chiusura della Summer Cup vede i giocatori dell’Olympic a centrocampo, i volti sono disperati, non ci sono lacrime ma una tristezza indicibile, quella si. Le lacrime mancano perché la consapevolezza di aver dato tutto c’è ma la disperazione è abbondante perché i nostri giocatori avevano un sogno che sembrava alla portata e che invece è svanito lasciando solo un grande vuoto.

E’ la dura legge del calcio, a volte dare il 200% non basta, a volte giocare alla pari con i migliori non è abbastanza e l’unica cosa che ti rimane è la certezza che questa volta, tra te e il sogno, ci si è messa di mezzo solo un po’ sfortuna. C’è un’immagine che mi rimane in mente tra le tante di cui scriverò ed è l’espressione di Ciardi che mima a Perrone un gesto con le mani a significare “mancava un pizzico così”. E’ vero, è mancato pochissimo questa volta.

Ci siamo giocati la finale con i più forti, quell’Ottica Vista Chiara che 77 giorni fa ci batteva all’esordio della Summer Cup per 9 a 4. Quella sera i bianco rossi si chiamavano City ed erano i campioni in carica del torneo. L’Olympic dominò a lungo ma sprecò molto e alla fine la sconfitta risultò giusta. Due mesi e mezzo dopo ci presentavamo a questa semifinale dopo l’impresa nei quarti in cui avevamo battuto i Foxes ma si sapeva che ci sarebbe voluta un’impresa vera e propria per accedere alla finalissima. Con lo spirito di chi non ha niente da perdere la migliore Olympic stagionale si presentava a Ostia Antica al gran completo e il palcoscenico era quello delle grandi occasioni. L’entrata in campo e la presentazioni erano memorabili mentre le prime battute di gioco confermavano che gli avversari erano tostissimi. L’Olympic andava subito sotto di due gol ma dopo aver incassato il colpo i gialloblù di azzurro vestiti cominciavano una rimonta epica: Ruggeri suonava la carica accorciando le distanze mentre Arditi pareggiava su invito dello stesso tedesco. La scena successiva vedeva l’ingresso di Tani e il 3 a 2 dell’Olympic firmato proprio dal numero 16 dei Parioli. 3 a 2 all’intervallo.

L’Olympic era in estasi agonistica: a inizio ripresa arrivava una tripletta magica di Arditi e in molti già vedevano la finale profilarsi all’orizzonte. Mancava però tantissimo. A metà secondo tempo l’Olympic aveva un calo fisico e psicologico e gli avversari ne approfittavano anche grazie all’innesto di un giocatore fresco di grande caratura tecnica. Dall’euforia si passava alla paura: l’Ottica segnava prima due gol in rapida successione, poi pareggiava. Sul 5 a 5 Formica sbagliava anche un tiro libero aumentando la paura di rovinare tutto in dieci maledetti minuti e alla fine gli avversari segnavano anche il gol del 6 a 5.

Mancava da giocare solo il recupero, i secondi scorrevano velocissimi ma l’Olympic aveva ancora in serbo qualche energia nervosa. Era Arditi a trovare lo spunto decisivo: il folletto di Anguillara guadagnava un altro tiro libero e stavolta si incaricava della battuta. La palla entrava in rete e l’arbitro fischiava la fine.

Si andava ai calci di rigore.

Il regolamento del torneo prevedeva che si battessero solo tre rigori per squadra e forse la storia dell’Olympic era già scritta. Era destino che l’autentico uomo in più della squadra in questo torneo, Chicco Arditi, spedisse la palla sul palo e che Rencricca si facesse parare il suo tiro. L’Ottica insaccava due volte la palla e poi festeggiava, non prima di aver reso i giusti onori ai nostri giocatori che per ampi tratti hanno meritato la finale giocando alla pari con i campioni in carica e, probabilmente, con i futuri campioni.

Rimangono le parole dei protagonisti che hanno voluto dare un senso a quanto successo. Formiconi ha dichiarato: “L’amarezza e la delusione x la partita di ieri ci rimanga sempre un po dentro così da farci ricordare che siamo vivi! Che non andiamo solo per partecipare!

Anche Perrone ha detto la sua: “Il giorno dopo è anche peggio. Ci mettiamo troppa passione per lasciar correre, troppa attesa durante la giornata per dimenticare immediatamente e sogniamo troppo per voltare pagina.

Ma voltare pagina si deve e si dovrà ricominciare daccapo tra qualche mese ricordandoci per sempre quello che possiamo fare con il gruppo, con il giusto spirito e magari con un campione che ci faccia diventare grandi. Meritiamo serate così,meritiamo tornei così, meritiamo, prima o poi, di vincere qualcosa tutti insieme. Cominciamo a settembre?”

Finisce la stagione, una delle migliori degli ultimi anni, in cui le delusioni sono state molte di più rispetto ai momenti belli. E’ arrivato il secondo terzo posto consecutivo in Supercoppa, poi c’è stato un inverno avaro di soddisfazioni. Poi è arrivata la primavera: si poteva fare di più al Lido ma quanto fatto in questa Summer Cup ripaga, se non di tutto, di molto.

Paradossalmente questo non è punto di arrivo. L’Olympic è composta perla quasi totalità di ultra trentenni eppure questo è un nuovo inizio. Sognare si può perchè abbiamo più passione di chiunque altro e, da ieri, anche la consapevolezza di avere molto, ma molto di più nelle gambe.

Sequenza dei rigori: Ottica gol, Arditi palo, Ottica gol, Rencricca A. parato. Finale 0-2.

