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Tre anni fa: che goleada!

La formazione dell’Olympic schierata il 26 novembre 2014

L’amarcord di questa settimana ripercorre i ricordi di tre anni fa, una data che sembra vicina e che invece ci propone una partita in cui l’Olympic schierò una formazione piena di giocatori che oggi non giocano più con la nostra squadra.

26 novembre 2014, quinta giornata del Torneo di Apertura, c’è Olympic – Autoricambi Bernocchi. La partita è già un classico del torneo e c’è grande attesa ma dopo un avvio difficile i gialloblù chiudono il match già nel primo tempo. L’Olympic si schiera con Maiozzi, Rencricca, Li Causi, Fabio Imbembo, Ruggeri e Montaldi e proprio SM7 sigla l’1 a 0. Gli avversari prima pareggiano e poi falliscono il vantaggio sbagliando un calcio di rigore con Cascone.

Montaldi è in serata di grazia e segna altri tre gol mentre prima dell’intervallo Rencricca “segna una punizione alla Batistuta”.

Nella ripresa l’Olympic è perfetta in contropiede e segna altri cinque gol con Montaldi, Rencricca e Ruggeri mentre il secondo gol del Bernocchi porta la firma dell’ex Bisogno. Troppo pesanti le assenze di Zucchi e Musumeci per il bernoccoli che non riesce mai a reagire.

Oggi centrocampisti come Imbembo, Li Causi e Montaldi ci farebbero davvero comodo per la loro qualità ma le vie della vita hanno portato questi tre top player lontano dall’Olympic: il primo è tornato ai The Boys, il secondo vive a Londra mentre il terzo girovaga per l’Asia zaino in spalle. C’est la vie!

17 anni fa, che derby!

Oggi la rubrica dell’amarcord ci porta indietro di ben 17 anni. E’ il 19 novembre 2000 e l’Olympic, campione in carica del Campionato della Pace, sta vivendo un periodo particolare.

Dopo il brillante campionato vinto appena sette mesi prima i gialloblù hanno vissuto un’estate caratterizzata da innumerevoli cessioni, prima tra tutte quelle di Filiberto Tarallo che lascia l’olimpica per fondare la Svezia portando con se altri ex compagni della sua vecchia squadra.

E’ la nascita di quel fenomeno del calcio chiamato Svezia ma in questa fase embrionale in cui ancora mancano i fratelli Atzeni e Civita la squadra non è ancora quella corazzata invincibile raccogli trofei.

E’ la seconda giornata di campionato, l’Olympic è reduce da una sconfitta all’esordio ma si presenta al derby contro la Svezia con la migliore formazione possibile: Perrone in porta, Fabio e Stefano Tagliaferri, Fantini, Massimo Romaldini, Formiconi (allora capitano) e il nuovo acquisto Formica.

La partita comincia in salita: Perrone non è esente da colpe su una punizione che vale lo 0-1 ma uno scatenato Formica propizia il pareggio firmato del trottolino Romaldini. L’Olympic è come rinvigorita dalla reazione e segna un altro gol: Fantini crossa in area, Formiconi manca l’appuntamento con il gol ma la foga di un difensore avversario procura uno sfortunato autogol alla Svezia. Lo stesso Fantini segna anche il terzo gol gialloblù che provoca un’esplosione di entrassimo in panchina dove ci sono gli infortunati Calabrò e Santolamazza. Prima dell’intervallo la Svezia accorcia le distanze e si va al riposo sul 3 a 2 per i nostri ragazzi.

Ad inizio ripresa ci si aspetta una veemente reazione della Svezia invece in campo c’è solo l’Olympic: Fabio Tagliaferri viene braccato al limite della’rea ma con un movimento alla Del Piero si libera dei suoi marcatori e segna il 4 a 2 con un siluro imparabile. A questo punto arriva finalmente la reazione di Tarallo e compagni che accorciano le distanze. Fantini segna il 5 a 3 ma a dieci minuti dalla fine la Svezia segna il 5 a 4. Il finale è caldissimo: Stefano Tagliaferri e Tarallo vengono alle mani ma la partita finisce come deve finire ovvero con l’Olympic in festa: la prima pietra della seconda vittoria in campionato è posta: a maggio 2001 i gialloblù festeggeranno ancora alzando la coppa al cielo di Acilia.

Le pagelle dell’epoca non lesinano voti entusiastici per Massimo Romaldlni, il migliore in campo, per Fantini e Fabio Tagliaferri.

Un anno fa… nostalgia di Formiconi

Formiconi in marcatura stretta su Andraghetti

Non è proprio un “Accadde oggi” perchè il fatto in questione avvenne il 22 novembre 2016 ma ieri ci è presa una forte fitta di nostalgia per Fabrizio Formiconi e ci siamo ricordati che è stato proprio in questo periodo dell’anno che il difensore si infortunò.

