Archivi categoria: Amarcord

I pionieri del calcio gialloblu – 6. Luca Montesanti

Eccoci giunti alla sesta puntata di questa rassegna sulle vecchie glorie del calcio gialloblu. Oggi parliamo di quello che fu più un fenomeno mediatico che tecnico, più un giocatore immagine che una risorsa per la stagione; oggi parliamo di Luca Montesanti, il regista che in una calda notte dell’estate del 1999 illuminò Acilia con le sue giocate d’autore.

 

A quel tempo Andrea Pirlo non era ancora il prototipo di giocatore universale di ogni centrocampo e se chiedevi a qualcuno quale centrocampista dai piedi buoni volesse avere nella propria squadra chiunque ti avrebbe risposto sicuramente Gigi Di Biagio, regista che l’estate precedente era stato il miglior elemento della spedizione azzurra ai mondiali di Francia ’98. Vi diciamo questo perché Luca Montesanti in quel tempo era accostato proprio a Di Biagio per tecnica e presenza in campo ma anche,, e diremo soprattutto, per un’attaccatura dei capelli del tutto simile.

 

Come nacque la leggenda di Luca Montesanti e da dove veniva questo ragazzo? Luca era di origine sarde, di Siniscola per la precisione, e si era appena diplomato al Liceo Classico frequentando la stessa classe di Fabrizio Perrone. Il portiere gialloblu all’epoca aveva cercato in tutti i modi di iscrivere la sua classe al torneo scolastico ma in nessuna annata ci era riuscito per la mancanza di voglia dei suoi compagni di classe. Però, durante l’ora di educazione fisica, la IIIC a pallone ci giocava e Perrone si accorse del potenziale di quel ragazzo dedito all’atletica (precursore campestre di Montaldi) e appassionato dell’Arma dei Carabinieri. Poi dopo scuola, si faceva un pezzo di strada insieme verso la stazione del treno e al gruppo si univa Fabio Tagliaferri proveniente da un’altra scuola. Fu in quelle passeggiate in bomber e walkman che nacque la promessa strappata a Montesanti: con la bella stagione e dopo il diploma Luca avrebbe esordito nella famosa Olympic 2000!

 

L’occasione si ebbe nella terza partita della preparazione estiva alla stagione 1999/2000, l’amichevole che si giocò il 18 luglio 1999. E’ una calda domenica di metà luglio ma non è solo il tempo atmosferico ad essere infuocato perché l’amichevole si svolge presso il Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loretto il cui campo si erge all’interno della Parrocchia San Carlo da Sezze. Il campo è stato per anni la Casa dell’Olympic perché era vicino alla Pinetina e perché c’era un’offerta libera a giocatore di 3000 lire, aumentata a 5000 solo nei tardissimi anni ’90. Ma quando a giocare è la selezione locale la casa dell’Olympic si trasforma per diventare qualcosa di molto simile all’Aly Sami Yen. La squadra del Centro è formata da giovani italiani e stranieri che catalizzano l’attenzione di tifosi caldissimi e attaccati alle recinzioni soprattutto nei mesi estivi. E la serata è decisamente estiva.

 

Il Centro schiera tutti i suoi pezzi da novanta: l’argentino Brusco in attacco, l’estroso montenegrino Begzic a centrocampo, il capitano di lungo corso Capitolino in difesa e la scheggia impazzita Guttoriello in cabina di regia. L’Olympic in porta ha Perrone, Stefano Tagliaferri come jolly e il trio Romaldini – Pizzoni – Fabio Tagliaferri in attesa di partire per il servizio di leva. A completare la squadra c’è Luca Montesanti, riuscito ad arrivare al campo grazie ad un passaggio del papà.

 

E’ tutto pronto per il calcio d’inizio e l’elettricità generata dalla passione dei tifosi ecclesiastici è tangibile. Tre anni prima, nell’estate del 1995, l’Olympic era uscita da quel campo e contro quell’avversario con le ossa rotte e l’immagine dell’invasione di campo dei tifosi dopo il gol segnato dalla mascotte della parrocchia era ancora fresca negli occhi dei giocatori gialloblu.

 

Una volta iniziata la partita però la pressione dei padroni di casa si sgonfia come un temporale a lungo atteso e mai arrivato. Il Centro non è più quello di tre anni prima e nemmeno l’Olympic che a centrocampo spadroneggia grazie ai chili e ai centimetri di Pizzoni. Per Montesanti è l’occasione perfetta per esordire senza emozioni e il giocatore comincia a realizzare assist e a segnare. Arriva un gol di destro poi uno di sinistro. Al gol di testa tutta l’Olympic lo abbraccia sognandolo protagonista di una stagione ufficiale poi non molto lontana.

 

Finisce 20 a 7 per l’Olympic e Montesanti viene visto come il protagonista assoluto della serata meritando un bel 7 in pagella avendo, citando i nostri archivi, “segnato tanti gol quanti ne segna l’intera squadra avversaria”. Fabio Tagliaferri, con cui Luca si è integrato alla perfezione, era già entusiasta della sua convocazione da giorni prima e lo sarà nelle settimane successive finendo quasi per non parlare d’altro. L’entusiasmo era tale che, facendo il verso ad un famoso coro dell’epoca, quando si pensava a Luca, Perrone e i fratelli Tagliaferri cantavano “ce l’abbiamo solo noi Monte, Monte! Ce l’abbiamo solo noi Montesanti gol!”.