PAGELLE

PERRONE: 5 capitano

La sua semifinale è triste e sbagliata. Si vede che non è a posto fisicamente e nel pre partita cerca di trovare da solo quella concentrazione che potrebbe sopperire alle gambe pesanti. Purtroppo non gli riesce e non è il solito Perrone, anzi, concede agli avversari troppe incertezze è troppo gol. Capita, gli diranno nel finale avversari, arbitro e compagni, ma la rabbia resta anche perché non riesce a essere decisivo nemmeno ai rigori. Stagione buona la sua, sia sotto il profilo delle presenze che delle prestazioni. Peccato solo per questa conclusione non degna.

RENCRICCA A. : 6.5

Concentrato come un mix di vitamine, solido come un muro di mattoni. La cavalcata gialloblù deve molto al numero 4 di Centocelle che anche ieri ha confermato l’ottimo trend stagionale da maggio in poi. Il rigore fallito nella lotteria dei penalty rimane un mero dato statistico.

FORMICONI: 6.5 ammonito

Fabrizio in questa stagione appena conclusa è tornato quello di quattro anni fa e non è un caso che l’Olympic sia tornata a giocare partite importanti. Ieri ha lottato con le buone e con le cattive e si è confermato come uno dei difensori più forti in circolazione. Grande stagione.

ARDITI: 7.5

Il Genio, un po’ Savicevic, un po’ Baggio e un po’ Donadoni nel senso che mai come in questa serata è stato regista, tornante, rifinitore e realizzatore. Comincia con l’imbucata che vale il 2 a 2, prosegue con l’assist per Tani che vale il 3 a 2 poi nella ripresa si fa trovare pronto all’appuntamento con il passaggio di Formica e alla fine, dulcis in fundo, trova un tiro di sinistro che l’eccellente portiere avversario può solo ammirare. Dopo tre anni l”Olympic ha di nuovo un giocatore capace di decidere le partite da solo e di dare senso e valore all’impegno del resto della squadra. Ora lui tornerà al suo orto e ai suoi cinghiali ma non si dovrà meravigliare se sorprenderà gli emissari della società attenderlo dietro ai cespugli perchè l’obiettivo del management è quello di fargli un anno di contratto full time per la stagione 2016/2017. Lo chiedono i tifosi, i compagni e lo confermano i 14 gol e 6 assist realizzati in sole 6 partite. Chicco, Olympic Wants You!

BISOGNO: 6

In questa semifinale non ha trovato uno spunto da ricordare ma il suo impegno e la sua tigna sono spesso state determinanti per sbrogliare situazioni spinose in area. La stagione appena finita ha consegnato all’Olympic un Bisogno di nuovo titolare dopo l’esperienza prima allo Scarsenal e poi al Bernocchi ma è stato un Bisogno altalentante a volte da 5, altre da 6 e altre ancora da 7. La prossima stagione dovrà essere quella di una nuova consacrazione partendo da gol e dagli assist di questa annata che non sono stati per nulla trascurabili.

TANI: 6.5

Il Tani di questo ultimo scorcio di stagione meriterebbe una piccola Pigna d’Oro. Sia nella Summer Cup che nel Lido il Maghetto ha avuto spesso un impatto sulla partita decisivo trovando gol e assist che hanno molto spesso infiammato compagni e platea. Il gol di ieri avrebbe meritato di essere uno di quelli decisivi per l’accesso in finale. Così non è stato ma il Francesco che è uscito ieri dal campo è decisamente un uomo in più per la squadra.

FORMICA: 6.5

La sua doppietta ci ha portato in finale. Ieri ha dato il suo contributo con un assist e una prova tutta grinta e cattiveria agonistica grazie alle quali ha retto il centrocampo gialloblù per lunghi periodi. In questa stagione è stato spesso tra i più positivi, anche nei momenti difficili, ed è questo che entra prepotentemente in lizza per la Pigna d’Oro 2016.

RUGGERI: 6.5

Anche Alex come Tani ha avuto un gran bell’impatto sul match trovando un gol e un assist importanti che hanno avuto il merito di scuotere la squadra dopo lo 0-2 dell’Ottica. Poteva essere un colpo da KO mentre il nostro numero 11 ha fatto rialzare i compagni poco prima che l’arbitro contasse i secondi. In questa stagione Ruggeri è stato sempre sulla cresta dell’onda: a inizio 2016 ha fatto il fuoco poi in primavera si è momentaneamente allontanato dalla squadra per tornare centemente più forte e motivato che mai. Basterà per vincere qualcuno degli Olympic Awards?

Olympic 2000 – The Foxes 3-2

a notte fonda dopo la partita
Cuore ed entusiasmo Tani
la concentrazione del capitano

GIOVEDI’ 14 LUGLIO 2016, ORE 22

OSTIA ANTICA 1926

GARA 987

SUMMER CUP II, 1° TURNO PLAY OFF

 

OLYMPIC 2000 – THE FOXES

3-2 (2-2)

 

MARCATORI:          2 FORMICA, 1 ARDITI

AMMONITO:            FORMICA

 

“…notti magiche.. inseguendo un gol…” per noi nati a cavallo tra gli anni 70 e gli anni 80 questo è l’inno delle imprese, sono le note che ci fanno sognare e venire i brividi. E’ per questo che apriamo l’articolo sulla partita di ieri canticchiando la canone di Gianna Nannini e Fausto Leali, perché ieri l’Olympic ha vissuto la più bella notte magica degli ultimi sei anni.

