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Profilo personale della società di calcio a 5 amatoriale Olympic 1989 Football Club gestito dal presedente Fabrizio Perrone

Verso il gala dei premi

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La stagione è finita ma prima di andare in ferie la società assegnerà gli ambiti Olympic Awards 2013. Sono ormai molti anni che questa tradizione va avanti: pensate che la prima Pigna d’Oro fu assegnata nell’estate del 1995 e per qualche stagione il vincitore veniva scelto dopo un conciliabolo tra i giocatori facenti parte del gruppo ristretto di fedelissimi. Dal 2001 invece il premio viene assegnato in base alle medie voti delle pagelle stilate da Fabrizio Perrone. Da sempre quindi la Pigna d’Oro premia il miglior giocatore secondo la “stampa specializzata”.

Sempre nel 1995 venne istituito il premio per il miglior giovane (sempre votato dal consiglio interno). Nel 2007 invece il premio venne convertito nel riconoscimento al miglior esordiente che viene eletto da una votazione a cui partecipano giocatori e tifosi.

Nel 2002 venne istituita la Scarpa d’Oro, il premio attribuito al miglior marcatore assoluto della squadra durante la stagione trascorsa. Dal 2009 vengono conteggiati solo i gol realizzati in gare ufficiali mentre pprima venivano conteggiati anche quelli segnati nelle amichevoli.

Da subito molto apprezzato l’O.S.A., ovvero l’Olympic Supporters Award, il premio, simile alla Pigna d’Oro, ma assegnato dalla votazione di giocatori e tifosi che possono votare anche chi ha giocato poche partite a differenza della Pigna d’Oro dove è necessario un quorum minimo di partite disputate. Si assegna dal 2006.

Altro premio molto ambito è il Vassoio d’Argento che viene assegnato all’elemento che ha realizzato più assist in gare ufficiali. Il premio, inventato dall’ex gialloblù Gianluca Bisogno, venne istituito per la prima volta nel 2011.

L’anno prima venne invece inventato il premio “Migliore in campo” che premia il giocatore che per il maggiore numero di volte durante la stagione si sia segnalato come migliore in campo secondo le pagelle di Fabrizio Perrone.

Questi sono i premi, vecchi e più recenti, e domani verranno annunciati i vincitori.

Olympic 2000 – Blockbuster Village 3-5

L'Olympic finalista di Europa League
L’Olympic finalista di Europa League
Intervista del dopo partita per Perrone
Intervista del dopo partita per Perrone

VENERDI’ 19 LUGLIO 2013, ORE 21
STADIO LONGARINA, VII TORNEO LIDO DI ROMA, EUROPA LEAGUE, FINALE
GARA 832
BLOCKBUSTER VILLAGE – OLYMPIC 2000
3-5 (0-2)