Altro che Marcelo Salas, il Matador!

 

La società a questo punto pensa a Montesanti per includerlo a titolo definitivo nella rosa che avrebbe affrontato il Campionato della Pace ma sul più bello c’è un intoppo burocratico/militare. Per una ragione o per l’altra sia Romaldini che Pizzoni che in parte Fabio Tagliaferri riescono ad assicurare la propria presenza nonostante il servizio militare e il buco nell’organico da enorme che era diventa nullo.

 

E così Montesanti, da fenomeno indispensabile, finisce nell’ombra a scapito  dei veterani più titolati e la sua storia gialloblu finisce la stessa sera in cui era cominciata. Gli archivi dell’Olympic riportano il suo nome solo un’atra volta ma in maniera emblematica. Mesi dopo, quando Frabetti segna valanghe di gol in poche presenze si dirà che ha rapito in poco tempo il cuore dei tifosi come pochi altri giocatori tra cui Santoro e il nostro Montesanti.

 

Probabilmente Montesanti, che non amava il calcio, giocò quella sera la sua ultima partita di calcetto. Oggi ha messo su famiglia e ha coronato il suo sogno di entrare nell’Arma. L’Olympic a breve invece potrebbe emettere un francobollo commemorativo della serata del suo esordio.

 

Vogliamo ricordarlo così, come lo abbiamo visto abbandonare il campo della Parrocchia di San Carlo di Sezze…

NOME LUCA MONTESANTI
RUOLO CENTROCAMPISTA
DATA D’ESORDIO 18-07-99
DATA ULTIMA PARTITA 18-07-99
PRESENZE TOTALI 1
1999/2000 1

I pionieri del calcio gialloblu – 5. Mirko Zugarelli

Nella quinta puntata di questa rassegna nostalgica che ci racconta dei giocatori dimenticati della storia gialloblu (le puntate saranno in tutto dieci) parleremo di un ragazzo che nell’Olympic giocò solo quattro partite nell’arco di dieci giorni e che ebbe il compito di sostituire il portiere titolare Fabrizio Perrone.

 

Siamo nella stagione 2001/2002 e Perrone gioca parallelamente con l’Olympic e con la Romana Avvolgibili delle dinastie Atzeni/Civita e con l’Olympic in un periodo in cui tra le due formazioni non c’è rivalità, anzi, c’è anche un discreto scambio di giocatori. In una di questi incontri con la maglia amaranto blu Perrone si infortuna alla caviglia durante un intervento in scivolata e deve abbandonare il campo. Sulle prime l’infortunio non sembra preoccupante ma già la mattina seguente il numero 1 rischia di centrare in pieno un muretto di mattoni riuscendo in extremis a frenare con la sua Fiesta nera. La caviglia doleva solo a fare pressione il freno e solo il freno a mano salvò Perrone da un incidente alla Lentini (con la differenza che lui andava a 10 chilometri all’ora e l’ex fantasista granata a 250…).

 

La successiva partita dell’Olympic va in scena lunedì 17 giugno 2002 e i gialloblu affrontano i Red Devils nel Torneo Kristall 2002. Perrone prova a testare la caviglia nel riscaldamento ma deve rinunciare, il dolore è tropo acuto. L’accordo con la squadra era chiaro: non potendo inserire nella rosa nomi nuovi, in caso di esito negativo del provino, in porta sarebbe andato Fabrizio Formiconi che nel 1996 aveva esordito nell’Olympic proprio come portiere. La serata si chiude con un trionfo: l’Olympic vince 7 a 6 contro il team guidato da un Ugolotti scatenato e Formiconi para più con il cuore che con le mani aggiungendo la classica ciliegina sulla torta ad una prestazione di gruppo eccezionale.

 

Due giorni dopo, il 19 giugno, l’Olympic scende di nuovo in campo, questa volta contro la quotata A-Team. Perrone è ancora out e Formiconi indossa nuovamente fascia di capitano e guantoni.  Questa volta il miracolo non si ripete, la squadra perde 9 a 5 e Formiconi evidenzia i limiti tecnici tra i pali. A questo punto la società capisce che Perrone non riuscirà a recuperare ancora per qualche tempo e che Formiconi serve in difesa. E’ necessario quindi tesserare un nuovo portiere titolare.

 

E’ il 24 giugno 2002 e l’Olympic affronta il Mo’viola. I viola adottavano in quella stagione la denominazione di Ciao Sirvà e solo quattro anni più tardi avrebbero adottato il nome tuttora in uso. La società ottiene una deroga al regolamento dall’organizzazione e ottiene di poter tesserare un nuovo portiere in cambio della rinuncia a Perrone nella lista. Il numero 1 in questo modo non potrebbe più giocare in questa stagione anche in caso di recupero dall’infortunio ma i medici dichiarano che c’è un piccolo interessamento del legamento e che i tempi di recupero sono più lungi del previsto. Il cambio si fa.

