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Profilo personale della società di calcio a 5 amatoriale Olympic 1989 Football Club gestito dal presedente Fabrizio Perrone

La storia del 2020 – Parte 1, da gennaio ad aprile

GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC: 69

GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI: 18


Il 2020 sta finendo, un anno che nessuno di noi esiterebbe a definire terribile, infausto, possibilmente irripetibile, eppure qualcosa di buono lo ha offerto.

Ripercorriamolo mese per mese.

GENNAIO

Abbiamo cominciato il 2020 in attesa della sfida ai Nuovi Mutanti. Era l’undicesima giornata della regular season di Winter Cup e l’avversario ci preoccupava perché rispetto alla precedente stagione la formazione guidata da Francesco Bonanni era parecchio cresciuta e aveva ottenuto risultati importanti. L’Olympic non era riuscita ad organizzare la classica amichevole dopo le festività quindi ci si avvicinava a questa sfida ancora appesantiti dai cenoni del natale 2019. Alla fine in campo non è stata una passeggiata ma la nostra Olympic ha vinto 5 a 2. Il migliore in campo fu Gianluca Atzeni che tornava dopo un mese e mezzo di assenza mentre Daniele Tocci realizzò un gol bellissimo che ancora oggi ricordiamo.

Dopo questa vittoria l’Olympic era attesa dalla sfida al Foto Dan ma, incredibile a dirsi, la società non riuscì a trovare cinque giocatori tra infortuni, assenze varie e la classica influenza di stagione. L’Olympic così rimediò la terza sconfitta a tavolino della propria storia e l’amaro in bocca fu davvero molto.

Il 20 gennaio finalmente riusciamo ad organizzare un’allenamento ed è una serata speciale perché tornano in campo tanti astri del passato che rimpolpano i ranghi dei titolari. Tornano a vestire la maglia gialloblù Francesco Tani, Filiberto Tarallo e Gianluca Sacchi e la partita è gradevole e divertente. Purtroppo, già nel primo tempo, il ginocchio di Francesco Tani fa nuovamente crac e il centrocampista è costretto a lasciare il campo. Oggi, dopo quasi un anno, Francesco non è ancora tornato in campo e noi gli rinnoviamo i nostri migliori auguri.

L’ultima partita di gennaio si disputa il 29. L’Olympic esordisce in Champions League affrontando i fortissimi Rimediati. Gli assenti sono moltissimi e in più, dopo pochi minuti, si fa male anche Giordano Attili e i nostri perdono 12 a 9. Luca Baldini “is on fire” e realizza addirittura quattro gol.

Il mese termina ufficialmente con la premiazione del giocatore del mese. Vince Fabrizio Perrone, seguito da Gianluca Atzeni e Luca Baldini.

Proprio nell’ultimo giorno di gennaio si comincia a parlare di un misterioso virus che dai pipistrelli sta passando all’uomo nella regione di Wuhan, in Cina.

FEBBRAIO

Febbraio inizia con la seconda sfida di Champions League in cui affrontiamo il Foto Dan. Attili è ancora infortunato ma stringe i denti e alla fine offre una prestazione coraggiosa in cui segna anche un gol. L’Olympic vince 4 a 3 e il migliore in campo si rivela essere Roberto Manoni che manda in paradiso la classe operaia.

L’11 febbraio, ancora sospinti dall’entusiasmo per la vittoria contro il foto Dan, affrontiamo il Mexico. Vinciamo anche stavolta e il punteggio finale di 7 a 3 ci rende tra i favoriti alla qualificazione al prossimo turno. In questa gara sale in cattedra Fabrizio Tocci che segna una tripletta.

Il 18 febbraio battiamo anche il Virtus Panfili e i protagonisti del 6 a 3 finale sono Paolo Luciani e Gianluca Atzeni.  Il 24 febbraio invece giochiamo contro Smilenjoy che ci batte 10 a 4 dimostrandosi di un’altra categoria. Accediamo così ai play off ad eliminazione diretta della Champions League.

Febbraio si chiude con l’assegnazione del premio per il giocatore del mese: vince Luca Baldini seguito da Fabrizio Tocci e Roberto Manoni.

Nel frattempo si comincia a parlare con maggiore insistenza del covid-19, il nuovo virus proveniente dalla Cina. Il primo caso viene registrato il 17 febbraio in provincia di Lodi mentre il 27 febbraio comincia a proliferare il focolaio di Vo’ Euganeo, vicino Padova.

