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Olympic 2000 – Peppe Football Club 9-6

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OLYMPIC – PEPPE FC 9-6 (4-2)
Reti
6 Montaldi
2 Romagnoli
1 Perrone

Voti
Belli 7
Rencricca A. 6
Santolamazza 6+
Romagnoli 6.5
Rencricca E. 7
Perrone 6.5
Montaldi 7

Olympic 2000 – F.C. Lidense 2-11

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MERCOLEDI’ 5 GIUGNO 2013, ORE 22
LONGARINA
VII TORNEO LIDO DI ROMA
F.C. LIDENSE – OLYMPIC 2000
11-2 (6-1)

MARCATORI OLYMPIC: 1 COLLU, 1 MONTALDI
MIGLIORE IN CAMPO: COLLU
AMMONITO: PERRONE

La quarta sconfitta consecutiva porta in casa Olympic una ventata di velata tristezza e malinconia legata all’attuale situazione della squadra. Una squadra che da qualche tempo è formata da un esiguo zoccolo duro attorno al quale ruotano giocatori nuovi che la società sta cercando di inserire per ricostruire quando meno se lo sarebbe aspettato, nel pieno della fase finale della stagione.
Contro l’avversario di ieri poi era l’occasione peggiore per sperimentare ma non c’erano alternative perché i titolari di un tempo come Formica e Caserta ormai sono un ricordo sbiadito sulle foto di qualche mese fa e perfino il fedelissimo Rencricca era assente per motivi personali.
Per sostituire questi elementi che fino a qualche mese ritenevamo insostituibili (e ad onor del vero lo sono ancora) la società aveva convocato il totem del Kristall Leo Aschettino, l’esordiente Collu e il giovane Ruggeri. In giornata arrivava il forfait di quest’ultimo quindi l’Olympic si presentava al cospetto di una corazzata come la Lidense con una difesa di inventare e due elementi a corto di fiato come lo stesso Aschettino e Santolamazza.
E’ stata una sofferenza vedere l’Olympic prendere tanti gol, perché, diciamolo subito, i gialloblù hanno preso un’imbarcata di quelle memorabili. Però c’è del buono da prendere e mettere da parte: innanzitutto il buon avvio, quando ancora le due squadre giocavano alla pari sul profilo atletico. L’Olympic non è partita affatto male nonostante l’assetto difensivo fosse molto ma molto ballerino.
Gli avversari passavano in vantaggi ma Montaldi rimetteva subito il punteggio in parità. Poco dopo i verdi raddoppiavano ma l’Olympic arrivava vicinissima al pareggio con Collu (palo clamoroso) e Santolamazza che si mangiava il 2 a 2 a mezzo metro dalla linea di porta.
A due terzi del primo tempo però l’Olympic cominciava già a boccheggiare e i problemi arrivavano dalle zone di competenza dei due giocatori meno in forma ovvero Santolamazza e Aschettino. Sulla sinistra il Lidense viaggiava che era un piacere e la prima frazione si chiudeva con un perentorio 1 a 6.
La ripresa per l’Olympic è stata molto meno positiva e piacevole: le maglie della difesa si allargavano ancora di più e la squadra si reggeva sulle spalle di un Collu davvero propositivo.
Vi evitiamo lo stillicidio della cronaca su come siano arrivati gli altri cinque gol ma possiamo comunque riconoscere all’Olympic di non aver assolutamente mai mollato fino al fischio finale.
Nonostante la scarsa lucidità, l’affiatamento nullo tra la nuova e la vecchia guardia e la forza dell’avversario i gialloblù non sono mai disuniti come squadra e il Lidense ha dovuto giocare ad alti livelli fino alla fine per domare lo spirito indomito dell’Olympic.
Ricapitoliamo quindi ciò che di buono dobbiamo estrarre da questa sconfitta: l’esordio di Collu, il buon inizio, la sensazione che Aschettino possa dare qualcosa a questa squadra, lo spirito di gruppo.
E ora occhi puntati al futuro, alla partita di mercoledì prossimo con lo Scarsenal, al cantiere chiamato Olympic, e all’obiettivo numero 1: non abbattersi sulla via della ricostruzione di questa squadra.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 cap.
Undici gol subiti, qualche colpa, qualche parata, troppe volte faccia a terra dopo un gol subito. Nel primo tempo perde ancora la pazienza con un arbitro dopo l’ennesimo torto arbitrale della stagione e battibecca con il direttore di gara facendogli letteralmente volare dalle mani i cartellini. L’arbitro con nonchalance ammirevole raccoglie da terra il giallo e glielo mostra.

ASCHETTINO: 5.5
Tra cinque giorni sarebbero stati cinque anni esatti dalla sua ultima partita in gialloblù. Che dire, dalle sue movenze, dal suo tocco di palla si intuisce che dietro il pesante velo della sua pessima forma atletica si nasconde il giocatore che era ma al momento tutto ciò rimane una sensazione indistinta come quando ci si risveglia da un sogno che si ricorda a malapena. In campo tiene finché può poi con il fiato perde lucidità e il balletto di sostituzioni tra lui ne Santolamazza diventa la coreografia che meglio descrive la partita. Comunque lo aspettiamo tra una settimana, peccato abbia fallito di poco un gol che avrebbe potuto dargli morale.

SANTOLAMAZZA: 5
Con lui in campo sulla fascia sinistra l’Olympic attraversa i momenti di maggiore fragilità. Il gol gettato al vento del possibile 2 a 2 grida vendetta e gran voce.

MONTALDI: 5
Spinge poco e senza ordine ma i maggiori pericoli vengono dai duetti tra lui e Collu. Realizza l’1 a 1 con il suo gol numero 38 nelle gare ufficiali in questa stagione.

COLLU: 6.5
Il centotredicesimo giocatore della storia gialloblù si presenta subito con un taglio magistrale del campo da destra e sinistra e un tiro che il portiere sventa solo grazie da un miracolo. Poi tanta, tantissima corsa, tanti tiri, un palo, un gol, tanto carisma ed esperienza che all’Olympic servono come il pane. Se la società riesce a confermare questo giocatore allora la sconfitta di ieri sarà ricordata come la serata in cui l’Olympic ha trovato un gran giocatore.

