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Nell’aria c’è la primavera e un pizzico di ottimismo

ROMA – Siamo ancora nel picco, ma ci sono tre dati che vanno nella direzione giusta: pur rimanendo un numero inaccettabile, 525, il numero dei morti non era a questi livelli dal 19 marzo, due settimane fa. In più per la prima volta calano le persone ricoverate con sintomi (- 61 unità, un’inezia su quasi 30 mila persone, ma finora era sempre aumentato) e si conferma la flessione dei posti letto occupati in terapia intensiva (valore che è calato ieri per la prima volta), con altri 17 posti che si sono liberati oggi.
Coronavirus, Brusaferro (ISS): “Curva ha raggiunto il plateau e ha iniziato la discesa grazie alle misure restrittive”
Da Repubblica on line del 5 aprile- 

Finalmente, buone notizie! Certo, non è finita ma decisamente si vedono spiragli positivi all’orizzonte. Adesso, pensare di tornare a giocare a pallone non è più utopia. Magari tra un mese o due e forse non in gare ufficiali ma in partite amichevoli ma che importa?

Se tutto torna alla normalità e questo virus maledetto ci restituirà ciò che ci ha tolto allora, pian piano, la vita tornerà quella di prima.

Non molliamo proprio ora. Restiamo a casa e presto finirà tutto!

Un’ipotetica data della ripresa

Oggi è 3 aprile. Un mese fa, il 3 marzo, l’Olympic giocava la sua ultima partita prima dell’inizio di questa emergenza che sembra infinita.

In questi ultimi giorni sembra che il contagio da corona virus abbia toccato il picco e ci sembra di intravedere un piccolo spiraglio di ottimismo in fondo al tunnel.

L’uscita da questo tunnel però è ancora lontano ma, tanto per parlare e tanto per auto infonderci un po’ di ottimismo, proviamo ad ipotizzare una data per la ripresa dell’attività sportiva e calcistica.

Il ministro dello sport Spadafora sostiene che si stia lavorando per poter riprendere l’attività a partire da maggio. E’ chiaro che una normale accettabile attività sportiva potrà riprendere solo ed esclusivamente se ci saranno i presupposti di sicurezza sanitaria. L’attività sportiva amatoriale potrebbe riprendere subito dopo quella professionistica.

Andandoci cauti quindi potremmo ipotizzare una nostra ripresa per giugno con l’organizzazione della Winter cup che in nel giro di due settimane potrebbe pensare di concludere il torneo invernale. Poi ci sarebbero poche settimane per poter pensare ad un torneo estivo prima di agosto, quando i giocatori e le squadre andrebbero in vacanza.

L’ipotesi più accreditata sarebbe quella di organizzare un mini torneo estivo in cui ogni squadra giocherebbe cinque o sei gare. Queste ipotesi appaiono ancora lontane ma ci piace provare a scorgere il futuro, quando tutta questa orribile storia sarà finita.

Nel frattempo noi proviamo a intrattenervi con un po’ di “calcio non giocato”. Il lunedì trovate su Instagram il quiz sulla storia dell’Olympic mentre da martedì 31 marzo, sempre su Instagram, trovate il sondaggio sul film di calcio più bello di sempre. Infine, il lunedì e il giovedì, pubblichiamo una foto storica tratta dal nostro archivio e circa ogni quattro giorni pubblichiamo un articolo per far rimanere vivo questo sito.

FORZA RAGAZZI, RIMANETE A CASA E PRESTO TUTTO QUESTO SARA’ FINITO!

Qual’è il più bel film di calcio della storia?

Il calcio vi manca? Non c’è problema, ci pensiamo noi a farvi passare qualche minuto pensando allo sport più bello del mondo!

Oggi troverete su Instagram il consueto quiz settimanale sulla storia della nostra squadra. Siamo arrivati alla tredicesima domanda sulle venti totali previste da questa sessione e la lotta in cima alla classifica è serratissima.

Da domani invece partirà un sondaggio che vi coinvolgerà chiedendovi qual’è secondo voi il film sul calcio più bello di sempre.