Era dalla finale del Torneo di Apertura 2009/2010 che l’Olympic non raggiungeva un risultato così importante in un torneo così tosto e non c’è Challenge Cup o Europa League che tengano, la vittoria di ieri ci proietta nella semifinale della Summer Cup e riporta i gialloblù su un grande palcoscenico calcistico dopo sette stagioni travagliate e con pochi sorrisi.

L’avvicinamento al primo turno dei play off del torneo di Ostia Antica non era stato dei migliori: la vittoria contro il Tower’s all’ultima giornata non era servita a migliorare la classifica dell’Olympic che al termine della prima fase si era classificata al quinto posto guadagnandosi come avversaria nei play off un avversario tostissimo. Erano i Foxes a sbarrarci la strada verso la semifinale, una di quelle formazioni che non avevamo battuto nel girone e che ci aveva dato l’impressione di essere tra le più attrezzate.

Ma l’Olympic si presentava al campo con la migliore formazione possibile (assente solo Ruggeri) e con tanta voglia di riscatto dopo la clamorosa eliminazione al Lido di Roma. L’1 a 0 arrivava dopo pochissimi secondi e proveniva dai piedi fatati di Arditi che consegnava a Formica una palla da far accomodare in rete. I gialloblù di azzurro vestiti esultavano ma la gara era ancora lunga.

Il fuoriclasse gialloblù di questo torneo, Chicco Arditi, poco dopo era ancora protagonista, stavolta in negativo: prima consegnava agli avversari la palla del pareggio e successivamente si faceva superare troppo facilmente sulla fascia permettendo ad un avversario di segnare l’1 a 2. Troppe volte in situazioni del genere l’Olympic collassava e invece stavolta si vedeva che negli occhi dei nostri c’era il fuoco giusto. Prima dell’intervallo Formica dava sfogo a questo fuoco creando da solo il gol del pareggio. Botta sotto la traversa e 2 a 2, c’est magnifique Antoine!

 

Il secondo tempo viveva 25 minuti di grande intensità in cui tutti davano il meglio di se stessi. Rencricca e Formiconi battagliavano senza sbagliare nulla in difesa, Formica prendeva botte a ogni azione, Tani e Bisogno erano utilissimi per dare respiro ai compagni e alla manovra e Perrone parava quando c’era da parare. Manca all’appello Arditi, che doveva farsi perdonare gli errori del primo tempo, ed era proprio lui, a sette minuti dalla fine, a segnare il gol del 3 a 2 su assist di Formiconi. Il numero 8 metteva una grande palla in mezzo, Arditi la intercettava deviando in rete ma il portiere riusciva a spizzarla. La sfera finiva comunque nei pressi del palo dove il fuoriclasse di Anguillara riusciva a ribadirla in rete.

In quel momento mancavano otto minuti alla fine e l’Olympic accelerava la frequenza dei cambi anche se ormai le forze cominciavano a mancare. L’ultimo momento thrilling dell’incontro accadeva a tre minuti dal fischio finale quando l’arbitro era costretto ad assegnare alle Volpi un tiro libero. In quel momento il Destino stendeva la propria mano sull’incontro: l’attaccante Ilgrande, il più tecnico dei suoi, veniva chiamato in causa dai suoi per tentare la trasformazione ma lui declinava con una smorfia di dolore causata da un infortunio latente. Sul dischetto si presentava un compagno che, ipnotizzato da Perrone, spediva a lato lasciando l’Olympic in vantaggio.

Dopo questo pericolo scampato si giocava poco perché era tutta uno spazzare la palla il più lontano possibile dalla porta gialloblù. Poi arriva il triplice fischio e i nostri potevano gioire. Le scene di esultanza ricordavano quelle di un altro quarto di finale, quello del Torneo Apertura 2010 quando l’Olympic sconfisse ai rigori l’M&M. Molti di quei giocatori erano ancora in campo ieri, infiniti come la squadra di cui fanno parte, infiniti come la storia di cui sono riusciti a scrivere un’altra pagina memorabile.

E ora la semifinale: lunedì 18 luglio contro l’Ottica Vista Chiara che ci ha sconfitto nella prima giornata di questo torneo. I tifosi sanno che sarà difficile ma attendono un’altra impresa.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6.5  capitano

Non giocava una partita vera tra i pali da ventiquattro giorni ma si vedeva che era concentrato e che voleva regalarsi un’altra notte magica. La più bella parata la fa sull’1 a 0 quando un avversario lo dribbla ma lui da per terra gli devia la palla in angolo. Il resto è normale difesa di un fortino che nel secondo tempo tiene come ai vecchi tempi.

 

RENCRICCA A. : 7

Dopo la flessione di fine giugno luglio ci riconsegna il miglior Rencricca. Ieri sera in versione prettamente difensiva è stato un pilastro e non ha sbagliato praticamente nulla. Probabilmente questa è stata la sua migliore stagione da almeno quattro anni a questa parte.

 

FORMICONI: 7

L’organizzazione del torneo lo elegge Man of the Match ma sicuramente Simone Montaldi lo eleggerebbe Runner of the Match perché oltre a difendere come il miglior Chiellini corre anche come un instancabile maratoneta centrafricano. Il Masai gialloblù poi trova l’assist per il gol vittoria di Arditi e in una stagione in ne ha trovati un po’ di meno rispetto al solito ha giustamente deciso di inventarne uno che porta l’Olympic dritta in semifinale.

