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Perchè Olympic – Mo’viola è così importante

Una formazione dell'Olympic contro il Mo'viola del 2007
Una formazione dell’Olympic contro il Mo’viola del 2007

Praticamente lo sanno tutti perchè Olympic – Mo’viola è così importante e di certo Perrone, Rencricca. Bisogno, Tani, Formica e probabilmente anche Ruggeri potrebbero dare lezioni sull’antica rivalità tra gialloblu e viola.

Ma certe tradizioni, certe storie, vanno comunque tramandate e sentiamo il bisogno di spiegare a chi ha meno esperienza in gialloblu, come Arditi e Ciuffa, cosa c’è in ballo nella partita di lunedì prossimo.

La storia di Olympic – Mo’viola comincia nell’estate del 1995 quando si affrontano due formazioni che hanno nomi diversi, Pinetina F.C. e DX4-100. Il primo confronto è una vittoria schiacciante per i ragazzini di Perrone e probabilmente la vera sfida comincia il 21 luglio 2003 quando l’Olympic per la prima volta incontra la squadra di Daniel Rossi con l’attuale denominazione: Mo’viola.

La prima sfida davvero importante risale all’8 e 12 luglio 2004 quando l’Olympic batte i viola nella doppia semifinale del Torneo Kristall accedendo così alla finalissima del torneo. La rivincita i viola se la prenderanno il 24 luglio 2006 battendo l’Olympic nella finale di Coppa UEFA del torneo Kristall 2005/2006.

La stagione successiva l’Olympic si prende una nuova rivincita battendo il Mo’viola nella doppia semifinale di Coppa UEFA del torneo Ktistall 2006/2007: succede tra il 28 maggio e il 4 giugno 2007.

Le formazioni delle due squadre nella finale UEFA 2008
Le formazioni delle due squadre nella finale UEFA 2008

Nella foto qui in alto invece potete vedere le formazioni delle due squadre che si sono affrontate il 3 giugno 2008 nella finale di Coppa UEFA del torneo Kristall 2007/2008: è un trionfo per l’Olympic che vince 6 a 4  e porta a casa il terzo trofeo della sua bacheca.

Quattro anni dopo, il 2 aprile 2012, il Mo’viola elimina l’Olympic dai play out del Torneo Generazione Calcetto e poco più di tre settimane dopo schianta l’Olympic in finale della Challenge Cup 4.

Comincia il trend negativo dell’Olympic in questa sfida, interrotto solo l’8 novembre 2012 quando i gialloblu battono i viola nella finalissima della Challenge Cup 5.

L'Olympic vittoriosa in finale di Challenge Cup 5
L’Olympic vittoriosa in finale di Challenge Cup 5

L’ultimo confronto tra le due squadre risale all’8 novembre 2016 quando il Mo’viola, come ormai succede da troppo tempo, batté l’Olympic nella prima fase di questo campionato.

In questi ventidue anni Olympic e Mo’viola si sono affrontate 98 volte con 43 vittorie della nostra squadra, 43 vittorie dei nostri avversari e 18 pareggi. 430 le reti gialloblu 426 quelle viola.

In ballo c’è la qualificazione ai play off di Champions League ma c’è dell’altro: Olympic – Mo’viola sono valori, modo di stare in campo, esperienze simili e totalmente opposte che si scontrano in quella che è più di una partita.

Forse nessuno può spiegarlo se non lo si vive, se non lo si sente quindi, ai nuovi arrivati benvenuti in questa sfida d’autore che da più di due decenni affascina ed emoziona.

 

I pionieri del calcio gialloblu – 3. Adriano Agulli

Ci sono partite che segnano una stagione e partite che possono cambiare addirittura una carriera. E’ questo il caso di Adriano Agulli, difensore centrale vecchio stampo, che giocò poche partite nell’Olympic ma che, grazie ad una sola partita, è entrato per sempre nella storia della nostra squadra.

Adriano cominciò la sua carriera nella nostra squadra grazie ad una raccomandazione visto che nella primavera del 1996 era il cognato di Andrea Fantini. Era il 26 aprile di quell’anno e l’Olympic non era ancora l’Olympic visto che quella fu la sera in cui la squadra giocò per l’ultima volta con il nome di Pinetina I.F.C.

Si trattò di un partita facile facile contro la squadra di tale Flaviano Ventrella, difensore che per più che per la sua abilità tecnica era famoso per la somiglianza con Philip Banks, lo zio di Willy, il Principe di Bel Air.

unclephilFinì 19 a 4 per i nostri ragazzi che furono entusiasti dell’esordiente Andrea Fantini e un po’ meno del protagonista della nostra rubrica che, visto lo scarso spessore dei nostri ragazzi, avrebbe potuto proiettarsi maggiormente in avanti.