MARCATORI: 2 FORMICA, 1 CASERTA
MIGLIORE IN CAMPO: FORMICA

Il rumore dei sogni infranti è stridulo e assordante, è un suono che ti perfora i timpani e arriva fino su al cervello e poi non va via per un po’, ne rimane il ricordo come fosse lo schianto di un incidente stradale. La bella avventura dell’Olympic nel VII Torneo Lido di Roma finisce in questo modo doloroso ma pochi rimpianti se non quello di non aver potuto disporre di tanti titolari nel momento più importante della stagione.
Ma del resto lo sapevamo che la finale di un torneo così sfortunato e difficile non poteva discostarsi molto dal resto di una competizione in cui l’Olympic ha perso per infortunio tre giocatori e ha dovuto rinunciare per altri motivi a veri e propri pilastri della squadra.
Pensare che nella finale di Europa League, il match più importante della stagione, l’Olympic era in campo con solo tre giocatori con più di cento presenze la dice tutta, spiega molto del perché dopo cinquanta minuti di partita il Blockbuster esultava e faceva festa mentre Fantini, Perrone e Formica a testa bassa assistevano alla festa degli avversari rimpiangendo l’assenza di Rencricca e Montaldi, due amici e compagni prima che titolari inamovibili della squadra.
La lunga vigilia di questa settima finale di Coppa UEFA/Europa League della storia gialloblù cominciava subito dopo il fischio finale della terza gara del girone. L’Olympic era stata battuta con onore dallo stesso Blockbuster e aveva cominciato a preparare la partita immaginando che schieramento avrebbe potuto opporre agli avversari con il rientranti Caserta, Ruggeri e Ciuffa (quest’ultimo dopo più di due mesi) e l’esordiente Luca Licausi, alter ego di Rencricca.
Prima del fischio d’inizio l’atmosfera era bellissima, si respirava aria di serata importante e tutto alimentava questa impressione: l’entrata in campo con la musica dell’Europa League di sottofondo, il pubblico delle grandi occasioni e dulccis in fundo lo speaker che scandiva i nomi dei giocatori con un piccolo brivido quando è toccato a Collu e soprattutto a Formiconi, fuori per infortunio ma inseriti nella lista di gara per fare gruppo.
Poi è cominciata la sfida vera e propria con un lungo lasso di tempo in cui le reti sono rimaste inviolate: purtroppo le migliori occasioni le aveva il Blockbuster mentre l’Olympic trovava grande difficoltà a bucare il compattissimo centrocampo avversario che insieme alla difesa creava una impenetrabile linea Maginot sulla trequarti.
E la compattezza della trequarti è stata probabilmente proprio la grande differenza tra le due squadre perché proprio da questo tendine d’Achille nascevano i due gol con cui il Blockbuster andava al riposo. I veloci attaccanti avversari per due volte si incuneavano tra le larghe maglie gialloblù sul centro destra bucavano Perrone con due reti molto simili. Grande rimpianto prima del riposo per un’occasionissima di Caserta dopo aver spedito a lato di poco due tiri si faceva parare la terza conclusione.
La prima parte del secondo tempo era molto simile, l’Olympic si scopriva e in contropiede il Blockbuster realizzava il 3 a 0 prima che Caserta su assist di Ciuffa riaccendesse le speranza gialloblù. Su azione di calcio d’angolo gli avversari realizzavano il 4 a 1 che sembrava porre un’ipoteca decisiva sull’assegnazione della coppa.
Nel finale invece l’Olympic trovava in fondo al baule l’eredità fortissima di questo torneo ovvero la forza e la grande volontà di non mollare mai che l’hanno accompagnata in tutte le partite di questa competizione.
Il protagonista di questa fase era il miglior gialloblù di questo scorcio di stagione, Fabio Formica, che prima sprecava una palla clamorosa in contropiede calciando a lato e poco dopo realizzava una doppietta sfruttando un tiro libero e una punizione dalla sinistra.
Era il minuto 50 e il punteggio era un impensabile 4 a 3. C’è stato un istante davvero breve ma tangibile in cui l’Olympic avrebbe potuto pareggiare e portare la gara ai rigori ma è durato pochissimo. I gialloblù si sono scoperti alla disperata e nel minuto di recupero concesso dall’arbitro il Blockbuster realizzava la rete del 5 a 3 che gli consegnava la coppa.
Finiva con le scene di esultanza descritte all’inizio, un po’ di amarezza per una stagione disgraziata in parte sopita dalla consapevolezza di aver comunque disputato un’annata importante disseminata di molte grandi prestazioni e molte vittorie belle e prestigiose. Venivano da una stagione, quella scorsa, in cui la squadra era sembrata in declino invece in questi dieci mesi l’Olympic si è rialzata, ha riacquistato prestigio e convinzione e ha gettato le basi per un’altra stagione, la prossima, in cui potrà puntare su alcuni nuovi elementi giovani e di grande prospettiva. L’Olympic dovrà ricominciare tutto da zero ma la possibilità di poter contare su Ruggeri, Collu e di nuovo di Formiconi ci rende infinitamente ottimisti dopo aver visto cosa poteva fare la squadra quando ha giocato con tutti i titolari e potendo contare su nuovi validi innesti.
L’Olympic ha ancora un discreto avvenire, fidatevi!

PAGELLE DELLA FINALE E DELLA STAGIONE

PERRONE: 6 cap.
In fin dei conti poco impegnato perché i tiri degli avversari sono spesso diretti fuori. Bella la parata in controtempo nel secondo tempo e alcune uscite basse. Finale di stagione triste, senza alcuni compagni e amici che hanno fatto la storia di questa squadra.
Per lui buona stagione, non eccezionale ma comunque costellata di molte buone prestazioni. Chiude con 40 presenze (più 7 reti). Sempre presente nelle 8 partite del Torneo Lido di Roma.