FANTINI: 5
Ci prova tantissimo ma i suoi tiri finiscono spesso fuori o addosso al portiere. E poi gioca con troppo nervosismo che a lui non giova per niente.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 3-6

MERCOLEDI’ 29 MAGGIO 2013, ORE 21
LONGARINA
VII TORNEO LIDO DI ROMA
OLYMPIC 2000 – AUTORICAMBI BERNOCCHI
3-6 (2-3)

MARCATORI OLYMPIC: 1 FANTINI, 1 RENCRICCA A., 1 SANTOLAMAZZA
MIGLIORE IN CAMPO: SANTOLAMAZZA
AMMONITO: FANTINI

Povera Olympic, che pena vederla così: doversi arrabattare e arrangiare alla bell’e meglio nel pomeriggio, a poche ore dal fischio d’inizio, per mettere su una squadra.
Non è da grande squadra, non è da Olympic che da sempre ha fatto dell’organizzazione e della precisione il suo motivo di vanto.
All’esordio nel VII Torneo Lido di Roma si è perso contro il Bernocchi. Non c’è stata la vendetta sportiva dell’eliminazione in Europa League, c’è stata invece una nuova sconfitta figlia prima di una vigilia rocambolesca e poi di una prestazione deficitaria.
Le prime convocazioni erano state illusorie, Caserta e Formica erano della partita. Ma questo solo a fino alle 18 di ieri quando arrivavano non solo i loro forfait ma anche quello di Tarallo chiamato a sostituirne uno.
Che si poteva fare a tre ore dal fischio d’inizio, cercare di metterci una toppa. Veniva chiamato Alexander Ruggeri, alla seconda presenza in gialloblù, e Alessandro Santolamazza che a causa di impegni precedenti poteva garantire la sua presenza solo per un tempo.
Il Bernocchi si presentava invece al gran completo ma trovava di fronte a se anche un’Olympic con un limite preciso, quello di non saper mantenere la concentrazione per cinquanta minuti.
Il Bernocchi sulla carta non è una squadra superiore all’Olympic, non lo è perfino dell’Olympic rappezzata di ieri. Eppure l’Olympic rispetto al Bernocchi è stata sempre o quasi inferiore per concentrazione e cattiveria.
Questa è stata la grande differenza tra le due formazioni: gli avversari arrivano sempre primi sul pallone, combattevano di più, vincevano più contrasti e rimanevano compatti e solidi per cinquanta minuti più recupero.
L’Olympic non ha giocato male ma in certe circostanze permetteva che anche pochi secondi di black out di concentrazione divenissero decisivi.
La gara la sbloccava il Bernocchi ma Fantini rimetteva tutto in parità con un gol magnifico da posizione angolata. Poi gli avversari indirizzavano la partita segnando due gol in rapida successione ma da metà frazione in poi l’Olympic attraversava il suo miglior momento con Santolamazza in campo che, sebbene a corto di fiato, garantiva alla squadra un certo equilibrio. Il premio per il difensore inglese era una rete fortunosa che chiudeva i giochi prima dell’intervallo.
Durante il riposo purtroppo il numero 6 gialloblù doveva abbandonare la contesa quindi l’Olympic doveva giocare i restanti venticinque minuti con gli uomini contati. Il Bernocchi segnava il quarto gol ma poco dopo Rencricca ristabiliva le distanze e Ruggeri falliva il pareggio colpendo la traversa su punizione di seconda.
Qui si decideva la partita.
Gli avversari non lasciavano spazio, l’Olympic si sbilanciava e si scopriva permettendo agli avversari colpire in contropiede. Finiva 6 a 3 per Cascone e compagni.
Il grande punto interrogativo di questo momento per l’Olympic è se esiste ancora una squadra titolare. In quattro non si discutono e non mancano mai ma gli altri? Caserta cosa può dare in termini di disponibilità e dedizione? Formica non gioca da un mese, come tornerà? Aschettino potrà risolvere i problemi?
E’ una stagione in cui potevamo raggiungere dei traguardi importanti ma in alcuni momenti importanti è mancato qualcosa, anche in termini di serietà da parte di alcuni giocatori.
Nulla è ancora perso ma in estate servirà un confronto per stabilire come dovrà essere costruita l’Olympic del 2014.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.
Più di una volta sceglie bene il tempo dell’intervento evitando gol. Peccato che il quinto gol gli si infili sotto le gambe.

RENCRICCA A. : 5.5
Un suo rinvio maldestro provoca il primo gol avversario poi non sbaglia più nulla. Realizza il gol del 3 a 4.

SANTOLAMAZZA: 6
Quindici minuti circa in campo, un’autonomia di cinque minuti e le gambe pesanti. Eppure riesce ad essere il migliore in campo perché quando c’è lui l’Olympic ha più equilibrio e più testa. Cerca sempre il passaggio giusto e da un suo lancio per Montaldi nasce il suo trentatreesimo gol in carriera in gare ufficiali.

MONTALDI: 5.5
L’uno due avversario nel primo tempo lo trova impreparato e fuori posizione. Meglio quando gioca qualche metro più avanti e crea più pericolo alla porta del Bernocchi.

RUGGERI: 5.5
Cavallo pazzo: l’esuberanza dei suoi 19 anni lo porta a svariare su tutto il fronte di centrocampo. Da una parte lodiamo la sua voglia di mettersi in mostra ma dall’altra parte con lui in campo l’Olympic si è dimostrata più fragile e più squilibrata proprio a causa dei suoi continui cambi di fronte. Peccato che il suo tiro su punizione di seconda abbia colpito la traversa. Le qualità ci sono, il ragazzo si farà. Speriamo con la maglia gialloblù addosso.

FANTINI: 5
Gli avversari hanno saputo innervosirlo con qualche calcio di troppo e lui ha avuto la responsabilità di cascare nella trappola perdendo lucidità e concentrazione. Bello il primo gol ma più avanti se ne mangia due clamorosi. Ammonito.