MARZO

Marzo 2020 sarà un mese che ricorderemo per molto tempo: il 2 marzo affrontiamo il Virtus Panfili nei play off della Champions League. Nel finale siamo sotto per 3 a 1 ma una favolosa doppietta di Paolo Luciani ci permette di pareggiare e di andare ai calci di rigore. Sarà proprio l’eroe della serata Paolo Luciani a fallire il penalty decisivo e a sancire l’inaspettata eliminazione dell’Olympic dalla Winter Cup.

Già dal giorno dopo ci si interroga su come ricominciare a giocare e su come ritrovare gli stimoli dopo la prematura eliminazione. L’Olympic dovrebbe giocare il Torneo di Consolazione ma la situazione del virus nel frattempo è diventata grave e già l’8 marzo ogni regione italiana è stat raggiunta dal contagio.

Dopo un week end di dubbi e incertezze il Governo decide di ricorrere a misure estreme e il 10 marzo l’Italia viene dichiarata “zona protetta”. E’ il giorno dell’inizio del lockdown, una parola che prima d’ora avevamo sentito solo nei film e che diventerà in seguito tristemente familiare.

I tornei erano già stati sospesi il 7 marzo e pochi giorni dopo il Governo permetterà agli sportivi solo forme di allenamento private e nei pressi delle proprie abitazioni. Tutta Italia si da al running e i corridori vengono ridicolmente additati come i nuovi untori del ventunesimo secolo.

Il mese termina con la consueta premiazione al miglior giocatore degli ultimi trenta giorni. Paolo Luciani ottiene il primo posto, seguito da Roberto Manoni e Fabrizio Perrone.

APRILE

Aprile è oscuro e tremendo. La pandemia è nel pieno del suo svolgimento e lo sport si ferma. Si parla di una ipotetica ripresa per maggio ma per il momento sono tutte ipotesi.

L’Olympic è ferma da tempo e sui social si fa di tutto per intrattenere giocatori e tifosi durante i lunghi giorni di lockdown.

Viene lanciato un sondaggio per eleggere il miglior film sul calcio di tutti i tempi e nella finale tra “L’allenatore nel pallone” e “Fuga per la Vittoria” la spunta il film con Pelè e Sylvester Stallone protagonisti.

Il 6 aprile l’ISS annuncia che il curva pandemica ha raggiunto il plateau e si fanno le ipotesi sul picco del contagio, atteso per fine mese.

Il 27 aprile il premier Giuseppe Conte annuncia il nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal 4 maggio e se per i dilettanti non cambia nulla le vere novità sono per i professionisti che potranno tornare ad allenarsi in vista della ripresa ufficiale.

FINE PRIMA PARTE

 

Buon Natale!

 

GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC: 65

GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI: 22


La società Olympic 1989 Football Club desidera augurare a tutti un sereno Natale!

L’attività del sito riprenderà lunedì 28 dicembre 2020

Le statistiche di fine anno (2020)

SONO PASSATI 64 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 23 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI*

*allo scadere dell’attuale Dpcm, il Governo potrebbe accordare la disputa di incontri a livello dilettantistico ma al momento la misura non è stata discussa


Prima di congedarci e di augurarvi di passare delle serene festività natalizie vogliamo intrattenervi con alcune statistiche riguardanti l’anno che sta volgendo al termine.

*Nel 2020 i giocatori dell’Olympic hanno calciato in tutto 12 rigori. Più di tutti ne hanno calciato Paolo Luciani e Gianluca Atzeni con 3 a testa. Atzeni ne ha segnati 2 mentre Luciani solo 1.

*Nel 2020 i giocatori dell’Olympic hanno ricevuto in tutto 3 cartellini gialli. I “più cattivi” a pari merito sono stati Paolo Luciani, Cristian Marino e Alexander Ruggeri.

*Nel 2020 nessun giocatore dell’Olympic è stato espulso.

Ecco come si sono evolute le classifiche riferite alla storia della squadra in questo 2020.

