MERCOLEDI’ 16 MARZO 2011, ORE 20.20
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 688
TORNEO APERTURA 2010/2011, XVII GIORNATA
AUTORICAMBI BERNOCCHI – OLYMPIC 2000
5-5 (3-3)
MARCATORI:
4 FANTINI
1 BISOGNO
IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE
Andare giù, giù, sempre più giù, toccare il fondo e risalire. L’ha fatto l’Olympic, una squadra in piena crisi tecnica e psicologica che negli ultimi tempi aveva perso partite impensabili e offerto prestazioni inenarrabili.
Poi c’è stata la sconfitta del 21 febbraio contro il Centro e dopo il fischio finale il lungo faccia a faccia negli spogliatoi con i giocatori che non avevano abbandonato la Madonnetta fino a che l’ultimo di loro non avesse espresso l’ultima opinione su ciò che non andava.
All’epoca questa resa dei conti poteva apparire come un fortissimo scricchiolio nel già incrinato gruppo gialloblù e invece quella “litigata” tra uomini veri è stato la fine di una discesa che poneva due alternative: raschiare il fondo o risalire.
E la squadra ha scelto l’opzione volendo più ardua perché sarebbe stato tanto facile lasciar perdere senza combattere e avviarsi ad un finale di stagione demoralizzante. Cinque giorni dopo l’Olympic giocò e vinse contro l’X-Box Live un incontro che non poteva dare le risposte che i tifosi aspettavano mentre, paradossalmente, diede migliori risposte la successiva sconfitta del 1 marzo contro il Moviola quando i gialloblù persero dignitosamente giocando a pallone, cosa che fino alla settimana prima la squadra non poteva dire di aver fatto.
Due settimane dopo quella sconfitta e dopo il turno di riposo imposto dal calendario l’Olympic scendeva quindi in campo ieri sera contro gli Autoricambi Bernocchi in un match valido per la diciassettesima giornata di campionato.
Stavolta l’attesa non era molta e nemmeno le aspettative. Gli Autoricambi, nonostante un distacco considerevole dalla quarta in classifica, sono tra le formazioni più in forma del torneo e probabilmente la più accreditata a vincere l’Europa League mentre l’Olympic deve ancora guardarsi dall’insidia rappresentata da Tamarri e Cavalieri di 100 e non è nemmeno sicura di partecipare alla seconda coppa post campionato.
A due giorni dalla partita l’Olympic perdeva Caserta a causa di impegni di lavoro quindi i convocati erano solo sei con Francesco Tani preferito a Sforza e Tagliaferri per affiancare lo zoccolo duro composto da Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno e Fantini.
Ora, non aspettatevi una serata trionfale in lungo e in largo perché ho appena cercato di farvi capire che l’Olympic sta ancora risalendo verso la superficie ma non è ancora riuscita a riempire i polmoni dia aria nuova.
Quella di ieri sera è stata la tipica serata epica gialloblù fatta di capitolazioni e risalite, ricadute e catarsi finale.
Gli Autoricambi sono passati in vantaggio prestissimo e ancor meno tempo hanno impiegato per segnare la seconda rete che avrebbe messo in ginocchio anche una squadra meno in crisi dell’Olympic. In particolare era a dir poco incredibile il fatto che i giallo neri riuscissero costantemente ad attaccare in contropiede quando invece la nostra difesa sarebbe dovuta essere coperta viste le recenti sconfitte.
Una prima reazione arrivava grazie a Fantini che deviava in rete un calcio d’angolo di Bisogno ma era solo una vaga impressione perché poco dopo arrivava il 3 a 1 degli avversari.