Ma erano altri tempi, playmaker come Rencricca, Sacchi o Ciuffa non esistevano e Agulli era più simile a Baresi o Bergomi che a Pirlo.

Quasi che avesse sentito questo appunto alla sua scarsa intraprendenza, nella successiva presenza, arrivata a venti mesi dalla prima, Agulli gioca una partita sontuosa tanto da essere definito un monumento all’insuperabilità difensiva. Il Castle Beer cede 15 a 5 e il nostro Adriano colpisce addirittura un doppio incrocio dei pali.

Devono passare altri ventuno mesi per la successiva apparizione di Agulli in gialloblu ma la partita del 12 novembre 2000 è quella che farà passare questo giocatore alla storia. E’ la prima giornata del Campionato della Pace e l’Olympic è campione in carica. Durante l’estate però tanti giocatori hanno lasciato la squadra e per questo primo turno la lista degli assenti è lunghissima. All’ultimo momento viene convocato Agulli che non riesce ad evitare la sconfitta per 2 a 3 a favore del Santa Monica ma darà un’ottima impressione di se candidandosi come prima riserva dei titolari. Questa chance non l’avrà mai ma a fine campionato l’Olympic vincerà ancora questo torneo e Agulli, con questa partita, comparirà di diritto nei vincitori del trofeo arricchendo così il suo palmares di una vittoria davvero prestigiosa se si pensa che l’Olympic ha vinto in ventisette anni solo cinque tornei.

L’8 febbraio 2001 Agulli viene convocato nuovamente per una amichevole infrasettimanale (il campionato si giocava di domenica) e l’Olympic batte agevolmente il Voglia di Pizza per 9 a 1. Il difensore fa un’ottima impressione per sicurezza e senso della posizione e il primo marzo viene convocato nuovamente per giocare contro la Banda di Pluto di Fabio Formica che durante la settimana giocava con questa formazione tecnicamente di grande valore.

Finisce 13 a 8 per i nostri avversari contro i quali Agulli non riesce ad arginare le folate dei veloci e tecnici attaccanti nonostante l’apprezzabile impegno.

La carriera di Adriano Agulli finisce qui: lo ricordiamo con affetto per aver fatto parte di una spedizione vittoriosa anche se probabilmente lui si ricorda poco o niente di noi e ha offerto il meglio di se con la maglia degli Ulttras prima e dei Bich Bauba poi. Abbiamo una foto di Agulli con la divisa bianco rossa dei Bich Bauba.

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C’è Perrone nascosto da Fantini (quel giorno avversario) e, vicino il calcio d’angolo c’è Agulli. Lo ricorderemo per gli occhialetti alla Dottor Watson e per il suo carattere calmo e serafico in queste foto un po’ sgranate dal fascino indescrivibile.

Abbiamo cercato Adriano su Facebook e non si capisce cosa faccia oggi. Lo vogliamo ricordare così, mai una parola fuori posto ami una protesta, solo qualche tacchettata e il giorno in cui lasciò la squadra…

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NOME ADRIANO AGULLI
RUOLO DIFENSORE
DATA D’ESORDIO 26-04-96
DATA ULTIMA PARTITA 01-03-01
PRESENZE TOTALI 5
1995/1996 1
1996/1997 0
1997/1998 1
1998/1999 0
1999/2000 0
2000/2001 3
TROFEI CONSEGUITI
TROFEI DI SQUADRA 1° POSTO CAMPIONATO DELLA PACE 2000/2001

Nove anni di Olympic – The Boys

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Una formazione gialloblu risalente ad una delle prime sfide contro i Boys

 

La storia delle sfide tra Olympic e The Boys comincia nove anni fa, nel 2008, quando entrambe le squadre calcavano i campi della Madonnetta partecipando ai tornei Lido di Roma.

I The Boys hanno vissuto alti e bassi passando dalla vittoria di importanti trofei fino alle eliminazioni nei primi turni e per una stagione sono anche scomparsi dal panorama calcistico successivamente alla “scissione romena” che ha portato alcuni elementi della squadra a formare la fortissima squadra del Foto Dan che oggi domina i tornei riempiendo la bacheca di coppe e riconoscimenti.

Da sempre il simbolo dei The Boys è il capitano Valentino Della Porta ma anche il fratello Roberto e i due fratelli Imbembo rappresentano lo zoccolo storico di questo team sempre molto corretto. In particolare i due fratelli Imbembo hanno anche vestito la maglia dell’Olympic per una stagione con risultati piuttosto buoni.