CLASSIFICA PRESENZE DI TUTTI I TEMPI

Presenze di tornei, campionati, coppe e amichevoli ufficiali. Dopo la dodicesima posizione abbiamo segnalato solo gli attuali giocatori della rosa

CLASSIFICA PRESENZE GARE DI TORNEI

Presenze in gare di campionati, tornei e coppe (amichevoli ufficiali escluse). I puntini indicano intervalli tra un giocatore e l’altro

RETI IN GARE UFFICIALI

Reti in gare di tornei, campionati e coppe (escluse amichevoli ufficiali)

CLASSIFICA ASSIST IN GARE UFFICIALI DAL 2010 A OGGI

Assist in gare di campionati, tornei e coppe (amichevoli ufficiali escluse) dal 2010, anno in cui si è cominciato a conteggiarli

Per questo 2020 abbiamo terminato. Domani vi faremo gli auguri mentre prima della fine dell’anno pubblicheremo un articolo di consuntivo di quest’anno.

I premi di fine anno 2020//2

SONO PASSATI 63 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 24 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI*

*allo scadere dell’attuale Dpcm, il Governo potrebbe accordare la disputa di incontri a livello dilettantistico ma al momento la misura non è stata discussa


Ecco ci al secondo appuntamento con i premi dell’anno solare 2020. Ieri Luca Baldini, Fabrizio Perrone e Alexander Ruggeri sono stati premiati come i più presenti dell’anno mentre oggi assegniamo il trofeo al miglior marcatore dell’anno.

Ecco la classifica completa:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vince il premio Alexander Ruggeri che ormai da anni è il cannoniere principe della squadra. L’attaccante italo tedesco ha realizzato nel 2020 più del doppio delle reti segnate dal più diretto inseguitore, Luca Baldini, a cui va comunque dato il merito di essere un difensore decisamente prolifico.

In terza posizione Paolo Luciani che forse avrebbe potuto competere con Ruggeri se avesse potuto garantire maggiore continuità di presenza. Ottimi i risultati di Cristian Marino e Alessandro Olivieri che nonostante siano entrati in squadra solo a metà anno hanno registrato ottimi risultati.

Nell’articolo di domani pubblicheremo alcune curiosità e statistiche.

I premi di fine anno 2020//1

SONO PASSATI 62 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 25 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI*

*allo scadere dell’attuale Dpcm, il Governo potrebbe accordare la disputa di incontri a livello dilettantistico ma al momento la misura non è stata discussa


Da oggi e per i prossimi due giorni rendiamo note le classifiche di rendimento riguardanti l’anno solare 2020. Non si tratta di premi ufficiali ma di riconoscimenti ufficiosi che la società assegna fin dal 2009 e che hanno comunque una certa importanza.

Oggi assegneremo il premio al calciatore che ha disputato più gare in questo strano 2020 in cui l’Olympic ha disputato pochissime gare a causa della pandemia da Covid-19.

Ecco la classifica completa con tutti i giocatori che hanno disputato almeno una partita all’interno dell’anno solare 2020.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vincono il trofeo Luca Baldini, Fabrizio Perrone e Alexander Ruggeri che hanno collezionato 18 presenze e che quindi si spartiscono il premio. Il quintetto ideale dell’anno include anche Gianluca Atzeni e Alessandro Olivieri che si posizionano rispettivamente al quarto e al quinto posto.

Domani assegneremo il premio per il miglior marcatore del 2020 quindi non perdete il prossimo aggiornamento!

 

Il programma dei premi di fine anno


SONO PASSATI 59 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 28 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI*

*allo scadere dell’attuale Dpcm, il Governo potrebbe accordare la disputa di incontri a livello dilettantistico ma al momento la misura non è stata discussa


Mentre siamo tutti in attesa del Dpcm che regolamenterà i movimenti durante le festività natalizie, la società ha stilato il programma dell’assegnazione dei premi di fine anno.

Ricordiamo che non si tratta di premi ufficiali che entrano nel palmares dei giocatori ma di trofei simbolici e curiosità riguardanti l’anno solare 2020.

Ecco il programma:

lunedì 21 dicembre: premio al giocatore più presente

martedì 22 dicembre: premio al miglior marcatore

mercoledì 23 dicembre: curiosità e riepilogo statistiche

Successivamente, il sito andrà in vacanza dal 24 al 29 dicembre (salvo novità provenienti dal Governo da comunicare) mentre mercoledì 30 dicembre pubblicheremo un consuntivo di fine anno.