LICAUSI: 6
Esordire in una squadra in una finale penso sia una cosa unica e eccezionale e per nulla facile invece questo difensore di 31 anni non si fa emozionare e gioca interamente l’incontro facendosi apprezzare per l’impegno e la concentrazione. Già questo basterebbe per una sufficienza perché è difficile trovare motivazioni senza amore per questa squadra ma evidentemente lui di carattere è fatto così. Nel dopo partita parlotta con Perrone e i ben informati parlano di un discorso incentrato su un ingaggio per la prossima stagione. Chissà…

CIUFFA A. : 5
La delusione di questa finale. Serviva concentrazione e motivazione invece lui non riesce proprio ad entrare nel clima partita che sarebbe servito. Peccato perché il resto della squadra teneva davvero tanto a questa coppa e a questa finale raggiunta tra mille fatiche. Nell’unico spunto degno di nota serve a Caserta la palla dell’1 a 3.
Per Ciuffa Junior è stata una stagione relativamente importante nell’Olympic perché su di lui la società ha investito tantissimo all’indomani del grave infortunio di Formiconi. Ha spesso fatto bene anche se ha deluso nelle due partite che davvero contavano ovvero questa finale e la semifinale di Europa League invernale contro il Bernocchi. Per lui in totale 8 presenze, 6 reti e 6 assist.

CASERTA: 6-
Non è riuscito a fare il Maravilla perché fin dall’inizio ha lamentato una piccola contrattura all’inguine ma anche perché nella zona in cui spesso parte a tremila per sfondare le difese avversarie il Blockbuster faceva davvero buona guardia. Nonostante ciò è stato insieme a Formica il più pericoloso giocatore gialloblù e oltre al gol ha messo a dura prova il portiere avversario con tiri pericolosissimi. Per lui stagione ad alti livelli, ha giocato relativamente poco ma ha avuto la media gol più alta di tutti e l’incidenza maggiore nelle gare giocate. In totale ha collezionato 25 presenze, 41 gol e 25 assist mentre nel Lido di Roma per lui si è ridotto alle ultime due settimane di torneo, in totale solo 2 presenze e 2 gol.

RUGGERI: 5.5
Probabilmente l’età gli ha giocato un brutto scherzo perché è sembrato molto emozionato e svagato.
Per lui questa è stata la stagione del grande debutto ad altri livelli, speriamo solo la prima con la maglia gialloblù. E’ stata una delle più belle sorprese della primavera e poi in questo torneo la sua esuberanza e la sua freschezza sono state spesso decisive per una squadra esperta come l’Olympic. In totale ha collezionato 7 presenze, 11 gol e 3 assist: un inizio scoppiettante che speriamo venga confermato già alla ripresa dell’attività.

FORMICA: 6+
Per la terza gara di fila si rivela il miglior gialloblù in campo grazie ad una straordinaria voglia di spaccare il mondo: voleva questa coppa e l’avrebbe meritata tanto per il cuore messo in queste partite. In questa finale stava quasi portando l’Olympic ai rigori e noi lo ringraziamo perché per una decina di minuti ha messo davvero paura agli spavaldi giocatori avversari.
Grande stagione la sua: 32 presenze (mai così presente in carriera), 42 gol e 30 assist a cui si aggiunge il raggiungimento di tanti traguardi personali. Per lui si attendono riconoscimenti importanti.

FANTINI: 5.5
Che peccato che Andrea non sia mai riuscito ad entrare davvero in partita. In questa finale l’Olympic non ha potuto disporre del miglior Fantini, un vero peccato dopo una stagione sempre al top con ben 42 presenze (giocatore più presente della rosa), 58 reti (calciatore più prolifico considerando anche le amichevoli) e 20 assist.
Lui è un altro che avrebbe fatto pazzie per alzare una coppa dopo una cavalcata esaltante da protagonista tra risultati strappati tra mille difficoltà.

