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La migliore squadra di sempre – Parte 6

SONO PASSATI 42 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 11 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI


PARTE 6 – I CENTROCAMPISTI PRESCELTI

Dopo aver scelto i sei/sette migliori difensori della storia dell’Olympic oggi ufficializziamo i sei centrocampisti prescelti dai nove giurati scelti dalla società nell’ottica di selezionare i 23 giocatori gialloblù più forti di sempre.

La società ha proposto ai giurati una lista di 19 centrocampisti e 14 di questi hanno ricevuto almeno un voto.

Ecco la classifica finale!

  1. FILIBERTO TARALLO 8 PUNTI
  2. ATZENI GIANLUCA 7 PUNTI
  3. MONTALDI SIMONE 7 PUNTI
  4. TANI FRANCESCO 7 PUNTI
  5. ARDITI MIRKO ALESSANDRO 5 PUNTI
  6. TAGLIAFERRI STEFANO 5 PUNTI
  7. COLLU VALERIO 4 PUNTI
  8. BISOGNO GIANLUCA 3 PUNTI
  9. CIUFFA ALESSANDRO 3 PUNTI
  10. ROMALDINI MASSIMO 2 PUNTI
  11. BALDI DAVIDE 1 PUNTO
  12. CARISSIMI ANDREA 1 PUNTO
  13. CIARDI PIERLUIGI 1 PUNTO
  14. MANONI ROBERTO 1 PUNTO

I primi sei centrocampisti della lista, quelli colorati in rosso, sono quelli che sono stati selezionati direttamente mentre il settimo, Valerio Collu, entra in lizza per uno dei due posti jolly che verranno ufficializzati alla fine delle votazioni.

Per quanto riguarda i prescelti, nessuno ha ricevuto il 100% delle preferenze. Il più scelto è stato Tarallo con l’88,8% delle preferenze mentre ci sono stati i primi esclusi eccellenti come Bisogno, Romaldini e Baldi. Purtroppo, in questo tipo di votazioni la qualità viene preferita alla quantità e, oltre ai giocatori sopra citati, è rimasto fuori, senza nemmeno un voto, perfino un mostro sacro come Alessandro Guarino.

Un altro fattore che alcuni giurati hanno valutato in casi di indecisione è stata poi la simpatia personale quindi nessuno rimanga offeso o colpito dall’esclusione. E’ solo un gioco e và preso come tale.

Da domani si passa alla scelta degli attaccanti e anche qui ci saranno scelte difficili da affrontare.

Buon divertimento!

La migliore squadra di sempre – Parte 5

SONO PASSATI 39 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 14 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI


PARTE V – LA SELEZIONE DEI CENTROCAMPISTI

Siamo arrivati alla selezione dei centrocampisti, una scelta difficile a cui i giurati sono stati sottoposti tra ieri e l’altro ieri e che, inevitabilmente, ha portato a rinunce dolorose.

I nove elettori hanno ricevuto una lista dei migliori 19 centrocampisti che la storia dell’Olympic ha prodotto. Tra loro ci sono mediani di quantità e fini rifinitori e non sono stati posti paletti quindi i giurati sono stati lasciati totalmente liberi di scegliere con il cuore, con la pancia e con la testa.

La classifica finale dei sei centrocampisti (a cui potrebbe aggiungersi una wild card) sarà pubblicata lunedì 23 novembre ma prima ecco un breve riassunto dei giocatori scelti fin qui:

PORTIERI: Fabrizio Perrone, Emiliano Belli e Emanuele Maiozzi (possibile wild card: Davide Caprioli)

DIFENSORI: Alessandro Rencricca, Fabrizio Formiconi, Giordano Attili, Gianluca Sacchi, Luca Li Causi, Alessandro Santolamazza (possibile wild card: Valerio Ciuffa)

 

La migliore squadra di sempre – Parte 4

SONO PASSATI 38 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 15 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI


PARTE IV – I DIFENSORI

Dopo aver scelto i tre/quattro migliori portieri della storia dell’Olympic oggi ufficializziamo i sei difensori prescelti dai nove giurati scelti dalla società per selezionare i 23 giocatori gialloblù più forti di sempre.