Le nuove misure allo studio per le festività natalizie

SONO PASSATI 58 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 30 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI*

*allo scadere dell’attuale Dpcm, il Governo potrebbe accordare la disputa di incontri a livello dilettantistico ma al momento la misura non è stata discussa


Ecco una panoramica delle misure che il Governo sta studiando per le imminenti festività natalizie.

L’articolo è tratto dalla versione on line di Repubblica.

19 -20
DICEMBRE

L’ultimo weekend libero
Chi ha in programma di partire non dovrebbe avere brutte sorprese. Nessun anticipo della zona rossa come pure avevano chiesto i rigoristi preoccupati da un fine settimana con il tutto esaurito sui treni in partenza verso sud da Torino, Milano e Roma e aerei strapieni con tariffe esorbitanti. Ci si potrà muovere liberamente tranne che in Abruzzo ( unica regione che da domani dovrebbe rimanere arancione) dove non si potrà uscire dal proprio comune. E’ anche l’ultimo weekend in cui ci si potrà spostare nelle seconde case.

Negozi aperti ovunque fino alle 21 con misure antiassembramento, bar e ristoranti aperti fino alle 18. Solo in Abruzzo, se resterà arancione, gli esercizi pubblici potranno lavorare solo con l’asporto ( fino alle 22) e il domicilio. Resta valido il coprifuoco alle 22.

21 – 23
DICEMBRE

Niente spostamenti, ma tutto aperto
Da lunedì scatta in tutta Italia il blocco della mobilità infraregionale. Ci si potrà spostare da una regione all’altra solo per lavoro, necessità o urgenza e , sempre, per far ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione dove sarà possibile ricongiungersi anche con il partner che lavora in un’altra città. Chi intende spostarsi in una seconda casa all’interno della propria regione potrà farlo.
Con tutte le regioni italiane in giallo tranne l’Abruzzo, saranno gli ultimi tre giorni per lo shopping natalizio, negozi aperti fino alle 21 con orario continuato e misure antiassembramento. E saranno anche gli unici giorni della settimana in cui si potrà ancora andare al ristorante a pranzo ( tavoli con non più di quattro persone) e al bar fino alle 18. Aperti naturalmente anche barbieri e parrucchieri. Alle 22 tutti a casa.

24-27
DICEMBRE

L’Italia in zona rossa
E’ il primo blocco di giorni prefestivi e festivi in cui tutte le regioni dovranno chiudere negozi, bar e ristoranti. Aperti, con gli orari soliti dei giorni festivi, solo gli alimentari, le farmacie, i tabacchi, edicole e librerie.
Vietati tutti gli spostamenti anche all’interno del proprio comune se non per motivi di necessità, lavoro o urgenza. Si potrà uscire per andare a Messa ma non per andare a casa di parenti. Niente pranzi e cene di Natale dunque se non con il nucleo convivente forse allargato a non più di due congiunti stretti: genitori
anziani o figli o partner fissi. Resta consentito uscire per fare attività sportiva o motoria e ( solo una persona) per assistere chi non è autosufficiente.

28-30
DICEMBRE

Si riapre per soli tre giorni
Da lunedi a mercoledi si allenta la stretta. Riaprono i negozi ancora fino alle 21, i bar e i ristoranti sempre fino alle 18 e con le normali restrizioni, ritorna il coprifuoco alle 22 e rimane il divieto di spostamento tra le regioni. Dunque ci si potrà muovere liberamente nel proprio Comune e all’interno della propria regione. Solo in Abruzzo ( se resterà arancione) i bar e i ristoranti rimarranno chiusi e non si potrà uscire dal proprio Comune tranne che per i motivi di lavoro, salute e necessità.

31-3
GENNAIO

Ritorna la zona rossa
L’obiettivo è bloccare veglioni di fine anno e pranzi in famiglia. Blocco totale dei movimenti anche all’interno dei Comuni. Non si potrà uscire da casa se non per valide ragioni dal giovedi 31 fino alla domenica 3, un blocco di quattro giorni che dovrebbe fermare chi aveva già pensato di aggirare il coprifuoco passando tutta la notte dell’ultimo dell’anno in una casa con amici e parenti. Chi verrà trovato a circolare per strada in quei quattro giorni senza motivo verrà sanzionato con una multa da 400 a 1000 euro. Ovviamente chiusi negozi non di generi di prima necessità, bar e ristoranti.