Olympic 2000 – Real Molteni 5-15

MARTEDI’ 21 MAGGIO 2013, ORE 21
LONGARINA
GARA AMICHEVOLE
OLYMPIC 2000 – REAL MOLTENI
5-15 (3-4)

MARCATORI OLYMPIC: 1 CASERTA, 1 FANTINI, 1 MONTALDI, 1 RENCRICCA A., 1 TARALLO
MIGLIORE IN CAMPO: MONTALDI

Nel calcio la differenza la fanno le motivazioni e nell’amichevole di ieri si sono affrontate una squadra che mangiava l’erba del campo per quanto aveva voglia di vincere e divertirsi e una che aveva a malapena voglia di correre.
Purtroppo la squadra senza stimoli era l’Olympic che dopo un tempo tutto sommato decente nella ripresa si è consegnata agli avversari facendosi seppellire di reti e esponendosi ad una brutta figura che francamente si poteva evitare. Come? Magari semplicemente non giocando visto che i giocatori gialloblù sembravano totalmente assenti e con la testa da un’altra parte. Dove poi non si sa perché si organizzano partite di allenamento per prepararsi ad un torneo imminente (il Clausura comincia tra una settimana) si presuppone che l’obiettivo della serata sia quello di prepararsi per l’appunto al torneo. Invece giocando così e più che probabile che anche nelle gare importanti manchi qualcosa a livello mentale (e purtroppo contro il Bernocchi nella semifinale di Europa League è successo proprio questo).
Per quanto riguarda i singoli spendiamo due parole su gli elementi che la società sta testando per allargare la rosa: Tarallo da sempre l’impressione di poter illuminare la scena con qualche tocco ma per ora la tenuta atletica è minima. Edoardo Rencricca invece non ha brillato ma nemmeno fatto scempi e in una partita come quella di ieri non è poco.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 cap.
Gran primo tempo. Nel secondo tempo si arrende dopo i cinque gol consecutivi che il Real segna in pochi minuti.

RENCRICCA A. : 5
Sempre fuori dalla sua posizione naturale di centrale a causa di una improvvisa passione per il ruolo di ala sinistra. Lo “scavetto” a centrocampo da cui nasce il quinto gol del Real è una contro – perla da consegnare agli annali. Segna un gol.

MONTALDI: 5.5
Un po’ meglio degli altri, si impegna fino alla fine e segna il secondo gol dell’Olympic.

RENCRICCA E. : 5.5
Mancava da due anni e otto giorni in gare ufficiali, torna in una serata in cui sfiderei chiunque ad uscirne facendo bela figura. C’è da dire che nel primo tempo ha sbagliato molti passaggi ma ha sempre fatto di tutto per recuperare l’errore e ci è sempre riuscito meritandosi tanti applausi. Ora ci vorrebbe che giocasse in un match in cui l’Olympic giocasse bene, un incontro in cui lui possa inserirsi in un meccanismo funzionante. In quel caso capiremmo finalmente se Edoardo può aiutare questa squadra.

TARALLO: 5.5
Qualche lampo, qualche scintilla, il gol dell’unico vantaggio gialloblù (il 3-2) ma ha troppa poca benzina in corpo per dare continuità al suo gioco.

CASERTA: 5.5
Freccia rossa nel primo tempo (con gol annesso), tram (con troppe fermate) nel secondo.

FANTINI: 5
Poco filtro a centrocampo e tanti errori sotto porta. Non il solito Gambe Tonanti. Segna un gol.

Olympic 2000 – Mo’viola 3-4

LUNEDI’ 13 MAGGIO 2013, ORE 21
LONGARINA
SPRING TROPHY, SECONDA GIORNATA
OLYMPIC 2000 – MO’VIOLA
3-4 (2-3)

MARCATORI OLYMPIC: 1 CASERTA, 1 FANTINI, 1 AUTORETE
MIGLIORE IN CAMPO: PERRONE
AMMONITI: PERRONE, FANTINI

Un primo quarto d’ora disastroso dell’Olympic ha permesso al Mo’viola di battere i gialloblù e ottenere il primato solitario nella classifica dello Spring Trophy.
Questa la sintesi della partita di ieri che chiudeva il girone di andata del mini torneo a cui l’Olympic sta partecipando per prepararsi al torneo di fine stagione.
Nella mattinata di ieri due forfait inaspettati impedivano all’Olympic di provare la squadra che sperimentale che Perrone aveva in mente già da qualche giorno: prima Formica poi Ruggeri avvertivano di essere improvvisamente indisponibili costringendo così il player manager gialloblù a convocare Montaldi, inizialmente non convocato.
La prestazione dell’Olympic non è stata un totale fiasco, anzi, però la prima parte del primo tempo è stata a tal punto negativa da condizionare tutto l’incontro. Due errori di Rencricca e uno di Montaldi causavano le tre reti del Mo’viola che dopo lo 0-3 viaggiava sul velluto agendo in contropiede e causando ulteriori pericolo alla porta difesa da un ottimo Perrone.
Il momento di smarrimento si chiudeva con la bella incursione di Montaldi chiusasi con l’autogol del viola Ioli. La prima marcatura, sebbene un po’ fortunosa, dava fiducia all’Olympic che da quel momento cominciava a macinare gioco e a creare molte occasioni di cui purtroppo solo una veniva capitalizzata grazie a Caserta.
A inizio ripresa Fantini sfruttava l’invito di Tarallo per segnare il meritato pareggio ma paradossalmente propria con questa rete si chiudeva il periodo migliore dei gialloblù che cominciavano a rischiare davvero tanto.
Nonostante qualche rischio di troppo l’Olympic sfiorava il vantaggio colpendo due pali mentre il direttore di gara annullava ingiustamente un gol buonissimo a Montaldi dimostrandosi una bestia nera per i gialloblù (era lo stesso arbitro della disgraziate partite di Europa League contro Parchetto e Bernocchi).
Nel finale arriva purtroppo il gol della vittoria del Mo’viola e a nulla serviva il forcing finale dell’Olympic per rimediare.
La gara finiva quindi 4 a 3 per gli uomini capitanati da Rossi che nel prossimo incontro affronteranno lo Scarsenal cercando l’ipoteca per la vittoria del mini torneo.
Per l’Olympic il match si chiudeva con la consapevolezza di essersi approcciati male all’incontro (se perdiamo queste partite per un approccio sbagliato allora vuol dire che nemmeno il Mo’viola riesce a darci concentrazione e lucidità), di essere stati davvero poco precisi sotto porta (Caserta ha avuto almeno cinque palle gol nitide) ma anche di aver trovato in Tarallo un buon rinforzo per il Clausura.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.
Il fastidioso malessere al ginocchio lo rende rigido nei movimenti ma dopo essersi scaldato acquisisce la sicurezza necessaria per sventare tante palle gol. Miracoloso sulla solita spizzata di Rossi.

RENCRICCA A. : 5.5
Buona prova dopo l’avvio burrascoso ma all’inizio e nel finale commette gli errori che fanno segnare il Mo’viola. Il lancio lungo avversario alla ricerca degli attaccanti viola è un tendine d’Achille a cui va messa una pezza.

MONTALDI: 6
Esce dal tunnel di brutte prestazioni iniziato qualche tempo fa e tutti speriamo che lo abbia fatto in via definitiva. Ieri sulla fascia destra sembrava Formiconi per quante volte faceva su e giù in entrambe le fasi. Provoca l’autorete che vale il primo gol gialloblù, colpisce un palo clamoroso (la palla danza tra gambe, linea e montante non entrando non si sa come) e nel finale segna un gol assolutamente buono che l’arbitro ha chissà perché annullato.