Ne abbiamo selezionati sedici che si affronteranno in scontri ad eliminazione diretta a partire dai quarti di finale per quindici giorni fino alla scoperta del lungometraggio che più vi ha emozionato. troverete le domande giorno per giorno sempre nelle storie di Instagram.

Buon divertimento!

Sogniamo un po’: un piccolo progetto per ricominciare

7 gennaio 2011: le formazioni di X Box Live e Olympic prima del fischio d’inizio della terza giornata di Challenge Cup

In questi lunghi giorni di auto isolamento pensiamo spesso a come sarebbe bello ricominciare a giocare a pallone una volta finito tutto. Il calcio non è certo una cosa fondamentale e in questo periodo così difficile stiamo imparando a rivedere le nostre priorità. Però ci manca moltissimo la nostra vita prima del corona virus e pensare al calcio vuol dire anche pensare a quando tutto questo sarà finito.

Forse questa stagione ormai è da considerare finita o forse no ma ci piace pensare che un modo bello per ricominciare a giocare a calcio sarebbe organizzare una nuova edizione della Challenge Cup, il torneo che la nostra società organizzò per sette edizioni tra il 2011 e il 2014.

Ripercorriamo le sette edizioni di questo mini torneo che al suo culmine ebbe raggiunse un certo prestigio. Tra fine 2010 e inizio 2011 ci fù la prima edizione a cui parteciparono Olympic, Centro, Tamarri e X Box Live. La nostra squadra si classificò al terzo posto mentre a vincere il trofeo fu il Centro di formazione giovanile Madonna di Loreto.

17 giugno 2011, l’Olympic festeggia la vittoria della Challenge Cup 2

Nella seconda parte della stagione 2010/2011 si giocò la seconda edizione del torneo. Le partecipanti furono sempre quattro, le stesse che presero parte alla prima edizione anche se l’X Box Live cambiò nome diventando Slow Bar United. Questa volta a trionfare fu l’Olympic che giocò una finale semplicemente perfetta battendo 3 a 0 il Centro.

9 gennaio 2012, la formazione dell’Olympic in campo nella finale di Challenge Cup 3 contro il Mo’viola

All’inizio della stagione 2011/2012 prende il via la Challenge Cup 3. La formula resta invariata: girone andata e ritorno da quattro squadre, semifinale e finali. L’Olympic dà il benvenuto a tre debuttanti nel torneo: Mo’viola, Vega Futsal e Magliemi City. A metà girone eliminatorio il Vega prima propone di dividersi in due distinte formazioni ma poi, clamorosamente, si ritira dalla manifestazione. Per chiudere al meglio il torneo l’organizzazione fa disputare un’unica semifinale tra la seconda e la terza classificata. La vincente Mo’viola in finale affronta l’Olympic che vincendo 8 a3 scrive il suo nome per la seconda volta nell’albo d’oro del trofeo.

26 aprile 2012: il Mo’viola conquista la Challenge Cup 4

A inizio 2012 comincia la Challenge Cup 4. La formula resta invariata e partecipano Olympic, Mo’viola, Tamarri e Miami City, quest’ultima evoluzione del Magliemi City. Alla fine del girone eliminatorio i Tamarri si ritirano e anche questa volta si gioca un’unica semifinale. In finale il Mo’viola ottiene la rivincita dell’edizione precedente e batte 9 a 5 l’Olympic.

22 ottobre 2012: l’Olympic festeggia la vittoria nella Challenge Cup 5

Il 28 maggio 2012 comincia la Challenge Cup 5, quella che rimarrà nella storia come “la più grande Challenge di sempre”. La formula cambia e le partecipanti diventano ben sei. La prima fase prevede il solito girone con gare di andata e ritorno con ben trenta incontri disputati. Il regolamento prevede che le prime due classificate si qualifichino direttamente alle semifinali e sono Guara Team e Mo’viola riuscire in questa impresa. Acilia United, Olympic, Real Molteni e New Team devono giocare un turno di play off per raggiungere le semifinali e in questa fase comincia la rinascita della nostra squadra. Nei quarti cade il Real Molteni, in semifinale il quotato Guara Team mentre in finale è di nuovo il Mo’viola cedere il passo ai gialloblù che vincono un trofeo importante che all’epoca fu paragonato ad un’Europa League di buon livello.

