Sono passati 64 giorni dall’ultima volta che abbiamo visto giocare l’Olympic. L’ultimo calcio ad un pallone l’ha dato Paolo Luciani, l’ultimo giocatore gialloblù ad aver avuto questo privilegio.
Cosa ci manca di questo magnifico passatempo? Tante cose, eccole!
- L’attesa della prossima partita. Di solito comincia al fischio finale della precedente.
- Le chiacchiere sul gruppo Whatsapp. L’argomento è quasi sempre lo stesso: insultarsi e prendersi in giro a vicenda.
- I forfait dell’ultimo e le convocazioni last minute. C’è sempre qualcuno che ha un imprevisto, no?!?
- L’attesa del giorno dell’incontro in un pomeriggio che non finisce più.
- L’immancabile pioggia del giorno dell’incontro.
- Uscire un’ora prima del fischio d’inizio sotto lo sguardo truce di tua moglie
- Il tragitto tra casa e campo. La radio che passa una canzone che immediatamente associ alla battaglia che comincerà tra poco immaginandoti l’entrata in campo al rallentatore (stile Armageddon) e lo sguardo di un compagno sotto la pioggia (tipo scena del film Goal!)
- L’arrivo dell’organizzatore che ti informa che la squadra avversaria tarderà di 15 minuti.
- L’entrata negli spogliatoi, spesso lerci, con la serrature che va forzata
- L’entrata in campo, d’inverno con il vento gelido che ti fa pensare “Ma che me l’ha fatto fare!?!)
- Il briefing con l’arbitro. C’è quello che vuole fare il simpatico, quello infame, quello che non è capace e lo capisci subito.
- L’arrivo degli avversari. Se li conosci, cerchi subito il volto conosciuto che sai che è forte. Se non li conosci cerchi di capire dalle facce se sono forti o no.
- L’inizio della partita e la prima palla che tocchi, il primo passaggio, dribbling o parata che fai. Spesso, da quella capisci se sarà una serata buona per te o no.
- Le piccole scorrettezze con gli avversari, le finte scuse, le proteste con l’arbitro.
- I compagni. Il leader nato che guida la squadra, il capitano che richiama all’ordine e fa i cambi, il burlone che sdrammatizza, quello fumantino che litiga con tutti (ma tu lo supporti perchè è un tuo compagno, no?!?), il dribblomane che non può fare a meno di gettarsi palla al piede tra sette quattro avversari, quello fuori forma che non ne azzecca una, quello che non è capace ma ci mette il cuore…
- Le partite facili che finiscono in goleada e le giochi in scioltezza, quelle equilibrate combattute azione su azione, quelle l’avversario ti mette sotto e non vincerai mai.
- Le rimonte, quelle che nascono da un time out e da qualche sguardo negli occhi.
- Il fischio finale che sancisce la vittoria e ti dà una scarica di adrenalina fantastica
- La doccia calda (se le docce funzionano), bellissima in qualsiasi caso e con qualsiasi risultato sia finita la partita.
- Le chiacchiere del dopo partita, sempre, con qualsiasi risultato.
- La pizza del dopo partita. Il primo sorso di birra non si dimentica
- L’attesa della partita successiva… e si ricomincia…
Speriamo, presto…
