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Profilo personale della società di calcio a 5 amatoriale Olympic 1989 Football Club gestito dal presedente Fabrizio Perrone

La migliore squadra di sempre – Parte 1

SONO PASSATI 35 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 18 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI


PARTE I – INTRODUZIONE

Esaurita, almeno per il momento, la rubrica su grandi dualismi della storia della nostra squadra, cominciamo una nuova iniziativa di questo sito, un modo per tenere alto lo spirito e lasciare i cattivi pensieri fuori dalla stanza per almeno qualche minuto.

Da oggi eleggeremo la migliore squadra di sempre dell’Olympic andando, ruolo per ruolo, a selezionare 23 tra i 149 giocatori che hanno, almeno per una volta, indossato la maglia gialloblu.

Con l’aiuto di dieci giudici andremo a scegliere:

  • 3 portieri
  • 6 difensori
  • 6 centrocampisti
  • 6 attaccanti
  • 2 jolly

Immaginate che si stia partendo per una imminente Coppa del Mondo e che ci sia quel tipico fremito tra gli italiani che attendono di sapere chi li rappresenterà per un mese.

Si dice che in Italia ci siano 65 milioni di commissari tecnici ma questa volta i C.T. saranno nove, scelti tra giocatori del passato e del presente della squadra. A loro si aggiunge una tifosa che ha vissuto la storia gialloblu praticamente per intero.

A loro si chiederà di scegliere i giocatori mediando tra caratteristiche tecniche e morali, per quello che hanno dato alla squadra sia fuori che dentro al campo e, soprattutto, non considerando il loro valore attuale ma come se fossero tutti e 149 contemporaneamente in attività in una ipotetica Serie A. Per esempio, non bisognerà mettere a confronto l’Alexander Ruggeri di oggi con il Filiberto Tarallo di oggi ma entrambe le migliori versioni del giocatore, congelate nel loro momento di massima forma di espressione calcistica.

Ecco i nomi dei giudici:

  1. EMILIANO BELLI
  2. ANDREA FANTINI
  3. FABRIZIO FORMICONI
  4. VALENTINA GRIFO’
  5. FABRIZIO PERRONE
  6. ALEXANDER RUGGERI
  7. SIMONE MONTALDI
  8. FABIO TAGLIAFERRI
  9. FRANCESCO TANI

Una volta composta la squadra si procederà ad una piccola simulazione in pieno stile anni ’90. Si creerà un mondiale su un emulatore per Mac di un gioco di calcio e seguiremo l’avventura di questa Olympic virtuale in versione nazionale.

Sabato pomeriggio i giudici hanno ricevuto la lista dei portieri quindi domani ufficializzeremo i tre estremi difensori più forti della storia gialloblù mentre oggi chiederemo loro i migliori difensori.

Buon divertimento!

Il riassunto di un’altra settimana senza calcio

Un’illustrazione di Paolo Samarelli tratta da La Repubblica on line

SONO PASSATI 32 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 21 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI

Un’altra settimana sta volgendo al termine e sembra (e sottolineamo sembra) che la curva dei contagi del coronavirus stia piegando verso il basso.

Ciò non vuol dire che si veda la fine del tunnel ma che forse si cominciano a vedere i primi effetti delle disposizioni anti-contagio e che possiamo nutrire un pochino di ottimismo per il futuro.

Si comincia a parlare anche di un vaccino e si spera che il 2021 sia l’anno in cui possiamo liberarci da questo gigantesco incubo chiamato pandemia.

Fine dell’emergenza, ritorno graduale alla normalità, ritorno in campo: il nostro caro amico pallone al momento è giustamente l’ultimo dei pensieri ma si tornerà un giorno in campo, questo è poco ma sicuro!

Per far trascorrere questo periodo con un po’ di leggerezza stiamo inventando di tutto e anche la prossima settimana vedrete nuove iniziative sul sito e sui canali social.

Vi auguriamo un week end sereno e responsabile. Appuntamento a lunedì 16 per un nuovo aggiornamento.

I grandi dualismi della storia gialloblu//3. Fabio Tagliaferri Vs. Fabio Formica

SONO PASSATI 31 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 22 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI

Nella terza puntata della rubrica sui grandi dualismi della storia gialloblu parliamo di una sfida che accende i tifosi. Questo dualismo, esistente solo nella teoria e mai nella realtà, è un argomento di cui gli appassionati potrebbero parlare per ore davanti ad un crodino seduti in piazza al Bar Sport. Si parla di numeri 10, di fantasia, di estro puro e quindi della parte religiosa e sacra del calcio.

