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Olympic 2000 – Svezia 10-9

Un abbraccio vale più di mille parole
Un abbraccio vale più di mille parole
Si vince fuori e dentro il campo
Si vince fuori e dentro il campo
Simone, che emozione!
Simone, che emozione!

MERCOLEDI’ 10 LUGLIO 2013, ORE 22.15
STADIO LONGARINA, VII TORNEO LIDO DI ROMA, EUROPA LEAGUE, II GIORNATA
GARA 830
SVEZIA TWENTE PAINTS – OLYMPIC 2000
9-10 (4-6)

MARCATORI: 3 FORMICA, 2 FANTINI, 2 MONTALDI, 2 RUGGERI, 1 CASERTA
MIGLIORE IN CAMPO: FORMICA

Una partita in un attimo, un battito di ciglia, l’istante in cui l’arbitro emette il primo dei tre fischi finali, Perrone e Montaldi si guardano, c’è un momento di inconsapevolezza, poi un barlume simultaneo colpisce i due e gli fa capire che si, l’Olympic è in finale di Europa League.
E’ stata una partita epica, da consegnare agli annali, da conservare nel cuore come tante altre in questo torneo che sta vedendo l’Olympic protagonista. I gialloblù perdono pezzi a ogni incontro, giocano con tantissime difficoltà eppure anche stavolta hanno scavato in fondo al loro cuore e trovato quelle energie per battere il proprio avversario all’ultimo secondo.
E’ stato un match molto simile a quello contro il Mo’viola. C’è stato il momento delle convocazioni, difficoltose come al solito con Rencricca indisponibile, Aschettino ancora out dopo l’infortunio della settimana scorsa e Santolamazza che dava forfait in mattinata per un brutto mal di schiena. Praticamente tutta la difesa era fuori come per un virus che colpiva un singolo reparto. Restava un’unica cosa da fare, mettere Montaldi al centro della difesa, il rientrante Caserta a sinistra e Formica adattato a destra e poi sperare nell’impresa di carattere.
Solo che di fronte c’era la Svezia, non una squadra qualunque, un avversario che ci sarà un motivo per cui ci ha battuti 19 volte nei precedenti 28 incontri.
E poi dopo una giornata di attesa febbrile è arrivato il momento della partita. Palla al centro per il sorteggio con Montaldi investito per una sera dei gradi capitano. Lui, l’ex più fresco di una partita di ex, il giocatore che per situazioni contingenti era chiamato a dare qualcosa di più, vuoi per la mancanza di difensori, vuoi perché quella maglia dorata l’ha indossata decine di volte.
Si parte e di fronte trovi la storia del calcio a 5: Gianluca, Fabio e Marco Atzeni e sorpresa dell’ultimo minuto l’ex che non ti aspetti: Marco Civita, da tempo lontano dal calcio ma con 19 presenze in gialloblù tra il 1999 e il 2000.
L’Olympic però non si è fatta emozionare da cotanto avversario e ha segnato per prima grazie al Mimmo Maravilla, che mancava dal 21 maggio e si è fatto subito perdonare con la prima serpentina della sua partita.
Poi la Svezia ha pareggiato ma il primo tempo è stato quasi e solo un monologo gialloblù con i giocatori che si dividevano equamente la parte del protagonista. C’è stato anche tanto nervosismo, come ci si poteva aspettare da un derby, e l’arbitro ha avuto il suo bel da fare per calmare gli animi fino a che non ha ritenuto opportuno allontanare tutta la panchina dell’Olympic, piena di elementi non autorizzati tra cui un esagitato e accorato Collu.
Nei primi venticinque minuti di battaglia l’Olympic ha saputo portarsi avanti fino al 5 a 1 che è diventato 5 a 4 quando la squadra ha avuto un crollo atletico ma che pochissimo prima dell’intervallo si è trasformato in 6 a 4 grazie ad un pregevole tiro libero di Fabio Formica.
Poi la ripresa che è stata ancora più vivace ed emozionante del primo tempo. La Svezia accorciava immediatamente le distanze, poi pareggiava ma ogni volta che gli avversari raggiungevano il pareggio una scintilla di vitalità permetteva ai nostri di portarsi in avanti. E’ successo per il 7 a 6, per l’8 a 7 e per il 9 a 8. Ogni volta sembrava che la Svezia fosse abbattuta eppure arrivava anche il 9 a 9, la rete di Fabio Atzeni a due minuti dalla fine, il gol che non solo allontanava il sogno finale dell’Olympic ma che faceva pensare ad un crollo psicologico e fisico dei nostri e ad una immeritata sconfitta dopo che la squadra aveva meritato di stare sopra fino a quel momento.
Invece al minuto numero quarantotto l’Olympic trovava per la terza volta consecutiva nelle ultime tre partite la forza per uccidere sportivamente l’avversario: Formica completava la sua serata da sogno involandosi verso il portiere che commetteva fallo. Lo stesso numero 10 gialloblù si sistemava la palla per la punizione da fuori area e il resto è storia.
Il missile abbatteva la fortezza della Svezia bucando la rete, poco dopo l’arbitro emetteva quei magnifici tre fischi e ci riportava alla scena quasi onirica raccontata all’inizio di questo articolo.
Subito dopo abbracci a non finire e già si cominciava a sognare la finale resa possibile dalla sconfitta del Mo’viola che perdendo contro il Blockbuster consegnava in un colpo solo le chiavi dell’atto conclusivo di Europa League all’Olympic e allo stesso Blockbuster.
L’immediato futuro ora ci riserva un antipasto della finale mercoledì 17 luglio: l’ultima gara del girone, ininfluente, da giocare contro il Blockbuster. Poi, due giorni dopo, la finale vera e propria in cui l’Olympic non potrà contare su mezza squadra.
Potrà invece contare sul grande cuore gialloblù che in questo torneo c’è stato sempre, a prescindere da chi ha giocato. Questa squadra è nata la sera della pesante sconfitta contro la Lidense. Quella sera l’Olympic non aveva smesso di correre nemmeno sotto di nove gol e questa esperienza l’ha portata con se meritando il pareggio allo scadere contro il Blockbuster nel girone e andando a vincere partite storiche contro Mo’viola e Svezia.
E ora la storia ci aspetta, un altro piccolo sforzo e si va in Paradiso.