 

ARDITI: 6.5

A fine partita dichiara: “se in semifinale giochiamo come stasera siamo spacciati. Serve un altro Arditi e sicuramente ci sarà! Godo a giocare le partite partendo da sfavorito, sai che devi dare il massimo e trovi energie che non pensavi di avere. Contro l’Ottica Vista Chiara ci vorrà coraggio, altruismo, fantasia e tanta voglia di vedere l’Olympic campione!”

Non possiamo che applaudire a queste parole provenienti da un giocatore che si è subito innamorato e coinvolto nel background gialloblù. E’ vero, in semifinale ci vorrà un altro Arditi perché quello di ieri ha regalato momenti bellissimi come l’assist per Formica o il gol vittoria ma è anche stato protagonista dei due gol delle Volpi. Nonostante ciò, averceli giocatori come lui: è stato nervoso più del dovuto, ha fatto qualche errore ma poi ha anche fatto scendere la manna dal cielo. Noi speriamo solo che le sue parole diventino realtà.

 

TANI: 6

Sedicesima presenza stagionale grazie alla quale supera Attili ed entra nella top 7 delle presenze di questa annata. La prestazione del numero 16 azzurro/gialloblù ieri ha vissuto due diversi momenti. Quando è entrato nel primo tempo ha commesso qualche errore nei passaggi mentre quando ha fatto il suo ingresso nella ripresa è stato fondamentale giocando come punta centrale contribuendo a far salire la squadra e a tenerla corta. Ha anche avuto qualche chance per fare male alle Volpi ma non ha avuto fortuna. Lui il 6 febbraio 2009, nella famosa partita contro l’M&M, c’era e c’era anche ieri divenendo un indicativo fil rouge della storia della squadra.

 

BISOGNO: 6

E’ una partita in cui l’Olympic sulle fasce o è molto accorta schierando Formiconi o è molto aggressiva con Arditi quindi un fluidificante alla Giaccherini come lui non ha molto modo di rendersi utile. Nonostante questo piccolo dettaglio tattico la freccia azzurra di Acilia gioca una gara tutta d’impegno e sacrificio e ha l’enorme merito di far rifiatare i compagni entrando quando Formica o Arditi vanno in riserva. Anche nel 2009, in quel famoso quarto di finale, non fece una partita con molti spunti ma poi, in semifinale, punì il Cosmorec con un gol decisivo. Affare fatto?

 

FORMICA: 7+    ammonito

Se tenesse la bocca a freno sarebbe un gentleman dell’élite calcistica locale invece gli arbitri lo considerano il classico 10 bad boy alla Cantona. In questa partita viene ammonito, rischia il rosso per proteste ma saremmo ingenerosi a ricordare solo questo particolare perché è proprio Fabio a mandare a casa i Foxes con una doppietta pregevole: prima chiude un triangolo con Arditi poi, quando l’Olympic è sotto di un gol, trova un tiro meraviglioso che sbatte violentemente sotto la traversa ed entra in gol. In semifinale servirà un Formica così ma anche un Formica più tranquillo perché l’Olympic ha troppo bisogno dei suoi gol!

Olynpic 2000 – The Tower’s Pub 4-0


28-06-16, 21.50

Summer Cup II, Nona giornata

OLYMPIC 2000 – THE TOWER’S PUB

4-0 (1-0)

Marcatori: 3 Arditi, 1 Rencricca A.

Partita dura, avversario tosto anche se privo di una punta di diamante. Primo tempo giocato ad alti ritmi, quando i gialloblù terminavano le energie era fondamentale l’arrivo, seppur tardivo, di Formiconi. Sotto porta l’Olympic ha sbagliato molto nell’uno contro uno ma ha concesso poco e solo tiri da fuori.

I gialloblù sono stati Bravi ad non innervocirsi troppo (soprattutto Formica) e nel secondo tempo sono stati diligenti e li hanno preso il largo. Per gli avversari un espulso per proteste.

PAGELLE

RUGGERI 7: Portiere per caso per il forfait di Maiozzi ma gioca da veterano. Sicurezza per la linea difensiva non corre mai grandi problemi. Bravo!

RENCRICCA 6.5: Limita le sortite offensive e francobolla l’attaccante avversario. Un gol sul finale ed un assist per una partita ampiamente sufficiente.

ARDITI 7.5: Tripletta fiato e combattività. Il folletto di Cesano demolisce il Tower Pub e promette scintille per i quarti.

FORMICONI 6.5: In ritardo ma decisivo nell’apporto difensivo. In attacco non incide come dovrebbe ma la sua prestazione è tutta sostanza.

CIUFFA A. 6.5: Potrebbe far meglio in alcune conclusioni ma tutto questo non incide su una presentazione attenta, senza sbavature. Sicurezza!

FORMICA 6.5: Manca l’appuntamento con il gol ma lotta come un gladiatore facendo a sportellate con tutta la difesa avversaria. Leone!

Olympic 2000 – The Warriors 4-5

MARTEDI’ 14 GIUGNO 2016, ORE 21.30

OSTIA ANTICA 1926

GARA 980

SUMMER CUP II, PRIMA FASE, VII GIORNATA

OLYMPIC 2000 – THE WARRIORS

4-5 (2-4)

 

MARCATORI: 2 ARDITI, 1 FORMICA, 1 RUGGERI

 

Ad un minuto dalla fine di Olympic – Warriors si è interrotta l’imbattibilità dei gialloblù che durava da ben otto partite. Con un pari che sarebbe risultato più che giusto i gialloblù avrebbero prolungato la propria striscia di risultati utili consecutivi, avrebbero ulteriormente mosso la classifica e dato un chiaro segnale alle rivali del torneo.

