I pionieri del calcio gialloblu – 10. Stefano Pacifici

Per dieci settimane, tutte le domeniche, avete letto le storie, anzi le leggende, della storia gialloblu. Avete rivissuto le gesta di giocatori dimenticati che rivivono ormai solo in qualche murales di periferia e che invece meritano lo stesso rispetto dei giocatori che oggi vestono le casacca dell’Olympic.

Oggi, in questa decima e ultima puntata, vogliamo ripercorrere la carriera gialloblu di un giocatore molto più vicino nel tempo rispetto agli altri nove trattati. Eravamo indecisi su come chiudere questo ciclo di articoli poi Gianluca Bisogno, amante dei temi nostalgici, ci ha consigliato di raccontare del giocatore più anziano che ha mai vestito la maglia gialloblu, stiamo parlando di Stefano Pacifici, il portiere dai capelli bianchi, capostipite di una dinastia di estremi difensori proseguita con il figlio Damiano.

 

Siamo nella stagione 2008/2009, l’Olympic è reduce dalla doppietta Coppa Italia/Coppa UEFA ma ha lasciato i campi del Kristall per iniziare l’esperienza alla Madonetta. Nella parte finale della stagione precedente Emiliano Belli si è infortunato mentre il suo sostituto, Johan Sirbu, è sparito dopo un buon pre-campionato, inghiottito dalle sabbie mobili del substrato della comunità rumena italiana. Perrone vorrebbe continuare a giocare in attacco ma i tentativi di trovare un nuovo portiere sono infruttuosi.

 

Comincia il campionato, la Premier Soccer Cup, e il portiere titolare è Perrone che gioca in porta fino alla settima giornata. Nello stage del 29 dicembre 2008 però la società annuncia due acquisti per il mercato invernale: Emiliano Ripanucci, centrocampista, e Stefano Pacifici, portiere. Il giocatore, 55 anni suonati ma in buona forma, era stato visto giocare a calciotto in estate durante un’amichevole che l’Olympic aveva disputato su un campo adiacente ed erano state chieste informazioni sul suo conto in quanto Rencricca era un suo collega di lavoro.

 

Giovedì 8 gennaio l’Olympic è attesa dalla sesta partita della fase a gironi, l’ottava del torneo, e Stefano Pacifici viene convocato. Arriva il momento di cambiarsi ma in quel momento Stefano Pacifici, la cui età all’epoca era ancora un mistero, chiama i suoi compagni e propone di far giocare in porta suo figlio Damiano, diciannovenne promessa del calcio a 5. Perrone, Rencricca e tutti gli altri rimangono spiazzati ma Pacifici Senior confida fermamente nel figlio ed è irremovibile, o suo figlio gioca oppure sarà un altro a dover indossare i guanti.  A questo punto la società provvede a iscrivere velocemente Damiano e la partita con il Mo’viola è un successo. L’Olympic vince 6 a 2 ed è la prima di una lunga serie di vittorie che porterà la squadra gialloblù in finale poi persa contro la Svezia.

In quel periodo Damiano Pacifici offre prestazioni sensazionali e forse l’unico suo punto debole lo mette in luce proprio il padre che, presente ad ogni partita in panchina, lo striglia continuamente evidenziandone il carattere ancora acerbo.

 

Ma questa è la storia di Stefano e non di Damiano quindi voliamo fino a martedì 24 marzo 2009 giorno in cui l’Olympic esordisce nella Green Cup, l’antenata del Torneo di Clausura. Quel giorno Damiano Pacifici è infortunato, Perrone sta seguendo il corso prematrimoniale (!), il terzo portiere Francesco Ponzetti è indisponibile e viene messo in preallarme perfino Francesco Tani per vestire i panni del portiere. A quel punto, finalmente, Stefano Pacifici accetta la convocazione ed è una vera e propria rivelazione. L’Olympic schiaccia i The Boys per 4 a 1 e Pacifici Senior è decisivo grazie a numerose belle parate e ai suoi lanci lunghi molto precisi che Gennari gestisce per far respirare la squadra. Ecco la prima pagella di Pacifici:

PACIFICI S. : 7

Che esordio! Abbiamo aspettato tanto per vederlo in campo e la serata di ieri ci ha ripagato di tanta attesa. Conosce già i suoi compagni e da lì dietro infonde sicurezza a tutta la squadra. Uscite alte, basse, tuffi, rinvii perfetti, mette in mostra tutto il suo repertorio. Subisce un solo gol ma non per colpa sua. Meglio di così…

