
LUNEDI’ 10 APRILE 2017, ORE 22.50
LONGARINA
GARA 1017
VII WINTER CUP CHAMPIONS LEAGUE, SEMIFINALE
OLYMPIC 1989 FC – THE TOWER’S PUB
7-6 (3-50)
MARCATORI: 3 ARDITI, 2 FORMICA, 2 RUGGERI
Se sette giorni fa l’Olympic era stata epica ieri è stata immensa. Non era facile ripetersi dopo la prestazione eccezionale offerta contro il Foto Dan perché c’era il rischio dell’appagamento psicologico di essere arrivati tra le prime quattro del torneo e la paura atavica della nostra squadra che nei grandi appuntamenti, in qualche occasione, è implosa sotto la pressione del traguardo imminente.
Ieri invece l’Olympic ha dimostrato tutta la maturità acquisita in un percorso che in questa stagione ha coronato i progressi fatti nello scorso torneo estivo. Alessandro Rencricca nel dopo partita ha detto che questa finale raggiunta chiude il cerchio con la semifinale del luglio scorso e ha pienamente ragione perché negli ultimi undici mesi la squadra è cresciuta di partita in partita costruendo un gruppo, una famiglia e una squadra capace di ogni impresa.
Ieri le avvisaglie di un grande serata c’erano tutte. Alla Longarina si respirava l’aria primaverile degli atti finali dei grandi tornei. Nonostante l’ora estremamente tarda (il protrarsi dei rigori nella semifinale di Europa League a portato il fischio d’inizio alle 23 e 50) il clima era mite e l’aria pulita. La squadra è scesa in campo per iniziare il riscaldamento e a poco a poco la panchina ha cominciato a popolarsi di facce note: è arrivato Formiconi, sempre vicino alla squadra nonostante l’infortunio, è spuntato Bisogno e poi sono arrivati anche Romagnoli e Maiozzi. Cinque giocatori in campo, tre in panchina più quattro accompagnatori a garantire tifo, affetto e calore.
Dall’altra parte del campo si schieravano invece i bianco rossi del The Tower’s Pub, squadra rognosa, esperta, smaliziata. Il loro cammino in questo torneo è stato pieno di alti e bassi ma alla fine, grazie all’esperienza dei suoi elementi più navigati, hanno vinto le gare che contavano ed sono arrivati alla semifinale ancora una volta. Con la numero 11 sulle spalle il loro giocatore migliore, Quinquinio, era pronto a dare battaglia e a creare problemi alla difesa gialloblu.
L’Olympic è partita bene e Ruggeri ha subito bucato la rete con un bel gol ma i gialloblu erano contratti, forse sentivano troppo la tensione, e il The Tower’s poco dopo pareggiava grazie ad una veloce azione che da destra a sinistra sorprendeva la nostra difesa. 1 a 1.
Arditi, che aveva fornito a Ruggeri l’assist per il vantaggio, segnava il 2 a 1 incuneandosi nella difesa avversaria ma gli avversari sorprendendo il nostro quintetto ribaltavano il punteggio portandosi sul 2 a 3. In questa fase uno dei giocatori bianco rossi si infortunava alla caviglia scontrandosi con Formica e così il The Tower’s perdeva praticamente l’unico cambio in panchina, perdita che poi si sarebbe rivelata decisiva sul risultato finale.
A metà primo tempo ancora Arditi pareggiava il conto delle reti ma era solo il preludio al peggior momento dell’Olympic che prima dell’intervallo subiva due gol. Sul 3 a 5 i gialloblu si sono trovati davanti ad un bivio: la squadra avversaria era forte ma sicuramente non la più forte tra quelle incontrate. Il vero avversario dell’Olympic ieri sera è stata la stessa Olympic, i suoi limiti e le sue paure.
C’erano due strade, soccombere alla paura e accontentarsi di arrivare tra le prime quattro del torneo o fare i conti con se stessi e crescere per andare avanti.
