I pionieri del calcio gialloblu – 9. Carmine Zazzaro

 

Siamo ormai arrivati agli sgoccioli della rubrica sull’amarcord gialloblu ma continuiamo senza indugio a raccontarvi il passato della nostra squadra anche in questa nona e penultima puntata.

Oggi vogliamo parlarvi di un difensore che rappresenta un rimpianto per l’Olympic ovvero di Carmine Zazzaro.

Le notizie sulla sua convocazione sono piuttosto lacunose un po’ a colpa della memoria, un po’ per colpa degli archivi di quegli anni che non sono molto esaustivi. Parliamo della stagione ufficiale dell’Olympic, l’annata 1995/1996, quando ancora ci chiamavamo Pinetina Football Club.

La Pinetina, costantemente alla ricerca di un quinto elemento fisso da inserire in rosa, provò questo giocatore presentato da Fabio Tagliaferri in quanto frequentavano la stessa classe. Mi ricordo che però Carmine sembrava già avesse trent’anni a causa di un fisico poderoso e di un’espressione da taglialegna dell’ex URSS. Il paragone con Zangief di Street Fighter fu calzante e ancora oggi, nonostante l’abbia rivisto di recente, quando penso a lui mi balza in mente il personaggio del videogioco con indosso la maglia giallo e blu elettrico di quella stagione.

Zazzaro esordisce il 5 ottobre 1995 contro l’R.3 in cui la Pinetina vince 20 a 10: partita facile, in cui Stefano Tagliaferri viene paragonato ad Alberto Tomba in slalom sulla fascia e il nuovo arrivato si mette in luce con qualche tocco di fino per lui insospettato come un colpo di tacco che smarca Perrone in area di rigore avversaria. La pagella parla chiaro, 6.5 e prestazione incoraggiante “nonostante” qualche incertezza in difesa.

 

Il 6 novembre 1995 Carmine viene nuovamente convocato: stavolta l’avversario è una squadra di amici e compagni di scuola di Fabio Tagliaferri annunciati come imbattibili tanto che lo stesso capitano gialloblu li ribattezza “Imbattuteam” creando scene di panico negli spogliatoi. Ci si aspetta una débâcle totale invece arriva una vittoria netta per 17 a 10 in cui perfino il giovanissimo Bramucci (appena dodici anni) si mette in luce propiziando il gol del vantaggio. In una partita in cui Fabio Tagliaferri segna un meraviglioso gol alla Del Piero, in cui Perrone merita il soprannome “Giotto” e in cui Santolamazza viene definito in calo meritando “solo” 7 in pagella Carmine Zazzaro delude facendosi notare solo per alcuni bei tiri da fuori area.

 

Il 30 novembre 1995 però lo rivediamo in campo contro un’altra formazione temibile sempre procacciata da Fabio Tagliaferri che alimenta un’altra leggenda metropolitana su quanto questi suoi amici provenienti da Dragona siano forti. Fabio sembra Gandalf quando annuncia l’armata di Sauron: la squadra avversaria si chiama (il nome l’ha inventato lui) Dragona Dragons e io personalmente mi immaginavo i teppisti del videogioco Double Dragons scendere in campo con catene e spranghe e suonarcele di santa ragione. Anche questa volta però li avversari si rivelano essere un fuoco di paglia e arriva una vittoria per 26 a 10. Santolamazza appare in grande forma ed è decisivo con le sue triangolazioni e geometrie. Perrone sulla fascia è un ossesso tanto che gli avversari lo soprannominano “Yamaha”. Zazzaro in questa terza apparizione gioca una gara sufficiente e si fa notare per dei tiri di potenza incredibile e uno di questi è diventato famoso per essere passato sotto le gambe di Stefano Tagliaferri ed essere entrato in rete rischiando di evirare il numero 5 gialloblu. Dove finisce la realtà e comincia la leggenda? Non lo ricordiamo ma possiamo dirvi che questo tiro mortifero diventò un vero e proprio fatto di cultura popolare che resiste ancora oggi.