PAGELLE

PERRONE: 7
Partita da far tremare le ginocchia contro avversari che sono stati compagni per tanto tempo e di cui si conosce a forza, l’esperienza e soprattutto i danni che possono fare con un pallone tra i piedi. Eppure il portiere gialloblù non trema, non è perfetto come contro il Mo’viola ma gioca una gran partita e distribuisce equamente tra primo e secondo tempo le parate che risulteranno decisive. Poco prima del fischio finale toglie dalla rete un tiro a giro di Gianluca Atzeni.

MONTALDI: 7.5 cap.
Presenza numero 83 e prima da capitano, un onore riservato a pochi ma che lui ha meritato non solo perché questa era una partita speciale per lui ma soprattutto come coronamento di una stagione in cui è diventato un punto fermo della squadra sia a livello tecnico che a livello morale. In campo ha offerto una prestazione monstre giocando cinquanta minuti da difensore centrale fisso con sacrificio e concentrazione. Ha segnato una doppietta e offerto a Ruggeri un assist al bacio e il fischio finale ha sancito la sua serata perfetta. Purtroppo non potrà giocare la finale per motivi personali ma questo torneo e questo traguardo portano la sua firma in calce.

FORMICA: 8
Avevamo puntato su di lui come probabile risolutore di questa specie di semifinale e avevamo avuto ragione. Il gol della vittoria a due minuti dalla fine è solo la punta dell’iceberg della sua prova in cui ha segnato una tripletta ma soprattutto ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere nelle ultime uscite. Il ruolo di esterno destro gli calza come un vestito perfetto. Da quella posizione è riuscito a difendere con grande dedizione e ripartire facendo danni ingenti alla difesa avversaria. E’ stato tra i più nervosi nel primo tempo ma nella ripresa ha saputo subire con pazienza i falli avversari e punire la Svezia con una punizione perfetta.