Dopo qualche minuto di riposo la squadra che è entrata in campo ha scelto di crescere e ha affrontato il The Tower’s con la cattiveria, la grinta e la determinazione della sue serata migliori in questa stagione. Formica trovava la quarta rete sfruttando un regalo del portiere avversario e Ruggeri lo imitava con una rete favolosa: Ciuffa inventava un assist dalle retrovie che il bomber italo tedesco incrociava al volo buttando quasi giù la porta. Chapeau!
5 a 5 e la partita era tosta, maschia ma sempre corretta. Formica era scatenato, subiva tanti falli, ne restituiva altrettanti e poi teneva su la squadra facendola salire e proteggendo decine di palloni. Alla fine arriva il suo premio, un tiraccio sporco, il portiere non vede la palla che gli si infila tra le gambe e l’Olympic ritornava in vantaggio dopo quasi mezz’ora. 6 a 5 e una decina di minuti da giocare.
Ancora una volta però il calcio imponeva la legge del “se non soffri non godi” e allora in una mischia da calcio d’angolo Quinquinio trovava il gol del pareggio che rendeva plausibile lo spettro dei calci rigore. Ma c’era ancora tutta una storia da raccontare.
Arditi segnava la rete del 7 a 6 ma a tre minuti dalla fine l’Olympic terminava il proprio bonus di falli concedendo agli avversari un tiro libero. Si presentava sul dischetto arretrato Quinquinio che già aveva battuto Perrone su punizione, su rigore e due volte su azione. Questa volta però il numero 1 gialloblù intuiva la traiettoria e addirittura bloccava la sfera inchiodandola a terra. Il 7 a 6 rimaneva tale e negli ultimi tre minuti l’Olympic era bravissima a perdere tempo, a partire in contropiede e nascondere la palla vicino al calcio d’angolo.
Poi l’arbitro fischiava la fine e le scene di festa erano quelle dei tempi belli, dell’11 febbraio 2009 contro il Cosmorec e del 17 maro 2010 contro il Valeria2, le ultime semifinali vittoriose di Champions League per una Olympic la cui storia è realmente infinita. In campo i giocatori si abbracciavano prima a capannelli poi tutti insieme, la panchina si univa ai festeggiamenti e anche gli avversari si complimentavano con i nostri ragazzi che in festa si dirigevano negli spogliatoi.
Ieri si è fatta la storia ma il sogno ancora continua e noi non vogliamo ancora svegliarci!
PAGELLE
PERRONE: 6.5
Sente molto la tensione per questo grande appuntamento e di ciò ne risentono i bagni di ben due comuni e svariate frazioni della zona. In campo vive un primo tempo in cui pare un po’ fermo sulle gambe ma nobilita la sua prestazione con la decisiva parata sul tiro libero che a tre minuti dalla fine avrebbe potuto significare il pareggio. Per lui e per l’Olympic sarà la finale numero 17.
RENCRICCA A. : 7
Dopo tre partite di seguito in cui realizzava una rete stavolta resta all’asciutto ma offre comunque una prestazione del tutto positiva non commettendo nemmeno un errore degno di tale nome. Nel finale è un po’ stanco e vive le battute finali dell’incontro dalla panchina dirigendo la tifoseria e impedendo, per scaramanzia, a Maiozzi di entrare sul terreno di gioco.
Per Rencricca sarà la nona finale di un grande trofeo e la terza di Champions dopo le due sfortunate esperienza vissute contro la Svezia nel 2009 e nel 2010.
CIUFFA A. : 7+
Un’altra prestazione brillante per un giocatore che dopo l’infortunio è cresciuto esponenzialmente diventando un vero e proprio punto fermo sulla corsia di destra gialloblu. Nel finale sostituisce Rencricca come play maker e da quella posizione pesca Ruggeri con un lancio millimetrico che il bomber trasforma in gol, assist del tutto simile a quello offerto Montaldi nella gara persa contro l’U.C. Diamoli.
Per lo stantuffo dell’Infernetto si tratterà della seconda finale con la maglia dell’Olympic dopo quella di Europa League persa nel 2013.