Era per l’appunto il 22 novembre 2016 e l’Olympic scendeva in campo contro il Non Serve per la quarta giornata di campionato. I gialloblù schieravano per l’occasione quelli che la stampa definì “I Tre Tenori” ovvero Formica, Ruggeri e Arditi e per il punteggio non fu mai in discussione con il primo tempo che  si chiuse con l’eloquente punteggio di 6 a 1.

Nella ripresa il fattaccio: Formiconi ha cercato di avventarsi su una palla che stava uscendo, una palla innocua ma che evidentemente era stata guidata dal destino rio e beffardo. Su quella stessa palla si stava recando anche un avversario e nel contrasto che ne è scaturito Formiconi si infortunò seriamente.

Di nuovo il ginocchio, di nuovo le lacrime, il dolore lancinante e la consapevolezza che il ritorno sarebbe stato lontano. Oggi lo è ancora perchè non sappiamo quando il numero 8 tornerà ma noi gli auguriamo di tornare a calcare il terreno verde di un campo di calcio e di poter dare alla squadra tutto quello che dava fuori dal campo. Torna presto Formy!

Una vittoria di 8 anni fa

La Gazzetta del 6 novembre 2008
5 novembre, parliamo di amarcord e questa volta andiamo indietro di nove anni, fino al 2008, quando l’Olympic giocò la sua prima partita ufficiale sul campo della Madonnetta.

Era per l’appunto il 5 novembre 2008 e i gialloblù esordirono nella Premier Soccer Cup contro l’X-Facton in uno dei gironi a tre squadre che serviva per far conoscere le squadre agli organizzatori e per comporre gironi equilibrati nel torneo vero e proprio.

Quel giorno la pioggia non sembrava mai smettere, già l’esordio era stato rimandato di una settimana a causa di una vera e propria tempesta che aveva colpito il litorale ma alla fine si giocò.

L’Olympic andò sotto per 0 a 2, la squadra non girava con l’esordiente Careddu che commetteva errori grossolani e il neo acquisto Tani che non carburava ma prima dell’intervallo i gialloblù si svegliarono e segnarono tre gol grazie ad una doppietta di Sacchi e al primo gol ufficiale del Maghetto dei Parioli.

Nella ripresa l’X-Factono passava di nuovo in vantaggio ma Tani pareggiava e ad un minuto dalla fine Bisogno realizzava la rete del definitivo 5 a 4. Erano i giorni dell’elezione a presidente degli Stati Uniti di Barack Obama, i giorni di un’Olympic che stava nascendo e che sarebbe cresciuta fino alla finale persa contro la Svezia.

Era una grande Olympic, diciamolo.

Storico 22 ottobre

A 24 ore dal quadrangolare di domani sera immergiamoci nell’amarcord con un piacevole datato 22 ottobre 2012, esattamente cinque anni fa.

Quel giorno l’Olympic sfidò il Mo’viola nella finalissima della Challenge cup V, l’edizione che verrà ricordata come “la Challenge più grande di sempre, a cui parteciparono sei squadre e che ebbe davvero un gran successo.

L’Olympic era partita male in quel torneo e dovette passare attraverso un duro spareggio per accedere alla fase finale. Dai quarti di finale in poi però fu una cavalcata trionfale in cui gialloblù sconfissero tutte le corazzate partecipanti a quel torneo.

La finale terminò con il punteggio di 7 a 5 per l’Olympic dopo un primo tempo concluso sul 3 a 3. Montaldi segnò una tripletta  mentre Caserta, Fantini, Rencricca e Formica realizzarono una rete a testa. Fu un trionfo bello perché arrivato dopo un torneo sofferto e difficile. Un ricordo indelebile.

In quella finale giocarono quattro giocatori che oggi sono lontani dalla squadra per vari motivi. Sono Simone Montaldi, Emiliano Belli, Andrea Fantini e Domenico Caserta, tutti e quattro monumenti del calcio gialloblù che speriamo un giorno di poter rivedere in campo con la nostra storica maglia.

Alle 20.30 c’è il Challenge Trophy III

Questa sera si giocherà finalmente il Challenge Trophy III, penultimo test della preparazione pre-campionato per l’Olympic. Prima di passare alle formazioni vi proponiamo un piccolissimo angolo di Amarcord visto che il 7 ottobre del 2009, si disputava un triangolare organizzato per testare l’Olympic a poche settimane dall’esordio nel primo Torneo di Apertura alla Madonnetta.

Quella sera scesero in campo Olympic A, Olympic B e Mo’viola

Per la cronaca quella sera l’Olympic A in giallo perse sia contro il moviola che contro i blu dell’Olympic B mentre i viola vinsero il triangolare battendo vincendo entrambe le gare.