La società ha proposto ai giurati una lista di 14 difensori e 12 di questi hanno ricevuto almeno un voto.

Ecco la classifica finale!

  1. RENCRICCA ALESSANDRO 9 PUNTI
  2. FABRIZIO FORMICONI 8 PUNTI
  3. GIORDANO ATTILI 7 PUNTI
  4. GIANLUCA SACCHI 7 PUNTI
  5. LI CAUSI LUCA 5 PUNTI
  6. SANTOLAMAZZA ALESSANDRO 5 PUNTI
  7. CIUFFA VALERIO 4 PUNTI
  8. OLIVIERI ALESSANDRO 3 PUNTI
  9. BALDINI LUCA 2 PUNTI
  10. CIVITA LUCA 2 PUNTI
  11. FACCILONGO ANTONIO 1 PUNTO
  12. ROMAGNOLI ANTONIO 1 PUNTO

I primi sei difensori della lista, quelli colorati in rosso, sono quelli che sono stati selezionati direttamente mentre il settimo, Valerio Ciuffa, entra in lizza per uno dei due posti jolly che verranno ufficializzati alla fine delle votazioni.

Per quanto riguarda i prescelti, Rencricca ha ricevuto la totalità dei voti a disposizione mentre Formiconi e Attili hanno ricevuto entrambi l’88% delle preferenze.

Possiamo dire che abbiamo “sacrificato” alcune stelle del passato arcaico della squadra e alcune del presente ma in generale siamo molto d’accordo sui nomi scelti.

Da domani si passa alla scelta dei centrocampisti e anche qui ci saranno scelte dolorose da fare!

La migliore squadra di sempre – Parte 3

SONO PASSATI 37 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 16 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI


PARTE III – LA SELEZIONE DEI DIFENSORI

Nell’articolo di ieri abbiamo ufficializzato i tre migliori portieri della storia gialloblù secondo i nove giudici incaricati di stilare, ruolo per ruolo, la lista dei migliori 23 giocatori di tutti i tempi dell’Olympic.

Ricapitoliamo i giocatori fin qui eletti che sono Fabrizio Perrone, Emiliano Belli ed Emanuele Maiozzi. A loro si aggiunge Davide Caprioli, arrivato quarto nella classifica degli estremi difensori e che potrebbe usufruire di una delle due wild card per giocatori particolarmente votati ma rimasti fuori dalla votazione iniziale.

Domenica pomeriggio i nove giurati hanno ricevuto la seconda lista da selezionare ovvero quella dei 14 difensori in gara. Tra questi ne verranno scelti 6 (più un eventuale jolly) che comporranno la linea difensiva ideale della storia della nostra squadra.

Non ci resta quindi che attendere l’articolo di domani, giovedì 19 novembre, per sapere i nomi di questi baluardi difensivi!

La migliore squadra di sempre – Parte 2

SONO PASSATI 36 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 17 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI


PARTE II – I PORTIERI

Sabato mattina avevamo chiesto ai nove giurati di eleggere i tre migliori portieri della storia dell’Olympic e oggi siamo in grado di darvi i risultati finali di questa prima parte del sondaggio.

I portieri proposti ai giudici erano ben 17 ma solo 6 hanno ricevuto almeno una preferenza.

Ecco la classifica:

  1. PERRONE Fabrizio 9 punti
  2. BELLI Emiliano 8 punti
  3. MAIOZZI Emanuele 5 punti
  4. CAPRIOLI Davide 3 punti
  5. CIANCI Luciano 1 punto
  6. PACIFICI Damiano 1 punto

Per i primi due portieri della spedizione mondiale virtuale c’è stato un semi plebiscito tanto che Fabrizio Perrone è risultato il portiere titolare solo per un punto in più rispetto a Emiliano Belli. Un po’ più combattuta la maglia da terzo portiere con Emanuele Maiozzi e Davide Caprioli a lungo alla apri prima che il primo prevalesse sul secondo. Chiudono la classifica Damiano Pacifici, eroe della stagione 2008/2009 e Luciano Cianci, entrato sorprendentemente in classifica con una sola presenza all’attivo.