A ben vedersi però solo due di questi tre obiettivi sono andati disillusi mentre il terzo, forse il più importante, non è andato disilluso. Si perché l’Olympic ha perso ma con la partita di ieri sera il messaggio lanciato alle altre squadre della Summer Cup c’è stato eccome. E diceva “attenzione, potete anche provare a stenderci ma poi dovete stare attenti!”

Per chi ieri non era presente la spiegazione di questo avvertimento è presto esposta: l’Olympic è scesa in campo un po’ molle, con molti giocatori un po’ imballati a causa del tardivo arrivo al campo e del mancato riscaldamento, è andata sotto di quattro gol giocando malissimo in difesa e sbagliando molto in avanti ma tutto ciò non è bastato per affossare la squadra.

L’Olympic non è andata giù lunga per KO Tecnico come succedeva fino ad un paio di mesi fa, tutt’altro. Si è rimboccata le maniche e, seppur tardivamente, ha cominciato a giocare costruendo pian piano una rimonta e mettendo alle corde gli avversari.

Già prima dell’intervallo Formica e Ruggeri avevano dimezzato le distanze ma la grande prestazione l’Olympic la offriva nella ripresa quando teneva a bada gli sfrontati e imberbi ragazzotti dei Warriors con una prova tutta grinta e voglia di spaccare il mondo. Il portiere avversario se la vedeva brutta, ci voleva bravura e fortuna per fermare gli attaccanti dell’Olympic ma alla fine Arditi completava la rimonta.

4 a 4 e mancano pochi minuti. Qui ci voleva freddezza, ci voleva più testa ma l’Olympic aveva troppa voglia di vincere e sbilanciandosi troppo offriva ai Warriors la possibilità di vincere. Contropiede, difesa mal piazzata e Perrone battuto.

Finiva 5 a 4 per la squadra di Attili (infortunato, rimaneva in panchina) che alla fine non rubava nulla.

L’Olympic avrebbe meritato il pareggio, ha sbagliato molto in difesa e in attacco ma mentalmente è stata in gara alla grande e con questo spirito gli obiettivi di fine stagione sembrano più vicini.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6      cap.

Sui primi quattro gol può solo accompagnare con lo sguardo gli avversari che entrano in porta con la palla. Nel resto dell’incontro, pur non sembrando al top, ci è sembrato attento e in due tre occasioni ha salvato la porta. Bello l’intervento disperato in controtempo con cui evita lo 0 a 5 nel primo tempo.

 

RENCRICCA A. : 5

Pronti via e prende subito un pestone o una storta sulla caviglia. Il resto della serata è pesantemente influenzata da questo sfortunato evento anche se non sembra comunque molto concentrato e reattivo nella fase difensiva. Per la prima volta in questo torneo non va a segno.

 

FORMICONI: 6

Prende tante di quelle botte che alla fine sembra una Fiat Uno del 1983 e proprio come la Uno non si ferma mai.

 

ARDITI: 5.5

Il detto “croce e delizia” sembra stato essere stato coniato sulla prestazione di ieri sera: entra in campo appesantito da una amatriciana casalinga ma pur sofferente incanta il pubblico con le sue giocate che quasi sempre portano pericoli alla porta avversaria. Poi segna due gol che regalano il pareggio ai suoi ma nel finale prima colpisce un palo (il rimpianto era che Formiconi era libero a due passi) e poi commette l’errore di posizionamento che porta al gol della vittoria per gli Warriors. Nonostante tutto però è un giocatore insostituibile per questa squadra e conferma quanto di buono fatto vedere contro Kiwigraph e Foxes.

 

TANI: 6

Gioca qualche scampolo di partita e ben impressiona perché oltre a riuscire nelle cose facili e lineari ha anche qualche bella intuizione di prima con il quale sorprende la difesa avversaria.

 

FORMICA: 6+

Al rientro dopo un mese non può essere in grandissima forma ma uno come lui sa bene quali doti mettere in campo per stare al passo con gli avversari. A fine primo tempo segna un gol che gli mancava da più da due mesi ed è con lui in campo che l’Olympic appare più incisiva.

 

RUGGERI: 5.5

Piccola insufficienza dovuta agli errori in zona gol che purtroppo nel risultato finale pesano parecchio. Segna comunque il secondo gol gialloblù e azzecca l’assist per il pareggio di Arditi.

Olympic 2000 – The Foxes 6-6

Arditi-Montaldi ed è spettacolo
Per chi sarà stato il bacio di Montaldi?

LUNEDI’ 30 MAGGIO 2016, ORE 20.30

OSTIA ANTICA 1926

GARA 975

SUMMER CUP II, PRIMA FASE, V GIORNATA

OLYMPIC 2000 – THE FOXES

6-6 (4-2)

 

MARCATORI: 2 MONTALDI, 1 ARDITI, 1 FORMICONI, 1 RENCRICCA A., 1 TANI

 

Cinque partite senza sconfitte. Non capitava da molto, troppo tempo. L’Olympic di questo periodo ci fa battere il cuore forte ed era da tempo che non sentivamo questo clamore nel petto. Sono 26 anni che siamo innamorati di questa squadra ma quando rinasce dalle sue ceneri, dopo un periodo brutto, è come vederla per la prima volta all’opera.

In lei è rinato lo spirito guerriero, in lei è rinata la bellezza del coraggio, del sacrificio e della sofferenza per arrivare al risultato. Tutto ciò per cui era famosa l’Olympic è tornato a splendere sotto il sole e la luna di questo maggio così bello per qualunque tifoso gialloblù.