30 aprile 2013, l’Olympic conquista ancora la sesta edizione della Challenge Cup

il 22 novembre 2012 comincia la Challenge Cup 6. Il torneo torna a quattro squadre con la presenza di Olympic, Mo’viola, Miami City e Real Molteni. Il Mo’viola si ritira dopo la prima giornata e il torneo ne risulta subito mutilato. Il Real Molteni domina la prima fase e in semifinale vanno Olympic e Miami City con i gialloblu che giocano la famosa “partita perfetta” vincendo 15 a 0. In finale il Real è favorito ma l’Olympic ribalta i pronostici e batte 10 a 8 un giovanissimo Alexander Ruggeri che a fine torneo viene acquistato a titolo definitivo.

7 maggio 2014, l’Olympic festeggia la vittoria nella Challenge Cup 7

Il 16 aprile 2014 comincia quella che ad oggi rimane l’ultima edizione della Challenge Cup, la settima. Dopo due edizioni costellate da ritiri e vari problemi organizzativi la società organizza un’edizione ridotta. Le partecipanti rimangono quattro (Olympic, Scarsenal, Autoricambi Bernocchi e Mo’viola) ma le gare diventano secche e non più andata e ritorno e vengono eliminate anche le semifinali. La finale si disputa tra le prime due classificate, Mo’viola e Olympic: i gialloblu sono sfavoriti ma ancora una volta ribaltano il pronostico e battono 4 a 2 i viola.

Sono passati quasi sei anni da quel giorno e tante volte si è parlato di una possibile Challenge Cup 8 il cui progetto però non è mai andato in porto.

Dopo tutto questo tempo sarebbe bello organizzare una Challenge Cup speciale per chiudere il brutto periodo del corona virus e iniziare di nuovo a dare calci a quel pallone che amiamo molto.

Quest’estate ci penseremo, lo proporremo a qualche squadra storica e chissà che questo piccolo sogno non diventi realtà.

L’importanza di non rimanere fermi

 

In questi giorni così difficili, di apprensione e preoccupazione, viene a mancarci anche l’apporto dello sport per staccare un po’ la spina dalle terribili notizie che provengono dai tg.

Prima o poi torneremo a calciare un pallone ma nel frattempo ecco alcuni suggerimenti per non arrivare a quel momento con qualche chilo di troppo.

Da Repubblica on line del 18 marzo 2020

Ai tempi del coronavirus siamo tutti a casa. Dal letto alla scrivania, poi un passo fino al tavolo da pranzo e due fino al divano. Sono questi i principali spostamenti durante il giorno. Il risultato? Qualche chilo in più, pigrizia e molta fatica a compiere qualsiasi sforzo fisico. Ma oggi gli esperti ci suggeriscono di impostare e rispettare una nuova routine quotidiana, con orari e impegni fissi (o quasi), per preservare e migliorare il nostro benessere psico-fisico. E in questo calendario giornaliero c’è anche l’attività fisica, che deve rimanere un perno centrale nelle nostre giornate. Farlo non è difficile, attraverso semplici esercizi di stretching e di rinforzo muscolare, rintracciabili anche su social media, app e siti web che offrono lezioni di aerobica, crossfit e molto altro fruibili da casa.

Gli esperti concordano che l’ideale sarebbe praticare attività fisica anche adesso che è importante non uscire, se non per motivi di necessità, per contenere l’epidemia di Covid-19. “Anche in questo momento in cui dobbiamo rimanere in casa”, ha spiegato Roberto Filippini, direttore di Medicina dello Sport presso l’Irccs ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), “rimangono valide, laddove possibile, le raccomandazioni di svolgere almeno 30 minuti di esercizio al giorno per circa 5 giorni a settimana”. Un’impresa più complicata, in questo periodo. “Non sempre e non per tutti sarà possibile, ma è importante comunque muoversi quanto si può, anche di meno, per mantenersi in forma e migliorare il proprio benessere psicologico”, precisa l’esperto.

