OLYMPIC 1989 F.C. – OTTICA VISTA CHIARA 4-2

Formica scaglia un tiro verso la porta avversaria nel primo tempo

MARTEDI’ 8 GENNAIO 2019, ORE 20.40

ESCHILO 2

GARA #1085

IX WINTER CUP CHAMPIONS LEAGUE, V GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – OTTICA VISTA CHIARA

4-2 (2-1)

MARCATORI: 3 RUGGERI, 1 FORMICA

Abbiamo finito gli aggettivi per questa Olympic che si sta meritando i complimenti dei tifosi e degli addetti ai lavori a suon di grandi prestazioni e vittorie. Non vogliamo rischiare di montarci la testa ma questa squadra sta stupendo tutto per forza tecnica, bravura dei singoli ma soprattutto per la sua capacità di soffrire degna di una formazione provinciale in lotta per non retrocedere.

Si era detto a inizio stagione, per vincere ci volevano piedi buoni ma anche una buona testa, concentrata ma anche umile perchè le grandi squadre sono tali quando riescono a comportarsi da piccole nelle situazioni di difficoltà e l’Olympic lo sta facendo. Di fronte ieri c’era l’ennesima squadra accreditata per il titolo di una Champions League ricca di formazioni titolate e attrezzatissime.

Per due volte l’Ottica Vista Chiara ha infranto i sogni dell’Olympic nel recente passato ma i gialloblu sono scesi in campo senza timori reverenziali schierando per la terza volta consecutiva Perrone, Rencricca, Attili, Montaldi, Patacconi, Formica e Ruggeri. Erano i nostri a passare in vantaggio grazie ad un gol in mischia del solito Ruggeri ma l’Ottica pareggiava rubando palla sulla trequarti e trafiggendo Perrone. Ruggeri però incontenibile e dopo aver severamente impegnato il fortissimo portiere avversario lo beffava involandosi in contropiede e superandolo con un morbido pallonetto a fil di traversa.

Nella ripresa l’Ottica costringeva l’Olympic nella sua metà campo. I nostri non riuscivano ad orchestrare il gioco ma soffrivano con intelligenza, rischiando poco, come un naufragato nella tempesta, con il naso a filo d’acqua, lottando contro le onde. La boccata d’ossigeno risolutiva era una palla strappata nella nostra metà campo da Patacconi: il numero 9 gialloblu era troppo lento per concludere a rete ma guadagnava un calcio di punizione che Formica trasformava in un missile che si spegneva sotto il sette e che valeva il 3 a 1.

Incamerato il doppio vantaggio l’Olympic giocava con una maggiore tranquillità pur subendo la rete del 3 a 2 ma arrivando alla fase finale del match senza correre grandi rischi e sfiorando la quarta marcatura con Ruggeri, Patacconi e Formica. Il gol della sicurezza arrivava proprio nell’ultimo minuto di gioco: Perrone catturava una palla vagante nella sua area e serviva immediatamente Ruggeri che da quasi da centrocampo trovava la porta avversaria indifesa visto che il portiere avversario si era aggiunto ai compagni alla ricerca del pareggio.

La squadra si abbracciava, l’arbitro fischiava e decretava la quarta vittoria su cinque partite di Champions League, un risultato davvero buono e che farebbe esaltare i cuori facili all’entusiasmo. Da queste pagine però abbiamo il dovere di provare a fare i pompieri e spegnere questo entusiasmo. ancora una volta abbiamo trovato una vittoria vittima dello spirito umile e del sacrificio e l’esaltazione è il miglior killer di queste doti.

Pensare ad una finale, ad una semifinale e anche ad un quarto di finale è sbagliatissimo. Bisogna pensare al prossimo passo, al derby con il Mo’viola perchè, a rischio di essere retorici e rutilanti, la partita più importante è la prossima.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 capitano

Il capitano pare in scioltezza e dà sicurezza, bloccando tiri insidiosi a terra o deviando i pochi tiri da fuori area in angolo. Peccato solo veda in ritardo il tiro che vale all’Ottica la rete dell’1 a 1. Nel finale serve a Ruggeri l’assist che il bomber trasforma nel mega pallonetto del 4 a 2.

RENCRICCA A. : 7

Spalleggiato da due corazzieri del calibro di Montaldi e Attili può tranquillamente assumere il ruolo di Ministro della Difesa chiudendo tutti i varchi e gli accessi ai vari migranti che premono ai confini. Si concede poche avanzate ma anticipa e contrasta chiunque passi dalle sue parti dimostrandosi più intransigente di Salvini.

ATTILI: 6.5

Più insuperabile del Muro di Berlino, più tosto di Nesta e Stam messi insieme, più rognoso di una pattuglia della polizia sull’Aurelia. Gli avversari vanno a casa a piedi per evitare che Giordano gli tolga anche la patente.

MONTALDI: 6.5

Lavoro oscuro quello del numero 7, di supporto, di equilibrio, nell’ombra a dare una mano e pazienza se non arrivano gol, assist e relativa gloria. In queste ultime apparizioni ci sembra il Formiconi vecchia maniera, quello che si vedeva poco ma dava tanto. Serata statisticamente importante, insieme a Ruggeri arriva a quota 191 presenze e si attesta all’undicesimo posto della classifica insieme al bomber tedesco, a Belli e a Tarallo.

PATACCONI: 6+

Serata di grande fatica per il numero 9 di Albano: gli avversari sono nettamente più veloci e lui non riesce a metterseli alle spalle ed è un peccato perchè in tre occasioni ruba palla e si invola tutto solo verso il portiere avversario venendo però recuperato. Il suo apporto però è comunque decisivo perchè in una di queste fughe ottiene una punizione che Formica trasforma nel gol del 3 a 1.

FORMICA: 7

Da ieri è lo “straniero” più presente di sempre nella storia dell’Olympic avendo superato Santolamazza, da ieri è ottavo  nella classifica presenze di tutti i tempi e lo ha raggiunto questi traguardi in una serata in cui trova una punizione gioiello per potenza e precisione. Il portiere dell’Ottica può solo inchinarsi e fare i complimenti.

RUGGERI: 7.5

Un’altra prestazione da top player nella stagione della definitiva consacrazione: segna un gol in mischia, uno in pallonetto dal limite, un altro con una parabola da centrocampo resistendo a tre avversari. A lui diciamo le stesse cose che diciamo alla squadra: la prossima partita è quella più importante, il prossimo obiettivo è tra una settimana: piedi per terra e avanti così!

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