 

Nella successiva giornata Pacifici è indisponibile e gioca Perrone mentre nella terza partita, che l’Olympic gioca contro gli All Blacks, il canuto estremo difensore torna al suo posto e i gialloblu vincono ancora con una sua nuova buona prestazione che li fa meritare questa pagella:

PACIFICI S. : 6

Cinquantacinque anni e non sentirli, nello spirito e nel fisico. Probabilmente su qualche gol avrebbe potuto intervenire meglio ma si guadagna la sufficienza con un paio di interventi d’istinto che convincono i tifosi a preparare per lui striscioni personalizzati. Ci piace anche perché, spesso e volentieri, fa sentire la sua voce nello spogliatoio e in campo.

 

“…fa sentire la sua voce nello spogliatoio…” esatto, proprio così, era davvero carismatico e non a causa dell’età superiore di gran lunga a quella di qualsiasi altro giocatore ma proprio perché sapeva quando e cosa dire al posto giusto. In particolare ricordo alcune frasi dette a Santolamazza e Gennari per spronarli e dirigerli e penso sia stata l’unica volta che il difensore italo inglese non sghignazzava quando qualcuno gli dava indicazioni in campo.

 

Nella quinta e successiva giornata la società decide di operare una scelta tecnica non convocando Pacifici, il che è un po’ una sorpresa per l’ambiente. Perrone torna tra i pali e i gialloblu perdono 7 a 5 contro la Svezia. La sesta giornata si gioca martedì 21 aprile 2009, l’Olympic affronta il Real perdendo 7 a 4. E’ una sconfitta pesante per la classifica, una battuta d’arresto  che indirizzerà la squadra verso la Coppa UEFA facendole perdere il treno Champions in modo praticamente irrecuperabile.

Stefano Pacifici gioca davvero male e viene ritenuto responsabile in ben quattro gol degli avversari ed è un vero peccato che sia salito sul banco degli imputati perché alla vigilia si era dimostrato molto disponibile sostituendo il figlio resosi indisponibile in extremis.

Purtroppo la stampa è impietosa e, nonostante riconosca che non tutte le colpe della sconfitta siano del portiere, rilascia pagelle impietose…

 

PACIFICI S. : 4.5

Ripeto ciò che ho detto nel commento: non facciamo di Stefano il capro espiatorio di questa sconfitta, semplicemente riconosciamo la sua serataccia in cui sembra impacciato, poco reattivo e disattento. Fa anche cose buone (qualche uscita bassa) ma il fatto di aver subito quattro gol su tiri centrali e poco potenti che hanno indirizzato la gara su determinati binari non può essere trascurato.

 

Il 30 aprile 2009, nella successiva giornata, la società decide di ri-promuovere Perrone come portiere titolare e il capitano decide, per il bene della squadra, di rinunciare definitivamente al ruolo di attaccante. Perrone giocherà le successive tredici partite del torneo fino alla sfortunata finale di Coppa UEFA contro i The Boys e alla fine verrà premiato come miglior portiere del torneo.

 

Di Stefano Pacifici non si sentirà più parlare se non al momento della premiazione della Pigna d’Oro 2009, quando otterrà un decoroso sedicesimo posto. Di lui ricorderemo i richiami al figlio, i discorsi alla squadra, li incoraggiamenti a Santolamazza e quel suo sorriso sempre ampio e sereno.

 

Forse, più che il portiere dell’Olympic, sarebbe stato l’allenatore perfetto per la squadra gialloblu e quindi, noi, vogliamo ricordarlo così, come quando doveva giocare e invece propose di far giocare il figlio, assistendo dalla panchina a tutte le partite della Premier Soccer Cup.

 

NOME STEFANO PACIFICI
RUOLO PORTIERE
DATA D’ESORDIO 24-03-09
DATA ULTIMA PARTITA 21-04-09
PRESENZE TOTALI 3
2008/2009 3
PALMARES
TROFEI DI SQUADRA
TROFEI OTTENUTI IN GARE AMICHEVOLI
TROFEI PERSONALI
OLYMPIC AWARDS
PIGNA D’ORO
PIGNA VERDE
SCARPA D’ORO
VASSOIO D’ARGENTO
ALTRO

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