CASERTA: 7.5
Il Mimmo Maravilla dopo 49 giorni di assenza ha saputo tornare dal cono d’ombra in cui si era infilato e ha ricordato a tutti quanto può essere importante per l’Olympic. Non ha avuto grande concentrazione in fase difensiva ma dal centrocampo in su è stato una spina costante nel fianco della Svezia che già aveva punito con due gol nel 2011 senza però riuscire ad uscire vittorioso dal campo. Ieri ha segnato l’1 a 0 e poi ha confezionato due assist nel suo stile. Dopo la finale di Europa League che vinse quasi da solo due anni fa riuscirà a regalare all’Olympic un’altra gioia?

RUGGERI: 7.5
La Tempesta Perfetta che si abbate sulla Svezia: comincia con un assist da calcio d’angolo per Fantini, prosegue con un gol e finisce con una gemma di infinita bellezza che poteva essere il gol vittoria. Non lo è stato perché la Svezia poco dopo segnava il suo ultimo gol della serata ma quel pallonetto al volo, scagliato in corsa, che è finito sotto il sette rimane una delle reti più belle di questa stagione gialloblù. Ancora decisivo, Alex è una delle grandi rivelazioni di questa annata.

FANTINI: 7.5
Partita di grande sacrificio perché la Svezia ha un solo schema: il playmaker da il via all’azione e si incunea nell’area gialloblù in attesa del passaggio di ritorno quindi Andrea ha dovuto spesso fare metri a rincorrere il suo diretto avversario, una cosa che non gli capita di rado. Invece lui l’ha fatto spesso con buoni risultati e oltre a questo lavoro ha trovato il modo di segnare una doppietta. In finale lui e Perrone saranno gli unici superstiti tra i veterani gialloblù, una grandissima responsabilità.

Verso la seconda giornata

campo

Tanti gli interrogativi per l’Olympic che mercoledì prossimo affronterà l’FC Lidense per la seconda giornata del VII Torneo Lido di Roma.
Non sarà una partita facile, l’unico precedente tra le due squadre è stato un 3 a 6 di quest’inverno nel torneo di Apertura. I gialloblù non erano in formazione rimaneggiata, anzi, era in formazione titolare e c’era anche Formiconi quindi sulla carta partiamo svantaggiati.

Mancherà Rencricca ma dovrebbe esordire Aschettino che sarà affiancato da Montaldi. In porta Perrone, in avanti Fantini ma mancano tanti nomi per riempire gli spazi vuoti nella formazione. chi giocherà oltre a questi quattro? I papabili sono Caserta, Formica, Ruggeri, Tarallo e Edoardo Rencricca.

Domani è l’L-Day

Domani sarà l’L-Day ovvero il giorno in cui Leo Aschettino darà la sua risposta alla convocazione per l’esordio nel VII torneo Lido di Roma.
L’Olympic incrocerà di nuovo le armi con gli Autoricambi Bernocchi e in campo scenderanno Perrone, Rencricca, Caserta, Montaldi, Fantini e Formica.
Alla ricerca di un difensore Perrone venerdì sera aveva sondato il terreno con Alessandro Ciuffa e Simone Triunfo ma il primo aveva dichiarato di non voler proseguire la sua avventura con l’Olympic mentre il secondo non ha semplicemente risposto.
Nella nottata è poi arrivata la risposta di Leo Aschettino che si è detto favorevole e possibilista. Il giocatore ha poi rimandato la risposta definitiva a domani e ci suono buoni margini per la soluzione positiva dell’affare.

Il solito esordio “tranquillo”

Il VII Torneo Lido di Roma comincerà lunedì 27 maggio mentre per l’Olympic l’avventura comincerà mercoledì 29 quando affronterà gli Autoricambi Bernocchi. Di nuovo, ancora, dopo la sconfitta subita in semifinale di Europa League, i gialloblù si troveranno ancora di fronte Cascone e compagni.

La formula di questo breve torneo prevede due gironi da cinque squadre con gare di sola andata. Nel gruppo A sono inserite The Boys, l’esordiente Team Over, la rientrante e rafforzata Svezia, il Mo’viola e il Mo’viola S.P.A. La notizia di questa settimana è infatti la storica scissione del Mo’viola che a causa di alcune incomprensioni si divide in due squadre distinte. La S.P.A. sarà la squadra principale guidata da Daniele Rossi mentre il Mo’viola è la formazione che si scinde e che vede alla guida i veterani viola Diamanti e Corradini.