“Con qualche accortezza possiamo trasformare momenti di sedentarietà e inattività in brevi intervalli di esercizio”Ma come? “Ad esempio, salire le scale anziché prendere l’ascensore quando si esce per fare la spesa, per comprare medicinali o per altri motivi di necessità”, chiarisce Filippini. “Già fare alcuni piani scale due o tre volte al giorno può essere un buon esercizio, soprattutto per chi non è allenato e dunque non può strafare”. Anche le commissioni indispensabili e le faccende domestiche possono diventare una sorgente di esercizio. “Andare a piedi a fare la spesa – sottolinea l’esperto – e riportare le buste a casa ci consente di muoverci facendo anche qualcosa di utile. Per chi possiede una cyclette o un tapis roulant, una buona opzione è fare esercizio leggero mezz’ora al giorno”.

L’ideale è svolgere esercizio aerobico, dalla camminata alla corsa (in casa col tapis roulant), dal corpo libero allo stretching. “Esercizi di allungamento e di mobilità articolare, soprattutto ora che stiamo quasi sempre seduti”, spiega Filippini, “rappresentano un’ottima scelta”. Per farli correttamente, in piedi o su un tappetino, sottolinea l’esperto, ci sono diversi tutorial validi su internet, che in questo momento ci viene in aiuto. “Tutti questi movimenti – precisa il medico dello sport – devono però essere svolti con attenzione e gradualmente”. Altrimenti il rischio, soprattutto per chi è fuori allenamento o per gli anziani, è di farsi male

Oltre allo stretching, centrale è anche il rinforzo dei muscoli. “Per il potenziamento muscolare, soprattutto in un periodo in cui siamo quasi sempre seduti, si possono fare affondi su un gradino, squat per le gambe ed esercizi a corpo libero per il tronco e per gli arti superiori”, ha sottolineato Filippini. “Ad esempio aperture delle braccia tese e a gomito flesso, movimenti di flessione ed estensione dell’avambraccio. Si possono utilizzare anche piccoli pesetti, ad esempio da mezzo chilo o più per chi è più allenato, o se non li possediamo usando altri oggetti come bottigliette d’acqua”. Ci sono poi degli esercizi di “core stability”, prosegue l’esperto, per rafforzare la muscolatura del tronco, che servono in particolar modo a chi soffre di mal di schiena. Fra questi, ad esempio, da stesi sollevare a gambe piegate il bacino e la schiena oppure in una posizione a quattro zampe estendere una gamba mantenendo l’equilibrio e il planck per gli addominali.

Sul sito di intrattenimento Reddit, la community Bodyweight Fitness è attivissima con faq, forum, consigli e raccomandazioni per impostare la propria routine legata al fitness. Dagli squat alle flessioni, fino alla trazione alla sbarra (per chi ce l’ha, ma si può fare anche con altri oggetti in casa) e alla più avanzata planche, un esercizio complesso per i più atletici in cui il corpo viene tenuto parallelo al suolo grazie alle braccia.

Ma anche senza dover essere atleti, sulla piattaforma si trovano anche diversi esercizi semplici, ad esempio nella sezione della “routine raccomandata”, con stretching ed esercizi aerobici. E nella “routine minimalista”, che propone un gruppo di esercizi quali affondi, piegamenti o flessioni e trazioni da poter fare anche con quello che si ha a casa, il tutto da ripetere più di una volta. Per i più allenati c’è anche il “planck shoulder taps”, un esercizio in cui ci si tiene sulle braccia e sulle gambe, come se si stesse per fare una flessione, e si solleva un braccio alla volta per qualche istante.

Sono solo piccoli suggerimenti ma che sarebbe bene seguire visto che l’attività calcistica potrebbe riprendere tra molto tempo. Pensate solo che l’ultima gara dei gialloblù si è giocata solo 16 giorni fa: sembra una vita eppure sono poco più di due settimane.