TARALLO: 6
Poco dinamico ma ha tutta la qualità per non farlo notare. Suggerisce a Fantini l’assist per il tre pari e all’Olympic di tenerselo stretto per gli ultimi due mesi di stagione. Vorremmo che diventasse il fantasista che mostrasse a Caserta la strada verso il gol.

CASERTA: 5.5
Mille spunti, mille dribbling, mille occasioni e un solo gol (come al solito bellissimo). C’è bisogno di spiegare il voto?

FANTINI: 5.5
In vetrina Andrea espone il bel gol del tre pari e un tiro in fotocopia che pochi minuti dopo termina a lato da poco. Ci vorrebbe dell’altro materiale per arrivare alla sufficienza piena.

Olympic 2000 – Real Molteni 10-8

MARTEDI’ 30 APRILE 2013, ORE 21
STADIO LONGARINA
GARA #819
CHALLENGE CUP 6, FINALE

REAL MOLTENI – OLYMPIC 2000
8-10 (3-3)

MARCATORI OLYMPIC: 4 FANTINI, 2 CIUFFA A., 1 CASERTA, 1 FORMICA, 1 MONTALDI, 1 RENCRICCA A.
MIGLIORE IN CAMPO: FANTINI
AMMONITI: –
ESPULSI: –
CLIMA: PRIMAVERILE CALDO

Alla fine la Challenge Cup si chiude con il solito finale, quello di sempre o quasi, con i giocatori dell’Olympic che alzano la coppa, la memoria che va per un attimo alle brutte prestazioni della prima fase e poi la festa, anche se in tono minore, vista l’eliminazione in Europa League.
Si è chiusa ieri sera l’edizione di Challenge Cup più sfortunata, più difficile, più travagliata per le tante difficoltà organizzative causate da maltempo, ritiri di squadre, forfait tardivi che hanno reso impossibile dare una continuità al torneo che ha raggiunto la ragguardevole durata di cinque mesi abbondanti.
Ora però è finita, la Challenge andrà in letargo per un po’, per qualcuno potrebbe addirittura essere stata l’ultima edizione di questo torneo ma non precipitiamo queste considerazioni e concentriamoci sulla partita dell’Olympic.
I gialloblù si sono avvicinati a questa finale perdendo tante partite nel girone e di queste ben due contro il Real Molteni che aveva così vinto il girone e si era qualificata direttamente per l’atto finale della coppa. L’Olympic quindi aveva dovuto affrontare lo scoglio della semifinale contro il Miami, un ostacolo superato brillantemente grazie ad una prova perfetta che aveva galvanizzato Perrone e compagni.
Tre protagonisti di quella serata, Romagnoli, Ciardi e Santolamazza, erano stati sostituiti nelle convocazioni per la gara di ieri da tre titolari fissi, Formica, Caserta e Ciuffa quindi l’Olympic era in formazione tipo e nona aveva scuse. Nonostante un percorso difficile la coppa era un traguardo da raggiungere a tutti i costi.

Invece in campo non è stato così facile: il Real, nonostante fosse senza riserve, presentava giocatori giovani e ben allenati mentre i nostri sembravano lumache pronte per l’ospizio. I gol degli avversari arrivavano così: gli attaccanti del Real mettevano la freccia, superavano i nostri difensori e battevano Perrone, anche lui non perfetto in occasione del primo e del terzo gol degli avversari.
Il primo tempo è stata una continua sofferenza perché l’Olympic non riusciva a raccapezzarci perché i giocatori non mantenevano le posizioni e il gioco era lasciato al caso. Le reti che hanno permesso all’Olympic di andare al riposo sul 3 a 3 sono state frutto del carattere di Rencricca, Montaldi e Fantini, il gioco non c’entra ma meglio così perché la sconfitta contro il Bernocchi era nata anche da una mancanza di carattere dei nostri.

Dopo l’intervallo le cose sono andate meglio, almeno di quel tanto che è bastato per vincere la partita. Già il Real era leggermente calato nella fase finale della prima frazione e il trend si confermava a inizio della seconda quando Caserta firmava il primo vantaggio gialloblù della serata. Poco dopo arrivava anche il doppio vantaggio ma da questo momento in poi il match seguiva uno schema fisso: l’Olympic si portava avanti di due e il Real subito dopo accorciava mettendo il fiato sul collo ai nostri che per u successivi venti minuti giocavano una partita tutta sui nervi davvero estenuante dal punto di vista psicologico.

E’ stato faticoso ma alla fine i nostri ce l’hanno fatta pur non giocando bene, pur senza attenzione né concentrazione però il carattere c’è stato e tanto è bastato per ottenere la quarta Challenge su sei edizioni. E’ stato la coppa dello zoccolo duro gialloblù: di Fantini, miglior bomber del torneo (anche se la coppa di capocannoniere è andata a Lisci del Miami che aveva segnato più gol nella prima fase), di Formiconi, infortunato lungodegente ma presente all’esordio a novembre ma è stata anche la coppa degli outsider come Romagnoli, Santolamazza e soprattutto Ciardi che ieri era presente in panchina. Ma le congratulazioni vanno anche a Belli che ha giocato la prima fase ed è stato infortunato durante i play off, insomma, è stata la solita bella avventura ricca di avvenimenti e ricordi che già appartengono alla storia dell’Olympic.

Un’altra coppa in bacheca, una coppa leggera che non riesce a mitigare la sconfitta subita in semifinale di Europa League. Per dimenticare quel fallimento ci vuole qualcosa di consistente e quel qualcosa avrà inizio a fine maggio.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.
Nel primo tempo dalle sue parti svolazzano le quaglie (il primo e il terzo gol entrano in rete un po’ troppo facilmente) poi comincia a fare parate fondamentali come la deviazione sulla traversa sul tiro a botta sicura che poteva significare l’1 a 4 o le uscite su Triunfo nel finale. Presente in tutte le gare di questa Challenge, dal nebbione novembrino dell’Eschilo al caldo primaverile della Longarina.

RENCRICCA A. : 6.5
Finale giocata senza tanta concentrazione (sbaglia i tempi di anticipo su Triunfo e sale troppo in avanti anche quando non serve) ma lì dove è mancata la testa c’è stato il carattere e la voglia di vincere che hanno fatto davvero al differenza. Segna il primo gol gialloblù della serata, quello del provvisorio 1 a 2, il dodicesimo in questo torneo in cinque presenze. Assente solo nel match esordio, quello che rimarrà nella storia per la fitta nebbia.