GIOCATORI NON PRESENTI NELLA FINALE

Ben 24 giocatori utilizzati in totale in questa a cui si aggiungono quelli che hanno partecipato agli stage organizzati dalla società. Dei giocatori non presenti in finale non possiamo che partire da Alessandro Rencricca, autentico pilastro della squadra, soprattutto dopo l’infortunio di Formiconi. Il numero 4 gialloblù si è risollevato alla grande dopo la brutta stagione scorsa e ha totalizzato 39 presenze, 42 reti e 5 assist.
Segue a ruota un altro pilastro, Simone Montaldi, alla prima stagione giocata per intera nell’Olympic, la stagione della sua definitiva consacrazione. Quando è stato assente l’Olympic non era la stessa. Per lui 41 presenze, 55 gol e 17 assist.
In ordine di presenze segue a ruota Emiliano Belli, vero cuore pulsante della squadra, fondamentale per la vittoria nelle Challenge Cup 5 e prezioso e commovente nelle sue panchine alla Longarina quando la società lo ha chiamato come numero 12. Emiliano ha totalizzato 17 presenze.
A 16 presenze (confortate da 12 gol e 8 assist) troviamo invece Fabrizio Formiconi che dopo metà stagione da protagonista ha dovuto abbandonare i compagni per un bruttissimo infortunio accadutogli durante uno stage a gennaio. E da quel giorno la squadra ha cominciato a cercare un sostituto con scarsa fortuna perché di Formiconi ce n’è solo uno. Il suo rientro è previsto in ottobre.
Tra gli esordienti assoluti in questa stagione troviamo Stefano Romagnoli (7 gare, 7 gol, 1 assist), un difensore che si è sempre impegnato e che ha imparato ad amare l’Olympic come un veterano. Giocatore apprezzatissimo dalla società.
A quota 7 presenze troviamo anche Alessandro Santolamazza che dopo un anno sabbatico è tornato per una primavera in un certo senso da protagonista. Il suo futuro è incerto, probabilmente lontano da Roma e dall’Olympic ma non è mai detta l’ultima parola per il co fondatore della squadra.
A quota 4 partite troviamo Tarallo (per lui anche 3 reti), giocatore che torna sempre utile in caso di necessità ma sul cui futuro in questa squadra poniamo forti dubbi. 4 partite (con 1 rete e la bellezza di 4 assist) anche per Pierluigi Ciardi, un elemento di sicura affidabilità, sempre pronto a dare una mano all’Olympic, anche last minute. Di lui ci ha stupito l’immediato amore per la maglia gialloblù, sentimento che non può passare inosservato e che gli permetterà di ritagliarsi uno spazio nell’Olympic.
Un altro elemento che ha letteralmente strabiliato per l’immediato attaccamento alla maglia è Valerio Collu, giocatore di caratura tecnica eccellente che ha esordito nel Torneo Lido di Roma in cui ha totalizzato 3 presenze, 6 reti e 2 assist prima di infortunarsi seriamente. Su di lui la società punta fortissimo per la prossima stagione.
3 presenze anche per Leonida Aschettino: il suo ritorno a sorpresa è stata una chicca di questo finale di stagione anche se poi abbiamo dovuto fare i conti con la sua fragilità muscolare. Anche per lui c’è stato un finale di stagione anticipato a causa di un infortunio prima del quale aveva segnato 1 gol.
In chiusura gli elementi che hanno giocato una o poche partite. Su tutti Simone Trombetti, per lui 3 presenze e 1 gol e tanto encomiabile impegno. Segue Edoardo Rencricca (2 presenze), Matteo Rencricca (2 gare anche per lui), Francesco Sforza (1 presenza e 3 gol), Marco Guerra (1 gara, 1 rete), Gianluca Bisogno e Francesco Tani (1 gara a testa).
Ricordiamo anche i giocatori che hanno partecipato solo agli stage senza mai essere convocati per impegni ufficiali: Emanuele Maiozzi, Fabio Petecchia, Alberto Petecchia, Andrea Musumeci, Fabrizio Di Pietro, Marco Di Biase, Daniele Rossi, Marco Taricone e Leonardo Del Re. A loro un sentito ringraziamento.

INFINE UN ENORME GRAZIE A TUTTI I TIFOSI CHE CI HANNO SOSTENUTO. IL VOSTRO CALORE CI E’ ARRIVATO FORTE E DRITTO AL CUORE!

Stasera in campo per la finale

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Stasera finisce la stagione, può terminare in trionfo o in delusione, sta all’Olympic.
Alle ore 20.50 Olympic e Blockbuster si affrontano per la finale di Europa League. Sembra che Collu possa disputare qualche scampolo di gara mentre al centro della difesa dopo il forfait di Aversa giocherà l’esordiente Marco Licausi.
E’ un’azzardo, un rischio ma questo torneo per i gialloblù è stato un susseguirsi di imprevisti, infortuni, rischi e casualità. Una in più non fa differenza. Per questa finale tornerà anche Alessandro Ciuffa che dopo aver giocato in inverno nell’Apertura e aver aiutato la squadra in finale di Challenge Cup 6 vestirà di nuovo la maglia dell’Olympic.

