Per la settima puntata della storia dei pionieri gialloblù, che via via si è evoluta nella storia delle meteore, dei fenomeni mediatici e delle storie particolari della nostra squadra, vi proponiamo la storia di quello che probabilmente è il giocatore con il più alto livello di Fattore Nostalgia tra i 131 che hanno vestito la maglia dell’Olympic in questi 27 anni.
Stiamo parlando di Emanuele Carnevale, fantasista, numero 10 vero di quelli che oggi non ce ne sono più e che ha infiammato i sentimenti dei tifosi per tanto tempo prima del suo prematuro ritiro avvenuto nell’anno di grazia 1996.
L’inizio di questa storia si perde nei meandri del tempo, nel periodo in cui nemmeno gli archivi della società arrivano. Comincia tutto nella calda estate del 1989, quando i ragazzi che vivono nel condominio della Pinetina cominciano a giocare a pallone dividendosi in due squadre. Da una parte i Lions composti da Alessandro Santolamazza, Fabio e Stefano Tagliaferri, i primi classe 1977, del 1979 l’ultimo. Dall’altra i coraggiosi Originals con Fabrizio Perrone, Flavio Bramucci e per l’appunto Emanuele Carnevale, il primo classe ’79, addirittura dell’82 gli altri due.
Queste due squadre si fronteggiano appena possibile sull’asfalto della Pinetina e non sull’erba perché era severamente vietato. Anzi, spesso veniva vietato loro perfino di giocare sull’asfalto e per evitare i rumori i sei ragazzi utilizzavano un pallone di spugna che di certo non esaltava le doti tecniche dei protagonisti nè tantomeno le conclusioni di potenza.
Ogni pomeriggio, e per più volte di seguito, Lions e Originals si affrontavano e ogni volta vincevano i Lions, più grandi, più smaliziati e decisamente più forti.
Il campo di gioco aveva una caratteristica peculiare: si giocava su un tratto di strada lungo e stretto e le porte erano formate da una struttura a ferro di cavallo che faceva parte della base del palazzo e quindi perpendicolare al campo. Sembrerà strano che questi ragazzi non avessero pensato a formare delle porte con le magliette direttamente longitudinali al campo ma quella struttura in cemento era così simile ad una porta che era perfetta e in più non bisognava spostarla ogni qualvolta che passava un auto. In più, con la porta in quella posizione particolare, erano favoriti i tiri a giro ed era a causa di questa specialità che Emanuele salì agli onori della cronaca.
Emanuele era considerata la classica “pippa” e a lui giocare a pallone non piaceva proprio. Però in ogni partita faceva qualcosa di straordinario di cui si parlava per ore distesi sull’erba. Un tiro da lontano che girava all’ultimo momento, un dribbling fortuito, un tiro al volo con doppio tocco che disorientava tutti. Insomma, non si sa come, ma in ogni partita che gli Originals hanno giocato e perso (perché non ne hanno vinto nemmeno una) Emanuele creava una magia, non si sa come, ma lo faceva.
Dopo l’estate del 1989 passarono autunni, inverni, primavere e ancora estati e queste partite andarono avanti senza soluzione di continuità. I sei ragazzi crescevano e arrivavano le sfide dei ragazzi degli altri palazzi, sfide che si giocavano in campi più grandi in terra o nel grande parcheggio dietro la Pinetina. A queste sfide Emanuele non prendeva parte per timidezza o per timore di giocare con ragazzi di molto più grandi che non conosceva. Poi però nella primavera del 1994 fu organizzata la prima amichevole su un campo in erba sintetica. Di questa partita non si hanno registrazioni scritte ma in campo scesero i ragazzini della Pinetina contro i loro genitori.
Giocare per la prima volta a calcetto fu una rivelazione che impressionò molto i ragazzi che di lì in poi giocarono sempre più spesso a questo nuovo tipo di calcio che stava prendendo piede. Emanuele fu coinvolto spesso e prese via via coraggio fino a che, circa un anno dopo, si cominciò a scrivere il commento e le pagelle di queste partitelle sempre più emozionanti.