Prima della partita viene presentato Mirko Zugarelli, ex estremo difensore della Svezia di Tarallo, affrontato nella finale del Campionato della Pace 2000/2001 e salito agli onori delle cronache per la sua somiglianza con un meccanico della Ferrari in quanto indossava una sgargiante tuta rossa acetata per giocare. Acetata!


Zugarelli, nonostante qualche eccesso comportamentale e uno stato psicologico non proprio equilibrato, non sente l’emozione dell’esordio e si fa valere in una partita bellissima in cui l’Olympic chiude la prima frazione sull’1 a 3 e arriva al fischio finale vincendo 5 a 4 dopo una clamorosa rimonta. Forse all’epoca non era proprio un derby contro Rossi & Co. ma la soddisfazione è stata comunque tanta.

 

A questo punto l’Olympic accede al secondo turno del torneo che consiste in un girone da quattro squadre in cui le prime due classificate si qualificano per le semifinali. I gialloblu esordiscono contro il Sao Caetano e la gara si conclude con un’autentica Caporetto per Tarallo e compagnia bella. Finisce 9 a 3 per i nostri avversari e Zugarelli finisce subito sul banco degli imputati. Ecco la sua pagella di quel giorno:

 

ZUGARELLI: 4

Serata disastrosa per il sostituto di Perrone che su nove reti ha la coscienza sporca in almeno sei circostanze. Prende gol da tutte le posizioni e francamente con tiri non irresistibili, sbaglia appoggi e sembra lontano mille miglia dal campo dove si sta giocando la partita. Se lunedì ci dovrà essere la partita della vita per l’Olympic ciò dovrà accadere anche attraverso un suo pronto riscatto.

Il primo luglio 2002 l’Olympic affronta il Dream Team in una partita da dentro o fuori. O vince oppure l’accesso alle semifinali è aritmeticamente impossibile. Il match è vibrante: Fantini sblocca la contesa con una botta delle sue e ad inizio ripresa Stefano Tagliaferri raddoppia. Sembra una partita messa in ghiacciaia invece il Dream Team pareggia poco dopo. Stefano Tagliaferri segna il 3 a 2 ma una punizione imparabile supera Zugarelli per il 3 a 3 finale. Il nostro portiere viene comunque acclamato per l’ottima prestazione e il suo voto risulta essere un bel 7.

 

La squadra è abbacchiata ma il pareggio non chiude definitivamente le porte alla semifinale: l’altro risultato del girone ci è favorevole e se il Sao Caetano nell’ultima giornata battesse il Dream Team e i gialloblu avessero ragione dell’A-Team allora sarebbe stata proprio la formazione guidata da Formiconi a passare il turno. Insomma tutto è ancora in ballo.

 

La partita della verità si gioca mercoledì 3 luglio 2002. Prima della nostra partita c’è la gara che ci interessa e inaspettatamente, arriva il risultato che ci serve: Sao Caetano – Dream Team 4-3, punteggio che mette la qualificazione al 100% nelle mani della nostra squadra.

I presupposti per una serata ci sono tutti: nel primo turno Olympic – A-Team era finita 13 a 2 e i nostri si presentano al campo con la migliore formazione possibile composta da Zugarelli, Formiconi, Valerio Ciuffa, Stefano Tagliaferri, Tarallo e Fantini.

In campo però la storia premia gli azzurri avversari che sono più concentrati, più reattivi o forse semplicemente, più liberi da pensieri e calcoli. L’A-Team si porta sul 3 a 1 poi nella ripresa allunga le distanze mentre l’Olympic si sbilancia e subisce altri gol in contropiede.

Perdiamo 7 a 4 e l’A-Team, sulla carta la cenerentola del girone, va in semifinale. Incredibile ma vero.

 

L’ultima pagella di Zugarelli recita così:

ZUGARELLI: 5.5

Poteva decisamente fare di più in occasione di qualche gol ma in generale si è trovato per tutta la partita ad essere il terminale di una difesa scomposta e male organizzata. Probabilmente dalla prossima partita lascerà il posto al rientrante Perrone.

Per ciò che riguarda il suo torneo bisogna ammettere che solo nella partita contro il Dream Team ha offerto una buona prestazione mentre per il resto non ha ripagato totalmente la fiducia riposta in lui dalla Federazione. Merita comunque un’altra chance e in futuro l’avrà sicuramente anche se con il ritorno di Perrone gli spazi per lui si ridurranno.

Ma poi queste chances Zugarelli le avrà avute? Di lui non si è saputo più nulla, né si è più visto per le strade di Acilia e, come spesso accade per questi personaggi, non ci sono tracce nemmeno sui social network. Chissà che, tutti insieme, le meteore dell’Olympic siano partite per i Porti Grigi del Signore degli Anelli o sull’astronave di Cocoon…

 

Nei nostri archivi viene nominato altre due volte nella stagione 2002/2003. Nella prima si legge che Zugarelli è uno dei due giocatori della rosa a non aver ancora giocato in questa stagione mentre nella seconda che Perrone si è ripreso una bella rivincita sul destino offrendo un’ottima prova dopo l’infortunio che l’aveva costretto a lasciare il posto al protagonista della nostra storia di oggi.

