MERCOLEDI’ 15 GENNAIO 2014, ORE 22.15
LONGARINA
GARA 856
TORNEO APERTURA, VIII GIORNATA
CHE NE SO – OLYMPIC 2000
4-17 (8-0)
MARCATORI: 3 RUGGERI, 1 FORMICA
Sballottata da chicchessia sul finir del 2013 l’Olympic ha pensato bene di inaugurare l’attività ufficiale del 2014 con la settima sconfitta su otto gare giocate al torneo di Apertura. Stavolta è stata un’autentica disfatta durante la quale i gialloblù sono riusciti a rimanere in gara solo nei primissimi minuti del primo tempo prima di subire la prima rete e nei primi minuti della ripresa quando arrivava la mini reazione firmata da Alexander Ruggeri.
Che si può dire di una partita terminata 4 a 17 a favore dei nostri avversari? Possiamo cominciare ad elencare i tanti indisponibili per questa partita, tutta gente di un certo calibro come Montaldi, Collu, Li Causi e Fantini. I primi tre erano infortunati mentre il numero 9 gialloblù aveva rimediato un cartellino rosso nell’ultima gara del 2013. In campo invece scendevano Perrone, Rencricca, l’influenzatissimo Romagnoli, Ruggeri, Formica, l’esordiente di primo pelo Olivieri e Formiconi che a piccoli passi sta rivestendo una maglia che nell’ultimo anno i tifosi gialloblù hanno rimpianto a lungo.
Il Che ne so è forte, davvero, gioca un calcio totale in cui tutti fanno tutti e la tecnica e la tattica sono espressi ai massimi livelli. Riconosciuto questo l’Olympic che si è trovata di fronte è stata a dir poco disarmante e non ci voleva il calcio totale per cannoneggiare la porta di Perrone, solo semplici triangoli e un po’ di pazienza e la fragile difesa gialloblù crollava come un castello di sabbia sotto le onde del mare.
Il tabellone all’intervallo era impietoso: 0-8. Le facce dei giocatori dell’Olympic avevano perso grinta, un po’ come se questa tempesta fosse prevista, se non ci si potesse fare nulla per fermarla. Un po’ come se la squadra avesse mollato ogni speranza per questo torneo per puntare tutto sul Marakaibo. Sarebbe brutto perché scendere in campo senza voglia di riscatto nonostante le difficoltà alla lunga porta negatività che possono disintegrare qualsiasi spogliatoio di qualsiasi squadra.
A inizio ripresa la moribonda Olympic ha avuto qualche sussulto rima di ricadere nel come profondo e allora sono arrivati i due gol di Ruggeri, entrambi su assist di Olivieri, e il gol di Formica. Poi la tempesta si è scatenata di nuovo e non abbiamo spento la tv solo perché nel finale è entrato Fabrizio “last hope” Formiconi che ci ha fatto sorridere, sperare e quasi esultare per un gol mancato di poco.
Stavolta l’Olympic non ha giocato, è stato evidente, ha semplicemente spento la luce e aspettato che il temporale finisse. E’ un comportamento da vecchia decaduta che non chiede nulla al proprio futuro, è un atteggiamento deprimente, oltre le attenuanti, le assenze e le scuse che si possono trovare. Questo non è giocare a pallone.
PAGELLE
PERRONE: 5 cap.
Diciassette volte finisce con la faccia a terra sull’erba della Longarina. Mohicano svociato.
RENCRICCA A. : 4
Sempre preso in mezzo, spesso fuori posizione e l’espressione dei gatti poco prima di essere investiti.
ROMAGNOLI: 5
Tiene botta più di tutti nonostante l’influenza, si regge alla balaustra saldamente prima di essere portato via dalla corrente dopo un autogol sfortunato.
OLIVIERI: 5
Spaesato in quanto catapultato in una realtà parallela in cui piovono gol a raffica. Lo assolviamo dal disastro generale se non nel voto almeno nelle parole perché era all’esordio assoluto e non poteva fare di più se non partecipare a questa sconfitta simile a poche nella storia gialloblù. Gli auguriamo un nuovo esordio più tranquillo in futuro, una chance che potrebbe essersi guadagnata con quei due assist per Ruggeri a inizio ripresa.
FORMICA: 4.5
L’Olympic sembra un taka taka in cui tutto viene centrifugato senza criterio. In avanti fa qualcosina, un assist e un gol, ma servirebbe un apporto generale maggiore al gioco della squadra, ecco appunto, quale gioco?
RUGGERI: 4.5
La tripletta è buona ed è forse uno dei pochi lati positivi della serata gialloblù però anche qui torniamo al discorso generale: quanto partecipa al gioco difensivo globale? La responsabilità della fragilità difensiva della squadra è da dividere in parti uguali tra tutti i giocatori.
FORMICONI: 6
Sempre più sicuro e disinvolto Fabrizio che in un torneo senza ambizioni né idoli sta diventando per i tifosi l’ultima speranza e motivo di soddisfazione. Nel finale, per pochi minuti, la coppia d’oro difensiva formata da lui e Rencricca viene ricostituit