Nel gruppo B invece ci sono Olympic 2000, Scarsenal, Autoricambi Bernocchi, F.C. Lidense e Blockbuster. Al termine dei gironi andranno in Champions League le prime due classificate di ogni girone. Terza e quarta classificate invece accederanno all’Europa League. La seconda fase prevede quindi un girone a quattro squadre con gare di sola andata e finale per le prime due classificate.
Le due formazioni quinte classificate invece si affronteranno in finale secca per la disputa della Coppa Italia.

L’Olympic sta preparando la squadra per la prima giornata. Convocati Perrone, Rencricca, Fantini, Caserta, Montaldi e Caserta. Si giocherà successivamente il 5, 12 e 19 giugno.

Stasera in campo (?)

Un tempo da lupi ha colto di sorpresa la capitale al suo risveglio infatti un autentico nubifragio si sta abbattendo in queste ore su Roma e zone limitrofe.
Le condizioni meteo attuali lasciano il dubbio sull’effettivo svolgimento della partita di stasera e ulteriori aggiornamenti saranno rilasciati in giornata. Comunque la tradizione dei tornei Liddo di Roma racconta di gare giocate con temporali anche abbastanza forti.
Ecco la formazione gialloblù che in caso si giochi affronterà l’F.C. Lidense:

1. PERRONE
4. RENCRICCA A.
8. FORMICONI
7. MONTALDI
19. CASERTA
10. FORMICA
9. FANTINI

Olympic 2000 – Lido di Roma 6-3

GIOVEDI’ 30 APRILE 2009, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GREEN CUP, PRIMA FASE, VII GIORNATA
LIDO DI ROMA   –   OLYMPIC 2000
3-6 (0-1)

 

MARCATORI OLYMPIC:

3 GENNARI

1 BISOGNO

1 BRUSCO

1 RIPANUCCI

 

Il forte rimpianto accusato dopo la sconfitta contro il Real della settimana scorsa ha lasciato il posto alla gioia per l’affermazione di ieri sera contro il Lido di Roma che ha sbilanciato il ruolino dell’Olympic in questa Green Cup a favore delle vittorie. Dopo sette giornate infatti i gialloblù hanno riportato quattro vittorie e tre sconfitte. Purtroppo due di queste sconfitte sono arrivate contro dirette avversarie per la qualificazione in Champions League mentre questi tre punti appena guadagnati erano di quelli obbligati nella tabella di marcia gialloblù in questa prima fase del torneo.

L’avversario di ieri si presentava infatti con appena quattro punti in sei partite ed era reduce da un misero pareggio contro la cenerentola Camomilla eppure, come il calcio continuamente insegna, ogni partita è a se stante e quella che si è vista ieri tra Olympic e Lido e Roma è sembrata tutto fuorché una sfida tra una squadra finalista della Premier Soccer Cup e una formazione di bassa classifica.

La formazione del Lido di Roma infatti da poco aveva subito un drastico rimpasto e quella scesa in campo ieri contro l’Olympic era una squadra quasi irriconoscibile per i tanti nuovi acquisti che ne decisamente avevano aumentato il tasso tecnico.

Alla fine è stato comunque decisivo il maggior tesso tecnico della nostra squadra e soprattutto la mancanza di amalgama dei nostri avversari che pur uscendo sconfitti da cinquanta minuti di gioco agonisticamente validi hanno dimostrato di poter competere almeno per un buon piazzamento nella coppa di consolazione ovvero quella che accoglierà le squadre classificatesi dal nono al sedicesimo posto.

Come ricorderete questo match avrebbe dovuto giocarsi lunedì scorso ma poi era stato rinviato a ieri a causa della forte pioggia abbattutasi su Acilia e per la conseguente impraticabilità del terreno di gioco. Purtroppo due giocatori inseriti nella prima lista di convocati hanno dovuto rinunciare alla seconda chiamata per impegni personali e così insieme ai confermati Perrone, Rencricca, Ripanucci, Bisogno e Tani la società convocava Gennari per sostituire Sforza e Juan Esteban Brusco per sostituire Santolamazza dopo che anche Tagliaferri e Davide Baldi si erano dichiarati indisponibili.