Poi basta vedere che la successiva partita saltata da Perrone è stata quasi due anni dopo (e per turn over) per capire che il nostro Zugarelli cadde bel dimenticatoio.

NOME MIRKO ZUGARELLI
RUOLO PORTIERE
DATA D’ESORDIO 24-06-02
DATA ULTIMA PARTITA 03-07-02
PRESENZE TOTALI 4
2001/2002 4

Lo vogliamo ricordare così, quando lasciò il Kristall in questo modo!

I pionieri del calcio gialloblu – 4. Cristian Santoro

Oggi vi raccontiamo la storia di un giocatore che giocò poche partite nell’Olympic rivelandosi però quasi sempre decisivo. Un giocatore di cui si parla davvero poco quando si racconta ai bimbi la storia gialloblu, oggi parliamo di Cristian Santoro attaccante che all’epoca fu quello che oggi definiremmo crack e la cui breve parabola è inghiottita nelle nebbie del tempo.

Ancora oggi non siamo sicuri se fosse “Cristian” o Christian” ma ci pare che fosse senza H. La prima volta che il suo nome compare nei nostri archivi risale al 21 maggio 1999. L’Olympic si sta preparando al torneo estivo di quell’anno e nel commento di un test match di tre settimane prima dell’esordio ufficiale si racconta che l’Olympic vince nonostante i tanti assenti tra cui Marco Civita, Fabrizio Formiconi e il difensore Santoro, quest’ultimo ancora in attesa della prima presenza essendo un compagno di scuola di Stefano Tagliaferri che ci avrebbe presentato a breve.

Il 27 maggio 1999 l’Olympic esordisce nel Torneo Alex Sport che si teneva all’Infernetto presso il circolo L’Orologio, disperso nelle lande di quel bucolico quartiere. I gialloblu affrontano La Banda di Pluto dell’allora sconosciuto Fabio Formica e vincono 7 a 6 anche grazie ad una tripletta di Santoro che si rivela essere un bomber di razza.

Santoro riesce nell’impresa di farsi ammonire per proteste mentre è seduto in panchina ma dalle cronache di allora apprendiamo ce conquistò il pubblico rappresentato per inciso dai suoi genitori che per l’occasione avevano parcheggiato il camper lungo la rete del campo e messo un bel televisore in “balcone” per assistere alle partite serali di qualche torneo internazionale.

La partita successiva del torneo si gioca il 3 giugno e l’Olympic perde 5 a 2 contro il P.T. Quella sera Fabio Tagliaferri indusse per due volte l’arbitro a concedere un calcio di rigore per falli di mani in area mentre il protagonista della nostra storia segnò una doppietta. Il cronista racconta di un’Olympic aggrappata, nel bene e nel male, a Santoro.

Cinque giorni l’Olympic torna alla vittoria battendo 12 a 3 il Poliservice e Santoro è di nuovo sugli scudi segnando una tripletta tra cui un gol da cineteca. A questo punto dopo tre partite, Santoro è definito come un’idolo della tifoseria (sempre mamma e papà?).

Il 17 giugno l’Olympic perde la quarta partita del girone incassando un 6 a 1 dall’Orologio che, se non ricordiamo male, alla fine vinse il torneo. La pagella di Santoro è un tale mix di nostalgia e amarcord che ci strappa un lacrima. Eccola nel dettaglio:

SANTORO: 5

Ieri sera non è riuscito a pungere come in altre circostanze. Si becca un’ammonizione per proteste (la stessa motivazione per cui si era guadagnato il primo cartellino giallo all’esordio) e nel finale esce per infortunio. Probabilmente nel prossimo impegno sostituirà Perrone tra i pali dovendo il portiere titolare sostenere gli esami di maturità la mattina seguente la partita.

notte_prima_degli_esami-e1394730345238-400x284

 

A questo punto finisce il primo turno del torneo che aveva una formula particolare. L’Olympic si classifica quarta quindi va a giocare il girone di Serie B in cui bisogna arrivare primi per accedere alle semifinali. La gara d’esordio in questo secondo turno si gioca il 22 giugno 1999 e l’assenza per infortunio di Santoro inducono Perrone a giocare nonostante il giorno dopo ci siano gli esami. Finisce 10 a 2 per l’Olympic che comunque non sa se nella successiva gara avrà a disposizione il suo nuovo centravanti.

Il 29 giugno l’Olympic gioca la seconda di tre gare da vincere a tutti i costi per continuare a sognare. Santoro è in campo ma appare ancora limitato dall’infortunio. Si impegna ma la sua presenza non è decisiva come al solito. A decidere la partita ci pensa Stefano Tagliaferri che con una tripletta è decisivo per il 3 a 2 finale con cui l’Olympic batte la Roma Gioielleria.

E arriva il giorno della giornata conclusiva del girone, è venerdì 2 luglio 1999. In campo da una parte l’Olympic, costretta a vincere a tutti i costi per approdare alla semifinale, e dall’altra la Banda di Pluto, battuta all’esordio, ma a cui basta un pareggio per qualificarsi in virtù della differenza reti.

