
LUNEDÌ 17 LUGLIO 2017, ORE 20.30
LONGARINA
GARA #1027
SUMMER CUP 2017, CHAMPIONS LEAGUE, VI GIORNATA
OLYMPIC 1989 FC – OTTICA VISTA CHIARA
5-3 (1-2)
MARCATORI: 2 FORMICA, 1 ATZENI M., 1 BISOGNO, 1 RUGGERI
Nel momento più duro, in una notte nera come il fumo della pineta che brucia e rumorosa come le eliche dei Canadair, l’Olympic rinasce dalle proprie ceneri sorprendendo tutti, giocatori compresi.
L’ultima giornata di Champions League sarebbe potuta non svolgersi perché l’Olympic è andata vicino a non presentarsi a causa delle tante assenze, soprattutto a causa del forfait mattutino di Attili e di quello di Perrone all’ora di pranzo. Il capitano spossato da un colpo di calore aveva mollato lasciando i compagni in quattro ma nel primo pomeriggio ci ripensava, stringeva i denti, chiamava Ciardi alla pugna e dava appuntamento a tutti alla Longarina dove i gialloblu erano attesi dall’avversario forse più forte della sua storia. In una nuova maglia nera come il periodo che sta attraversando l’Olympic c’era ad attendere l’Ottica Vista Chiara, proprio lei, la squadra che l’estate scorsa ci ha escluso dalla finale della Summer Cup 2016, la squadra che pochi mesi ci batteva in finale di Winter Cup, la squadra che era reduce da tre titoli consecutivi e che si sta avviando, molto probabilmente, al quarto.
Formica prima del calcio d’inizio tuonava: “stiamo corti, sono più forti di noi, stiamogli appresso fino alla fine!”. L’Olympic si posizionava con Atzeni centrale, Formica a destra, Bisogno a sinistra e Ruggeri in attacco e questo schema portava buoni frutti perché l’Ottica teneva palla ma non trovava spifferi mentre i nostri anticipando bene i loro attaccanti provavano l’arma del contropiede. Era così che nasceva l’1 a 0 gialloblù, Atzeni scippava il pallone ad un attaccante, si involava verso la porta e lo porgeva a Ruggeri che scaraventava un frigorifero SMEG verso la porta. GOL!
A questo punto l’Ottica ha fatto l’Ottica e lì l’Olympic, giustamente ha sofferto tutto lo strapotere tecnico di una squadra impressionante. In questa fase Perrone ha fatto qualche parata ed è proprio dopo un intervento d’istinto del capitano che i suoi riflessi venivano frustrati da una leggerezza di Atzeni che si faceva rubare palla da un avversario in area consentendo il pareggio. Sarebbe stato l’unico errore del numero 8 di Acilia. Dopo l’1 a 1 l’Ottica rovesciava la situazione bombardando la porta gialloblù: Perrone parava la prima conclusione ma i difensori non erano bravi a arrivare per primi sulla ribattuta e i neri passavano in vantaggio.
I nostri erano contrariati ma nulla di più perché l’obiettivo di giocare bene rimaneva invariato e prima dell’intervallo si rischiava qualcosina ma si andava anche vicino al pareggio grazie ad un gioco corale molto buono e alle prestazioni singole davvero egregie di tutti, anche del neo entrato Ciardi.
La ripresa si apriva con un errore in uscita di Perrone che costava l’1 a 3 ma passavano pochissimi secondi e i nostri si rifacevano sotto grazie ad un gol su schema su calcio di punizione battuto da Ruggeri. Palla a Formica, destro atomico e portiere che ammira la palla in fondo al sacco. Ed era la rete del 2 a 3. Il pareggio era maturo e sarebbe potuto arrivare su tiro libero se Ruggeri non avesse calciato alle stelle contribuendo alla maledizione dei tiri liberi dell’Olympic. Poco male, Formica pareggiava pochi minuti dopo ed era lo stesso numero 10 a viaggiare come un treno sulla fascia sinistra servendo a Bisogno la palla del 4 a 3. Qui l’Olympic è esplosa, l’incredulità di essere passati in vantaggio contro i Tri-Campioni lasciava il passo alla consapevolezza di aver meritato tutto, fino all’ultima goccia di una gioia incommensurabile. Gli ultimi minuti di questa sfida ci regalavano un palo di Ruggeri che poteva chiudere l’incontro e un palo dell’Ottica che poteva far finire tutto con un pareggio. Quando mancava un minuto però l’arbitro assegnava un nuovo tiro libero all’Olympic e Marco Atzeni lo realizzava per il 5 a 3.
Quando nell’azione successiva anche l’Ottica guadagnava un tiro dalla mezza distanza l’arbitro annunciava che l’incontro sarebbe finito comunque dopo la battuta. Il pallone finiva in pineta, il risultato rimaneva ghiacciato sul 5 a 3 per l’Olympic i cui giocatori venivano letteralmente sommersi da una gioia e da una soddisfazione con pochi eguali.