In tutto i confronti tra le due squadre sono stati 18 con sei vittorie dellOlympic, tre pareggi e nove sconfitte. L’ultima sfida si è giocata il 12 luglio scorso con la vittoria dei nostri prossimi avversari per 7 a 3 anche se il trend recente è leggermente a favore dell’Olympic dopo un periodo di due sconfitte subite dalla squadra di Della Porta.

Quella di lunedì sarà una sfida importante verso la qualificazione ai play off. Si giocherà alle 22 e 30 e al momento i sette convocati annunciati ieri sono confermati.

I pionieri del calcio gialloblu – 2. Giovanni Pala

Eccoci tornati alla rubrica dei pionieri del calcio gialloblù. In questa seconda puntata vi raccontiamo di un giocatore su cui la società aveva puntato moltissimo investendoci molte aspettative ma la cui avventura nella squadra durò invece pochissimo.

Stiamo parlando di Giovanni Pala. Il giocatore esordisce il 10 maggio 1996 nella primavera che prelude alla partecipazione al Torneo della Pace e alla conseguente ricerca di giocatori per rimpolpare la rosa visto che nel precedente torneo i gialloblù avevano presentato una lista con solo cinque giocatori. E’una partita statisticamente importante: è la numero 29, la prima in cui l’Olympic 2000 si presenta con questo nome abbandonando la denominazione Pinetina. L’avversario è l’Other Palace i cui giocatori stanno già partecipando ad un altro torneo e sono quindi allenati a ritmi tutt’altro che amichevoli. La vittoria è schiacciante, 15 a 6, e Giovanni Pala, fantasista vero, accende l’incontro trovando una stupenda intesa con il centravanti Dario Calabrò.

“Questo è davvero buono!”

-Stefano Tagliaferri-

Il test match successivo si gioca cinque giorni dopo, è il 15 maggio 1996 e l’avversario è di nuovo l’Other Palace. L’Olympic schiera due rifinitori, Fabio Tagliaferri e il confermatissimo Giovanni Pala, che più volte forniscono palle invitanti a Perrone. E’ una vittoria netta per 20 a 6 e la prova di Pala è così buona che oscura quella della stella assoluta della squadra Stefano Tagliaferri.

“Questo teniamocelo da conto”

-Fabrizio Perrone-

Arriva finalmente il momento delle convocazioni per il Torneo della Pace e Giovanni Pala non accetta la convocazione per il torneo. All’epoca si speculò parecchio sui motivi del rifiuto ma oggi, ricordandoci che tempi erano, possiamo dire che probabilmente il ragazzo non disponeva della cifra necessaria all’iscrizione alla competizione.

Infatti finisce il torneo e nell’ultima amichevole della stagione 1995/1996 Pala ritorna a giocare in gialloblu. L’occasione è l’amichevole tra la nostra squadra e una rappresentativa di giocatori peruviani guidata da un altro pioniere dell’epoca, Carlos Alberto Acuna Toledo, che organizzò questa amichevole chiamando a raccolta tutta la “sagrada familia” di cugini sudamericani.

E’ il 27 giugno e fa caldissimo, un caldo di quelli che, sarete d’accordo, si ricorda solo nelle estati azzurre e senza nuvole di quando eravamo ragazzini. Si gioca per ora e la partita finisce 32 a 23 per l’Olympic. Pala gioca bene ma la sua prestazione si ricorderà soprattutto perchè fornì un assist vincente all’allora mascotte dell’Olympic, quell’Emanuele Carnevale che quel giorno decise di ritirarsi dal calcio giocato a soli sedici anni.

La prima stagione di Pala nell’Olympic si chiude quindi con tre presenze. Nella stagione successiva la società vorrebbe riproporre il giocatore e il 10 settembre arriva la convocazione per la partita contro gli acerrimi rivali dell’R.3. Pala gioca benissimo ed è decisivo per la vittoria per 16 a 11. Ecco la sua pagella di quel giorno:

PALA: 6.5

Dopo quattro presenze che gli sono servite come periodo di apprendistato è pronto a diventare a pieno titolo un titolare dell’Olympic 2000. La sua visione di gioco e la sua fantasia potrebbero diventare l’asso nella manica della squadra. Ieri si è segnalato grazie alla qualità suddette anche se è stato poco brillante nella conclusioni. Verso la metà della ripresa si fa male ed è costretto ad uscire. Comunque buona prova.