CIUFFA A. : 6.5
Svagato, disattento in fase difensiva, a volte sembra catapultato in campo per caso. Poi però ha dei flash, dei momenti di vitalità che stendono gli avversari. Chissà forse quello del difensore non è il suo ruolo, forse bisognerebbe provarlo più in avanti ma così ci ritroveremmo di nuovo di nuovo a dover cercare un difensore per il finale di stagione. Per lui era l’esordio nel torneo e l’ha bagnato con una doppietta di reti e di assist.

MONTALDI: 6.5
Un Montaldi ancora a corrente alternata anche se alla fine riesce sempre a essere decisivo. Il secondo e il terzo gol sono merito suo infatti prima segna la sua decima rete nel torneo poi tira un siluro che il portiere non trattiene e Fantini ribadisce in rete.
In questa edizione di Challenge è stato assente solo nella serata della mega rissa causata dal colombiano del Miami City.

CASERTA: 6+
E’ destino che sul campo più esterno della Longarina deve offrire prestazioni non proprio esaltanti anche se in senso relativo visto che trova comunque il tempo per segnare un gol e fornire due assist. Terza presenza in questa Challenge in cui ha realizzato tre gol (una a partita) e ben cinque assist.

FORMICA: 6+
Prestazione sulla falsa riga di quella di Caserta, si accende a tratti, fa buone cose sulla fascia sinistra anche se in generale non brilla. Quattro presenze e quattro gol nel torneo con ben cinque assist.

FANTINI: 7.5
Andrea corona la sua ottima Challenge Cup con un poker decisivo per la vittoria e con una prova davvero esaltante per i toni agonistici. Tantissimo pressing, tanti palloni rubati, quattro reti, un assist e aiuto in fase difensiva. Non si potrebbe chiedere di più.
E’ stato il miglior marcatore dell’edizione con 18 reti (peccato aver perso il titolo di capocannoniere avendo segnato relativamente poche reti nella prima fase). Sempre presente, unico giocatore insieme a Perrone: protagonista nella brughiera dell’Eschilo, nelle battaglie (perse) al San Giorgio, vittima nel western colombiano e mattatore dei play off alla Longarina. Giocatore unico.

Hanno preso parte a questa edizione di Challenge Cup anche altri cinque giocatori: Fabrizio Formiconi ha disputato la gara d’esordio venendo espulso nel finale. Si è poi infortunato seriamente prima della seconda partita ed ora è in pena fase di recupero. Per lui un assist.
Pierluigi Ciardi ha giocato ben tre partite tra cui la “semifinale perfetta” facendo registrare due reti e quattro assist. Ieri sera è stato presente in panchina pur non essendo stato convocato e la società ha apprezzato davvero molto questo gesto e il suo incitare i compagni per tutta la partita.
Stefano Romagnoli ha disputato una sola partita, la semifinale contro il Miami City. Umile e disponibile come sempre, per lui una rete.
Alessandro Santolamazza ha giocato due partite tra cui la gara di ritorno della prima fase contro il Real Molteni, gara in cui ritornò in campo dopo molti mesi. Ottima la sua prova in semifinale, match in cui ha segnato una rete.
Emiliano Belli è stato parecchio sfortunato perché dopo aver giocato le quattro gare della prima fase ha dovuto rinunciare ai play off per un infortunio al braccio. Peccato, questa era la sua coppa e avrebbe meritato di festeggiare il trofeo insieme ai compagni.

Olimpic 2000 – Miami City 15-0

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MARTEDI’ 23 MARZO 2013, ORE 21.30
STADIO LONGARINA
GARA #818
CHALLENGE CUP 6, SEMIFINALE

MIAMI CITY – OLYMPIC 2000
0-15 (0-6)

MARCATORI OLYMPIC: 5 RENCRICCA A., 3 FANTINI, 3 MONTALDI, 1 CIARDI, 1 PERRONE, 1 ROMAGNOLI, 1 SANTOLAMAZZA.
MIGLIORE IN CAMPO: RENCRICCA A.
AMMONITI: –
ESPULSI: –
CLIMA: PRIMAVERILE

Eravamo pronto ad abbandonare anche la Challenge Cup con la ferita dell’eliminazione in Europa League ancora aperta e sanguinante. Eravamo pronti a dire addio anche a questo piccolo obiettivo stagionale perché il Miami City recentemente ci aveva mazzolato per bene e perché mancava più di mezza squadra.
Le assenze del portiere di coppa Belli, di Ciuffa, Caserta e Formica ci avevano ricordato un’altra serata nefasta: era il 18 febbraio 2011, giorno della semifinale della prima edizione di Challenge Cup. L’Olympic era favorita contro i Tamarri eppure le tante assenze e una prestazione negativa impedirono ai gialloblù di disputare la finale contro il Centro. Per capirci era la serata in cui fummo costretti a vedere Damiano Pacifici schierato come centrocampista.
Due anni e cinque Challenge Cup dopo la situazione sembrava la stessa. Fortunatamente in questa stagione la rosa dell’Olympic può contare su outsider di lusso. Gente che da la propria, entusiasta disponibilità anche se convocata nel giorno stesso dell’incontro. Giocatori come Romagnoli e Ciardi, ai quali si è aggiunto Santolamazza, sono davvero preziosi per qualsiasi allenatore.
L’Olympic giungeva alla Longarina con tante ansie: la sconfitta della scorsa settimana contro il Bernocchi imponeva la reazione forte e decisa ma ce l’avrebbe fatta l’Olympic? In campo tutte queste paure si sono dissolte perché il Miami City, prossimo allo scioglimento definitivo, si presentava senza cambi e con molte assenze e poi, come tutti si auspicavano, è arrivata anche la prestazione con la P maiuscola dei gialloblù che hanno letteralmente asfaltato gli avversari.
I primi minuti sono stati anche equilibrati: l’Olympic, schierata con Rencricca, Romagnoli, Fantini e Montaldi davanti alla porta non quagliava mentre Perrone aveva il suo bel da fare. Poi i nostri hanno aggiustato la mira e il primo tempo è terminato 6 a 0 con Santolamazza che, al pari di Ciardi, timbravano il cartellino una volta ciascuno.
L’esultanza tipica dell’italo inglese riportava serenità nella squadra che a inizio ripresa vanificava l’abbozzata reazione avversaria con il settimo gol che piegava il Miami City sulle ginocchia.
Di lì in poi è stata una passeggiata e sono arrivati altri otto gol: c’è stata anche gloria per Romagnoli e perfino per Perrone che chiudeva il conto con una galoppata coast to coast che non si vedeva dagli anni ’90. Il Miami City dei senatori instancabili Di Pietro e Di Biase ma anche del genio Tetenaj, eternamente vittima della sua deleteria autostima, ha visto impietosamente scrivere la parola fine non solo su questa Chalelnge ma forse anche sulla propria storia.
Qualificazione raggiunta, paura finita, ora c’è il Real Molteni da affrontare e cercare di battere per mettere la quarta Challenge in bacheca. Servono serate come queste per riempire le bacheche, per avere morale, per riprendere una stagione rovinata da un paio di prestazioni che hanno prima fatto sfumare una Champions League e poi un’Europa League.
Mancano tre mesi alla fine dell’annata e tutto è ancora in ballo.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.
Nei primi dieci minuti la partita è vera e servono le sue parate per tenere inviolata una porta che risulterà immacolata anche al fischio finale. Nel finale ci scappa un gollonzo con tanto di capriola brasileira come esultanza.