Sotto di due gol e su un campo in cui mancavano solo le mangrovie per assomigliare ad una palude equatoriale l’Olympic è stata più forte della sua crisi e dei suoi limiti attuali e anche più forte della pioggia ed è andata al riposo sul risultato di 3 a 3 grazie ad altri due gol di Fantini che ieri ha davvero fatto reparto da solo e che ha saputo sfruttare al Verso la fine della prima frazione giungeva al campo anche Francesco Tani, in ritardo a causa del traffico generato dal nubifragio abbattutosi su Roma. L’arrivo del numero 11 gialloblù era fondamentale per permettere a Fantini e Bisogno di recuperare le energie dissipate nella risaia di Acilia; purtroppo nella prima metà della ripresa gli Autoricambi legittimavano la loro posizione in classifica segnando un altro gol e raddoppiando le distanze grazie ad un calcio di rigore.
A questo punto dobbiamo raccontare solo il climax finale, nell’occasione tutto colorato di giallo e di blu. Rencricca si apriva di forza una corsia preferenziale sulla fascia destra e offriva a Bisogno la palla del 4 a 5 mentre Formiconi era decisivo in occasione del definitivo pareggio realizzato ancora da Fantini che perfezionava così il suo poker.
C’era tempo anche per un’altra nitida occasione per Fantini ma dobbiamo dire che la vittoria sarebbe stata troppa roba per un’Olympic ha ottenuto il giusto premio per i suoi progressi e che meriterà di vincere se avrà la voglia e la costanza di perseguire questa strada. La strada del giocare come una squadra facendo girare la palla, la strada dei passaggi semplici e dell’aiutarsi l’un l’altro.
Il fischio finale arrivava ma per i nostri deve essere il fischio d’inizio di una nuova fase. Lo devono ai tifosi, alla maglia e a loro stessi!
NOTE
CLIMA Campo allagato a causa della pioggia caduta in giornata
SPETTATORI circa 15
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise PREMIER 2011
PAGELLE
1.PERRONE: 7.5 cap.
Una saracinesca in maglia grigia. Nonostante gli acquitrini nella sua area di rigore para tutto, un paio di volte anche l’impossibile. E para anche un tentativo di autogol di Formiconi. Galvanizzato dai cori della curva.
4.RENCRICCA A. : 6.5
La risalita della squadra parte da lui ovvero dallo stesso punto in cui erano cominciati e proseguiti i problemi dell’Olympic. L’abbiamo detto fin dall’inizio della crisi: il suo gioco era diventato un problema per la squadra ma abbiamo sempre riconosciuto che era il giocatore su cui la squadra si poggia, quindi il primo elemento necessario ad una rinascita. Bellissimo il secondo dei suoi due assist partito dopo una fuga da ala sulla fascia destra.
8.FORMICONI: 6.5
Non è il Formiconi perfetto di questo periodo di anno e servirà quello per ottenere qualcosa da questo finale di campionato. Nel frattempo il Formiconi attuale ci regala due assist e tanta grinta. Se Rencricca è il primo elemento necessario alla risalita il secondo anello della catena è Formiconi.
7.BISOGNO: 6+
Inizio da tregenda, finale da legenda. Ha sulla coscienza il secondo e il terzo gol degli avversari ma è innegabile che cresce alla distanza prima mettendo sempre più forza e convinzione nei contrasti, poi cominciando ad effettuare tiri pericolosi e infine segnando il gol del 5 a 4, quello che dà inizio alla rimonta finale.
11.TANI: 6
L’aiuto e l’apporto che il quintetto gialloblù di partenza aspettavano e si aspettavano. Francesco è arrivato e si messo al servizio della squadra. La fiducia riposta in lui dopo lo stage di giovedì scorso è stata ripagata con nostra immensa soddisfazione.
9.FANTINI: 7.5
Uno, due, tre, quattro. Quattro gol che confermano Fantini come miglior marcatore del torneo e della stagione di un’Olympic che non può fare a meno per il peso specifico che Andrea conferisce all’attacco e per come sa trasformare in oro il lavoro delle due ali Bisogno e Formiconi. Dopo quasi un mese da quel famoso colloquio negli spogliatoi dopo la sconfitta con il Centro possiamo dirlo: Andrea è stato tra i maggiori fautori dal cambiamento e ora ne sta diventando anche il maggior realizzatore pratico.