Tra i nostri avversari c’è Formica e anche Valerio Ciuffa che qualche anno dopo avrebbe vinto la Pigna d’Oro (il fratello di Alessandro) e la sfida è equilibratissima. Nel primo tempo gli avversari vanno sullo 0 a 2 ma prima dell’intervallo Stefano Tagliaferri accorcia le distanze. Santoro colpisce una traversa, Romaldini un palo ma il risultato rimane quello di 1 a 2 nonostante arrivi anche un rigore per l’Olympic che Santoro sbaglia clamorosamente.

Gli animi si surriscaldano: il pubblico protesta eccessivamente, sono proprio i genitori del nostro Cristian, e Perrone deve avvicinarsi alle gradinate per calmare la situazione. La partita nella ripresa sembra volgere a nostro favore: Romaldini pareggia e Santoro segna il gol del 3 a 2, quello della qualificazione.

Purtroppo però il risultato cambia ancora. Stefano Tagliaferri colpisce un altro palo, Romaldini sbaglia un gol a porta vuota mentre gli avversari sono più precisi e pareggiano.

A due minuti dalla fine il dramma calcistico: la Banda di Pluto passa in vantaggio e l’Olympic nel recupero sbaglia un altro rigore con Fabio Tagliaferri. il 4 a 4 non sarebbe servito a nulla se non all’onore e l’Olympic viene ingiustamente eliminata.

La stagione 1998/1999 si chiude con la società che si propone di puntare ancora su Santoro nella stagione successiva ma quando questa si apre il suo nome viene nominato solo due volte.

La prima il 17 ottobre 1999 quando la società dichiara di averlo inserito nella lista per il Campionato della Pace e la seconda il 25 maggio 2000 quando viene asserito che pochi giocatori sono entrati così  velocemente nel cuore dei tifosi come Santoro.

Entrati velocemente ed usciti alla velocità della luce visto che Santoro non vestì mai più la maglia dell’Olympic. Lo vogliamo ricordare così, come quella volta che lasciò il campo per l’ultima volta sul camper dei suoi genitori…

spaceballseagle5_0021_layer1

Statistiche di Cristian Santoro

NOME CHRISTIAN SANTORO
RUOLO ATTACCANTE
DATA D’ESORDIO 27-05-99
DATA ULTIMA PARTITA 02-07-99
PRESENZE TOTALI 6
1998/1999 6

Perchè Olympic – Mo’viola è così importante

Una formazione dell'Olympic contro il Mo'viola del 2007
Una formazione dell’Olympic contro il Mo’viola del 2007

Praticamente lo sanno tutti perchè Olympic – Mo’viola è così importante e di certo Perrone, Rencricca. Bisogno, Tani, Formica e probabilmente anche Ruggeri potrebbero dare lezioni sull’antica rivalità tra gialloblu e viola.

Ma certe tradizioni, certe storie, vanno comunque tramandate e sentiamo il bisogno di spiegare a chi ha meno esperienza in gialloblu, come Arditi e Ciuffa, cosa c’è in ballo nella partita di lunedì prossimo.

La storia di Olympic – Mo’viola comincia nell’estate del 1995 quando si affrontano due formazioni che hanno nomi diversi, Pinetina F.C. e DX4-100. Il primo confronto è una vittoria schiacciante per i ragazzini di Perrone e probabilmente la vera sfida comincia il 21 luglio 2003 quando l’Olympic per la prima volta incontra la squadra di Daniel Rossi con l’attuale denominazione: Mo’viola.

La prima sfida davvero importante risale all’8 e 12 luglio 2004 quando l’Olympic batte i viola nella doppia semifinale del Torneo Kristall accedendo così alla finalissima del torneo. La rivincita i viola se la prenderanno il 24 luglio 2006 battendo l’Olympic nella finale di Coppa UEFA del torneo Kristall 2005/2006.

La stagione successiva l’Olympic si prende una nuova rivincita battendo il Mo’viola nella doppia semifinale di Coppa UEFA del torneo Ktistall 2006/2007: succede tra il 28 maggio e il 4 giugno 2007.

Le formazioni delle due squadre nella finale UEFA 2008
Le formazioni delle due squadre nella finale UEFA 2008

Nella foto qui in alto invece potete vedere le formazioni delle due squadre che si sono affrontate il 3 giugno 2008 nella finale di Coppa UEFA del torneo Kristall 2007/2008: è un trionfo per l’Olympic che vince 6 a 4  e porta a casa il terzo trofeo della sua bacheca.

Quattro anni dopo, il 2 aprile 2012, il Mo’viola elimina l’Olympic dai play out del Torneo Generazione Calcetto e poco più di tre settimane dopo schianta l’Olympic in finale della Challenge Cup 4.

Comincia il trend negativo dell’Olympic in questa sfida, interrotto solo l’8 novembre 2012 quando i gialloblu battono i viola nella finalissima della Challenge Cup 5.

L'Olympic vittoriosa in finale di Challenge Cup 5
L’Olympic vittoriosa in finale di Challenge Cup 5

L’ultimo confronto tra le due squadre risale all’8 novembre 2016 quando il Mo’viola, come ormai succede da troppo tempo, batté l’Olympic nella prima fase di questo campionato.

In questi ventidue anni Olympic e Mo’viola si sono affrontate 98 volte con 43 vittorie della nostra squadra, 43 vittorie dei nostri avversari e 18 pareggi. 430 le reti gialloblu 426 quelle viola.