Fabio Tagliaferri contro Fabio Formica! Chi ha più fantasia? Chi dà più del tu alla palla? Chi accende di più le emozioni dei tifosi?

Passiamo all’analisi tecnica!

La storia di Fabio Tagliaferri parte da lontano, da un campetto improvvisato a Cerveteri dove l’asfalto o la pozzolana diventano il miglior insegnate di tecnica per affinare un piede destro delicato come pochi. Da Cerveteri ad Acilia la storia cambia poco: si gioca su cemento, tra le erbacce e fonda il movimento Olympic di cui diventa il primo storico capitano. Quando il calcetto diventa popolare il campo sintetico diventa il suo miglior alleato e le cose che riuscivano tra le buche riescono ancora meglio su un terreno liscio come un tavolo da biliardo. Le movenze di Fabio sono leggere ed eleganti, il paragone con Alessandro Del Piero è presto fatto e anche il numero 10 gialloblù diventa famoso per alcuni suoi tiri iconici. Se Del Piero inventa il tiro alla Del Piero, Fabio inventa parabole del tutto simili segnando solo gol bellissimi. I suoi punti deboli sono un piede sinistro praticamente inutilizzato e una scarsa dimestichezza con i calci di rigore ma la carriera di Fabio Tagliaferri nell’Olympic è cristallina.

Fabio Formica arriva nell’Olympic all’alba del nuovo millennio. Anche lui indossa la maglia numero 10 e anche lui viene dai campo d’estate polverosi e d’inverno fangosi crescendo nella grande scuola calcio nelle strade dell’Infernetto. Il fisico lo fa sembrare più ad un toro scatenato per le vie di Pamplona che ad un fantasista puro quindi sulla maglia ha un 10 ma sarebbe stato più opportuno un 9.5 tanto che i compagni spesso gli dicono che come gioco assomiglia a Cristian Vieri. Di classe e tecnica ne ha tanta ma più che dribblare gli avversari lui preferisce passarci in mezzo di potenza, con la palla incollata ai piedi e sfruttando quella caratteristica ulteriore di centravanti di sfondamento. Il carattere focoso è stato a fasi alterne un pregio e un difetto e anche lui ha avuto un rapporto conflittuale con il piede sinistro.

Fabio Tagliaferri e Fabio Formica in comune hanno avuto l’amore per la maglia gialloblu e la capacità di aver emozionato le platee come pochi altri giocatori. Insieme hanno giocato poco ma ci piace immaginarli contemporaneamente in campo con Fabio Formica punta centrale ad aprire spazi e Fabio Tagliaferri sulla fascia sinistra, pronto ad approfittare di quegli spazi per rientrare sul destro ed esplodere il suo tiro a giro.

Anche oggi non daremo un giudizio su chi sia stato più forte ma ci godiamo le infinite discussioni dei tifosi seduti a quel bar discutendo, con un bitter in mano, su chi sia stato il numero 10 più forte della storia gialloblu.

I grandi dualismi della storia gialloblù//2. Emiliano Belli Vs. Emanuele Maiozzi

SONO PASSATI 30 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 23 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI

Eccoci giunti alla seconda puntata della storia sui grandi dualismi della storia della nostra squadra. Ieri abbiamo parlato della grande rivalità creata dalla stampa tra i centrocampisti Gianluca Bisogno e Simone Montaldi mentre oggi spostiamo l’attenzione sulla porta e su due grandi portieri che hanno difeso i colori gialloblù.

Emiliano Belli e Emanuele Maiozzi sono per certi versi molto simili e per altri assolutamente diversi. Belli ha vissuto una carriera calcistica simile a delle montagne russe: è stato per anni il titolare indiscusso della maglia numero 1 ma gli infortuni che hanno costellato la sua storia ne hanno influenzato l’andamento. La società per un lungo periodo si è fidato di lui per sostituire Perrone, trasformato in attaccante, mentre negli anni successivi, dopo gli infortuni l’ha sempre considerato un co-titolare o lo il numero 12 per eccellenza. Insomma, se Belli era disponibile, ha sempre avuto spazio e fiducia.