Tre giorni dopo si rigioca: è il 10 settembre e Pala chiaramente viene convocato. Mancano pochi minuti alla partita e il giocatore non si vede al campo. Perrone e compagni provano a mandargli SMS con il Nokia 3330 ma il suo cellulare è staccato. Bramucci prende il suo posto in campo e da quel momento Pala viene inghiottito dal mulinello della storia gialloblu per non emergerne più.

Che fine ha fatto? Cosa fa oggi? Ha proseguito la sua strada nel mondo del calcio? Oggi non sapremmo ricordarne il volto ne abbiamo trovato foto di repertorio ma possiamo dirvi di aver visto  raramente una classe cristallina come la sua.

NOME GIOVANNI PALA
RUOLO CENTROCAMPISTA
DATA D’ESORDIO 10-05-96
DATA ULTIMA PARTITA 07-09-96
PRESENZE TOTALI 4
1995/1996 3
1996/1997 1

I pionieri del calcio gialloblu – 1. Emilio Delli Sante

Grande “Emilian Dellis”!

-Fabio Tagliaferri-

Erano i tempi in cui ogni giocatore giocava con la propria maglia (Perrone vestiva Malines, Fabio Tagliaferri Arsenal e Carnevale Brasile di Messico ’70) ma l’Olympic, all’epoca Pinetina F.C., già giocava. Era il 1995 e il gruppetto storico della squadra cercava giocatori per giocare le tante amichevoli invernali (i tornei si disputavano solo a fine primavera).

Era il 29 aprile 1995 e in squadra esordiva Emilio Delli Sante, esterno destro potente, classico numero 7.5 ovvero elemento di fascia ma con fisico da interno. Emilio giocò cinque stagioni da comprimario con il picco di utilizzo nella stagione 1996/97 in cui scese in campo in sei occasioni.

Poi sparì dalla scena senza grossi traumi non avendo lui questa grande passione che lo trainasse verso il campo e non avendo quei grandi mezzi tecnici da essere indispensabile alla squadra.

Di lui si ricordano il nomignolo “Emilian Dellis” dovuto all’emergere in quegli anni del l’affascinante fenomeno della Premier League è una partita organizzata da lui a Casalbernocchi. Si gioco per ore e al campo continuavano ad arrivare bambini tanto che la nostra squadra, pur vincendo, dovette abbandonare la sfida per la stanchezza.

Da sottolineare anche il look, un caschetto biondo stile Beckham anni ’90, o alla Nick Carter dei Backstreet Boys… o alla Di Caprio in Titanic.

Di lui oggi si sono perse le tracce. Si sa che è diventato un chirurgo e che viaggia nella pampa argentina, per il resto è una figura avvolta nelle nebbie del tempo.

Una nuova rubrica 

Da domani inaugureremo una nuova rubrica sulla nostalgia e sull’amarcord e riguarderà i pionieri del calciò gialloblù ovvero quei giocatori che hanno contribuito alla crescita del nostro calcio nei primi sanno dopo l’unificazione della squadra. Domani parleremo di un grande esterno destro, un Bisogno ante litteram per intenderci.

Per ciò che riguarda la sfida di martedì al The Tower’s Pub non ci sono grandi novità: permane il ballottaggio in porta mentre i giocatori di movimento saranno Rencricca, Ciuffa, Tani, Bisogno, Formica e Ruggeri.

Un po’ d’amarcord


Ritorna dopo un po’ tempo la rubrica dell’Amarcord Gialloblù angolo in cui ripercorriamo la storia della nostra squadra nel più classico degli “Accadde oggi”.

L’Olympic ha giocato di 22 gennaio in quattro occasioni ma la partita più bella è quella che si è giocata nel 2008. Si gioca al Kristall, nel lunghissimo campionato Spazio Design. L’avversario è il Red Devils e l’Olympic che scende in campo è una squadra che, citando le fonti di ben otto anni fa, deve fare dell’umiltà la propria forza per puntare alla salvezza.

In campo scendono Belli, Rencricca, Sacchi, Santolamazza, Bisogno e Perrone: nel primo tempo i gialloblù sprecano molto ma proprio quando sembra che si debba andare all’intervallo a reti bianche il portiere avversario rinvia su un proprio difensore causando il più incredibile degli autogol.

Nella ripresa cambia tutto: i Red Devils colpiscono pali e traverse e Belli si deve superare ma Sacchi inventa da solo un gol capolavoro. Sul 2 a 0 sembra fatto ma gli avversari accorciano le distanze e ci vuole un po’ di sofferenza per portare a casa la vittoria.