Ecco i convocati:

1. PERRONE
4. CIUFFA A.
3. COLLU
6. LICAUSI
19. CASERTA
8. RUGGERI
10. FORMICA
9. FANTINI

Olympic – Blockbuster Village 5-8

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Marco Guerra strizza la sua prima, sudatissima, maglia gialloblù
Marco Guerra strizza la sua prima, sudatissima, maglia gialloblù

MERCOLEDI’ 17 LUGLIO 2013, ORE 22.15
STADIO LONGARINA, VII TORNEO LIDO DI ROMA, EUROPA LEAGUE, III GIORNATA
GARA 831
OLYMPIC 2000 – BLOCKBUSTER VILLAGE
5-8 (2-5)

MARCATORI: 2 FORMICA, 1 FANTINI, 1 GUERRA, 1 TARALLO
MIGLIORE IN CAMPO: FORMICA

Obiettivo centrato. L’Olympic è uscita da questo trappolone dell’ultima giornata del girone di Europa League senza infortuni (tranne quello di Tarallo che però non era stato convocato per la finale di domani) e con l’orgoglio intatto.
Si temeva un’imbarcata di quelle storiche visto che i gialloblù dovevano rinunciare a sette titolari ed erano dovuti ricorrere a tre outsider per comporre la squadra invece, nonostante la sconfitta comunque meritata, la squadra ha saputo combattere, ha giocato con piglio e non ha rovinato sotto i colpi della ben più giovane formazione avversaria.
Non illudiamoci comunque che il Blockbuster sia quello visto ieri sera perché abbiamo avuto la netta impressione che anche i blu avversari si siano voluti “nascondere” molto similmente a quanto fatto dall’Olympic che però vi era stata costretta dalle tante assenze.
L’Olympic ha avuto una partenza molto buona con Tarallo difensore e playmaker centrale, l’esordiente Guerra a sinistra, Formica a destra e Fantini al centro. L’esperto centrocampista campano realizzava l’1 a 0 con un bel sinistro ma gli avversari si portavano presto in vantaggio. Poi Tarallo si faceva male confermando la tragica tradizione di questo torneo e proprio come era successo con Aschettino e Collu doveva abbandonare la contesa definitivamente.
Entrava Trombetti il cui innesto non scombinava di molto lo scacchiere gialloblù che però chiudeva la frazione in svantaggio per 5 a 2.
Nella ripresa il Blockbuster sfruttava le lacune atletiche dell’Olympic e confermava l’andamento del primo tempo ma mai in tutto il match si è avuto l’impressione di un’Olympic arrendevole né in balia degli avversari.
Di questo incontro teniamo da parte il carattere che in questo torneo c’è stato sempre a prescindere da chi scendeva in campo, teniamo l’allenamento senza infortuni per i tre titolari, teniamo anche le buone prove di Guerra e Trombetti che nella prossima stagione saranno ancora considerati ottimi gregari.
E ora la finale, l’ultima partita della stagione, quella che potrebbe portare i nostri a toccare il cielo con un dito.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.
Tante parate, un erroraccio sul secondo gol del Blockbuster e in generale tanta attenzione a non farsi male.

TARALLO: 6
Dopo la fase di preparazione al torneo era stato accantonato per favorire l’ingresso in squadra dei nuovi giocatori come Ruggeri e Collu. Al momento del bisogno risponde presente alla chiamata, gioca un buon scampolo di gara come difensore centrale e segna l’1 a 0 sugli sviluppi di una punizione battuta da Formica. Poi l’infortunio alla caviglia e il saluto, chissà, alla prossima stagione.

GUERRA: 6
Il 9 febbraio scorso aveva debuttato in gialloblù in uno stage ed aveva destato una buona impressione poi confermata ieri sera. Ordinato, diligente, preciso, non ha piedi eccelsi ma fa cose semplici e ha carattere per costruirsi un suo piccolo spazio in questa squadra, se vorrà. Nella ripresa si divora un gol ma ne fa uno su assist di Fantini che corona il suo esordio in gare ufficiali.

TROMBETTI: 6
Alla terza presenza stagionale si vede che la sua forma atletica finalmente è sufficiente per giocare a questi livelli, purtroppo il forfait di Tarallo lo costringe a giocare per 35 minuti circa di seguito e arriva esausto al traguardo. Ammiriamo la sua dedizione per questa maglia.

FORMICA: 6+
Per la seconda volta consecutiva migliore in campo per l’Olympic. Ha grandissima voglia di dimostrare il suo valore e ci riesce confezionando un assist e segnando una doppietta, impresa non facile in una serata come questa. Devastante la sua azione personale in occasione del suo secondo gol

FANTINI: 6
Serata da ricordare per il suo gol numero 219 in gare ufficiali, rete che gli permette di agganciare Stefano Tagliaferri al secondo posto dei bomber gialloblù di tutti i tempi e di cominciare la battaglia tra calciatori in attività con Rencricca. Suo anche l’assist per Guerra.

