OLYMPIC 1989 F.C. – MO’VIOLA 8-6

MARTEDÌ 9 GENNAIO 2024, ORE 21.30

HONEY SPORT CITY

GARA 1246

CAPO FIVE LEAGUE 2023/24, XII GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – MO’VIOLA

8-6 (4-4)

MARCATORI: 5 MONTALDI, 1 FORMICONI, 1 MANONI, 1 PIZZONI

Cominciate la lettura di questo articolo guardando bene i dettagli della foto in alto. Guardate i volti dei sei ragazzi che hanno affrontato il Mo’viola e apprezzatene i segni della stanchezza, in alcuni della sofferenza, in tutti della felicità e della soddisfazione. La partita numero 125 della storia tra Olympic e Mo’viola l’hanno vinta i gialloblù: da qualche tempo, da molti anni in realtà, questa partita non può più essere considerata un derby perchè tra le file viola mancano quei volti che hanno reso famosa questa formazione e acceso un match dalla grande tradizione. C’è rimasto solo Gianmaria Santoro a sventolare orgoglioso il vessillo viola mentre i vari Corradini, Diamanti, Verdesca e forse anche Rossi, hanno concluso la loro carriera. Come si può considerare un derby una sfida contro persone di cui a mala pena conosci il cognome? Certo, le maglie raccontano la loro storia e sotto questo profilo vedere in campo gialloblù e viola è sempre un’emozione.

Ha fatto freddo per tutto il giorno ad Acilia poi nel tardo pomeriggio è arrivata la pioggia che ha alzato la temperatura e alzato l’umidità. Arrivava anche il classico forfait delle ore 18: stavolta alzava bandiera bianca Rosario Palazzo, colpito duro dall’influenza che sta imperversando. In campo scendevano Perrone, Formiconi, Manoni, Pizzoni, Montaldi e Frabetti che cominciavano bene andando in vantaggio con Montaldi ma poi il primo tempo viveva di alti e di bassi per la nostra squadra. La storia era la solita, l’Olympic giocava, costruiva, tracciava geometrie e poi non concludeva. Gli avversari buttavano la palla avanti, sfruttavano l’abilità di uno o più giocatori di classe e segnavano i gol che portavano l’intervallo a chiudersi sul 4 a 4 con due vantaggi alternati per parte, l’1 a 0 e il 3 a 2 per Perrone e compagni, l’1 a 2 e il 3 a 4 per la compagine guidata da Santoro.

Si ricominciava con il gol del 5 a 4 firmato da Montaldi ma al quarantunesimo il Mo’viola pareggiava e al quarantatreesimo passava in vantaggio con l’indiavolato Demarin. Sette minuti alla fine, il velo della disperazione in agguato sui nostri, Perrone che chiamava i suoi allo sforzo finale, Pizzoni che con sguardo sicuro metteva la palla a centrocampo e la sfortuna lì, pronta ad aumentare il coefficiente di difficoltà. Prima Manoni e poi Frabetti si facevano male: si cominciava a parlare di Perrone in campo e Manoni in porta ma poi i due acciaccati stingevano i denti e si davano il cambio vicendevolmente finchè ne avevano in una strana gara a chi nascondeva meglio le proprie noie muscolari.

A tre dalla fine Montaldi pareggiava e qui si apriva il momento più delicato perchè si poteva vincere e si poteva perdere. In altri momenti la nostra squadra avrebbe subito l’imbarcata sbilanciandosi alla ricerca di gol invece l’Olmypic ha mantenuto equilibrio e ha gestito bene le forze lì dove le forze non c’erano. Al minuto 48 Montaldi Montaldi sfondava la porta con un tiro fenomenale e quando il Mo’viola si riversava in attacco alla ricerca del gol Pizzoni la puniva con una rete beffarda, quella della sicurezza.

Finiva 8 a 6: i nostri erano felicissimi e si abbracciavano e sorridevano per una vittoria che mancava da troppo tempo, addirittura dalla gara di andata che si giocò l’8 novembre scorso, ben due mesi fa. Se sia stato l’inizio di un nuovo periodo per l’Olympic non possiamo saperlo ma nel giorno della morte del mitico Franz Beckenbauer (rimasto nella storia per aver giocato quella straordinaria partita in Messico con il braccio mezzo lussato fasciato al petto) non possiamo che elogiare chi è rimasto in campo nonostante il dolore pulsante, chi è ha lottato per questa vittoria, chi ha gioito per questi fantastici e indimenticabili cinquanta minuti.

PAGELLE

PERRONE: 7 capitano

Nel secondo tempo chiude la porta a chiave con interventi istintivi e un buon posizionamento su punizioni e calcio d’angolo. In particolare, quando ancora il Mo’viola conduce per 5 a 6, compie due interventi buttandosi con la faccia sui piedi di un attaccante che con il senno di poi valgono come un gol segnato.

MANONI: 7

Roberto mostra una grinta e una sicurezza che farebbero sembrare un agnellino un barbaro visigoto durante il Sacco di Roma. Ha segnato il suo nono gol in gare ufficiali con la maglia dell’Olympic ma a noi rimarrà per sempre nella memoria il suo sacrificio nel rimanere in campo dopo l’infortunio.

FORMICONI: 7

La coppia Rencricca/Formiconi è quella più affiatata e presente della storia gialloblù ma quella tra Fabrizio e Roberto è altrettanto sicura, affidabile e tatticamente duttile. Per il numero 5 dell’Olympic è stato un primo tempo complicato perchè i duelli con Tekya e Demarin sono impegnativi ma Formiconi cresce alla distanza, segna un gol e chiude in un crescendo atletico sorprendente.

PIZZONI: 7

La presenza numero 103 permette al nostro Sandro di superare Guarino e di insediarsi al quindicesimo posto della classifica presenze di tutti i tempi dell’Olympic. Ma ridurre la prestazione di Pizzoni ad un mero dato statistico sarebbe ingeneroso per lui che per cinquanta minuti ha battagliato offrendo supporto difensivo a Manoni e Formiconi e sponde a Montaldi e Frabetti in attacco. Come faremmo senza il nostro numero 8 a 360 gradi?

MONTALDI: 8

La pioggia che bagna l’Honey è solo una leggera annafiatina alla piante rispetto all’uragano che Simone scatena sul Mo’viola e sul povero portiere Rettig. Sembrava che SM7 ieri sera giocasse con un joystick della Playstation che gli permetteva di tirare e poi indirizzare la palla verso il punto più lontano dalle mani del portiere viola. Ne ha fatti cinque così e ora nella classifica marcatori di tutti i tempi in gare ufficiali ne conta 226 con Fantini nel mirino a 37 reti di distanza. Sono tantissime ma il Montaldi di questa stagione è di un altro pianeta.

FRABETTI: 7

Anche Daniele ieri pomeriggio era ad un passo dal forfait a causa di vicende familiari ma un qualcosa dentro di lui gli ha suggerito di tenere duro e venire al campo ad aiutare i compagni di squadra. Quello stesso qualcosa l’ha sorretto anche quando le gambe non giravano più e quando i muscoli hanno ceduto e alla fine quel qualcosa gli ha permesso di concludere la partita in crescendo dimostrandosi fondamentale per la gestione del pallone e nel ruolo di rifinitore. Non ha segnato ma ha fornito due assist a Montaldi. Un Frabetti così sarebbe prezioso anche in coppa.

Lascia un commento