Fu una vittoria difficile ma probabilmente fu una tappa fondamentale per quell’Olympic che alla fine di quella stagione vinse l’Europa League e quell’incredibile Coppa Italia che rimane nei nostri cuori come uno dei trofei più belli vinti dalla nostra squadra.

Un giorno ve la racconteremo ma per oggi il libro dei ricordi si chiude qui.

C’è la Virtus

Lunedì 5 dicembre l’Olympic affronta la Virtus Panfili per la sesta e terzultima giornata del girone A della Winter Cup. Il fischio d’inizio è previsto per le 21.30.

In tutto Olympic e Virtus si sono affrontate cinque volte. La prima il 4 novembre 2013 e fu una vittoria mentre nel secondo scontro, giocato il 24 marzo 2014, arrivò una sconfitta. Il match point di quella stagione si giocò il 7 luglio 2014 quando Olympic e Virtus si scontrarono nello spareggio per la Champions League Marakaibo. Fu un 2 a 2 che i gialloblù trasformarono in vittoria ai rigori grazie all’exploit di Simone Montaldi.

Il 9 giugno 2015 arrivò una sfortunata sconfitta per 4 a 3 mentre il primo giugno 2016 un’Olympic con Binutti e Caprioli all’esordio vinse 6 a 1.

In totale quindi il bilancio è in parità con 2 vittorie, 1 pari e 2 sconfitte. 26 i gol fatti, 22 quelli subiti.

La lista dei convocati è ancora incompleta perchè manca un ultimo nome che verrà ufficializzato in serata mentre i confermati sono Perrone, Rencricca, Formica, Tani, Bisogno e Ruggeri.

Irreal tra alti e bassi

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L’Irreal è una squadra strana, passa da grandi vittorie a sconfitte difficili da pronosticare. Questo perchè la formazione nero verde non una vera e propria formazione e molto spesso ricorre a fantasiose convocazioni last minute per sopperire all’assenza dei cosiddetti titolari. Un’altra grande incognita è rappresentata dal portiere, spesso indisponibile e sostituito da capitan Manoni che passa dal ruolo di palymaker alla Biglia a quello dell’estremo difensore con risultati anche non negativi ma certamente non paragonabili a quello di un numero uno di professione.

In tutto Olympic e Irreal si sono affrontate in otto circostanze: la prima il 20 gennaio 2014, l’ultima il 6 settembre scorso. L’Olympic ha vinto 2 volte, pareggiato 3 volte e perso 3 volte. Da ricordare che Manoni ha anche gatto parte dell’Olympic in un’occasione, il 3 giugno 2015.

Per la partita di lunedì i convocati sono Maiozzi, Rencricca, Bisogno, Tani, Formica, Ruggeri e uno tra Arditi e Montaldi.

I convocati per il Non Serve

Olympic e Non Serve si sono affrontate in tutto in sei occasioni. La prima partita tra le due formazioni terminò con un 3-0 a tavolino per l’Olympic il 2 dicembre 2013.

Nella seconda partita finalmente ci fu un vero e proprio incontro. Si giocò il 3 marzo 2014 e il match terminò sul 5 a 5 sotto un diluvio in cui quasi annegarono Belli, Rencricca, Montaldi, Ruggeri, Perrone e Romagnoli.

La prima vittoria sul campo l’Olympic la ottenne il 5 giugno 2014 quando arrivò una vittoria per 7 a 4. Quel giorno in campo c’erano Belli, Rencricca, Formiconi, Formica, Li Causi, Montaldi e Romagnoli.

Il 26 giugno 2014 Olympic e Non Serve si affrontarono per la quarta volta e vinsero ancora i gialloblù, stavolta per 12 a 7. In campo c’erano Belli, Rencricca, Formiconi, Montaldi, Formica, Collu e Santolamazza.

Queste prime quattro partite furono disputate tutte nella stagione 2013/2014 mentre le altre due gare si svolsero nella scorsa stagione. La prima partita fu un’amichevole disputata il 19 aprile 2016 giorno in cui giocarono Perrone, Formiconi, Fabio Tagliaferri, Maiozzi, Bisogno, Tani e Ruggeri.

Il 20 giugno 2016 arrivò la prima vittoria del Non Serve anche se in una gara in cui l’Olympic, che stava vivendo un ottimo periodo, sembrava come imbambolata. Quel giorno in campo c’erano Perrone, Rencricca, Formiconi, Ciuffa, Formica, Tani e Ruggeri.

Ma chi giocherà lunedì (Longarina, 20.45)? ecco i convocati per la quarta giornata di campionato: Perrone, Rencricca, Formiconi, Tani, Arditi, Ruggeri, Formica.