In quella sera vennero presentati i nuovi acquisti Dutta e Venturi, c’erano ancora Sforza e Brusco in attacco ed era appena l’inizio della breve avventura di Buca nell’Olympic.

Otto anni dopo la situazione è molto simile a quella raccontata nelle cronache dell’epoca. L’Olympic è alla ricerca della quadratura e sta cercando di mettere a punto la squadra migliore per l’ormai imminente esordio in campionato.

Ecco le formazioni che scenderanno in campo:

Olympic A: Perrone, Rencricca A, Tani, Bisogno, Ruggeri.

Olympic B: Maiozzi, Ciuffa, Romagnoli, Atzeni M., Ciardi

La terza squadra del triangolare sarà invece l’Irreal.

Il programma della serata è il seguente:

ore 20.30: Olympic A – Olympic Lab

ore 21: Olympic Lab – Irreal

ore 21.30: Irreal – Olympic A

ore 22: premiazione della squadra prima classificata e capocannoniere

 

Il bello della Challenge 

Domani si giocherà la terza edizione del Challenge Trophy, mini torneo che insieme a due edizioni di Spring Trophy e a ben sette di Challenge Cup rappresenta il top dell’organizzazione tornei della società gialloblù.

Un vecchio spot della Challenge Cup

Là caratteristica principale dei tornei Challenge è il fair play ma in questi sei anni abbiamo avuto anche bellissime partite e abbiamo conosciuto squadre in cui giocavano giocatori che poi sarebbero approdati all’Olympic come Ciardi (proveniente dalla New Team) o Ruggeri (dal Real Molteni).

Probabilmente però la squadra che poi di tutti è rimasta nei cuori dei tifosi gialloblù è stata il Miami City. Questa formazione aveva a disposizione una rosa pressoché infinita in quanto i due pilastri della squadra, il pescivendolo Di Biase, e la guardia giurata Di Pietro, spesso costruivano il quintetto da presentare in campo a poche ore dal fischio inizio pescando nel bacino dei campeggi di periferia scoprendo di volta in volta giovani interessanti provenienti da tutto il mondo, in particolare dall’Europa dell’est e dal Sud America.

Capitan Di Pietro durante l’intervallo di un incontro

Il portiere Di Biase

Il Miami City (noto anche come Acilia United)

Purtroppo la squadra si sciolse qualche anno fa dopo un clamoroso 0-15 contro l’Olympic ma tutti la ricordiamo con affetto così come ricordiamo le altre squadre che hanno partecipato ai tornei Challenge come lo Slow Bar di Tani o lo Scarsenal di Bisogno.

Domani per l’Olympic sarà un test duro ma l’ultima volta questo triangolare l’abbiamo vinto noi e dovremmo difenderlo. Forza ragazzi!

L’Olympic vincitrice del Challenge Trophy I

Un 30 settembre di 6 anni fa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi è 30 settembre e sfogliando l’album dei ricordi andiamo a vedere cosa è successo in questo stesso giorno del 2011.

Il 30 settembre 2011 l’Olympic partecipò al Triangolare Tutto in una Notte affrontando il Mo’viola e una squadra mista composta da elementi del Mo’viola e della Svezia. I gialloblù quel giorno schieravano la migliore formazione possibile con Perrone in porta, Rencricca, Formiconi, Bisogno, Caserta, Fantini e Sforza. Nel primo match si affrontavano Olympic e Squadra Mista e Formiconi segnò il gol dell’1 a 0. Il vero protagonista della serata però si rivelò essere il direttore di gara che con due decisioni contestatissime causò il ribaltamento del punteggio a favore dei nostri avversari che approfittarono anche di un repentino calo fisico dei nostri. Prima del fischio finale Formiconi sbottò mandando letteralmente a quel paese l’arbitro e si meritò un bel cartellino rosso.

Nella seconda gara Belli, al rientro dopo tre anni dal primo grande infortunio della sua carriera, sostituì Perrone. Purtroppo anche in questo secondo impegno della serata le cose non andarono bene e la Svezia segnó due reti. Solo nel finale Fantini accorció le distanze ma quel triangolare fu ricordato più per un sontuoso salvataggio sulla linea di Bisogno (30 metri di campo e scivolata decisiva) che per i tiri degli asfittici Caserta e Sforza.

Il racconto termina qui ma l’attualità ci parla di un nuovo triangolare che si giocherà tra due giorni. L’ultimo convocato dell’Olympic sarà Ciardi che si aggiunge così a Perrone, Rencricca, Bisogno, Tani e Ruggeri.

