MARCATORI OLYMPIC:
4 GENNARI
1 RENCRICCA A.
1 SFORZA
1 TANI
Incompiuta: è questo l’aggettivo che rimbomba nelle frastornate menti dei tifosi gialloblù dopo l’ennesima sconfitta dell’Olympic. Incompiuta perché neanche questa volta la squadra è riuscita a fare un salto di qualità, incompiuta perché sarebbe bastato un pizzico di impegno e concentrazione in più per avere la meglio sui ragazzini in maglia verde della New Team e infine incompiuta perché l’Olympic cade sempre, immancabilmente sugli stessi errori.
Errori di schieramento, errori di disimpegno, errori sotto porta, errori in marcatura. Errori che ci stanno costando caro in questa Green Cup che potrebbe riservarci un buon finale di stagione e che invece, al momento, sembra spalancarci di fronte le porte della Coppa UEFA, un torneo minore per formazioni deluse che macchierebbe quanto di buono fatto nella prima metà di stagione quando l’Olympic volava fino alla finale di Premier Soccer Cup.
L’Olympic di ieri sera non ha scusanti: la sconfitta è maturata contro una squadra che si basava interamente sui singoli, tatticamente fragile e che lasciava moltissimi spazi ai nostri giocatori. L’Olympic invece è scesa in campo senza mordente, senza compattezza, soprattutto dietro dove sarebbe servita una prova di solidità mentre in avanti si è sbagliato, come al solito, moltissimo.
E non possiamo recriminare sulla sfortuna o sul destino avverso se pur sbagliando tanto in difesa arriviamo in zona gol almeno trenta volte segnando la miseria di sette gol.
Non possiamo neanche lamentarci sull’assenza di Ripanucci, sostituito da un Santolamazza non a livelli eccelsi né sull’ormai lungodegenza di Sacchi. Lo sapete perché? Perché, lo ripeto, per arrivare alla vittoria sarebbe bastato che tutti avessero dato un 1% in più. Con questa certezza è normale venire attanagliati dal senso di incompiutezza.
Si è cominciato con il vantaggio degli avversari, il pareggio di Gennari, il nuovo vantaggio del bomber gialloblù e l’Olympic che chiudeva la prima frazione sul 4 a 3 grazie alle reti di Alessandro Rencricca e Francesco Tani.
Abbiamo quindi chiuso i primi venticinque minuti di gioco in vantaggio di un gol, un vantaggio nato dal fatto che i gialloblù, pur giocando male, avevano fatto comunque valere la maggiore esperienza di trentenni fatti e compiuti. Inoltre Perrone era in stato di grazia e in un paio di circostanze ha parato tutto il parabile e qualcosa di più frustrando le velleità degli avversari.
Poi nella ripresa il patatrac: La New Team pareggiava e passava in vantaggio mentre l’Olympic arrancava rimanendo al passo, pareggio dopo pareggio durante una fiera del gol sbagliato che aveva del grottesco.
A cinque minuti dalla fine il definitivo vantaggio dei bianco verdi, un vantaggio a cui i gialloblù non riuscivano a trovare rimedio e che poco dopo l’arbitro rendeva irrimediabile fischiando la fine dei giochi.
I giocatori dell’Olympic uscivano dal terreno di gioco a testa bassa, sotto i fischi del pubblico, addirittura coperti dalle urla di gioia dei giocatori avversari che forse nemmeno riuscivano a credere di aver battuto i finalisti della PSC semplicemente battendo in contropiede una squadra che non li marcava a dovere.
Le porte della Champions sono un po’ più chiuse di quanto lo fossero ieri e si sente già lo spiffero d’aria dal portone spalancato sulla UEFA.
NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 20
PAGELLE
PERRONE: 6 cap.
Ottima partita nonostante un infortunio muscolare con cui comincia la gara e che peggiora nei cinquanta minuti di gioco che si rivelano piuttosto movimentati per il portiere gialloblù. E’ tornato l’estremo difensore di qualche anno fa ma ora dovrebbe prendersi un periodo di riposo altrimenti rischia un lungo stop.
RENCRICCA A. : 5.5
A parte il solito assurdo nervosismo (lesivo per la squadra che di fronte al suo mood reagisce sempre sprofondando invece che reagendo alle difficoltà) offre una prova appena sotto la sufficienza. Segna un gol nel primo tempo ma nel finale l’attaccante della New Team che segna il gol decisivo lo supera con troppa facilità.
SANTOLAMAZZA: 5.5
Assente dalla seconda giornata (24 marzo contro i The Boys) se la cava d’esperienza finché l’Olympic mantiene una parvenza di assetto tattico, quando poi gli schemi saltano non riesce più ad arginare i veloci e sbarbati attaccanti bianco verdi.
TANI: 5
Una prestazione che dalla prossima stagione (quando i voti prevederanno + e -) valuterei con un 5+ per l’impegno, la determinazione leggermente maggiore rispetto a altri compagni e qualche buona giocata. Segna un gol nel primo tempo, il terzo in Green Cup, mentre nel secondo tempo cala vistosamente.
BISOGNO: 5
Debilitato dagli antibiotici che sta prendendo per i denti non sarebbe, forse, dovuto scendere in campo. A parte la corsa, che appare sempre scarsa e innaturale, sbaglia una mole impressionante di occasioni e passaggi in attacco.
SFORZA: 5
Al rientro dopo due gare in cui era mancato prima per turn over poi per impegni personali. E’ apparso molto affaticato e in debito di ossigeno e il gol segnato nel secondo tempo non salvano la sua prestazione davvero deficitaria.
GENNARI: 6
Quattro gol che avrebbero dovuto permettere all’Olympic di vincere questa partita i tranquillità e che invece rappresentano solo un grande rimpianto. Unica soddisfazione la scalata alla classifica cannonieri e il raggiungimento della top ten dei marcatori all time gialloblù in gare ufficiali. Ora è a quota 46 reti in compagnia di Bisogno e Sacchi.