Fin dalle prime battute l’Olympic ha evidenziato qualche difficoltà infatti la squadra, pur messa bene in campo con un rombo molto basso, faticava a contenere gli avversari che prendevano coraggio e arrivano più volte alla conclusione trovando però sulla loro strada un Perrone in forma.

L’Olympic ci ha messo circa dieci minuti a carburare e pur con molte difficoltà ha sfiorato la rete con Tani, Ripanucci e Gennari prima che la fortuna aiutasse i nostri a passare in vantaggio: la Dea Bendata si presentava infatti sotto forma di deviazione sotto porta che permetteva al tiro di Bisogno di diventare imparabile.

Si andava così al riposo sull’1 a 0 ma con tanti dubbi sulla tenuta della formazione gialloblù, dubbi che venivano confermati dal pareggio dei nostri avversari che concludeva una fase in cui il Lido di Roma metteva alla frusta il nostro quintetto. Il repertorio di errori grossolani dei nostri giocatori era vasto e vario ma come abbiamo già preannunciato è stato decisivo la maggior qualità dei nostri ragazzi che hanno saputo quagliare nei momenti decisivi dell’incontro facendo virare le sorti dell’incontro a nostro favore.

Il 2 a 1 arrivava grazie al nostro insostituibile bomber Gennari che trovava la sua undicesima rete nel torneo grazie ad un assist di Bisogno. Poco dopo toccava a Bisogno servire l’ultimo passaggio a Gennari per il 3 a 1 mentre una deviazione decisiva della parte meno nobile del corpo di Rencricca permetteva agli avversari di battere per la seconda volta Perrone.

Il break decisivo dell’incontro lo realizzava Emiliano Ripanucci che trovava la sua dodicesima segnatura stagionale su assist di Gennari e confermandosi come l’uomo più continuo di questa seconda parte di stagione. I tifosi sul 4 a 2 cominciavano a rilassarsi nonostante qualche svista della nostra difesa a cui però Perrone metteva una pezza in extremis e poco più tardi anche Sforza e Santolamazza potevano rilassarsi sul divano di casa assistendo al terzo gol di Gennari che deviava di testa un bellissimo assist di Bisogno.

Nel finale c’era gloria anche per il rientrante Brusco che concludeva l’ennesima discesa della sua serata con un gol dei suoi e un secondo prima del fischio finale arrivava la terza realizzazione del Lido che chiudeva il referto arbitrale.

Chi vi scrive non può che essere costretto a dividere il proprio giudizio tra la felicità per questa quarta vittoria nella Green Cup e i tanti dubbi che si moltiplicano dopo aver assistito alle ultime tre uscite dell’Olympic. Deconcentrazione e approssimazione continuano ad accompagnare le nostre prestazioni o perlomeno ci sono dei momenti delle partite in cui la squadra cade in autentici black out e subiamo reti che definire evitabili sarebbe eufemistico.

Rendiamoci conto dell’attenzione che questo torneo richiede per ottenere determinati risultati e diamo un seguito a questa vittoria altrimenti possiamo scordarci di rimanere tra le grandi e accedere alla Champions League.

Per arrivare alla Champions sarà indispensabile che tutti diano il massimo e che ogni giocatore faccia il possibile per aumentare la propria continuità di rendimento visto tutti gli elementi della rosa sono soggetti a dei veri e propri sali scendi nelle loro prove. Chiudiamo con un dato positivo ovvero la prestazione degli outsider infatti anche Juan Brusco ieri sera, al rientro dopo tanta tribuna, ha offerto una prova più che sufficiente così come era successo nell’esordio di Green Cup a Fabio Tagliaferri.

 

NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 20.

PAGELLE

PERRONE: 7 cap.

Per il bene della squadra e almeno per questa stagione deve continuare a giocare come portiere e trovare una continuità in questo ruolo perché ieri è stato decisivo ai fini della vittoria. Si vede che era la sua serata perché in un paio di circostanze in cui non è riuscito a parare i tiri delle fortunose deviazioni con il corpo lo hanno aiutato a non subire gol.