Il teorema di Quarantelli e la lezione di questi giorni

 

In questi giorni così terribili, così strani e surreali, ci accorgiamo che qualcosa in noi sta migliorando. Siamo costretti a vivere l’uno lontano dall’altro e rinunciare alle nostre abitudini ma, paradossalmente, ci sentiamo tutti più vicini, solidali, civili, uniti. Sarebbe bello che una volta finita questa emergenza tutto rimanesse così, che ci volessimo bene come adesso e che continuassimo a volere bene al nostro paese così bello e martoriato.

A tale riguardo riporto questo articolo di Repubblica. Leggetelo per sentirvi più ottimisti.

La prima cosa bella di lunedì 16 marzo 2020 è il teorema di Quarantelli. Provo a sintetizzarlo in questa formula: peggiore è la situazione, migliori diventano le persone.

Enrico Quarantelli (1924-2017) non era un utopista, ma un sociologo americano, specializzato nello studio delle reazioni ai disastri. Iniziò con un tornado in Arkansas nel 1952 e proseguì con dozzine di casi.

Fu dopo il grande terremoto in Alaska del 1964 che, avendo notato le stesse condotte ricorrenti, trasse le prime conclusioni. Queste: gli eventi catastrofici tirano fuori dall’umanità il meglio. Non è vero che si reagisca istericamente. La solidarietà prevale sul conflitto. La società diventa più democratica. Svaniscono, almeno temporaneamente, le diseguaglianze e le distinzioni di classe.

Si soffre e si lavora insieme. I governi e le burocrazie che si impongono di essere rigidi e non improvvisano mai restano spesso senza timone. Sorgono allora organizzazioni spontanee di cittadini, una sorta di risposta civica immune al male. Ci si trova più vicini al senso delle cose e di se stessi.

In tempi normali si soffre da soli, l’esperienza della vulnerabilità ci emargina e ci fa sentire discriminati e risentiti nei confronti di chi è risparmiato. Il disastro accomuna, sbuccia la superficialità, lascia l’essenza.

A chi gli chiedeva perché si tende a pensare il contrario di quanto dimostrato dalle sue ricerche, Quarantelli rispondeva: “E’ difficile accettare che la bontà sia la normalità, è una verità troppo rassicurante”.

Sarà una bellissima estate

L’Italia è ferma: le attività commerciali sono quasi tutte chiuse, rimangono aperte solo quelle di prima necessità. Lo sport si è fermato e l’ultima partita dell’Olympic è solo di dieci giorni fa. Invece sembra una vita perché quello che il corona virus ci ha rubato è soprattutto la nostra quotidianità. Nello specifico dell’argomento che da tanti anni trattiamo tutti i giorni, ci manca il pensare che tra qualche giorno ci sarà la prossima partita, il pensare a chi scenderà in campo, a come sarà il nostro anniversario.

Nel paese succedono cose più importanti e gravi di una partita di calcetto, lo sappiamo bene, ma non vediamo l’ora che tutto torni alla normalità, che tutti stiano bene e che tutti possano tornare a quella quotidianità che il virus ci ha rubato. Calcetto compreso.

La ripresa della nostra attività appare lontanissima ma, chissà, magari quest’anno si giocherà di più in estate e l’Olympic potrebbe vivere una Summer Cup mai così attesa.

Nel frattempo non molliamo, restiamo e casa e tranquilli perché #TUTTOANDRA’BENE!

Andrà tutto bene ma nel frattempo…

Per iniziare l’aggiornamento di oggi e per non rischiare di dare notizie imprecise copiamo e incolliamo l’articolo di Repubblica on line da ieri sera. Contiene tutte le ultime notizie sulle recenti disposizioni in materia di sicurezza sanitaria.

Da Repubblica online del 9 marzo 2020:

ROMA – “Tutta Italia sarà zona protetta”. Tutti gli spostamenti sono vietati se non per comprovate necessità, in tutto il paese come fino a oggi era avvenuto in Lombardia e nelle 14 province focolaio dell’epidemia di Coronavirus. Lo ha annunciato il premier Conte in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, confermando quanto preannunciato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Francesco Boccia, parlando di “progressiva omogenizzazione delle regole su tutto il territorio nazionale”.

