
La rubrica dei ricordi di questa settimana ci porta al 30 settembre di sette anni fa, precisamente nel 2011, nel giorno in cui l’Olympic esordì nella terza edizione della Challenge Cup.
Quel giorno i gialloblù impararono a conoscere il fenomeno calcistico che rispondeva al nome di Magliemi City. I ricordi ormai sfumano nel tempo ma quella leggendario formazione guidata da capitan Fabrizio Di Pietro rimane una pietra miliare della storia del calcio.
Di Pietro e il suo compare Marco Di Biase (detto “Mani di Coccio”) allestirono una squadra con un metodo rivoluzionario e irripetibile: i due geniacci si appostavano nei pressi dei campi di periferia e di volta in volta convincevano giovani calciatori immigrati emergenti a seguirli promettendogli il campo pagato e un passaggio a casa al termine dell’incontro.
Quel 30 settembre 2011 l’Olympic strapazzò il Magliemi (nome derivato dalla crasi tra Miami e Magliana) per 17 a 3 con reti di Fantini (5), Rencricca (4), Caserta (3), Di Michele (2), Tani (2) e Perrone (1) e seguirono tante altre goleade che i gialloblù inflissero a questa squadra.
Nel tempo però il Magliemi migliorò molto, ottenne grandi risultati e sconfisse anche l’Olympic utilizando un numero di giocatori imprecisato ricorrendo via via a romeni, ucraini e anche cileni.
Il 17 settembre 2012 Di Pietro e Di Biase (che una voltà offrirono a Perrone di pagare il campo con una partita di pesce proveniente dal portabagagli del loro suv… non è frutto di fantasia) decisero di cambiare il nome della squadra optando per un più professionale Acilia United che alla prima uscita sconfisse l’Olympic per 6 a 3.
Ma il calderone di fantasia e creatività del dinamico duo stava meditando un nuovo cambio e presto la squadra prese il nome definitivo di Miami City rinunciando a quella perla di ilarità della primitiva denominazione.
L’epopea del Miami City, tra alti e bassi, finì il 23 aprile 2013 nella semifinale di Challenge Cup 6. L’Olympic quella sera vinse 15 a 0 con Santolamazza che realizzò un memorabile pallonetto beffando da pochi metri Di Biase.
Quella sera, dopo tanti problemi riscontrati nel reperire una squadra, Di Pietro annunciò lo scioglimento della squadra e poco tempo dopo il capitano del Miami litigò con il socio Di Biase a causa di un gommone conteso.
La leggenda del Miami City durò poco più di due anni e mezzo ma la passione che scaturiva dalla quella squadra rimane ancora oggi un esempio di calcio sano e romantico.
1 commento su “Quella valanga di gol del 30 settembre e l’epopea del Miami City”