RENCRICCA A. : 7
Da quando ha ricominciato a segnare non smette più e segna più di tutti. Ieri ne ha realizzati cinque, ha confezionato una assist e si è segnalato come il migliore in campo nel giorno della sua trecento cinquantesima presenza. Un mito vivente del calcio gialloblù.

ROMAGNOLI: 7
Mancava Ciuffa e tutti a pregare che la difesa si dimostrasse solida. Così è stato: Stefano ha garantito solidità, fisicità e grinta e quando ha sbagliato i tifosi lo hanno applaudito perché hanno apprezzato la sua furia nel riparare all’errore commesso. Nel finale di ripresa realizza il primo gol in gare ufficiali con la maglia dell’Olympic e da qualcuno giura che il sorriso sul suo volto da quel momento non è più scomparso.

MONTALDI: 6.5
Il più deludente nella serata dell’eliminazione in Europa League aveva promesso l’impresa e una prestazione fuori dalle righe. La prestazione è stata sufficiente ma la grinta è stata fuori dal comune e non ci stupiamo che l’1 a 0 sia venuto da un suo tap in su una corta respinta del portiere avversario. Quel pallone sarebbe entrato in un modo o nell’altro perché Simone aveva gli occhi della tigre. Alla fine realizza una tripletta e due assist e ha potuto festeggiare degnamente il raggiungimento della diciassettesima posizione nella classifica presenze di tutti i tempi: a quota 71 supera Juan Esteban Brusco.

FANTINI: 6.5
Il Dynamo del calcetto fa sparire dai piedi avversari decine di palloni dando una lezione di umiltà a dirimpettai acerbi che pensano di essere già arrivati quando ancora non sono nemmeno partiti. La sua tripletta li punisce ulteriormente nella serata della sua presenza numero 250.

CIARDI: 7
Dopo tante partite in cui, per esigenza, era stato schierato come difensore viene finalmente impiegato nel suo ruolo in posizione più avanzata e offre una prova veramente buona in cui non fa rimpiangere né Montaldi né Fantini. I tempi di inserimento sono quelli giusti (un gol e due assist), quelli in copertura altrettanto buoni. Terza presenza in Challenge Cup 6 si candida per una convocazione in finale.

SANTOLAMAZZA: 7
La sua presenza rasserena subito lo spogliatoio e poi anche la panchina ma quando entra in campo dimostra di non essere solo un totem e offre la sua miglior prestazione stagionale tra gare ufficiali e stage. Che poi abbia pochissima autonomia e i suoi muscoli siano fragili è una realtà con cui deve fare i conti ma la classe con cui toglie palla ai veloci attaccanti avversari, con cui fa correre i compagni sulle fasce, con cui tenta la via del gol riuscendoci al terzo tentativo, beh queste sono fattori invariabili del suo DNA di calciatore. Anche per lui come per Romagnoli e Ciardi la speranza di una convocazione per la finale.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 4-8

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Un’Olympic irriconoscbile viene sbattuta fuori dall’Europa League. I gialloblù sbagliano tutto a partire dall’approccio.

GIOVEDI’ 18 APRILE 2013, ORE 21
STADIO LONGARINA
GARA #817
EUROPA LEAGUE APERTURA, SEMIFINALI

OLYMPIC 2000 – AUTORICAMBI BERNOCCHI
4-8 (1-3)