Il premier si presenta in sala stampa da solo, per quello che è senza dubbio l’annuncio più drammatico della sua esperienza di governo: “Abbiamo adottato una nuova decisione che si basa su un presupposto: tempo non ce n’è”, scandisce. “I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e subintensiva e ahimè anche delle persone decedute. La nostre abitudini quindi vanno cambiate. Vanno cambiate ora. Ho deciso di adottare subito misure ancora più stringenti, più forti”. Il provvedimento è quello atteso e ormai ritenuto inevitabile: “Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come ‘io resto a casa’. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’italia zona protetta”, aggiunge.

Come già oggi in Lombardia e nelle 14 province del nord, gli spostamenti delle persone sono vietati se non per comprovati motivi di salute, di necessità o di lavoro. “Sono pienamente consapevole della gravità e della responsabilità”, spiega Conte. “Non possiamo permetterci di abbassare la guardia. E’ il momento della responsabilità e tutti l’abbiamo.
Voi cittadini tutti con me. La decisione giusta oggi è di restare a casa. Il futuro nostro è nelle nostre mani”, aggiunge.

“Non è all’ordine del giorno una limitazione dei trasporti pubblici, per garantire la continuità del sistema produttivo e consentire alle persone di andare a lavorare”, precisa il premier. Sarà possibile “l’autocertificazione” per la giustificazione degli spostamenti, “ma se ci fosse una autocertificazione non veritiera ci sarebbe un reato”, precisa.

Le nuove misure, che saranno stasera in Gazzetta Ufficiale e diventeranno operative da domattina, e di cui il premier ha informato il Quirinale e le opposizioni, riguardano anche scuole e manifestazioni sportive: in tutta Italia gli istituti rimarranno chiusi fino al 3 aprile. Gli eventi sportivi non proseguiranno, si ferma quindi anche il campionato di Serie A. “Aggiungiamo anche il divieto degli assembramenti all’aperto e in locali aperti al pubblico”, ha detto il presidente del Consiglio. In tutta Italia, bar e ristoranti chiuderanno alle 18.


Gli effetti che queste disposizioni avranno sulla nostra vita quotidiana li vedremo nei prossimi giorni ma ce li possiamo immaginare e li dobbiamo comprendere e accogliere come indispensabili per la nostra sicurezza e salute.

Ma questo sito si occupa principalmente di calcio quindi proviamo ad immaginare gli effetti di queste direttive sulla vita della nostra squadra.

E’ facile ipotizzare che queste direttive si estendano oltre il 3 aprile e che il proseguo di questa stagione sia per lo più compromesso.

Speriamo e ci auguriamo che la situazione possa migliorare nelle prossime settimane e che presto potremo di nuovo parlare della nostra distrazione preferita, quel pallone che rotola su un campo verde e che ci fa passare delle nottate leggere e indimenticabili.

Per ora, come dice Ciccio Caputo, state tranquilli perchè…

“ANDRA’ TUTTO BENE SE RESTATE A CASA”

Aggiornamenti quotidiani sospesi

In conseguenza della situazione dovuta al corona-virus gli aggiornamenti giornalieri del nostro sito saranno sospesi fino a data da destinarsi.

Pubblicheremo articoli di aggiornamento sono in presenza di reali e sostanziali notizie.

Al momento la semifinale dei Play Out della Winter Cup tra Olympic e Happy Milf è slittata a lunedì 16 marzo ma non c’è sicurezza che si svolga regolarmente così come tutto il resto del programma della fase finale del torneo.

A presto, sperando che la situazione del paese migliori e che si possa tornare presto alla nornalità.

Campionato sospeso

Nella serata di ieri l’organizzazione del torneo ha comunicato in via ufficiale che le semifinali delle tre coppe slitteranno di almeno una settimana seguendo le direttive emanate dal governo italiano.

Al momento l’attività agonistica dovrebbe riprendere la settimana successiva alla prossima ma chiaramente su questo dato non ci può essere ancora nulla di ufficiale.

La società sta studiando la possibilità di organizzare un allenamento in uno dei prossimi giorni.