4-6
GENNAIO

Si riapre ma non si esce dalla Regione
Fine dell’Italia in rosso. Anche la Befana dovrebbe godere di un regime meno restrittivo. Riaprono le attività, ritorna il coprifuoco alle 22 ma restano ancora vietati gli spostamenti infraregionali che torneranno ad essere consentiti dal 7.

Nella giornata di oggi si attende l’ufficialità di queste misure sulle quali il Presidente del Consiglio sta meditando con il Parlamento.

Anche nel 2020 ci saranno i premi di fine anno

SONO PASSATI 57 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 31 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI*

*allo scadere dell’attuale Dpcm, il Governo potrebbe accordare la disputa di incontri a livello dilettantistico ma al momento la misura non è stata discussa


Come avrete notato (e non potrebbe essere altrimenti, del resto) nel mese di novembre la società non ha istituito il premio di giocatore del mese e, non essendoci gare in programma per questo mese, avverrà la stessa cosa anche a dicembre.

La società gialloblù però, come da tradizione, assegnerà i premi relativi all’anno solare 2020. Questi premi non ufficiali (non entrano nel palmarès dei giocatori in quanto premi meramente simbolici) vengono assegnati fin dal 2009 ma in questo 2020 fuori dal comune arriveranno in un periodo in cui il calcio giocato è una chimera.

Quest’anno assegneremo i classici premi al giocatore più presente e al capocannoniere dell’anno solare ma cercheremo di assegnare ulteriori nuovi premi come il calciatore più “aggressivo” (quello più ammonito) e quello più preciso sui calci di rigore.

Insomma, cercheremo di riempire questo immenso vuoto senza calcio e di accorciare l’attesa per la ripartenza del movimento dilettantistico. Il primo appuntamento con i premi di fine anno è fissato per lunedì 21 dicembre 2020.

I mitici campetti dove tutto nacque

La localizzazione dei due campetti su Google Maps

SONO PASSATI 56 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 32 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI*

*allo scadere dell’attuale Dpcm, il Governo potrebbe accordare la disputa di incontri a livello dilettantistico ma al momento la misura non è stata discussa


Oggi parleremo dei campetti impolverati e improvvisati dove, ormai più di trentuno anni fa, nacque il fenomeno Olympic.

Chiunque sia nato tra gli anni venti e gli anni novanta sa di cosa stiamo parlando. Oggi i più giovani non giocano più per strada ma nel ventesimo secolo il passatempo più in voga (a volte l’unico) era giocare a calcio in campi di strada sui quali l’erba era un sogno utopico.

Anche la storia dell’Olympic è iniziata su questo genere di campo e non importa che ci fosse l’asfalto, che non ci fossero le porte o che ci passassero le macchine: per chi ci giocava, quei campetti erano l’Olimpico o il Camp Nou.

Gli albori della storia gialloblù cominciano dentro il condominio “La Pinetina” in cui però era severamente vietato giocare a pallone dal regolamento di condominio. Il prato verde, perfetto per giocare a pallone, del giardino era rigorosamente off limits mentre si tendeva a chiudere un occhio sull’utilizzo della strada interna del condominio. Logica avrebbe voluto che si giocasse sfruttando un tratto di strada lineare invece gli androni delle scale avevano una forma a ferro cavallo (probabilmente la parte esterna del vano ascensore) che era troppo invitante per non essere usato come porta. Quindi i giocatori si affrontavano su un campo lineare ma quando giungevano nei pressi dell’area dovevano tirare verso una porta situata a novanta gradi alla loro destra o alla loro sinistra. Strano ma vero! Su questi strani campi a U di solito si affrontavano squadra composte da due o tre elementi in gare in cui vinceva chi per primo arrivava a dieci gol. Occasionalmente, per esempio durante i compleanni dei ragazzi, si organizzavano anche sfide esaltanti tra squadre composte dai tanti invitati alle festicciole. Tutte queste partite potevano durare ore!