 

L’11 gennaio 1996 i Dragona Dragons chiedono la rivincita e in questa seconda sfida mettono a lungo sotto la Pinetina che solo nel finale, grazie a Santolamazza e Stefano Tagliaferri, ribaltano il punteggio andando a vincere per 12 a 6. Zazzaro merita un 6.5 in pagella ma deve dividere il reparto difensivo con il rientrante Antonio Faccilongo, quinto fisso della precedente stagione e autore del primo storico gol ufficiale in un torneo per la nostra squadra. Faccilongo all’epoca era paragonato a Billy Costacurta ma in questa partita Zazzaro tiene il suo passo e si fa notare per un gol molto bello.

 

L’8 febbraio 1996 la Pinetina affronta l’Other Palace in un San Carlo da Sezze gelato per il gran freddo. E’ la serata dell’ultima partita di Santolamazza prima di partire per il servizio di leva e per il successivo trasferimento in Umbria per intraprendere la carriera di palafreniere. Nel primo tempo la Pinetina fa terra bruciata nella metà campo avversaria grazie alle solite, ottime prove di Stefano Tagliaferri e di Santolamazza mentre nel secondo tempo gli avversari crescono fino a raggiungere quasi il pareggio. Finisce 17 a 15 e Zazzaro, che segna anche parecchi gol, sembra poter essere il ricambio ideale di Santolamazza. Sembra un passaggio delle consegne di un tempismo eccezionale ma la storia ci racconterà ben altro.

 

Venerdì 23 febbraio 1996. Alle 18 il termometro segna 5 gradi al San Carlo da Sezze e la Pinetina affronta i compagni di classe di Fabio Tagliaferri che in quel periodo era un’autentica miniera sia come talent scout che come procacciatore di avversari. L’infermeria gialloblu è in emergenza totale: Stefano Tagliaferri è alle prese con problemi muscolari, Antonio Faccilongo è indebolito da un vaccino, Perrone dagli antibiotici mentre Santolamazza è da due settimane al fronte. Il primo tempo contro la Quinta C Geometra è un massacro: 8 a 1 per i nostri avversari. Non si salva nessuno e il nostro Zazzaro prende un 4.5 in pagella risultando tra i peggiori in campo. Gli addetti ai lavori salvano solo il fatto che riesca a tirare da ogni zona del campo ma è troppo, troppo poco. La partita finisce 7 a 13 per la Quinta C.

 

Dalla partita successiva la società comincia a cercare con convinzione un sostituto per Santolamazza. L’italo inglese all’epoca non era ancora un difensore ma più un centrocampista di impostazione. Per coprire il suo posto quindi non si bada a cercare un tipo di giocatore specifico, anzi, basterebbe un elemento capace di rispondere alle convocazioni con continuità, un fedelissimo insomma.

Zazzaro viene accantonato e vengono provati in rapida successione il centravanti svogliato Ventrella e il navigato difensore Abbate fino a quando il bomber Calabrò e il trottolino di centrocampo Massimo Romaldini trovano spazio e considerazione all’interno dello spogliatoio.

 

Di Zazzaro non si parla più. Il giocatore non viene inserito nella rosa del torneo estivo dell’estate 1996 né tantomeno viene più nominato in sede. Scompare letteralmente dai radar della squadra e di lui si parla solo di quel terribile, potentissimo tiro che passò sotto l’inguine di Stefano Tagliaferri per insaccarsi in rete.

Noi vogliamo ricordarlo così, come il giorno in cui l’abbiamo conosciuto…

Il bieco ghigno di Carmine Zazzaro

 

NOME CARMINE ZAZZARO
RUOLO DIFENSORE
DATA D’ESORDIO 05-10-95
DATA ULTIMA PARTITA 23-02-96
PRESENZE TOTALI 6
1995/1996 6
PALMARES
TROFEI DI SQUADRA
TROFEI OTTENUTI IN GARE AMICHEVOLI
TROFEI PERSONALI
OLYMPIC AWARDS
PIGNA D’ORO
PIGNA VERDE
SCARPA D’ORO
VASSOIO D’ARGENTO
ALTRO

 

 

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