In ballo c’è la qualificazione ai play off di Champions League ma c’è dell’altro: Olympic – Mo’viola sono valori, modo di stare in campo, esperienze simili e totalmente opposte che si scontrano in quella che è più di una partita.

Forse nessuno può spiegarlo se non lo si vive, se non lo si sente quindi, ai nuovi arrivati benvenuti in questa sfida d’autore che da più di due decenni affascina ed emoziona.

 

I pionieri del calcio gialloblu – 3. Adriano Agulli

Ci sono partite che segnano una stagione e partite che possono cambiare addirittura una carriera. E’ questo il caso di Adriano Agulli, difensore centrale vecchio stampo, che giocò poche partite nell’Olympic ma che, grazie ad una sola partita, è entrato per sempre nella storia della nostra squadra.

Adriano cominciò la sua carriera nella nostra squadra grazie ad una raccomandazione visto che nella primavera del 1996 era il cognato di Andrea Fantini. Era il 26 aprile di quell’anno e l’Olympic non era ancora l’Olympic visto che quella fu la sera in cui la squadra giocò per l’ultima volta con il nome di Pinetina I.F.C.

Si trattò di un partita facile facile contro la squadra di tale Flaviano Ventrella, difensore che per più che per la sua abilità tecnica era famoso per la somiglianza con Philip Banks, lo zio di Willy, il Principe di Bel Air.

unclephilFinì 19 a 4 per i nostri ragazzi che furono entusiasti dell’esordiente Andrea Fantini e un po’ meno del protagonista della nostra rubrica che, visto lo scarso spessore dei nostri ragazzi, avrebbe potuto proiettarsi maggiormente in avanti.

Ma erano altri tempi, playmaker come Rencricca, Sacchi o Ciuffa non esistevano e Agulli era più simile a Baresi o Bergomi che a Pirlo.

Quasi che avesse sentito questo appunto alla sua scarsa intraprendenza, nella successiva presenza, arrivata a venti mesi dalla prima, Agulli gioca una partita sontuosa tanto da essere definito un monumento all’insuperabilità difensiva. Il Castle Beer cede 15 a 5 e il nostro Adriano colpisce addirittura un doppio incrocio dei pali.

Devono passare altri ventuno mesi per la successiva apparizione di Agulli in gialloblu ma la partita del 12 novembre 2000 è quella che farà passare questo giocatore alla storia. E’ la prima giornata del Campionato della Pace e l’Olympic è campione in carica. Durante l’estate però tanti giocatori hanno lasciato la squadra e per questo primo turno la lista degli assenti è lunghissima. All’ultimo momento viene convocato Agulli che non riesce ad evitare la sconfitta per 2 a 3 a favore del Santa Monica ma darà un’ottima impressione di se candidandosi come prima riserva dei titolari. Questa chance non l’avrà mai ma a fine campionato l’Olympic vincerà ancora questo torneo e Agulli, con questa partita, comparirà di diritto nei vincitori del trofeo arricchendo così il suo palmares di una vittoria davvero prestigiosa se si pensa che l’Olympic ha vinto in ventisette anni solo cinque tornei.

L’8 febbraio 2001 Agulli viene convocato nuovamente per una amichevole infrasettimanale (il campionato si giocava di domenica) e l’Olympic batte agevolmente il Voglia di Pizza per 9 a 1. Il difensore fa un’ottima impressione per sicurezza e senso della posizione e il primo marzo viene convocato nuovamente per giocare contro la Banda di Pluto di Fabio Formica che durante la settimana giocava con questa formazione tecnicamente di grande valore.

Finisce 13 a 8 per i nostri avversari contro i quali Agulli non riesce ad arginare le folate dei veloci e tecnici attaccanti nonostante l’apprezzabile impegno.

La carriera di Adriano Agulli finisce qui: lo ricordiamo con affetto per aver fatto parte di una spedizione vittoriosa anche se probabilmente lui si ricorda poco o niente di noi e ha offerto il meglio di se con la maglia degli Ulttras prima e dei Bich Bauba poi. Abbiamo una foto di Agulli con la divisa bianco rossa dei Bich Bauba.

oly-012
C’è Perrone nascosto da Fantini (quel giorno avversario) e, vicino il calcio d’angolo c’è Agulli. Lo ricorderemo per gli occhialetti alla Dottor Watson e per il suo carattere calmo e serafico in queste foto un po’ sgranate dal fascino indescrivibile.

Abbiamo cercato Adriano su Facebook e non si capisce cosa faccia oggi. Lo vogliamo ricordare così, mai una parola fuori posto ami una protesta, solo qualche tacchettata e il giorno in cui lasciò la squadra…

share

 

NOME ADRIANO AGULLI
RUOLO DIFENSORE
DATA D’ESORDIO 26-04-96
DATA ULTIMA PARTITA 01-03-01
PRESENZE TOTALI 5
1995/1996 1
1996/1997 0
1997/1998 1
1998/1999 0
1999/2000 0
2000/2001 3
TROFEI CONSEGUITI
TROFEI DI SQUADRA 1° POSTO CAMPIONATO DELLA PACE 2000/2001

Nove anni di Olympic – The Boys

15-07-2009acilia_madonnetta_formazione-anti-the-boys
Una formazione gialloblu risalente ad una delle prime sfide contro i Boys

 

La storia delle sfide tra Olympic e The Boys comincia nove anni fa, nel 2008, quando entrambe le squadre calcavano i campi della Madonnetta partecipando ai tornei Lido di Roma.