E’ il 9 aprile 1995, la nostra squadra organizza la prima trasferta andando a Ostia per affrontare la formazione guidata da un compagno di scuola di Perrone. Si gioca sui campi dell’Ostia Mare e Carnevale è tra i convocati nonostante la giovane età. Inizialmente Emanuele non doveva far parte della spedizione ma già si sapeva che il difensore Faccilongo avrebbe dovuto lasciare il campo a metà secondo tempo per un precedente impegno quindi il giovane Emanuele venne aggregato per sostituirlo. La partita è inizialmente equilibrata, i nostri subiscono e segnano gol in egual misura fino a che viene decretato un calcio di rigore. Qui si consuma il mito ed inizia la leggenda di Carnevale perché viene deciso di farlo battere a lui. In porta ci si mette un piccoletto che si vocifera faccia il terzino nell’Ostia Mare (notizia che, non si sa perchè, impressiona la nostra squadra) ma Emanuele carica il tiro a occhi chiusi e la piazza alta, imparabile. E’ gol: i compagni sommergono Carnevale di abbracci e lui, che indossava una maglia vintage del Brasile presa con i punti dello yogurt, sparisce nell’esultanza dei suoi amici. Quel gol segna il definitivo sorpasso della nostra squadra che poi vincerà 16 a 12 tornando a casa in trionfo.
Tre giorni dopo si gioca un’altra amichevole, stavolta contro la Nazionale Malati, chiamata così in onore del loro capitano, tale Simone Vitali detto “il Malato” compagno di scuola di Santolamazza. La parte più difficile dell’incontro è arrivare al campo sito in un centro sportivo arroccato nei pressi di Piazza Gasparri. Il tragitto sul bus 01 è costellato di proposte di stupro e spaccio ma i nostri arrivano sani e salvi e vincono facilmente. Carnevale fa registrare la sua seconda presenza senza grandi sussulti tranne che per un liscio clamoroso che manda in bambola l’intera difesa avversaria. A fine partita si parla di giovane talento bruciato e per rivedere in campo Emanuele bisogna aspettare il 5 maggio, giorno della partita con l’Other Palace.
Contro l’Other Palace è un derby, lo dice il nome stesso, inventato dai ragazzi della Pinetina per dare un’identità alla squadra avversaria visto che in questo periodo solo la nostra formazione ha un nome e un’identità precisa. Finisce con il rocambolesco punteggio di 15 a 15 e Carnevale non offre una buona prova come si evince dalla sua pagella.
CARNEVALE: 4
Un ritorno forzato e per nulla convincente. Un peso morto in mezzo al campo. Inutile.
Il 2 giugno il suo nome ricompare tra i convocati. Nel frattempo la Pinetina si è iscritta al primo torneo ufficiale della sua storia e quel giorno gioca l’ultima amichevole prima dell’esordio. Si gioca a Casalbernocchi ed è il giorno della famosa partita infinita all’oratorio di cui vi abbiamo già raccontato nella prima puntata di questa collana di ricordi. Nel finale di gara si infortuna Stefano Tagliaferri e per non rischiarlo in vista della prima partita del girone del torneo si fa entrare Emanuele Carnevale. Il fantasista prova a segnare in tutti i modi ma non ci riesce ed arriva un altro 4 in pagella.
In settimana vengono pubblicate le convocazioni ufficiali per il torneo. La società vorrebbe Emanuele in rosa e la madre Carmela lo spinge molto ma il giocatore si rifiuta e questo rappresenta la prima frattura tra lui e il mondo del calcio. La Pinetina è vittoriosa all’esordio al termine di una partita leggendaria e i giocatori fanno il loro rientro a casa in bicicletta dando vita ad un carosello di festeggiamenti che sa di trionfo. Ad incrinare la gioia di quei momenti è la sfuriata della mamma di Emanuele che accusa i ragazzi di tradimento per non aver fatto giocare Emanuele. Solo dopo molte spiegazioni e l’ammissione del giocatore stesso la polemica svapora ma per lungo tempo le strade di Emanuele e della novella squadra gialloblu si dividono.