Appuntamento lunedì sera alle 21. Prima gara della serata tra Olympic e Zuppa Romana, a seguire la perdente contro il Mo’viola. Terza gara tra i Viola e la vincente del primo match.

Un po’ d’amarcord

Spulciando negli archivi storici dell’Olympic abbiamo trovato un curioso fatto accaduto il 23 settembre di quindici anni fa, esattamente nel 2002.

Quel giorno l’Olympic partecipò ad un mini torneo organizzato da Daniele Rossi, torneo a cui vennero invitate sei squadre e che si sarebbe dovuto disputare in un’unica serata.

L’Olympic fu inserita nel girone B comprendente, oltre ai gialloblù, il Ciao Sir’va (antenata del Mo’viola) e i Baroni, potenza calcistica dell’epoca.

Nel primo mini incontro l’Olympic sfidò il Ciao Sir’va vincendo 2 a 0: Fabio Formica sbloccò il punteggio mentre Stefano Tagliaferri raddoppiò con una serpentina memorabile. Nella seconda gara del girone si affrontavano Ciao Sir’va e Baroni. In questa sfida il punteggio finale fu 4 a 4 ma l’infortunio subito dal portiere dei Baroni prolungò molto la partita cosicché la sfida decisiva del girone iniziò addirittura alle ore 23.

La lunga attesa aveva scaricato probabilmente le energie mentali dei gialloblù che andavano sotto di due reti ma le urla e gli incitamenti dell’allora capitano Fabrizio Formiconi portarono alla rimonta con una doppietta proprio del difensore.

Poco dopo Valerio Ciuffa commetteva fallo su un attaccante avversario che si infortunava e costringeva l’arbitro a sospendere nuovamente l’incontro per quindi minuti. Alla ripresa I Baroni passavano due volte in vantaggio ma in entrambe le occasioni Formica pareggiava. Nel finale l’Olympic rallentava perché con un pareggio avrebbe comunque avuto accesso alla finalissima del torneo ma Ciuffa con un tiro bellissimo portava la vittoria ai suoi proprio allo scadere.

Al fischio finale l’orologio segnava mezzanotte passata e l’organizzazione decise di rinviare a data da destinarsi la finale tra Olympic e i Red Bulls di Diego Ugolotti.

Dopo quindici anni questa finale non si è mai giocata lasciando il mini torneo senza un vincitore, caso più unico che raro nel calcio mondiale.

Insomma, ci è venuta voglia di triangolare o comunque di mini tornei “tutto in una notte” quindi il prossimo impegno dell’Olympic, da giocare il 2 ottobre magari, potrebbe proprio essere un evento del genere.

Per quanto riguarda l’amichevole di lunedì contro il Mo’viola Arditi e Attili non sono disponibili quindi è stato convocato Alessandro Ciuffa la cui risposta ancora non è giunta in società.

Partita numero 100 tra gialloblù e viola

Olympic e Mo’viola prima del calcio d’inizio della finale UEFA 2008

La storia tra Olympic e Mo’viola affonda le proprie radici negli anni 90 del secolo scorso. Il “primo contatto” tra le due compagini avvenne il13 giugno 1995: in campo per i gialloblù si trovavano Faccilongo, Perrone, Santolamazza e i fratelli Tagliaferri mentre ricordiamo davvero poco della preistorica formazione viola se non che c’era Daniele Rossi non ancora insignito dei gradi di capitano (così come dalla nostra parte non aveva ancora la fascia Perrone) e che il giocatore più rappresentativo dei nostri avversari era Daniele (?) Fara, attaccante, occhiali scuri indossati anche in campo e una sorella che sfiorò il titolo di Miss San Giorgio 1995 pur avendone tutte le carte in regola.

Ormai la lunga serie di confronti tra Olympic e Mo’viola e la rivalità che ne è scaturita è conosciuta ai più ma rinnoviamo qualche pillola di storia per chi si avvicina solo ora al nostro mondo come il giovane Daniele Silani per esempio.

In questi 21 anni le due squadre si sono scontrate 99 volte con 44 vittorie dell’olimpica, 12 pareggi e 43 vittorie viola. Equilibratissimo anche il conteggio dei gol con 440 reti segnate dalla nostra squadra e 430 dai nostri avversari. In questi 99 confronti ci sono state amichevoli, gare di campionato, di triangolari, gare a eliminazione diretta e anche finali come la finali UEFA 2005 e 2008 (una vittoria per parte) e le finali di Challenge Cup.

Lunedì sarà la partita numero 100 tra le due squadre e speriamo vinca soprattutto lo spettacolo visto che non ci sono punti in palio né passaggi del turno.

Al momento per l’Olympic formazione confermata con Perrone, Rencricca, Silani, Bisogno, Ruggeri e Formica. Calcio d’inizio alle 21 alla Longarina.