Ad un certo punto, quando i condomini più influenti cominciarono a scocciarsi degli inevitabili schiamazzi e delle cannonate scagliate contro le porte metalliche dei box auto e contro le pareti del palazzo, i gialloblù in erba cercarono soluzioni alternative per le loro partitelle. I campi improvvisati furono due:

Il campo A

Il primo era un tratto di strada chiusa al termine di Via Roberto Crippa. Queste foto risalgono a oggi: il campo è spesso invaso dalle automobili mentre all’epoca, quando le auto erano decisamente di meno, questa stradina poteva tutt’al più essere utilizzata come area temporanea di manovra. Nella foto 1 si vede la porta migliore di quel campetto, migliore perché c’era un muretto e una rete metallica che poteva simulare una porta vera mentre dalla porta opposta c’era un marciapiede che complicava le cose. Questo campetto fu utilizzato per qualche sfida tra i ragazzi della Pinetina e le squadre degli altri palazzi ma alla fine si utilizzò quasi esclusivamente per sfide di calcio tedesca. Oltre la recinzione del lato lungo corrono i binari della ferrovia e ogni qual volta che passava il treno durante una partita sembrava che una curva di stadio esultasse ai gol dei ragazzini. Pura magia! Questo campo è un baule pieno di ricordi e di tante storie e piccoli aneddoti di cui il più famoso rimane questo: un giorno si giocava una sfida tre contro tre e la squadra di Perrone stava perdendo malamente contro quella di Stefano Tagliaferri. Nel finale Perrone servì ad Emanuele Carnevale un filtrante che lanciò il jolly verso la porta sguarnita (c’erano i portieri volanti, chiaramente). Poco prima di calciare un facile piattone che sarebbe valso un glorioso gol della bandiera Emanuele Carnevale fu contrastato energicamente da dietro da Stefano Tagliaferri finendo con la faccia sul marciapiede in travertino. L’impatto con il marmo causò a Carnevale un taglio sul mento che richiese una corsa al pronto soccorso e qualche punto di sutura con conseguente cicatrice alla Harrison Ford. L’episodio si concluse con tante scuse da parte di Stefano Tagliaferri e una memorabile cicatrice che Carnevale poté orgogliosamente esporre per qualche mese.

Ma c’era anche un altro campo, meno utilizzato ma comunque memorabile e degno di nota ed è quello contrassegnato sulla mappa con la lettera B.

Il campo B

Questo campo era decisamente più grande e rispondente all’idea di un vero campo di calcio. L’area in cui sorgeva era alle spalle del condominio “La Pinetina”, nello spazio in cui sorgeva il cantiere del palazzo. Inizialmente era solo una distesa di erbacce ma un giorno d’estate del 1990 (?) i genitori dei fondatori della squadra ingaggiarono un bulldozer per spianare questo rettangolo di terra e piantarci due porte (foto 3 e 4). questo campo era davvero bello ma fu utilizzato poco perché i vari cantieri della zona (a inizio anni 90 ad Acilia sud si costruiva ancora molto) erano soliti scaricare lì i materiali di risulta come lamiere o travi. Alla fine i ragazzi desistettero nel giocarci preferendo l’asfalto del primo campetto descrittovi.

Parecchi anni dopo il campo rinacque, probabilmente per iniziativa di una nuova generazione di ragazzini e fu successivamente inglobato nel neonato Parco dei Germogli. Oggi il campo c’è ancora, ci sono nuove porte da calcio dipinte di bianco e ci sono anche panchine e degli orti sociali istituiti dal Comune di Roma.

La storia dei campetti improvvisati durò tra il 1990 e il 1995, anno in cui si cominciò a giocare con continuità sull’erba sintetica, manto decisamente migliore.

Ancora oggi ricordiamo con affetto quei campetti dove tutto iniziò e sui quali abbiamo imparato, chi più chi meno, a dare del tu al pallone.

Vanno in scena gli ottavi di finale

L’interno del Sapporo Dome

SONO PASSATI 55 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 33 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI*

*allo scadere dell’attuale Dpcm, il Governo potrebbe accordare la disputa di incontri a livello dilettantistico ma al momento la misura non è stata discussa


Ricordiamo che questo è il resoconto di un’avventura calcistica virtuale ideata per sostituire la normale attività agonistica. Una sorta di piccolo romanzo sportivo per staccare un po’ la spina in questi momenti così particolari

Sapporo, 14 dicembre 2020.

E’ il giorno dell’ottavo di finale contro i Professionals, una sfida a cui ci avviciniamo da sfavoriti ma nel calcio, si sa, tutto è possibile.

La squadra esce dal ritiro nel freddo pungente dell’inverno di Hokkaido e si reca allo spettacolare Sapporo Dome, lo stadio coperto che ospitò i mondiali del 2002. Il colpo d’occhio è impressionante, la struttura è gremita in ogni ordine di posti e il tifo degli spettatori è amplificato che siamo al chiuso. E’ una partita per cuori forti, il rumore è assordante, insomma, sembra che il mondiale cominci solo oggi.