E’ stato il mese dell’esordio di Mancini e Arditi, è stato il mese del saluto alla squadra di Ruggeri, del ritorno da titolare di Tani, il mese dell’infortunio di Mancio (che peccato!) e il mese dell’esplosione dell’astro Chicco. Il merito di questi buoni risultati sono da attribuire all’ingresso in squadra di questo giocatore che anche ieri ha offerto una prestazione ottima ma comunque inserita in un contesto generale così buono da confermarci che era proprio come pensavamo ovvero che a questo gruppo mancava solo un catalizzatore attraverso il quale concentrare gli sforzi di tanti buoni elementi. Ogni squadra ha bisogno di un campione ma nessuna delle grandi formazioni del passato poteva vincere senza proprio fuoriclasse. Né il Napoli senza Maradona, né il Milan senza Van Basten né la Juventus senza Platini né l’ultima Olympic vincente, quella del 2011, senza Mimmo Caserta.

Oggi c’è Chicco Arditi a contribuire alla grandezza di un’Olympic che cresce di gara in gara e che cresce anche senza di lui visto il numero 5 di Cesano ha fatto il suo ingresso in campo solo quasi a metà primo tempo dopo che i The Foxes, annunciati come favoritissimi, avevano invano sbattuto sulla difesa gialloblù che aveva ben retto l’urto del loro asfissiante Tiki Taka. La percentuale di possesso di palla era incredibilmente sbilanciata a favore della capolista ma l’Olympic soffriva bene e passava in vantaggio grazie ad una magistrale punizione a giro di Rencricca. L’1 a 1 arriva su errore generale dello schieramento gialloblù ma quando entrava Arditi cominciava lo show che portava l’Olympic sul 3 a 1 e sul 4 a 2 a fine frazione. Montaldi per due volte e Formiconi erano gli esecutori delle azioni dell’Olympic che erano sempre corali, studiate e mai banali.

A inizio del secondo tempo i The Foxes, punti sull’orgoglio, giungevano al pareggio ma l’ennesimo assist di Arditi portava Tani a battere il portiere bianco blu. Da metà ripresa poi cominciava la vera battaglia: i The Foxes premevano sull’acceleratore, la nostra difesa soffriva ma teneva ma alla fine arriva di nuovo il pareggio.

Negli ultimi tre minuti poi si svolgeva un match nel match. L’Olympic segnava il gol del 6 a 5 su tiro libero, i The Foxes sbagliavano il loro di tiro libero e colpivano una traversa ma proprio all’ultimo respiro segnavano il gol del definitivo 6 a 6.

Per i nostri il pareggio era una delusione ma considerando le previsioni della vigilia e la forza di questo avversario che fino a ieri aveva subito solo sei gol in quattro partite erano tali che per l’Olympic anche il segno X può considerarsi un risultato davvero positivo.

E’ stata un’Olympic fantastica, che tutti dovranno imparare a temere perché con questa grinta e con questa umiltà la nostra cara vecchia squadra potrà arrivare lontano. Grazie ragazzi, ci avete fatto rinnamorare di questa squadra e di voi!

 

PAGELLE

 

PERRONE: 7      capitano

Formiconi ha dichiarato di aver rivisto “El Micio” e noi concordiamo perché ieri sera il capitano è stato eccezionale per concentrazione e riflessi. La palla bloccata sulla linea, come fosse incollata ai guanti, sul tiro a botta sicura e ravvicinato dell’attaccante dei The Foxes, è stata l’emblema della sua serata.

 

RENCRICCA A. : 6.5

Prestazione buona, di pregio, parzialmente macchiata da un errore e mezzo (la rete avversaria del 4 a 4 e l’autogol che ha chiuso la partita, errore marginale visto che si è trattato di un tentativo disperato di togliere la palla dalla rete) che hanno impedito al numero 4 di Centocelle di conseguire e voto più pieno. Bellissimo il gol del’1 a 0, un free kick che sembra seguire un binario, dal piede alla rete che gonfia come fosse una mongolfiera colorata sulle colline della Cappadocia.

”Rencricca di maggio, Rencricca all’arrembaggio!”

 

FORMICONI: 6.5

Quanto segnano i difensori dell’Olympic! Anche per Formy arriva un bel gol, il terzo nel torneo dopo la doppietta ai Fraciconi United. Da sottolineare che la sua finta e dribbling sulla fascia sta diventando proverbiale e utilissima per creare superiorità numerica. Anche Formiconi ora ha la sua “trivela”!

 

TANI: 6.5

Per me Tani è magia, è passione, è il calcio. E’ entrato in questo gruppo con umiltà e tanta voglia di fare bene e dopo un avvio altalenante sta diventando sempre più continuo e determinante per le buone prestazioni dell’Olympic. Combatte, lotta, sbaglia ma poi grazie ad una tigna da ventenne recupera e si fa applaudire. E poi è arrivato il giusto premio: siamo a metà ripresa, Arditi gli serve un pallone da spingere in rete e Francesco batte il portiere segnando un gol in are ufficiali dopo 344 giorni di astinenza. Gol numero 49, raggiunge Sacchi al sedicesimo posto della classifica cannonieri di tutti i tempi e pazienza che oggi non senta le gambe perché ieri, come lui stesso ha dichiarato, “ha corso come quando aveva venti anni”.

