
La macchina del tempo gialloblù oggi ci riporta indietro ad un 28 settembre di ventuno anni fa. Era un lunedì di fine estate del 1998 quando l’Olympic affrontava una selezione di amici di Dario Calabrò sul manto verde del Kristall. Il nome Dario Calabrò ormai dirà poco ai nostri lettori ma sul finire degli anni 90 invece era il volto della nostra squadra. Mentre gli altri giocatori trascorrevano le loro serate in rosticceria a pizza margherita e supplì (annaffiate da abbondanti calici di coca cola doc) Dario raffigurava già il prototipo del calciatore moderno: look da modello della Milano da bere, camicia sempre impeccabile, pantaloni e scarpe all’ultima moda, serate nei prive delle migliori discoteche e champagnino sempre in mano. Insomma, un clone del miglior Christian Vieri, suo contemporaneo.
In campo Dario era croce e delizia per i tifosi dell’Olympic: era quel giocatore che trasformava in gol ogni pallaccia sporca che gli capitava tra i piedi ma era anche completamente incapace di costruire un’azione da solo o di dare un amano ai compagni in fa se difensiva. era quel giocatore che osannavi nelle vittorie e cercavi per picchiarlo dopo le sconfitte. Comunque, era un idolo per le ragazze a cui poco importava di qualche gol o passaggio sbagliato se poi lui ti portava in disco a ballare.
Il 28 settembre 1998, dicevamo, l’Olympic affrontò una selezione di suoi amici schierando Perrone, Fabio e Stefano Tagliaferri, Ventrella e lo stesso Calabrò. Con Santolamazza e Pizzoni assenti la difesa è lasciata al solo Stefano Tagliaferri e ci si riversa in attacco con Fabio Tagliaferri rifinitore e Ventrella e Calabrò a capitalizzare ogni assist. Finisce 12 a 8 per l’Olympic.
Ricordi d’altri tempi!
😁