L’Olympic scende in campo in maglia bianca perchè anche i nostri avversari vestono di giallo e blu e i nostri hanno perso il sorteggio per le maglie. Ci schieriamo con il 3-4-3 con Sacchi a centrocampo a supporto del tridente pesante formato da Formica, Fantini e Ruggeri.

Siamo i primi a interrompere la fase di studio e al quinto minuto Formica impegna il portiere avversario. Tre minuti dopo il bomber ci riprova e Montaldi lo imita ma non non colpiamo il bersaglio grosso. E’ un peccato perchè alla prima occasione i Professionals ci puniscono con Frogman che al diciottesimo segna l’1 a 0.

Reagiamo male e al ventunesimo capitoliamo ancora. stavolta è Nurse che batte Perrone ed è un colpo durissimo da cui non ci riprendiamo. Al minuto 28 ci riversiamo in attacco e gli avversari ci fanno malissimo in contropiede: al trentaseiesimo Perrone fa il possibile per deviare un tiro ravvicinato mal quarantunesimo Frogman fa doppietta e porta i suoi sullo 0 a 3.

Le facce dei nostri sono stravolte, siamo sulle ginocchia ma prima dell’intervallo abbiamo un sussulto: a due minuti dall’intervallo Sacchi va giù duro e si fa ammonire ma è un segno di vita e infatti poco dopo accorciamo le distanze con Collu che batte il portiere deviando un traversone di Stefano Tagliaferri.

La grafica all’intervallo

Non ci aspettavamo una tale batosta  e infatti negli spogliatoi siamo nervosi. Proviamo a ricompattarci dicendo che un’occasione del genere, di rigiocare tutti quanti insieme, non l’avremo più ma forse questa volta abbiamo incontrato un avversario troppo più forte di noi.

Ritorniamo in campo. Fabio Tagliaferri sostituisce un abulico Andrea Fantini ma i Professionals in due minuti chiudono la pratica: al quarantasettesimo Frogman segna ancora e due minuti dopo realizza il suo personale poker. 1 a 4.

Vorremmo sprofondare, nasconderci il viso, sparire per sempre ma non molliamo perchè bisogna dare un segno a chi ci sta seguendo allo stadio e in tv da casa. Al cinquantesimo Caserta rileva Stefano Tagliaferri e ci schieriamo con un 4-2-4 che perfino Zdeněk Zeman definirebbe sbilanciato.

I frutti però arrivano e Formica segna il 2 a 5 su assist di Sacchi. Sull’onda dell’entusiasmo Alessandro Santolamazza prende il posto di Gianluca Atzeni e fino alla fine si vede solo l’Olympic. Vanno vicino al gol Alexander Ruggeri, Fabio Tagliaferri e Fabio Formica ma al novantesimo l’arbitro algerino Zahir fischia la fine e dichiara finita l’avventura gialloblù nel Sol Levante.

La grafica al novantesimo

Le statistiche di fine partita ci condannano e sono nettamente a favore dei nostri avversari.

 

Forse la nostra squadra ha sbagliato approccio alla gara ma dobbiamo ammettere che i Professionals sono stati più forti e hanno meritato l’accesso ai quarti di finale. Il ritorno in albergo è mesto non tanto per la sconfitta in sé quanto per la fine di una bella avventura che aveva unito il popolo gialloblù e che è finita davvero troppo presto.


Il giorno dopo, la squadra fa ritorno a Tokyo dove l’indomani prende il volo diretto per Roma. Con l’atterraggio a Fiumicino i giocatori si salutano e la storia finisce ufficialmente. Per la cronaca, i Professionals hanno vinto il mondiale battendo in finale 1 a 0 il Sensible FC mentre Fabio Formica si è classificato terzo nella classifica dei cannonieri.


Si conclude così questo piccolo racconto di sport virtuale che era partito con la scelta dei migliori ventitré giocatori della storia dell’Olympic e si chiude con l’eliminazione dal torneo a Sensible World of Soccer. Speriamo che vi siate intrattenuti piacevolmente leggendo queste pagine ma speriamo altresì vivamente di tornare presto a parlare di calcio giocato. Fino a quando ciò non accadrà cercheremo in tutti i modi di tenere vivo il mondo Olympic.