 

MONTALDI: 7

In una serata che vive dell’immagine della parata di Perrone, delle fughe di Arditi e del piattone vincente di Tani anche Simone ha una sua foto da consegnare agli annali. Gol e bacio alla telecamera. A chi va questo bacio? Forse ad una sua fiamma, ai tifosi oppure all’Olympic che l’ha prima salutato e poi di nuovo ritrovato in grande forma. Dopo i sette gol in amichevole arriva una doppietta nel torneo ma più in generale arriva la sensazione che è proprio Simone il centravanti che può colmare l’assenza di Formica e l’infortunio di Mancini.

 

ARDITI: 7

Abbiamo già detto molto di questo giocatore eppure è solo la sua seconda partita nell’Olympic. Anche ieri è stato decisivo, un gol, tre assist e un carisma che probabilmente è la sua arma e caratteristica più utile alla nostra squadra. Ieri è stato un martello con Formiconi (“pressiamo alto!”), la prima volta con Rencricca (“facciamola girare!”), insomma Chicco è un direttore d’orchestra ce si mette a disposizione del gruppo e lo rende grande. Umile e grande, due caratteristiche che spesso non vanno d’accordo ma ce troviamo riunite in questo ragazzo che ci sta facendo vivere notti magiche.

Olympic 2000 – Kiwigraph 4-1

la formazione anti-Kiwigraph

LUNEDI’ 16 MAGGIO 2016, ORE 21.30

HELIOS SPORT VILLAGE

GARA 973

SUMMER CUP II, PRIMA FASE, III GIORNATA

OLYMPIC 2000 – KIWIGRAPH

4-1 (3-1)

 

MARCATORI: 3 ARDITI, 1 RENCRICCA A.

 

La testa ti consiglia di non esaltarti ma il cuore esulta dopo la vittoria di ieri contro il Kiwigraph. Non dobbiamo esaltare troppo questa squadra perché troppe volte, alla prima vittoria, si è esultato salvo poi sprofondare alla prima prova del nove. Però il tifoso è fatto così, vive per sua squadra, per vederla vincere, per vederla offrire prestazioni come questa e per applaudire i giocatori che con le proprie giocate fanno battere il cuore a mille.

Il compito di rimanere con i piedi per terra spetta alla squadra, una squadra che da tropo tempo è lontana da grandi risultati e ce in questa Summer Cup sta invece invertendo il trend negativo di questa e delle passate stagioni. Il simbolo della vittoria di ieri è stato Alessandro Arditi, un giocatore all’esordio di cui si era parlato un gran bene e la cui fama lo precedeva di parecchi chilometri. Contro il Kiwigraph, per la terza giornata di Summer Cup, i gialloblù scendevano in campo con Perrone, Rencricca, Formiconi, Tani, Formica, Mancini e appunto “Chicco” Arditi il quale si è presentato ai tifosi dell’Olympic con una prestazione eccezionale e memorabile.

Si sapeva poco di questo elemento, salvo che fosse di un’altra categoria, e quindi l’Olympic cominciava a giocare con Formica e Mancini in attacco e Arditi in panca. Dopo pochi minuti il romanzo della stagione viveva una delle sue pagine più emozionanti: Mancini si infortunava seriamente ed era costretto ad abbandonare il campo. Al suo posto entrava Arditi che si posizionava sulla fascia sinistra. Da questo momento in poi cominciava lo spettacolo. Il centrocampista di Cesano ancor prima della sua classe metteva in campo il suo carisma e la sua leadership grazie alle quali costringeva il resto della squadra a far girare palla e passaggio dopo passaggio gli avversari alla fine perdevano la loro coesione. Da un’azione corale nasceva l’1 a 0: assist di Formica per l’accorrente Arditi e gol di giustezza dal dischetto.

Poco dopo il Kiwigraph pareggiava sull’unico svarione della difesa gialloblù ma la situazione di parità durava giusto il tempo di ridare palla ad Arditi che segnava il 2 a 1 al termine di un’azione stile martello pneumatico. Non era finita: era ancora il numero 6 a battere il portiere avversario al termine di una fuga sulla fascia sinistra in perfetto stile Mimmo Caserta. Al momento del 3 a 1 sfido chiunque a non aver pensato “Abbiamo trovato un Fenomeno!”.

 

Finiva il primo tempo e cominciava il secondo. Gli avversari provavano a reagire ma Rencricca calava il poker con un’azione del tutto simile a quella del primo gol dell’Olympic. Da questo momento in poi per l’Olympic cominciava una gara tutta concentrazione e intelligenza tattica. Rencricca, Formiconi e Arditi formavano una diga formidabile in difesa tanto che gli addetti ai lavori già aggiungevano un mattone virtuale al famoso “THE WALL” gialloblù formato dal numero 4, dal numero 8 e da Perrone. In avanti si giocava sul velluto potendo contare sul grande lavoro svolto dietro e Tani e Formica, pur non segnando, mettevano più volte paura al portiere avversario non facendo mai mancare il loro apporto in difesa.

4 a 1 il risultato finale di un match bellissimo per cui il tifoso non può non esaltarsi: ha rivisto l’Olympic giocare ai livelli di dieci anni fa, ha rivisto un campione vero indossare la nostra maglia ripercorrendo i fasti di Gennari, Inguì, Sacchi, Caserta. lunedì c’è il Babilonia e laddove il tifoso arriverà a questo appuntamento pieno di aspettative l’Olympic dovrà arrivarci con i piedi ben saldi al terreno. Ipotecare i quarti di finale si può. Sognare, anche.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6.5  capitano

Conclude la partita asciutto e pulito perché i compagni lo fanno riposare. Si guadagna la pagnotta parando due tiri insidiosi a metà ripresa. Se la squadra gioca al meglio è anche importante che il portiere rimanga concentrato e pronto nelle poche occasioni in cui gli avversari provano a rientrare in partita.