Stasera in campo

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Primo obiettivo: permettere ai tre titolari di prepararsi per la sfida di venerdì.
Secondo obiettivo: evitare figuracce

Questi sono i target che l’Olympic cercherà di raggiungere stasera perché lo sappiamo, la partita di oggi non conta nulla ai fini dell’accesso in finale ma tutti gli incontri hanno la loro importanza e vanno onorati.

Ci aspettiamo qualcosa in più da tre titolari ma gli altri tre giocatori dovranno far vedere di che pasta sono fatti e dimostrare di poter dare qualcosa all’Olympic in questi momenti difficili.
Sappiamo che i giocatori non sono oggetti e che non si può spremere da loro motivazioni a fine luglio come fossero pesche mature ma vediamo cosa accadrà.

Ecco la formazione gialloblù per la sfida contro il Blockbuster Village (ore 21.50, Longarina):

1. PERRONE
4. TARALLO
7. GUERRA
10. FORMICA
11. TROMBETTI
9. FANTINI

La squadra è fatta

Squadra fatta per la prima delle due sfide contro il Blockbuster Village, quella che concluderà il girone eliminatorio di Europa League e il cui risultato, lo ricordiamo, è ininfluente ai fini dell’accesso in finale che l’Olympic ha guadagnato nelle prime due giornate battendo Mo’viola e Svezia.
I titolari Perrone, Formica e Fantini saranno affiancati da Filiberto Tarallo, Marco Guerra e Simone Trombetti.

Tarallo in questa stagione ha collezionato 3 presenze in amichevole e 1 in stage segnando due gol in entrambi gli ambiti.
Simone Trombetti ha giocato 1 gara nel Torneo di Apertura (con un gol al Mo’viola), 1 in amichevole e 2 negli stage (con 2 gol).
Infine Marco Guerra che sarà all’esordio e che abbiamo visti all’opera in uno stage in cui realizzò una doppietta.

In questa squadra non ci saranno difensori di ruolo quindi l’Olympic improvviserà una formazione con molto probabilmente Tarallo al centro e Formica a destra.

La settimana santa

La settimana “santa” è arrivata: questi saranno gli ultimi sei giorni della stagione 2012/13.
Mercoledì 17, alle ore 22, si giocherà l’ultima giornata del girone di Europa League e l’Olympic affronterà il Blockbuster Village. Due giorni dopo, venerdì 19 alle ore 21, stessa sfida ma con in palio l’Europa League stessa!
Mercoledì i gialloblù giocheranno con una formazione più coperta: mancheranno Caserta, Rencricca, Ruggeri, Caserta e Montaldi mentre giocheranno Perrone, Formica e Fantini accompagnati da elementi che finora abbiamo visto poco o nulla.
Per la finale invece torneranno Caserta e Ruggeri e sarà un’Olympic più vicina a quella che ha guadagnato la finale contro Mo’viola e Svezia.
Ulteriori dettagli nei prossimi aggiornamenti.

Come al solito

Non ci stupiamo di nulla: l’Olympic anche per le ultime due partite della stagione dovrà fare a meno di tanti giocatori, autentici pilastri della squadra e non semplici gregari.
I prossimi appuntamenti della squadra saranno mercoledì 17 luglio alle ore 22 contro il Blockbuster Village per la terza giornata del girone eliminatorio di Europa League. Il risultato come sapete è ininfluente perchè l’Olympic è matematicamente qualificata per la finale del 19 luglio, stavolta, in una gara vera e difficilissima contro lo stesso Blockbuster Village.

Da oggi questo sito va in modalità “silenziosa” e non ci saranno aggiornamenti sulla formazione. Il traguardo è importante!

Olympic 2000 – Svezia 10-9

Un abbraccio vale più di mille parole
Un abbraccio vale più di mille parole
Si vince fuori e dentro il campo
Si vince fuori e dentro il campo
Simone, che emozione!
Simone, che emozione!