I tre portieri della spedizione mondiale virtuale saranno quindi Perrone, Belli e Maiozzi mentre Caprioli verrà aggregato come quarto portiere in caso di infortuni.

Oggi i nove giudici riceveranno la lista dei 14 difensori tra cui sceglierne 6. Sarà una lotta fratricida e molti giocatori illustri rimaranno fuori. Per evitare eliminazioni eccellenti abbiamo predisposto 2 posti jolly da assegnare alla fine delle convocazioni.

Per oggi è tutto, a domani per la terza puntata di questa piccola e divertente avventura.

La migliore squadra di sempre – Parte 1

SONO PASSATI 35 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 18 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI


PARTE I – INTRODUZIONE

Esaurita, almeno per il momento, la rubrica su grandi dualismi della storia della nostra squadra, cominciamo una nuova iniziativa di questo sito, un modo per tenere alto lo spirito e lasciare i cattivi pensieri fuori dalla stanza per almeno qualche minuto.

Da oggi eleggeremo la migliore squadra di sempre dell’Olympic andando, ruolo per ruolo, a selezionare 23 tra i 149 giocatori che hanno, almeno per una volta, indossato la maglia gialloblu.

Con l’aiuto di dieci giudici andremo a scegliere:

  • 3 portieri
  • 6 difensori
  • 6 centrocampisti
  • 6 attaccanti
  • 2 jolly

Immaginate che si stia partendo per una imminente Coppa del Mondo e che ci sia quel tipico fremito tra gli italiani che attendono di sapere chi li rappresenterà per un mese.

Si dice che in Italia ci siano 65 milioni di commissari tecnici ma questa volta i C.T. saranno nove, scelti tra giocatori del passato e del presente della squadra. A loro si aggiunge una tifosa che ha vissuto la storia gialloblu praticamente per intero.

A loro si chiederà di scegliere i giocatori mediando tra caratteristiche tecniche e morali, per quello che hanno dato alla squadra sia fuori che dentro al campo e, soprattutto, non considerando il loro valore attuale ma come se fossero tutti e 149 contemporaneamente in attività in una ipotetica Serie A. Per esempio, non bisognerà mettere a confronto l’Alexander Ruggeri di oggi con il Filiberto Tarallo di oggi ma entrambe le migliori versioni del giocatore, congelate nel loro momento di massima forma di espressione calcistica.

Ecco i nomi dei giudici:

  1. EMILIANO BELLI
  2. ANDREA FANTINI
  3. FABRIZIO FORMICONI
  4. VALENTINA GRIFO’
  5. FABRIZIO PERRONE
  6. ALEXANDER RUGGERI
  7. SIMONE MONTALDI
  8. FABIO TAGLIAFERRI
  9. FRANCESCO TANI

Una volta composta la squadra si procederà ad una piccola simulazione in pieno stile anni ’90. Si creerà un mondiale su un emulatore per Mac di un gioco di calcio e seguiremo l’avventura di questa Olympic virtuale in versione nazionale.

Sabato pomeriggio i giudici hanno ricevuto la lista dei portieri quindi domani ufficializzeremo i tre estremi difensori più forti della storia gialloblù mentre oggi chiederemo loro i migliori difensori.

Buon divertimento!

Il riassunto di un’altra settimana senza calcio

Un’illustrazione di Paolo Samarelli tratta da La Repubblica on line

SONO PASSATI 32 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 21 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI

Un’altra settimana sta volgendo al termine e sembra (e sottolineamo sembra) che la curva dei contagi del coronavirus stia piegando verso il basso.

Ciò non vuol dire che si veda la fine del tunnel ma che forse si cominciano a vedere i primi effetti delle disposizioni anti-contagio e che possiamo nutrire un pochino di ottimismo per il futuro.

Si comincia a parlare anche di un vaccino e si spera che il 2021 sia l’anno in cui possiamo liberarci da questo gigantesco incubo chiamato pandemia.

Fine dell’emergenza, ritorno graduale alla normalità, ritorno in campo: il nostro caro amico pallone al momento è giustamente l’ultimo dei pensieri ma si tornerà un giorno in campo, questo è poco ma sicuro!