ATTILI: 6
Duello di muscoli contro tecnica e scatto con Quinquinio alla fine del primo tempo. L’attaccante avversario è bravo a portare Giordano a giocare fuori zona sulla fascia sinistra e dribbla con un movimento il nostro difensore in occasione del secondo gol bianco rosso. In generale però il numero 6 gialloblu fa una buona guardia dando solidità al reparto e la sua presenza è fondamentale per far rifiatare i compagni.
Per El Gringo quella della settimana prossima sarà la prima finale in assoluto con l’Olympic, lui che nel 2010 strappò la Champions League ai gialloblu con la maglia della Svezia.
ARDITI: 7.5 capitano
La sua storia sembra quella di alcuni super eroi alieni che arrivano sulla Terra, compiono la loro impresa di salvarla e poi salutano tutti per tornare sul loro pianeta natale. Chicco l’aveva detto l’estate scorsa, quando firmò il contratto di fronte ai tifosi scettici che non credevano che avrebbe giocato tante partite in questa stagione, avrebbe portato l’Olympic a vincere un trofeo e poi sarebbe tornato a casa, soddisfatto del lavoro compiuto. Otto mesi dopo ha portato l’Olympic in finale di un torneo prestigioso e ora gli manca solo quest’ultimo passo per un’impresa che sarebbe storica.
Ieri sera è stato l’incubo della difesa bianco rossa, il capitano avversaria avvertiva i suoi di non farlo incuneare nella loro area ma lui è stato più veloce, più agile e più sgusciante di qualsiasi avversario segnando tre gol e realizzando anche un assist.
Per lui prima finale con questa maglia, probabilmente da capitano vista la scaramanzia dello spogliatoio. Vai Chicco finisci il tuo lavoro!
TANI: 6
Francesco stavolta parte titolare e gioca la prima parte della gara giocando nel periodo in cui l’Olympic appare più contratta e spaventata. Avrebbe l’opportunità di segnare un gol importantissimo per lui ma l’impatto con il pallone non è dei migliori e nonostante la vicinanza con la linea di porta il portiere devia la sua conclusione in angolo. Nonostante una prova non memorabile è stato comunque fondamentale per la vittoria perché questo è una squadra in cui tutti danno il loro contributo e il mare, senza anche una goccia un meno, non sarebbe lo stesso.
Francesco giocherà la sua terza finale con l’Olympic in dieci anni di militanza.
FORMICA: 8
Se Arditi è l’esecutore materiale della condanna del The Tower’s Pub Formica incarna al 100% la sofferenza, la fatica che l’Olympic ha provato per portare a casa questa finale. In questa serata il gioco del nostro numero 10 è stato esemplare: ha tenuto il pressing alto quando l’Olympic era in svantaggio e poi ha difeso la palla e ha fatto salire la squadra quando invece era in vantaggio. Ha anche trovato due gol fortunosi ma importantissimi e ora è a soli cinque gol dal secondo posto nella classifica cannonieri di tutti di tempi occupato da Fantini.
In diciassette anni di Olympic questa sarà la sua quarta finale di un torneo importante nella stagione in cui punta forte alla Pigna d’Oro.
RUGGERI: 7+
Alex illumina la semifinale con due gol di rara bellezza, il primo battendo il portiere con un tocco spavaldo sul palo più lontano, il secondo con un tiro al volo che andrebbe fatto vedere nelle scuole. Ha sbagliato qualche gol, non ha tenuto qualche palla che avrebbe garantito qualche secondo perso ma si è fatto ampiamente perdonare con alcuni recuperi prodigiosi in cui mette cuore, anima e muscoli scattanti.
Per Alex sarà la seconda finale in gialloblu e chissà se già la settimana prossima non ci sia la possibilità di superare Tarallo nella classifica cannonieri della storia dell’Olympic. Al momento il fantasista campano è fermo a quota 166 reti (ultima presenza nel 2013) mentre il bomber di Colonia insidia il suo sesto posto a quattro reti di distanza.