Quando però Belli era infortunato, e la società aveva bisogno di un titolare o di un numero 12, Maiozzi ha potuto scalare le gerarchie guadagnando anch’esso spazio e fiducia e diventando un punto fermo della rosa della squadra.

A livello tecnico i due giocatori i due giocatori sono piuttosto simili: entrambi sono praticamente imbattibili nell’uno contro uno ed è raro che un attaccante possa batterli in dribbling senza vedersi sradicare la sfera dai piedi. Entrambi hanno ottimi riflessi nei tiri scoccati da vicino ed entrambi mostrano qualche pecca sulle conclusioni da lontano. Fuori dal campo Belli è più compagnone mentre Maiozzi è più schivo e riflessivo ma entrambi hanno mostrato un amore per la maglia eccezionale accettando convocazioni anche solo per fare panchina o per disputare una parte della partita.

Belli ha vissuto anni da titolare mentre Maiozzi ha giocato meno ed è stato descritto in passato come “il miglior terzo portiere possibile” perché non ha mai una polemica quando il compagno tornava dagli infortuni e lui faceva un passo nelle gerarchie.

Il dualismo tra i due è nato negli ultimi anni, quando entrambi i portieri erano disponibili e la società si è posta il problema di scegliere tra i due cercando di non offendere nessuno. Inizialmente la società aveva proposto ai due giocatori di essere entrambi secondi portieri creando così una staffetta ma a dirimere il dualismo è stato lo stesso Maiozzi. Il giocatore infatti dichiarò che lui aveva molte possibilità di giocare per conto suo mentre Belli non ne aveva così di fatto fece un passo indietro di sua spontaneità volontà.

Il commento finale è che bisognerebbe averne a sacchi di giocatori come Belli e di Maiozzi, così attaccati alla maglia e allo sport da dirimere addirittura loro stessi una rivalità che di fatto non esisteva.


Chiudiamo l’intervento di oggi ricordando che su Instagram trovate una nuova puntata del quiz sulla storia gialloblù mentre su Facebook trovate una nuova foto tratta dagli archivi storici dell’Olympic.

Buon divertimento!

I grandi dualismi della storia gialloblu//1. Gianluca Bisogno Vs. Simone Montaldi

SONO PASSATI 29 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 24 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI

Nella storia del calcio ci sono sempre stati i dualismi, sfide reali tra giocatori che erano avversari reali o sfide virtuali create ad hoc dai giornalisti e vissute come autentiche battaglie d’opinione dai tifosi di tutta Italia che accendevano le lunghe giornate estive nei bar sport.

I dualismi più famosi sono stati quelli vissuti in nazionale con le celebri staffette tra Mazzola e Rivera o quella più recente tra Baggio e Del Piero e poi c’è la storica diatriba tra chi sia più forte tra Maradona e Pelé.

Noi, nel nostro piccolo, vogliamo parlare dei dualismi della storia dell’Olympic. Come nel calcio che conta, in alcuni casi si tratta di dualismi vissuti dai protagonisti come sfide settimanali per ottenere una maglia da titolare mentre in altri casi si tratta di sfide leggendarie tra giocatori di diverse epoche che hanno in comune il ruolo o l’immagine e la figura in campo.

In questa rubrica non eleggeremo un vincitore del dualismo ma semplicemente lo racconteremo. Il motivo è che non ci sentiamo in grado di giudicare nessuno e soprattutto perchè voglio bene a chiunque abbia indossato la maglia giallo blu.


Nella prima puntata di questa nuova rubrica parleremo del dualismo per eccellenza della storia gialloblù, quello tra Gianluca Bisogno e Simone Montaldi.

Il dualismo tra Bisogno e Montaldi è stato probabilmente quello più famoso della storia gialloblù probabilmente perché entrambi i giocatori lo vivevano fortemente seppur con spirito e reazioni diverse.

Gianluca Bisogno aveva dalla sua il fatto di aver esordito in squadra molto prima rispetto a Montaldi e di aver vissuto da protagonista l’epopea del Kristall da assoluto protagonista. In quel triennio in cui giocare a calcio era molto più facile e con meno pressioni Gianluca si espresse alla grande segnando gol importanti ma soprattutto realizzando assist decisivi. Una sua frase divenne famosa e probabilmente è anche vera: “se ci fosse stato il premio per il miglior assist man ai tempi del Kristall l’avrei vinto sicuramente io!”. E fu proprio da questa affermazione che si decise di istituire un premio che però Gianluca non riuscì a vincere mai così come nessun altro Olympic Award.