Per far trascorrere questo periodo con un po’ di leggerezza stiamo inventando di tutto e anche la prossima settimana vedrete nuove iniziative sul sito e sui canali social.

Vi auguriamo un week end sereno e responsabile. Appuntamento a lunedì 16 per un nuovo aggiornamento.

I grandi dualismi della storia gialloblu//3. Fabio Tagliaferri Vs. Fabio Formica

SONO PASSATI 31 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 22 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI

Nella terza puntata della rubrica sui grandi dualismi della storia gialloblu parliamo di una sfida che accende i tifosi. Questo dualismo, esistente solo nella teoria e mai nella realtà, è un argomento di cui gli appassionati potrebbero parlare per ore davanti ad un crodino seduti in piazza al Bar Sport. Si parla di numeri 10, di fantasia, di estro puro e quindi della parte religiosa e sacra del calcio.

Fabio Tagliaferri contro Fabio Formica! Chi ha più fantasia? Chi dà più del tu alla palla? Chi accende di più le emozioni dei tifosi?

Passiamo all’analisi tecnica!

La storia di Fabio Tagliaferri parte da lontano, da un campetto improvvisato a Cerveteri dove l’asfalto o la pozzolana diventano il miglior insegnate di tecnica per affinare un piede destro delicato come pochi. Da Cerveteri ad Acilia la storia cambia poco: si gioca su cemento, tra le erbacce e fonda il movimento Olympic di cui diventa il primo storico capitano. Quando il calcetto diventa popolare il campo sintetico diventa il suo miglior alleato e le cose che riuscivano tra le buche riescono ancora meglio su un terreno liscio come un tavolo da biliardo. Le movenze di Fabio sono leggere ed eleganti, il paragone con Alessandro Del Piero è presto fatto e anche il numero 10 gialloblù diventa famoso per alcuni suoi tiri iconici. Se Del Piero inventa il tiro alla Del Piero, Fabio inventa parabole del tutto simili segnando solo gol bellissimi. I suoi punti deboli sono un piede sinistro praticamente inutilizzato e una scarsa dimestichezza con i calci di rigore ma la carriera di Fabio Tagliaferri nell’Olympic è cristallina.

Fabio Formica arriva nell’Olympic all’alba del nuovo millennio. Anche lui indossa la maglia numero 10 e anche lui viene dai campo d’estate polverosi e d’inverno fangosi crescendo nella grande scuola calcio nelle strade dell’Infernetto. Il fisico lo fa sembrare più ad un toro scatenato per le vie di Pamplona che ad un fantasista puro quindi sulla maglia ha un 10 ma sarebbe stato più opportuno un 9.5 tanto che i compagni spesso gli dicono che come gioco assomiglia a Cristian Vieri. Di classe e tecnica ne ha tanta ma più che dribblare gli avversari lui preferisce passarci in mezzo di potenza, con la palla incollata ai piedi e sfruttando quella caratteristica ulteriore di centravanti di sfondamento. Il carattere focoso è stato a fasi alterne un pregio e un difetto e anche lui ha avuto un rapporto conflittuale con il piede sinistro.

Fabio Tagliaferri e Fabio Formica in comune hanno avuto l’amore per la maglia gialloblu e la capacità di aver emozionato le platee come pochi altri giocatori. Insieme hanno giocato poco ma ci piace immaginarli contemporaneamente in campo con Fabio Formica punta centrale ad aprire spazi e Fabio Tagliaferri sulla fascia sinistra, pronto ad approfittare di quegli spazi per rientrare sul destro ed esplodere il suo tiro a giro.

Anche oggi non daremo un giudizio su chi sia stato più forte ma ci godiamo le infinite discussioni dei tifosi seduti a quel bar discutendo, con un bitter in mano, su chi sia stato il numero 10 più forte della storia gialloblu.