Questa vittoria purtroppo è inutile perché l’Olympic è arrivata ultima in Champions e verrà retrocessa alle semifinali di Europa League ma dovrà essere la benzina per vincere la coppa meno prestigiosa ma che rappresenta comunque un trofeo che ben pochi possono dire di aver vinto. Ragazzi, vogliamo altre due notti così.
PAGELLE
PERRONE: 6.5 capitano
Sabato aveva la febbre a 39, ieri a 34 e la pressione più bassa di quella di pallone Super Tele. Si stava arrendendo a non giocare ma poi non ce l’ha fatta e seppur debilitato è sceso in campo riuscendo a svolgere il suo lavoro quasi sempre bene. L’uscita a vuoto che causa l’1 a 3 grida vendetta ma è stato l’unico errore di una serata da ricordare e nella quale, più d’istinto che di presenza di spirito, para più volte le conclusioni insidiose degli attaccanti in maglia nera.
ATZENI M. : 7.5
Ieri in campo c’era un top player per l’Olympic, un top player che in questo torneo è stato assolutamente decisivo nell’unica altra vittoria (contro la Virtus Panfili) e in quella di ieri. Era cominciata male, con quella palla persa a due passi dalla linea di porta, ma poi da campione qual è ha saputo dimenticare l’errore costruendo una prestazione sontuosa da centrale difensivo con il pregio di un anticipo degno del miglior Santolamazza anni ’90. Ogni palla recuperata è poi diventata un’azione pericolosa per l’Olympic e quando ciò non poteva succedere la palla finiva in tribuna. Da rifinitore ha creato due assist (per Ruggeri e per il secondo gol di Formica) e da cecchino ha trasformato un tiro libero in maniera perfetta, dando ai gialloblù la tranquillità del risultato acquisito negli ultimi minuti di recupero. A questo top player forse manca solo un pizzico di continuità ma già così questo è un giocatore che dopo aver vinto in carriera potrebbe anche far vincere l’Europa League all’Olympic. Anima, gambe e testa di questa pazza Olympic di un infuocato luglio ostiense.
BISOGNO: 7.5
Era il 4 settembre 2006 quando un riccioluto e longilineo centrocampista cominciava a sgroppare sulla fascia dell’Olympic. Stentava a segnare ma macinava chilometri, indossava la maglia numero 16 poi la 10 e infine la 7, la sua 7. Da quel giorno sono passate undici stagioni, otto da protagonista e tre con la maglia di un altro colore per una pausa che non ci sarebbe mai dovuta essere. Ieri sera Gianluca ha collezionato la presenza numero 291 raggiungendo il “padre fondatore” Fabio Tagliaferri al sesto posto della classifica presenze di tutti i tempi e per questo storico traguardo ha deciso di giocare una delle sue migliori partite con la maglia dell’Olympic. Il gol del 4 a 3 rimane un dettaglio per noi che amiamo i giocatori che non mollano gli avversari un attimo, che spazzano la palla in tribuna e che evitano all’ultimo secondo i gol fatti. Grande GB7, sei nell’Olimpo dell’Olympic.
CIARDI: 7.5
Di Pierluigi fino a ieri si diceva: “chiamiamolo, tanto sappiamo che quello che può dare lo darà sicuramente”. Invece da oggi sappiamo che non è così perché contro l’Ottica Vista Chiara Pierluigi ha semplicemente dato molto di più di quanto poteva andando ben oltre i suoi limiti che a questo punto si spostano più in là di quanto credevamo. Ha sicuramente cominciato un po’ contratto ma poi ha iniziato a effettuare passaggi precisi e non semplici appoggi ma veri e propri cambi di campo. Ma il piatto forte della sua serata è stata la chiusura al traffico della fascia destra con il povero numero 10 dell’Ottica che continuava a sbattere su un muro di gomma. Le strade alla Longarina sono chiuse e stavolta l’incendio non c’entra niente!
FORMICA: 7.5
Le quattro sconfitte consecutive in Champions sono state per Fabio un vero e proprio cruccio di cui non riusciva a farsi una ragione arrivando a perdere stimoli e motivazione. Invece ieri si è presentato ai compagni motivato e anche in versione motivatore trascinando i compagni verso una vittoria storica. Oltre che dal punto di vista mentale è stato decisivo anche sotto quello pratico mettendo a ferro e fuoco la fascia destra e trovando due gol davvero belli oltre all’assist per il decisivo gol di Bisogno. Se la stagione finisse con un trofeo di squadra e magari anche uno personale questa potrebbe la migliore stagione della sua carriera gialloblù.
RUGGERI: 7.5
Nell’Olympic che perdeva tutte le partite nel mese di giugno lui risultava spesso tra i migliori quindi non è stata una sorpresa che anche ieri, nella serata finora più bella dell’estate gialloblù, lui sia stato decisivo per questa grande soddisfazione. Ha giocato a tutto campo, ha segnato un gol molto bello all’inizio e nella ripresa ha colpito anche un clamoroso palo. Ormai i record davanti alle sue imprese cadono come castelli di carte al vento.