Che giocatore era Gianluca Bisogno? La tecnica di base non era eccelsa così come il feeling come il gol. Il suo utilizzo in campo era molto limitato perchè poteva essere utilizzato solo come giocatore di fascia e i risultati come difensore o attaccante non erano certamente buoni ma sicuramente Gianluca suppliva con un innegabile amore per la maglia che ne resero un pilastro della squadra per parecchie stagioni.

Probabilmente un limite di Gianluca era la sensazione di essere spesso giudicato per quanto fatto in campo, fattore che non gli permetteva di esprimersi al meglio. Infatti, in alcune occasioni in cui partiva fin da inizio partita con qualche exploit tecnico, anche casuale, poi le sue prestazioni si rivelavano eccelse e memorabili.

E di Simone Montaldi che possiamo dire? Simone è un giocatore utilizzabile in tutti i ruoli del campo, dal portiere all’attaccante. Non tanto prolifico come rifinitore ma capace di segnare gol a grappoli in parecchie partite. Fisicamente e atleticamente ha offerto stagioni eccezionali e spesso la squadra si è retta sulla sua capacità di tenere il campo da solo.

Forse Gianluca è stato, nei tempi d’oro, più uomo spogliatoio mentre Simone si è fatto sentire più in campo. Gianluca ha giocato più a lungo e Simone più con qualità seppur in minor tempo. Gianluca viveva la rivalità con più ansia mentre Simone ne traeva grinta e voglia di fare. Gianluca ha sicuramente fatto di più per la squadra fuori dal campo (lavorando per il sito) mentre Simone era esclusivamente un giocatore di pallone.

Come detto nel prologo però, non siamo qui a giudicare chi sia stato meglio dell’altro anche perchè l’Olympic ha vissuto ottimi periodi con entrambi i giocatori in campo, Gianluca sulla fascia destra e Simone come falso nueve.

L’emblema di questa rivalità è e sarà sempre la maglia contesa tra i due giocatori, quella casacca numero 7 sui vennero costruiti i loro soprannomi e su cui si fondò il loro dualismo a livello giornalistico.

Chi era meglio tra “GB7” e “SM7” fu un dibattito che appassionò milioni di tifosi e che ancora oggi divide gli appassionati in una dicotomia senza possibilità di accordo in cui dibattono da una parte gli appassionati del calcio in sé e dall’altra i tecnici più esperti.

Noi non ci pronunciamo e magari rimandiamo questa sfida ad un futuro in cui, magari, potremmo di nuovo rivederli in campo con la maglia gialloblù perchè, come insegna da sempre la storia dell’Olympic, la carriera di un giocatore che sembra finita potrebbe di nuovo rivedere la luce con i nostri colori addosso.

Inizia un’altra settimana senza calcio

SONO PASSATI 28 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 25 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI

Buongiorno e buon inizio di una nuova settimana senza calcio.

La situazione dei contagi in Italia nella scorsa settimana è andata crescendo ma forse si intravede un leggero rallentamento nella curva di crescita. Lo stato di ricoveri e terapie intensive rimane però preoccupante quindi non si può parlare di miglioramento in alcun modo per ora.

Per tirarci un po’ su di morale da domani cercheremo di parlare un pochino di calcio, almeno quello del passato e abbiamo in mente di parlare dei grandi dualismi della storia gialloblù.

Stiamo raccogliendo le storie di almeno tre grandi dualismi ma non vi diamo nessuna anticipazione.

A domani per la prima puntata!

Da oggi in vigore le nuove disposizioni.

SONO PASSATI 25 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 28 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI

Da oggi la nostra regione è in Area Gialla. Ecco le principali disposizioni che ci coinvolgono (da la Repubblica on line di oggi):

Nuovo Dpcm, area gialla: quali sono i provvedimenti per le regioni con criticità moderata
Le aree con criticità moderata, individuate dal nuovo Dpcm, sono Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Umbria, Veneto, Liguria, Toscana, Molise, Marche, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, le province autonome di Trento e Bolzano.