I The Boys hanno vissuto alti e bassi passando dalla vittoria di importanti trofei fino alle eliminazioni nei primi turni e per una stagione sono anche scomparsi dal panorama calcistico successivamente alla “scissione romena” che ha portato alcuni elementi della squadra a formare la fortissima squadra del Foto Dan che oggi domina i tornei riempiendo la bacheca di coppe e riconoscimenti.

Da sempre il simbolo dei The Boys è il capitano Valentino Della Porta ma anche il fratello Roberto e i due fratelli Imbembo rappresentano lo zoccolo storico di questo team sempre molto corretto. In particolare i due fratelli Imbembo hanno anche vestito la maglia dell’Olympic per una stagione con risultati piuttosto buoni.

In tutto i confronti tra le due squadre sono stati 18 con sei vittorie dellOlympic, tre pareggi e nove sconfitte. L’ultima sfida si è giocata il 12 luglio scorso con la vittoria dei nostri prossimi avversari per 7 a 3 anche se il trend recente è leggermente a favore dell’Olympic dopo un periodo di due sconfitte subite dalla squadra di Della Porta.

Quella di lunedì sarà una sfida importante verso la qualificazione ai play off. Si giocherà alle 22 e 30 e al momento i sette convocati annunciati ieri sono confermati.

I pionieri del calcio gialloblu – 2. Giovanni Pala

Eccoci tornati alla rubrica dei pionieri del calcio gialloblù. In questa seconda puntata vi raccontiamo di un giocatore su cui la società aveva puntato moltissimo investendoci molte aspettative ma la cui avventura nella squadra durò invece pochissimo.

Stiamo parlando di Giovanni Pala. Il giocatore esordisce il 10 maggio 1996 nella primavera che prelude alla partecipazione al Torneo della Pace e alla conseguente ricerca di giocatori per rimpolpare la rosa visto che nel precedente torneo i gialloblù avevano presentato una lista con solo cinque giocatori. E’una partita statisticamente importante: è la numero 29, la prima in cui l’Olympic 2000 si presenta con questo nome abbandonando la denominazione Pinetina. L’avversario è l’Other Palace i cui giocatori stanno già partecipando ad un altro torneo e sono quindi allenati a ritmi tutt’altro che amichevoli. La vittoria è schiacciante, 15 a 6, e Giovanni Pala, fantasista vero, accende l’incontro trovando una stupenda intesa con il centravanti Dario Calabrò.

“Questo è davvero buono!”

-Stefano Tagliaferri-

Il test match successivo si gioca cinque giorni dopo, è il 15 maggio 1996 e l’avversario è di nuovo l’Other Palace. L’Olympic schiera due rifinitori, Fabio Tagliaferri e il confermatissimo Giovanni Pala, che più volte forniscono palle invitanti a Perrone. E’ una vittoria netta per 20 a 6 e la prova di Pala è così buona che oscura quella della stella assoluta della squadra Stefano Tagliaferri.

“Questo teniamocelo da conto”

-Fabrizio Perrone-

Arriva finalmente il momento delle convocazioni per il Torneo della Pace e Giovanni Pala non accetta la convocazione per il torneo. All’epoca si speculò parecchio sui motivi del rifiuto ma oggi, ricordandoci che tempi erano, possiamo dire che probabilmente il ragazzo non disponeva della cifra necessaria all’iscrizione alla competizione.

Infatti finisce il torneo e nell’ultima amichevole della stagione 1995/1996 Pala ritorna a giocare in gialloblu. L’occasione è l’amichevole tra la nostra squadra e una rappresentativa di giocatori peruviani guidata da un altro pioniere dell’epoca, Carlos Alberto Acuna Toledo, che organizzò questa amichevole chiamando a raccolta tutta la “sagrada familia” di cugini sudamericani.

E’ il 27 giugno e fa caldissimo, un caldo di quelli che, sarete d’accordo, si ricorda solo nelle estati azzurre e senza nuvole di quando eravamo ragazzini. Si gioca per ora e la partita finisce 32 a 23 per l’Olympic. Pala gioca bene ma la sua prestazione si ricorderà soprattutto perchè fornì un assist vincente all’allora mascotte dell’Olympic, quell’Emanuele Carnevale che quel giorno decise di ritirarsi dal calcio giocato a soli sedici anni.

La prima stagione di Pala nell’Olympic si chiude quindi con tre presenze. Nella stagione successiva la società vorrebbe riproporre il giocatore e il 10 settembre arriva la convocazione per la partita contro gli acerrimi rivali dell’R.3. Pala gioca benissimo ed è decisivo per la vittoria per 16 a 11. Ecco la sua pagella di quel giorno:

PALA: 6.5

Dopo quattro presenze che gli sono servite come periodo di apprendistato è pronto a diventare a pieno titolo un titolare dell’Olympic 2000. La sua visione di gioco e la sua fantasia potrebbero diventare l’asso nella manica della squadra. Ieri si è segnalato grazie alla qualità suddette anche se è stato poco brillante nella conclusioni. Verso la metà della ripresa si fa male ed è costretto ad uscire. Comunque buona prova.