 

RENCRICCA A. : 7-

La primavera ci ha consegnato un signor Rencricca. La vicinanza di Formiconi ai massimi livelli di forma e di Arditi gli conferiscono tranquillità e sicurezza e anche uno come lui, molto affezionato al pallone, entra con buon gradimento nell’ottica del tiki taka e del giro palla. Il risultato di questo cambiamento è una prestazione davvero molto buona e con poche sbavature, tra l’altro senza conseguenze. A inizio secondo tempo trova il quinto gol nel torneo con un tiro da fuori che fa piegare le gambe al Kiwigraph.

 

FORMICONI: 7

Il Formiconi dei tempi della Madonnetta: dinamismo stile criceto nella ruota, interventi stile Pluto Aldair e assist (ieri ben due) stile Beckham negli anni d’oro dell’Old Trafford. Ma che ne sanno i giovani del Formiconi di una volta? Se non lo sanno basta guardare quello di questa stagione.

 

ARDITI: 8

Un esordio così non lo ricordavano da tempo, forse da quando i giocatori gialloblù avevano più capelli in testa e qualche chilo in meno. Ieri sera l’esordiente che viene da Anguillara è sceso in campo con umiltà, mettendosi al servizio della squadra, imponendosi di farla giocare bene prima ancora che giocare bene lui stesso e probabilmente questo è stato il suo più grande merito. Perché i tre gol raccontati in cronaca saranno stati importanti ma il merito di Arditi è stato prima di tutto quello di dare sicurezza ai compagni che attraverso questo nuovo elemento hanno ritrovato energie e stimoli nuovi. Ogni squadra ha bisogno di un campione per esprimersi al meglio, succedeva nel passato e può succedere di nuovo perché l’Olympic è composta da tanti buoni giocatori che per esprimersi al top necessitano di un catalizzatore. E quindi bravo Chicco e brava Olympic!

 

TANI: 6.5

Terza presenza consecutiva in questo torneo per Francesco che sta crescendo in continuità e tenuta potendo disporre di più tempo per farlo proprio come aveva chiesto alla società in inverno. Alla sua prova di ieri è mancato solo il gol ma anche ieri le possibilità le ha avute quindi non dubitiamo che la rete arriverà al momento più opportuno. Per il momento possiamo ben accontentarci della sua grinta e del suo apporto al gioco offensivo e soprattutto difensivo quando ha sostituito Formiconi nella ripresa.

 

FORMICA: 7-

I viaggi di lavoro ci hanno privato di Fabio per un mese e mezzo e ce lo toglieranno ancora ma non possono privarci della sua passione e della voglia pazzesca di giocare quando riesce ad indossare la maglia dell’Olympic. Ieri si è sobbarcato quasi per intero il lavoro offensivo, ha realizzato un assist, ha lottato ma non ha trovato il gol. Il gol arriverà anche per lui, ne siamo certi.

 

MANCINI: S.V.

Pochi minuti di gioco è il ginocchio fa crack. Ci dispiace enormemente soprattutto per lui che è una figura simpatica che in pochissimo tempo si era ritagliato un bel posticino nello spogliatoio. E ci dispiace ance per noi perché temiamo di averlo perso per il resto della stagione proprio nella serata in cui si tentava l’esperimento di un attacco torre/fantasia con Fabio Formica. Si attendono esami strumentali. In bocca al lupo Mancio!

“…stile campo Testaccio”

Campo Testaccio negli anni d'oro

Campo Testaccio negli anni d’oro

La società gli sta facendo la corte da alcune settimane, Alessandro Rencricca, nella veste di talent scout, l’ha segnalato e ha garantito sull’indiscutibile livello tecnico di questo giocatore. Di chi stiamo parlando, chi il nome di questo mister X?

Il giocatore in oggetto è Alessandro Arditi, Alex per gli amici, per chi segue le sue gesta di cui si racconta un gran bene nell’hinterland di Anguillara. L’Olympic ha un bisogno matto di un campione, di un fuoriclasse che catalizzi e incanali l’impegno di una squadra comunque di buon livello ma a cui manca un qualcosa per dare sfogo a tutto questo lavoro. Nella storia abbiamo avuto cinque giocatori in grado di trasformare la squadra e di fargli vincere trofei e noi speriamo vivamente che Arditi possa essere il sesto fenomeno di una storia ricca di ottimi giocatori e un pochino vero di elementi leggendari.

Cosa sappiamo di Alex Arditi? Per ora la maggior parte delle notizie viene da colui che l’ha attenzionato in questo periodo ovvero Alessandro Rencricca. Il libero di Centocelle di lui ha detto:

“…giocatore di livello superiore…”

“…se viene Alex Arditi, credimi, diventiamo top… giocatore vero, in attività… capitano dell’Anguillara, altro passo altra musica”

“Arditi la posizione la trova da solo, magari uno dei due esterni che volendo si accentra”

Il resto l’ha invece rivelato lui stesso dichiarando:

“Io gioco stile Campo Testaccio… passaggi al volo con precisione, colpi di testa da fa incanta… e tanto cuore!”

E di cuore nell’Olympic di cuore ce n’è molto ed è da sempre l’ambiente perfetto per un giocatore che vuole mettersi in mostra. Noi speriamo che lui possa trovare nell’Olympic una possibilità per accrescere la sua carriera e che l’Olympic possa accrescere la sua storia grazie a lui.

Aspettiamo solo il giorno giusto per fare questo matrimonio che si annuncia felice e duraturo.