I grandi dualismi della storia gialloblù//2. Emiliano Belli Vs. Emanuele Maiozzi

SONO PASSATI 30 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 23 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI

Eccoci giunti alla seconda puntata della storia sui grandi dualismi della storia della nostra squadra. Ieri abbiamo parlato della grande rivalità creata dalla stampa tra i centrocampisti Gianluca Bisogno e Simone Montaldi mentre oggi spostiamo l’attenzione sulla porta e su due grandi portieri che hanno difeso i colori gialloblù.

Emiliano Belli e Emanuele Maiozzi sono per certi versi molto simili e per altri assolutamente diversi. Belli ha vissuto una carriera calcistica simile a delle montagne russe: è stato per anni il titolare indiscusso della maglia numero 1 ma gli infortuni che hanno costellato la sua storia ne hanno influenzato l’andamento. La società per un lungo periodo si è fidato di lui per sostituire Perrone, trasformato in attaccante, mentre negli anni successivi, dopo gli infortuni l’ha sempre considerato un co-titolare o lo il numero 12 per eccellenza. Insomma, se Belli era disponibile, ha sempre avuto spazio e fiducia.

Quando però Belli era infortunato, e la società aveva bisogno di un titolare o di un numero 12, Maiozzi ha potuto scalare le gerarchie guadagnando anch’esso spazio e fiducia e diventando un punto fermo della rosa della squadra.

A livello tecnico i due giocatori i due giocatori sono piuttosto simili: entrambi sono praticamente imbattibili nell’uno contro uno ed è raro che un attaccante possa batterli in dribbling senza vedersi sradicare la sfera dai piedi. Entrambi hanno ottimi riflessi nei tiri scoccati da vicino ed entrambi mostrano qualche pecca sulle conclusioni da lontano. Fuori dal campo Belli è più compagnone mentre Maiozzi è più schivo e riflessivo ma entrambi hanno mostrato un amore per la maglia eccezionale accettando convocazioni anche solo per fare panchina o per disputare una parte della partita.

Belli ha vissuto anni da titolare mentre Maiozzi ha giocato meno ed è stato descritto in passato come “il miglior terzo portiere possibile” perché non ha mai una polemica quando il compagno tornava dagli infortuni e lui faceva un passo nelle gerarchie.

Il dualismo tra i due è nato negli ultimi anni, quando entrambi i portieri erano disponibili e la società si è posta il problema di scegliere tra i due cercando di non offendere nessuno. Inizialmente la società aveva proposto ai due giocatori di essere entrambi secondi portieri creando così una staffetta ma a dirimere il dualismo è stato lo stesso Maiozzi. Il giocatore infatti dichiarò che lui aveva molte possibilità di giocare per conto suo mentre Belli non ne aveva così di fatto fece un passo indietro di sua spontaneità volontà.

Il commento finale è che bisognerebbe averne a sacchi di giocatori come Belli e di Maiozzi, così attaccati alla maglia e allo sport da dirimere addirittura loro stessi una rivalità che di fatto non esisteva.


Chiudiamo l’intervento di oggi ricordando che su Instagram trovate una nuova puntata del quiz sulla storia gialloblù mentre su Facebook trovate una nuova foto tratta dagli archivi storici dell’Olympic.

Buon divertimento!

I grandi dualismi della storia gialloblu//1. Gianluca Bisogno Vs. Simone Montaldi

SONO PASSATI 29 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 24 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI

Nella storia del calcio ci sono sempre stati i dualismi, sfide reali tra giocatori che erano avversari reali o sfide virtuali create ad hoc dai giornalisti e vissute come autentiche battaglie d’opinione dai tifosi di tutta Italia che accendevano le lunghe giornate estive nei bar sport.

I dualismi più famosi sono stati quelli vissuti in nazionale con le celebri staffette tra Mazzola e Rivera o quella più recente tra Baggio e Del Piero e poi c’è la storica diatriba tra chi sia più forte tra Maradona e Pelé.

Noi, nel nostro piccolo, vogliamo parlare dei dualismi della storia dell’Olympic. Come nel calcio che conta, in alcuni casi si tratta di dualismi vissuti dai protagonisti come sfide settimanali per ottenere una maglia da titolare mentre in altri casi si tratta di sfide leggendarie tra giocatori di diverse epoche che hanno in comune il ruolo o l’immagine e la figura in campo.