MERCOLEDI’ 10 LUGLIO 2013, ORE 22.15
STADIO LONGARINA, VII TORNEO LIDO DI ROMA, EUROPA LEAGUE, II GIORNATA
GARA 830
SVEZIA TWENTE PAINTS – OLYMPIC 2000
9-10 (4-6)

MARCATORI: 3 FORMICA, 2 FANTINI, 2 MONTALDI, 2 RUGGERI, 1 CASERTA
MIGLIORE IN CAMPO: FORMICA

Una partita in un attimo, un battito di ciglia, l’istante in cui l’arbitro emette il primo dei tre fischi finali, Perrone e Montaldi si guardano, c’è un momento di inconsapevolezza, poi un barlume simultaneo colpisce i due e gli fa capire che si, l’Olympic è in finale di Europa League.
E’ stata una partita epica, da consegnare agli annali, da conservare nel cuore come tante altre in questo torneo che sta vedendo l’Olympic protagonista. I gialloblù perdono pezzi a ogni incontro, giocano con tantissime difficoltà eppure anche stavolta hanno scavato in fondo al loro cuore e trovato quelle energie per battere il proprio avversario all’ultimo secondo.
E’ stato un match molto simile a quello contro il Mo’viola. C’è stato il momento delle convocazioni, difficoltose come al solito con Rencricca indisponibile, Aschettino ancora out dopo l’infortunio della settimana scorsa e Santolamazza che dava forfait in mattinata per un brutto mal di schiena. Praticamente tutta la difesa era fuori come per un virus che colpiva un singolo reparto. Restava un’unica cosa da fare, mettere Montaldi al centro della difesa, il rientrante Caserta a sinistra e Formica adattato a destra e poi sperare nell’impresa di carattere.
Solo che di fronte c’era la Svezia, non una squadra qualunque, un avversario che ci sarà un motivo per cui ci ha battuti 19 volte nei precedenti 28 incontri.
E poi dopo una giornata di attesa febbrile è arrivato il momento della partita. Palla al centro per il sorteggio con Montaldi investito per una sera dei gradi capitano. Lui, l’ex più fresco di una partita di ex, il giocatore che per situazioni contingenti era chiamato a dare qualcosa di più, vuoi per la mancanza di difensori, vuoi perché quella maglia dorata l’ha indossata decine di volte.
Si parte e di fronte trovi la storia del calcio a 5: Gianluca, Fabio e Marco Atzeni e sorpresa dell’ultimo minuto l’ex che non ti aspetti: Marco Civita, da tempo lontano dal calcio ma con 19 presenze in gialloblù tra il 1999 e il 2000.
L’Olympic però non si è fatta emozionare da cotanto avversario e ha segnato per prima grazie al Mimmo Maravilla, che mancava dal 21 maggio e si è fatto subito perdonare con la prima serpentina della sua partita.
Poi la Svezia ha pareggiato ma il primo tempo è stato quasi e solo un monologo gialloblù con i giocatori che si dividevano equamente la parte del protagonista. C’è stato anche tanto nervosismo, come ci si poteva aspettare da un derby, e l’arbitro ha avuto il suo bel da fare per calmare gli animi fino a che non ha ritenuto opportuno allontanare tutta la panchina dell’Olympic, piena di elementi non autorizzati tra cui un esagitato e accorato Collu.
Nei primi venticinque minuti di battaglia l’Olympic ha saputo portarsi avanti fino al 5 a 1 che è diventato 5 a 4 quando la squadra ha avuto un crollo atletico ma che pochissimo prima dell’intervallo si è trasformato in 6 a 4 grazie ad un pregevole tiro libero di Fabio Formica.
Poi la ripresa che è stata ancora più vivace ed emozionante del primo tempo. La Svezia accorciava immediatamente le distanze, poi pareggiava ma ogni volta che gli avversari raggiungevano il pareggio una scintilla di vitalità permetteva ai nostri di portarsi in avanti. E’ successo per il 7 a 6, per l’8 a 7 e per il 9 a 8. Ogni volta sembrava che la Svezia fosse abbattuta eppure arrivava anche il 9 a 9, la rete di Fabio Atzeni a due minuti dalla fine, il gol che non solo allontanava il sogno finale dell’Olympic ma che faceva pensare ad un crollo psicologico e fisico dei nostri e ad una immeritata sconfitta dopo che la squadra aveva meritato di stare sopra fino a quel momento.
Invece al minuto numero quarantotto l’Olympic trovava per la terza volta consecutiva nelle ultime tre partite la forza per uccidere sportivamente l’avversario: Formica completava la sua serata da sogno involandosi verso il portiere che commetteva fallo. Lo stesso numero 10 gialloblù si sistemava la palla per la punizione da fuori area e il resto è storia.
Il missile abbatteva la fortezza della Svezia bucando la rete, poco dopo l’arbitro emetteva quei magnifici tre fischi e ci riportava alla scena quasi onirica raccontata all’inizio di questo articolo.
Subito dopo abbracci a non finire e già si cominciava a sognare la finale resa possibile dalla sconfitta del Mo’viola che perdendo contro il Blockbuster consegnava in un colpo solo le chiavi dell’atto conclusivo di Europa League all’Olympic e allo stesso Blockbuster.
L’immediato futuro ora ci riserva un antipasto della finale mercoledì 17 luglio: l’ultima gara del girone, ininfluente, da giocare contro il Blockbuster. Poi, due giorni dopo, la finale vera e propria in cui l’Olympic non potrà contare su mezza squadra.
Potrà invece contare sul grande cuore gialloblù che in questo torneo c’è stato sempre, a prescindere da chi ha giocato. Questa squadra è nata la sera della pesante sconfitta contro la Lidense. Quella sera l’Olympic non aveva smesso di correre nemmeno sotto di nove gol e questa esperienza l’ha portata con se meritando il pareggio allo scadere contro il Blockbuster nel girone e andando a vincere partite storiche contro Mo’viola e Svezia.
E ora la storia ci aspetta, un altro piccolo sforzo e si va in Paradiso.