MARCATORI OLYMPIC: 2 CASERTA, 2 FORMICA.
MIGLIORE IN CAMPO: PERRONE
AMMONITI: CIUFFA A., FORMICA

E’ finita. I giocatori in maglia gialla esultano, quelli in maglia gialloblù hanno gli occhi sgranati e increduli e rimangono in campo trasognati a fissare il nulla, come per cercare di capire cosa sia stato ad essergli passato davanti, troppo veloce, troppo violento per essere percepito dall’occhio umano.
Poi il mondo smette di girare, gli oggetti si fermano e tutto acquista forma e significato: l’Olympic ha perso, è fuori dall’Europa League e a travolgerla è stata un’Autoricambi Bernocchi perfetta, magistrale, cattiva, determinata. Forse Cascone e compagni avevano una marcia in più dopo aver conquistato la qualificazione all’ultima giornata rispetto ad un’Olympic che aveva dominato il girone. Oppure i gialloblù hanno sentito troppo la partita e pagato il forte desiderio di vincere la coppa, forse capiremo tutto più in la, tra qualche giorno, dopo che la delusione si stratificherà e in loro tornerà la motivazione, la voglia di tornare a vincere. Per ora tutto è nero e gli occhi rimangono fissi nel vuoto.
La marcia di avvicinamento a questa semifinali era stata perfetta per l’Olympic: primo posto nel girone dopo quattro vittorie su cinque partite, la quadratura ritrovata grazie all’acquisto di Ciuffa che aveva colmato il vuoto lasciato da Formiconi, la sicurezza ristabilita. Per la penultima tappa verso la coppa la squadra era al completo e la storia parlava a favore dell’Olympic che in questa stagione aveva battuto già due volte gli Autoricambi.
Eppure, già dopo pochi minuti, si capiva che qualcosa non andava: gli avversari trovavano facilmente il modo di arrivare dalle parti di Perrone e il capitano doveva subito superarsi in quattro parate difficili consecutive. Al quinto tentativo gli Autoricambi passavano in vantaggio meritatamente.
Come al solito cercavamo in Mimmo Caserta il primo spiraglio di luce e la fiducia era giustamente riposta perché il numero 19 realizzava uno dei gol più belli da quando veste la maglia dell’Olympic. Purtroppo era un fuoco fatuo perché i meccanismi di squadra non giravano a dovere, l’intesa tra Rencricca e Caserta aveva grandi e pericolose pause e Rosca e Cioè arrivavano spessissimo a calciare segnando due reti prima dell’intervallo.
In tutta questa confusione di idee l’Olympic veniva ulteriormente spinta più in giù da una direzione di gara inspiegabile: l’arbitro, che già aveva fortemente penalizzato i nostri in occasione della sconfitta contro il Parchetto, prendeva di continuo decisioni contro i gialloblù sia nelle piccole cose (rimesse laterali invertite, contrasti regolari che diventavano falli) sia in quelle più macroscopiche come un clamoroso calcio di rigore negato a Caserta o un fallo da ultimo uomo subito da Fantini lanciato a rete e trasformato in fallo dell’attaccante gialloblù.
Non vogliamo certo insinuare che l’arbitro arbitrasse volontariamente contro l’Olympic ma tante, troppe decisioni strane, ci hanno fatto quasi venire questo dubbio. A inizio ripresa Caserta trovava su punizione il 2 a 3 ma subito dopo gli avversari trovavano il quarto gol e poco dopo si verificavano i già menzionati torti arbitrali che contribuivano al break degli avversari che guadagnavano tre lunghezze portandosi sul 2 a 5.
Questo gap si protraeva per tutto nel secondo tempo fino a che l’Olympic non ha dovuto scoprirsi e rischiare il tutto per tutto e li il contropiede avversario è stato letale. Gli ultimi minuti sono stata una sofferenza perché l’Olympic non è mai stata in partita, mai ha dato l’impressione di poter riprendere la partita e alla fine il fischio finale è stato forte e fragoroso come un tuono che manda in mille pezzi un sogno.
I prossimi giorni saranno importanti per i gialloblù: bisognerà ritrovare la giusta motivazione per riprendersi da questa batosta che arriva poco dopo la beffa della mancata qualificazione in Champions League solo per una classifica avulsa negativa. C’è una Challenge da provare a vincere e un torneo di Clausura con il quale rifarsi.
Rialzarsi e raddrizzare la stagione sarebbe da campioni e l’Olympic in questa annata ha ancora molto da dimostrare ai propri tifosi.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.
Prende un gol balordo in occasione dell’1 a 2 ma frena l’urto degli avversari tante e tante volte.

RENCRICCA A. : 5
Si capisce fin dalle prime battute che la squadra non riesce a mantenere la distanze tra i reparti e che non si muove come nelle ultime partite: in mezzo a questa giostra infernale Rencricca balla e traballa trovandosi a commettere errori di concentrazione e di misura incredibili. La sua serata nera e resa più scura da un calcio rigore fallito a metà ripresa.

CIUFFA A. : 5
Probabilmente il più deludente tra i gialloblù perché da quando è arrivato lui la squadra era rinata e aveva ritrovato sicurezza e stabilità. Fallisce nella serata più importante apparendo deconcentrato e poco presente, come non avesse capito l’importanza della partita partecipando così alla prima sconfitta dell’Olympic in una semifinale dopo dieci anni.
Ammonito nella ripresa.

MONTALDI: 4.5
Non pervenuto. Dov’è Simone? Da lui aspettiamo un segnale dopo una serata che ricorderà solo perché gli ha permesso di agganciare, con 70 gare in gialloblù., l’argentino Brusco in classifica presenze.

CASERTA: 5.5
Quando le cose vanno male come ieri i tifosi sperano che Mimmo possa e prendere palla e risolvere le cose da solo. Lui ci riesce segnando il meraviglioso gol dell’1 a 1, bruciando il portiere con la punizione del 2 a 3 e servendo a Formica l’assist per il terzo ma in generale la sua prestazione è come un interruttore della luce che oscilla tra ON e OFF e lui si spegne e si accende con troppa discontinuità.

FORMICA: 5
La sua serata comincia male quando riconosce l’arbitro che lo aveva espulso nella partita contro il Parchetto e quando sembra che lo stesso direttore di gara si accanisca su di lui negandogli falli e punendolo fischiandogli tutto. Fabio si innervosisce, finisce per essere ammonito al primo fiato e nonostante una bella doppietta non riesce a giocare come vorrebbe. Peccato perché la brutta serata ha fatto passare in sordina il sorpasso a Tarallo nella classifica marcatori di tutti i tempi (quarto posto con 166 reti a fronte delle 165 dell’ex gialloblù).

FANTINI: 5
La sua Europa League finisce con un solo gol segnato in cinque partite. Evanescente, pesante, impreciso, deludente come il resto della squadra..

Olympic 2000 – Scarsenal 10-4

MARTEDI’ 16 APRILE 2013, ORE 21.30
STADIO LONGARINA
GARA #816
GARA AMICHEVOLE

OLYMPIC 2000 – SCARSENAL
10-4 (2-1)

MARCATORI OLYMPIC: 4 FANTINI, 3 FANTINI, 2 FORMICA, 1 MONTALDI.
MIGLIORE IN CAMPO: TROMBETTI

Scarsenal. Imprimetevi bene nella memoria questo nome perché nei prossimi mesi ne sentiremo parlare spesso e volentieri. Per ora è una squadra nata da pochi mesi e con scarsi risultati ma è un fenomeno destinato a crescere e ci scommettiamo sopra perché è una squadra composta da tanti ex giocatori dell’Olympic che hanno fatto quadrato e hanno deciso che avevano ancora molto da dare al calcio, anche se non con la maglia gialloblù.
Dopo un Torneo di Apertura (erano inclusi nel girone di Parco de’ Medici) con poche soddisfazioni parteciperanno al Clausura alla Longarina quindi presto le strade di Scarsenal e Olympic potrebbero incrociarsi di nuovo. Nel frattempo l’hanno fatta per la prima volta in occasione di una gara amichevole che ai gialloblù serviva come preparazione, ma soprattutto come diversivo, in vista della sfida di Europa League contro gli Autoricambi Bernocchi, una semifinale che, al momento, è la partita più importante della stagione.
Per questa amichevole ufficiale (la terza in questa stagione con tanti stage) l’Olympic doveva rinunciare ai due elementi di maggior dinamismo, Ciuffa e Caserta, mentre lo Scarsenal schierava Ciardi, Romagnoli, Sforza, Tani e Bisogno mentre in porta usufruivano del prestito a titolo temporaneo di Belli. Messa così sarebbe potuta tranquillamente essere una formazione dell’Olympic, soprattutto grazie al trio d’attacco che in totale vantava ben 424 presenze con la maglia gialloblù.
Non è stata una gara equilibrata: lo è stata sul piano del risultato per una buona mezz’ora ma in generale l’Olympic ha avuto un numero di palle gol davvero elevato sprecato e non concretizzato per scarsa precisione ma anche per l’ottima prova di Emiliano Belli che sta affilando i denti in vista della semifinale di Challenge Cup.
Le squadre andavano al riposo sul 2 a 1 per l’Olympic che veniva raggiunta da Ciardi sull’1 a 1 e da Bisogno sul 2 a 2 a inizio ripresa. Poi per lo Scarsenal è stato il buio perché Fantini e compagni hanno fatto valere la maggiore tecnica e la maggiore coesione di squadra. E’ finita 10 a 4 per i gialloblù che hanno giocato relativamente una buona gara: la concentrazione non è stata quella di una gara ufficiale ma ci può stare a due giorni da una semifinale di Europa League e comunque i nostri non sono stati deconcentrati come di solito accade nelle amichevoli in cui di norma l’Olympic incappa in autentiche figuracce. L’allenamento è stato sicuramente fruttuoso, ora attendiamo la sfida di giovedì con cauto ottimismo e una sana tensione.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.
Lo Scarsenal non tira praticamente mai quindi ha poco lavoro.