In questa rubrica non eleggeremo un vincitore del dualismo ma semplicemente lo racconteremo. Il motivo è che non ci sentiamo in grado di giudicare nessuno e soprattutto perchè voglio bene a chiunque abbia indossato la maglia giallo blu.


Nella prima puntata di questa nuova rubrica parleremo del dualismo per eccellenza della storia gialloblù, quello tra Gianluca Bisogno e Simone Montaldi.

Il dualismo tra Bisogno e Montaldi è stato probabilmente quello più famoso della storia gialloblù probabilmente perché entrambi i giocatori lo vivevano fortemente seppur con spirito e reazioni diverse.

Gianluca Bisogno aveva dalla sua il fatto di aver esordito in squadra molto prima rispetto a Montaldi e di aver vissuto da protagonista l’epopea del Kristall da assoluto protagonista. In quel triennio in cui giocare a calcio era molto più facile e con meno pressioni Gianluca si espresse alla grande segnando gol importanti ma soprattutto realizzando assist decisivi. Una sua frase divenne famosa e probabilmente è anche vera: “se ci fosse stato il premio per il miglior assist man ai tempi del Kristall l’avrei vinto sicuramente io!”. E fu proprio da questa affermazione che si decise di istituire un premio che però Gianluca non riuscì a vincere mai così come nessun altro Olympic Award.

Che giocatore era Gianluca Bisogno? La tecnica di base non era eccelsa così come il feeling come il gol. Il suo utilizzo in campo era molto limitato perchè poteva essere utilizzato solo come giocatore di fascia e i risultati come difensore o attaccante non erano certamente buoni ma sicuramente Gianluca suppliva con un innegabile amore per la maglia che ne resero un pilastro della squadra per parecchie stagioni.

Probabilmente un limite di Gianluca era la sensazione di essere spesso giudicato per quanto fatto in campo, fattore che non gli permetteva di esprimersi al meglio. Infatti, in alcune occasioni in cui partiva fin da inizio partita con qualche exploit tecnico, anche casuale, poi le sue prestazioni si rivelavano eccelse e memorabili.

E di Simone Montaldi che possiamo dire? Simone è un giocatore utilizzabile in tutti i ruoli del campo, dal portiere all’attaccante. Non tanto prolifico come rifinitore ma capace di segnare gol a grappoli in parecchie partite. Fisicamente e atleticamente ha offerto stagioni eccezionali e spesso la squadra si è retta sulla sua capacità di tenere il campo da solo.

Forse Gianluca è stato, nei tempi d’oro, più uomo spogliatoio mentre Simone si è fatto sentire più in campo. Gianluca ha giocato più a lungo e Simone più con qualità seppur in minor tempo. Gianluca viveva la rivalità con più ansia mentre Simone ne traeva grinta e voglia di fare. Gianluca ha sicuramente fatto di più per la squadra fuori dal campo (lavorando per il sito) mentre Simone era esclusivamente un giocatore di pallone.

Come detto nel prologo però, non siamo qui a giudicare chi sia stato meglio dell’altro anche perchè l’Olympic ha vissuto ottimi periodi con entrambi i giocatori in campo, Gianluca sulla fascia destra e Simone come falso nueve.

L’emblema di questa rivalità è e sarà sempre la maglia contesa tra i due giocatori, quella casacca numero 7 sui vennero costruiti i loro soprannomi e su cui si fondò il loro dualismo a livello giornalistico.

Chi era meglio tra “GB7” e “SM7” fu un dibattito che appassionò milioni di tifosi e che ancora oggi divide gli appassionati in una dicotomia senza possibilità di accordo in cui dibattono da una parte gli appassionati del calcio in sé e dall’altra i tecnici più esperti.

Noi non ci pronunciamo e magari rimandiamo questa sfida ad un futuro in cui, magari, potremmo di nuovo rivederli in campo con la maglia gialloblù perchè, come insegna da sempre la storia dell’Olympic, la carriera di un giocatore che sembra finita potrebbe di nuovo rivedere la luce con i nostri colori addosso.