In questi territori, dal 6 novembre, sarà vietato circolare dalle 22 alle 5 del mattino. Saranno chiusi i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. Chiusi anche i musei e le mostre, sospese l’attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine. Didattica a distanza per le scuole superiori e riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico. Bar e ristoranti chiusi alle 18.

Per questa settimana è tutto, appuntamento a lunedì 9 novembre per il prossimo aggiornamento.

Il nuovo Dpcm: un piccolo e utile vademecum

SONO PASSATI 24 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 29 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI

Ieri sera il premier Giuseppe conte, durante la consueta conferenza stampa, ha illustrato il contenuto del nuovo Dpcm che entrerà in vigore da venerdì 5 novembre e che sarà attuato fino a venerdì 3 dicembre, salvo estensioni.

Per evitare di scrivere inesattezze, ci affidiamo alle parole dell’edizione on line della Gazzetta dello Sport di ieri sera che ha sintetizzato molto bene le nuove disposizioni.

Il Paese è stato diviso in tre aree (gialla, arancione, rossa), con differenti provvedimenti. “Se una regione all’esito dell’adozione delle misure dovesse rientrare in condizioni di stabilità per 14 giorni consecutivi in un rischio più basso, potrà essere assoggettata a misure meno restrittive”, ha precisato il premier. Ecco i dettagli

AREA GIALLA

—  Con criticità moderata, Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto. Divieto di spostamento dalle ore 22 alle 5 del giorno successivo, se non “per comprovate esigenze lavorative o motivi di salute”; didattica a distanza al 100% per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e Università; sospensione dei servizi di ristorazione – bar, pub , ristoranti, gelaterie e pasticcerie – dalle 18 alle 5; nelle giornate festive e prefestive, sono chiusi gli esercizi commerciali all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presìdi sanitari e punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. Ancora: capienza al 50% per il trasporto pubblico locale e il servizio ferroviario regionale; sospensione degli spettacoli e delle mostre aperti al pubblico in teatri, sale da concerto, musei; stop alle attività di palestre e centri benessere; raccomandazione al più ampio uso dello smart working per le attività lavorative e professionali, sia nel privato sia nel pubblico impiego.

AREA ARANCIONE

—  Con criticità media, Puglia e Sicilia. Coprifuoco dalle 22 alle 5. E’ vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute. Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo. Possibile il servizio d’asporto, fino alle 22. Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Chiusi anche i musei e le mostre, sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine. Chiusi teatri e cinema. Aperti invece i centri sportivi. Chiudono, nei giorni festivi e prefestivi, i centri commerciali ma rimangono aperte le farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie e edicole che si trovano al loro interno. L’attività motoria è permessa all’interno del proprio comune e all’aperto. Palestre e piscine chiuse.

AREA ROSSA

—  Con criticità alta, Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta. In queste aree vietato ogni spostamento, in qualsiasi orario, anche all’interno del proprio Comune, se non per comprovati motivi lavorativi o di salute. Aperti nidi, le scuole per l’infanzia, le elementari e le prime medie. Negozi chiusi, ad eccezione di alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole, parrucchieri, barbieri. Chiusi i centri estetici. Sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo. Servizio d’asporto concesso fino alle 22. Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Sospesa l’attività sportiva, consentita esclusivamente all’aperto e in forma individuale. E’ consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione e indossando la mascherina.

L’AUTOCERTIFICAZIONE

—  “L’autocertificazione è collegata al divieto di spostamento” e questo “va motivato con l’autocertificazione, nelle zone rosse vale per tutta la giornata”, ha precisato Conte. Dove non c’è il divieto “ci sono comunque raccomandazioni” a limitare gli spostamenti e “noi confidiamo che anche le raccomandazioni siano rispettate e questo ci consentirà al più presto di tenere sotto controllo la curva del contagio, se si rispettano le regole si faranno meno sacrifici in prospettiva”.

 

Dpcm atteso per oggi, le anticipazioni

SONO PASSATI 23 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 30 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI

Questo qui sopra è un doppio conteggio di giorni. In alto c’è il numero di giorni trascorso dall’ultima partita dell’Olympic mentre in basso c’è il conto alla rovescia per la fine delle restrizioni e delle disposizioni che entreranno in vigore da domani, giovedì 5 novembre, e che termineranno (salvo estensioni dovute alla mancata decrescita della curva pandemica) venerdì 4 dicembre.