Tre giorni dopo si rigioca: è il 10 settembre e Pala chiaramente viene convocato. Mancano pochi minuti alla partita e il giocatore non si vede al campo. Perrone e compagni provano a mandargli SMS con il Nokia 3330 ma il suo cellulare è staccato. Bramucci prende il suo posto in campo e da quel momento Pala viene inghiottito dal mulinello della storia gialloblu per non emergerne più.

Che fine ha fatto? Cosa fa oggi? Ha proseguito la sua strada nel mondo del calcio? Oggi non sapremmo ricordarne il volto ne abbiamo trovato foto di repertorio ma possiamo dirvi di aver visto  raramente una classe cristallina come la sua.

NOME GIOVANNI PALA
RUOLO CENTROCAMPISTA
DATA D’ESORDIO 10-05-96
DATA ULTIMA PARTITA 07-09-96
PRESENZE TOTALI 4
1995/1996 3
1996/1997 1

I pionieri del calcio gialloblu – 1. Emilio Delli Sante

Grande “Emilian Dellis”!

-Fabio Tagliaferri-

Erano i tempi in cui ogni giocatore giocava con la propria maglia (Perrone vestiva Malines, Fabio Tagliaferri Arsenal e Carnevale Brasile di Messico ’70) ma l’Olympic, all’epoca Pinetina F.C., già giocava. Era il 1995 e il gruppetto storico della squadra cercava giocatori per giocare le tante amichevoli invernali (i tornei si disputavano solo a fine primavera).

Era il 29 aprile 1995 e in squadra esordiva Emilio Delli Sante, esterno destro potente, classico numero 7.5 ovvero elemento di fascia ma con fisico da interno. Emilio giocò cinque stagioni da comprimario con il picco di utilizzo nella stagione 1996/97 in cui scese in campo in sei occasioni.

Poi sparì dalla scena senza grossi traumi non avendo lui questa grande passione che lo trainasse verso il campo e non avendo quei grandi mezzi tecnici da essere indispensabile alla squadra.

Di lui si ricordano il nomignolo “Emilian Dellis” dovuto all’emergere in quegli anni del l’affascinante fenomeno della Premier League è una partita organizzata da lui a Casalbernocchi. Si gioco per ore e al campo continuavano ad arrivare bambini tanto che la nostra squadra, pur vincendo, dovette abbandonare la sfida per la stanchezza.

Da sottolineare anche il look, un caschetto biondo stile Beckham anni ’90, o alla Nick Carter dei Backstreet Boys… o alla Di Caprio in Titanic.

Di lui oggi si sono perse le tracce. Si sa che è diventato un chirurgo e che viaggia nella pampa argentina, per il resto è una figura avvolta nelle nebbie del tempo.

Una nuova rubrica 

Da domani inaugureremo una nuova rubrica sulla nostalgia e sull’amarcord e riguarderà i pionieri del calciò gialloblù ovvero quei giocatori che hanno contribuito alla crescita del nostro calcio nei primi sanno dopo l’unificazione della squadra. Domani parleremo di un grande esterno destro, un Bisogno ante litteram per intenderci.

Per ciò che riguarda la sfida di martedì al The Tower’s Pub non ci sono grandi novità: permane il ballottaggio in porta mentre i giocatori di movimento saranno Rencricca, Ciuffa, Tani, Bisogno, Formica e Ruggeri.

Un po’ d’amarcord


Ritorna dopo un po’ tempo la rubrica dell’Amarcord Gialloblù angolo in cui ripercorriamo la storia della nostra squadra nel più classico degli “Accadde oggi”.

L’Olympic ha giocato di 22 gennaio in quattro occasioni ma la partita più bella è quella che si è giocata nel 2008. Si gioca al Kristall, nel lunghissimo campionato Spazio Design. L’avversario è il Red Devils e l’Olympic che scende in campo è una squadra che, citando le fonti di ben otto anni fa, deve fare dell’umiltà la propria forza per puntare alla salvezza.

In campo scendono Belli, Rencricca, Sacchi, Santolamazza, Bisogno e Perrone: nel primo tempo i gialloblù sprecano molto ma proprio quando sembra che si debba andare all’intervallo a reti bianche il portiere avversario rinvia su un proprio difensore causando il più incredibile degli autogol.

Nella ripresa cambia tutto: i Red Devils colpiscono pali e traverse e Belli si deve superare ma Sacchi inventa da solo un gol capolavoro. Sul 2 a 0 sembra fatto ma gli avversari accorciano le distanze e ci vuole un po’ di sofferenza per portare a casa la vittoria.

Fu una vittoria difficile ma probabilmente fu una tappa fondamentale per quell’Olympic che alla fine di quella stagione vinse l’Europa League e quell’incredibile Coppa Italia che rimane nei nostri cuori come uno dei trofei più belli vinti dalla nostra squadra.

Un giorno ve la racconteremo ma per oggi il libro dei ricordi si chiude qui.