RENCRICCA A. : 6
Bisogno e Sforza lo beffano in occasione del secondo e del quarto gol dello Scarsenal. Per il resto non sfigura e segna una tripletta (molto bello il secondo gol personale).

MONTALDI: 6
Ingaggia un gran duello di tornanti con Gianluca Bisogno in un match che sa di scontro tra passato e futuro dell’Olympic. SM7 batte GB7 su tutta la linea anche se forse l’ex ala gialloblù risulta essere più concentrato. Realizza un gol.

FORMICA: 6
Un carrarmato: per lui una doppietta benaugurante in vista della semifinale.

FANTINI: 6
Che poker d’autore! Il numero 9 dell’Olympic fa la differenza rispetto ad uno Scarsenal un po’ spuntato. Andrea segna invece segna quattro reti da vero bomber tra cui spicca un gol al volo su calcio d’angolo e un tiro che si insacca sotto il sette.

TROMBETTI: 6+
Simone Trombetti, alla seconda presenza stagionale (oltre ai tanti stage giocati) si merita il titolo di migliore in campo grazie ai grandi progressi che fa registrare ad ogni uscita. Ieri sera ha mostrato maggiore condizione, più lucidità, più tonicità. Ci ha fatto davvero piacere vederlo guizzare tra gli avversari che provavano a fermarlo in tackle, offrire assist, battere a rete. Avrebbe meritato il gol mentre siamo sicuri che, almeno in Challenge, avrà altre occasioni.

Olympic A – Olympic B 12-4

Il campo 6vs6 della Madonnetta
Il campo 6vs6 della Madonnetta

MARTEDI’ 9 FEBBRAIO 2013, ORE 21
STADIO LONGARINA
STAGE INTERNO #42

OLYMPIC A – OLYMPIC B
12-4 (3-2)

MARCATORI OLYMPIC A:6 CASERTA, 5 FANTINI, 1 TROMBETTI.
MARCATORI OLYMPIC B:2 GUERRA, 1 MONTALDI, 1 FORMICA.

L’assioma è quello più volte sperimentato in questa stagione: partita vinta a tavolino = stage organizzato in fretta e furia. Stavolta la vittoria a tavolino è avvenuta in Europa League, competizione in cui il Bi Trattoria, ormai eliminata e senza stimoli, non ha nemmeno avuto gli attributi per chiudere con dignità la propria stagione e ha consegnato tre punti facili all’Olympic che ha così ottenuto il secondo posto matematico nel girone e ora è in attesa di sapere quando e contro chi giocherà in semifinale.
Organizzare uno stage in poche ore non è facile ma anche questa volta la società ci è riuscita seppur con qualche difficoltà: purtroppo i campi della zona erano tutti occupati e ci si è dovuto accontentare di un enorme campo da 6 contro 6 sul quale giocare in dieci è stata una fatica immane. Le convocazioni sono state relativamente più facili perché possiamo sempre contare su giocatori in gamba come Maiozzi, Belli e Trombetti che rispondono presente anche nel giorno stesso della partita. Purtroppo non si è riusciti a trovare dei sostituti quindi la partita è stata bella, utile e vera solo per un tempo. Poi le energie sono finite, le idee si sono annebbiate e la squadra con più risorse, la A, ha concluso in goleada.
L’obiettivo però è stato raggiunto, i gialloblù si sono tenuti in allenamento e ora affronteranno l’impegnativa semifinale di Europa League al top della forma.

PAGELLE

OLYMPIC A

BELLI: 6.5
I tifosi tirano un sospiro di sollievo. Questo Belli ci può far vincere la Challenge Cup 6.

RENCRICCA A. : 6.5 cap.
Guida i suoi alla vittoria senza sforzi particolari.

TROMBETTI: 6.5
Quanto ci piace questo giocatore! Sempre disponibile quando viene chiamato in causa, il suo lo da sempre e anche se ancora non è nel pieno della forma lo vediamo migliorare nettamente di volta in volta. Realizza un gol e nella ripresa scende in dribbling saltando tre giocatori in stile Ricky Alvarez!

CASERTA: 7
Minimo sforzo, massimo risultato. Sei gol realizzati, assist e pochi metri percorsi per preservarsi per la semifinale. Just do it, just Mimmo!

FANTINI: 7
Recuperato dopo l’infortunio di due settimane fa. Cinque gol ne sono la testimonianza così come la corsa naturale e senza dolore.

OLYMPIC B

MAIOZZI: 5
Serataccia inaspettata per il numero 22 gialloblù. Almeno quattro gol evitabili parzialmente riparati dalla parata sul rigore calciato da Rencricca.

MONTALDI: 5.5
Ottimo primo tempo poi tira il freno a mano. Realizza l’1 a 0.

PERRONE: 5
Primo tempo appena decente poi viene inghiottito dall’enorme campo stile Holly e Benji. La cosa più bella la fa causando il rigore, ovvero parando d’istinto un tiro a botta sicura di Caserta.

GUERRA: 6
La novità della serata, per lui esordio assoluto nel mondo gialloblù. Sembra un Guarino con più tecnica. Realizza una doppietta e da una impressione malvagia.

FORMICA: 5.5
Si arrende per ultimo ma predica nel deserto. Realizza un gol.