Alla fine, l’emanazione del decreto è slittata a domani ma ci sono già alcune anticipazioni. L’Italia verrebbe divise in tre zone diverse a seconda della criticità della loro situazione medico-sanitaria. Il Lazio dovrebbe essere “zona verde” quindi, per quanto ci riguarda, la vita cambierebbe poco rispetto alle attuali regole. La principale novità sarebbe l’orario del coprifuoco, anticipato alle 22.

Nelle altre zone, quelle gialle e rosse, le restrizioni sarebbero maggiori ma per quanto ci riguarda non bisogna abbassare mai la guardia perchè lo status di ogni regione sarà fluido quindi se una zona è inizialmente verde non è detto che non possa cambiare colore in meglio ma soprattutto in peggio.

Attendiamo comunque la pubblicazione e l’ufficialità del nuovo Dpcm al fine di potervi dare anche maggiori dettagli sul nostro ambito di competenza, lo sport.

Nostalgia, sogni e Dpcm

Mentre l’Italia attende il nuovo Dpcm con un misto di timore, curiosità e agitazione il presidente gialloblù Fabrizio Perrone ha incontrato in questi giorni alcuni giocatori del passato recente dell’Olympic.

Una chiacchierata con Fabrizio Formiconi, un caffè con Simone Montaldi ed è subito partita la giostra della nostalgia e dei ricordi. Di calcio si è parlato poco ma entrambi hanno detto che sarebbe bello se il 2021 fosse l’anno giusto per tornare a vestire la maglia gialloblù. Noi siamo pienamente d’accordo e aggiungiamo alla lista dei sogni anche Giordano Attili e Emiliano Belli, altri due ragazzi lontani dalla squadra da troppo tempo.

Nel frattempo ecco le ultime indiscrezioni sul nuovo Dpcm che dovrebbe essere reso pubblico domani sera e entrare in vigore da mercoledì 4 novembre (articolo tratto dall’edizione on line di Repubblica di ieri):

Non si è parlato di ulteriori misure restrittive nel settore dello sport. La marcia di avvicinamento verso il Dpcm sulla doppia corsia dei provvedimenti nazionali e di quelli per singole fasce territoriali, non ha prodotto in questo campo nuove decisioni dopo la chiusura di palestre, piscine e parte dell’attività dilettantistica degli sport di contatto, disposte dal provvedimento attualmente in vigore. Si dà per certo che non ci sarà nessun effetto sul professionismo e in generale sui campionati di vertice. Da verificare, invece, la possibilità che nelle regioni più a rischio si possa procedere con più limitazioni, in particolare la possibilità di proseguire con gli allenamenti distanziati per i dilettanti. Bisognerà vedere anche se si resterà alla formula dell’attività “di interesse nazionale riconosciuta” dagli organismi sportivi, dalle federazioni agli enti di promozione, o se invece il recinto dei permessi potrà essere più ristretto.

In campo calcistico, ci sono campionati però sempre più in sofferenza. Nell’ultimo turno, in serie D, ben 48 gare su 83 sono state rinviate per la presenza di positivi nelle squadre. La scorsa settimana i club avevano deciso a larga maggioranza (74%) in un referendum di andare avanti. Ma la valutazione su un’eventuale sospensione torna inevitabilmente all’ordine del giorno. Si discute su un possibile stop anche nel campionato primavera 1, quello delle squadre di serie A e di serie B, che osservano il protocollo dei dilettanti e non dei professionisti. L’ultimo weekend ha portato al rinvio di sei partite su otto e il dilemma sull’andare avanti o no prescinde da ciò che potrebbe accadere in sede di Dpcm.

Intanto si vanno precisando i contorni del nuovo Dpcm che sarà approvato, parole del premier Conte “prima di mercoledì”. È probabile che il giorno giusto sia quello di domani. Fra gli interventi estesi a tutto il territorio nazionale, la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana, i mezzi di trasporto pubblici riempiti non più all’80 ma al 50 per cento, il “coprifuoco” alle 21, la didattica a distanza per le scuole superiori. Maggiori restrizioni saranno invece introdotti a seconda delle fasce di rischio. Che saranno diffuse sulla base di diversi parametri (non solo dell’indice Rt di contagio).