PAGELLE

PERRONE: 7
Partita da far tremare le ginocchia contro avversari che sono stati compagni per tanto tempo e di cui si conosce a forza, l’esperienza e soprattutto i danni che possono fare con un pallone tra i piedi. Eppure il portiere gialloblù non trema, non è perfetto come contro il Mo’viola ma gioca una gran partita e distribuisce equamente tra primo e secondo tempo le parate che risulteranno decisive. Poco prima del fischio finale toglie dalla rete un tiro a giro di Gianluca Atzeni.

MONTALDI: 7.5 cap.
Presenza numero 83 e prima da capitano, un onore riservato a pochi ma che lui ha meritato non solo perché questa era una partita speciale per lui ma soprattutto come coronamento di una stagione in cui è diventato un punto fermo della squadra sia a livello tecnico che a livello morale. In campo ha offerto una prestazione monstre giocando cinquanta minuti da difensore centrale fisso con sacrificio e concentrazione. Ha segnato una doppietta e offerto a Ruggeri un assist al bacio e il fischio finale ha sancito la sua serata perfetta. Purtroppo non potrà giocare la finale per motivi personali ma questo torneo e questo traguardo portano la sua firma in calce.

FORMICA: 8
Avevamo puntato su di lui come probabile risolutore di questa specie di semifinale e avevamo avuto ragione. Il gol della vittoria a due minuti dalla fine è solo la punta dell’iceberg della sua prova in cui ha segnato una tripletta ma soprattutto ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere nelle ultime uscite. Il ruolo di esterno destro gli calza come un vestito perfetto. Da quella posizione è riuscito a difendere con grande dedizione e ripartire facendo danni ingenti alla difesa avversaria. E’ stato tra i più nervosi nel primo tempo ma nella ripresa ha saputo subire con pazienza i falli avversari e punire la Svezia con una punizione perfetta.

CASERTA: 7.5
Il Mimmo Maravilla dopo 49 giorni di assenza ha saputo tornare dal cono d’ombra in cui si era infilato e ha ricordato a tutti quanto può essere importante per l’Olympic. Non ha avuto grande concentrazione in fase difensiva ma dal centrocampo in su è stato una spina costante nel fianco della Svezia che già aveva punito con due gol nel 2011 senza però riuscire ad uscire vittorioso dal campo. Ieri ha segnato l’1 a 0 e poi ha confezionato due assist nel suo stile. Dopo la finale di Europa League che vinse quasi da solo due anni fa riuscirà a regalare all’Olympic un’altra gioia?

RUGGERI: 7.5
La Tempesta Perfetta che si abbate sulla Svezia: comincia con un assist da calcio d’angolo per Fantini, prosegue con un gol e finisce con una gemma di infinita bellezza che poteva essere il gol vittoria. Non lo è stato perché la Svezia poco dopo segnava il suo ultimo gol della serata ma quel pallonetto al volo, scagliato in corsa, che è finito sotto il sette rimane una delle reti più belle di questa stagione gialloblù. Ancora decisivo, Alex è una delle grandi rivelazioni di questa annata.

FANTINI: 7.5
Partita di grande sacrificio perché la Svezia ha un solo schema: il playmaker da il via all’azione e si incunea nell’area gialloblù in attesa del passaggio di ritorno quindi Andrea ha dovuto spesso fare metri a rincorrere il suo diretto avversario, una cosa che non gli capita di rado. Invece lui l’ha fatto spesso con buoni risultati e oltre a questo lavoro ha trovato il modo di segnare una doppietta. In finale lui e Perrone saranno gli unici superstiti tra i veterani gialloblù, una grandissima responsabilità.