RENCRICCA A. : 5.5

I black out descritti nel commento riguardano anche il difensore di Centocelle che ieri ne è rimasto vittima di uno colossale a inizio di settimana quando con un “eccezionale” velo smarcante ha servito su un piatto d’argento il pareggio al Lido di Roma. La deviazione che mette fuori gioco Perrone in occasione del provvisorio 3 a 2 è solo un caso ma il numero 4 gialloblù non sembra comunque in giornata. Bella invece la discesa conclusa con l’assist a Gennari che realizza il 2 a 1.

RIPANUCCI: 6.5

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: Ripanucci è in assoluto il giocatore più in forma e più continuo in questo parte della stagione. Praticamente dal suo acquisto nel mercato invernale non ha sbagliato una partita, vanta un ruolino di 12 presenze e 12 reti, tutti in gare ufficiali e tutti decisivi come il gol del 4 a 2 di ieri sera, una rete che ha significato la prima vera svolta nella storia dell’incontro. Sarebbe bello rivedere in campo Sacchi anche per poter schierare qualche metro in avanti Ripanucci che potrebbe in questo modo sfruttare al meglio le sue progressioni e il suo dribbling.

Ammonito nella ripresa per un fallo su un avversario lanciato a rete.

TANI: 5.5

Il fantasista dei Parioli è il giocatore su cui maggiormente punto il dito parlando di continuità riferendomi alla gara di stasera. Contro il Real la settimana scorsa, nonostante la sconfitta dell’Olympic, si era rivelato il miglior gialloblù in campo mentre contro il Lido di Roma non è sembrato infatti in partita sbagliando parecchi passaggi e facendo mancare quel pizzico di convinzione necessaria nei contrasti. Peccato per almeno tre errori in area di rigore, magari con una rete a inizio partita la sua serata sarebbe potuta essere totalmente diversa.

BISOGNO: 6.5

La prestazione del tornante gialloblù non è stata eccezionale per continuità ma il numero sette dell’Olympic ha saputo sfruttare alcune situazioni all’interno della gara che poi si sono rivelate decisive per il risultato finale. Alcuni esempi: il gol dell’1 a 0, il passaggio di prima a chiudere il triangolo con Gennari che segna il 3 a 1 e l’immaginifico assist, ancora per Gennari, che frutta al bomber la rete del 5 a 2, testa alta, tocco sotto, palla che scavalca difensori e portieri e Gennari che la spedisce oltre la linea di testa. Ad un giocatore come Bisogno abbiamo spesso chiesto di essere decisivo e ieri lo è stato!

BRUSCO: 6

Al rientro dopo sette mesi (ultima apparizione il 6 ottobre 2008 in amichevole) gli viene assegnata la maglia numero 10, una casacca che reca in se il peso delle responsabilità e lui, che ha le spalle grosse, si mette d’impegno sulla fascia sinistra e diventa un vero e proprio problema per il centrocampo avversario che viene spesso saltato grazie ai suoi dribbling mancini che creano più volte situazioni di superiorità numerica per l’Olympic. Nel secondo tempo cala atleticamente ma ha la fortuna e la bravura di trovare una splendida rete che vale il suo gol numero 2 in partite ufficiali con l’Olympic. Una cavalcata stile Adriano che porta con se i profumi delle pampas e viene ripagata dai sorrisi di gioia chi ha creduto in lui.

GENNARI: 7

Dove vuole arrivare il nostro attaccante principe? Ieri per la prima volta ce l’ha detto, quasi sussurrandolo, che vorrebbe vincere la classifica cannonieri. Con l’aiuto dei compagni e con questa continuità realizzativa potrebbe anche farcela anche se la concorrenza è agguerrita e storicamente l’Olympic non segna tantissimi gol. Ieri ha segnato una tripletta e deve ringraziare Rencricca e soprattutto Bisogno che gli hanno offerto assist al bacio. Però io sono un perfezionista e ad un giocatore che in sole venti presenze è quasi entrato nella top ten dei cannonieri gialloblù di tutti i tempi (è salito a quota 42, a sole quattro lunghezze da Bisogno e sacchi che sono al decimo posto della graduatoria) chiedo anche un maggiore contributo alla fase difensiva. Non per pignoleria ma perché vedo in Gennari un top player che potrebbe fare grande l’Olympic!