Finisce la stagione 1994/1995 e nonostante Emanuele non abbia partecipato all’avventura iridata la società lo premia con la prima Pigna Verde della storia come la più promettente promessa di quella stagione. Purtroppo però le scorie della sua mancata partecipazione al torneo non si smaltiscono e per rivedere Carnevale all’opera bisogna aspettare ben otto mesi. E’ il 29 gennaio 1996 ed è il giorno in cui nasce la rivalità con la formazione dell’R3, un rivalità che si può paragonare a quella che oggi c’è tra i gialloblu e il Mo’viola e di cui abbiamo parlato in una passata puntata della rubrica dei ricordi. Quel giorno mancano molti titolari e i giovani Carnevale e Bramucci vengono convocati in coppia per sopperire alle tante assenze. La Pinetina perde di misura e Carnevale prende il terzo 4 in pagella consecutivo.
Carnevale non ne vuole più di sapere di giocare ad uno sport che non sente più suo e decide di smettere nonostante tutti i compagni cerchino di dissuaderlo da questa drastica decisione. Per mesi si cerca di fargli accettare nuove convocazioni ma il giocatore ha deciso: si ritirerà a 14 anni!
Il 18 giugno si organizza un’amichevole per salutarlo degnamente ma quel giorno Emanuele è infortunato e lo spogliatoio esulta perché capisce che avrà altro tempo per provare a convincere il loro idolo. Purtroppo però Emanuele è irremovibile e nell’ultima partita della stagione 1995/1996 si celebra l’ultima apparizione ufficiale del giocatore. Abbiamo già raccontato della partita contro la selezione peruviana quando abbiamo raccontato la storia di Giovanni Pala. Era un pomeriggio torrido, una partita infinita, ma verso la fine è proprio Pala a trovare Emanuele smarcato in area. Lui impatta perfettamente la sfera, il portiere va da una parte, il pallone dall’altra. Gooooool!!!.
Felicità e tristezza: i compagni non sanno se festeggiare o piangere, quel giorno si chiude una carriera.
Anzi no, c’è uno strascico. Mesi dopo la società decide di organizzare occasionali amichevoli in famiglia per testare nuovi giocatori. E’ l’alba di quelli che oggi chiamiamo stage. La società riesce a convocare Carnevale e lui accetta facendo capire a tutti che lui non odiava il calcio ma solo la sua parte seriosa, quella ufficiale. Lui amava giocare e basta, senza ansia per il risultato, come tanto tempo prima sotto il cortile di casa.
E’ l’8 novembre 1997, sono passati sedici mese dal ritiro e Emanuele è di nuovo in campo offrendo una prestazione da 6.5 in pagella e segna anche un bel gol di rapina portando i suoi alla vittoria.
Nel successivo stage la sua prova non è altrettanto buona mentre alla terza occasione si ha la definitiva consacrazione di questo giocatore.
E’ il 5 gennaio 1998 e Emanuele scende in campo con una novità: fino a quel momento aveva giocato sempre con scarpe dal collo altissimo, delle Air Jordan pesanti e non adatte al calcio. Per quell’allenamento, non ricordo chi fu a farlo, gli vengono prestate delle scarpe più basse o forse addirittura scarpini da calcetto e lì avviene la magia. Carnevale gioca sul velluto e la sua ultima pagella in carriera vale più di mille parole:
CARNEVALE: 7
Memorabile prestazione del calciatore mito della Pinetina. Forse la sua più brillante partita negli ultimi due anni. Interpreta il ruolo di libero con disinvoltura magistrale, salva la porta infinite volte, arpiona la palla come un vero centrocampista di rottura. Taglia i rifornimenti agli attaccanti avversari e fa ripartire l’azione; nelle sue sortite offensive semina il panico nella difesa dell’Olympic A e riesce a segnare quattro gol per non parlare di una rete memorabile nella partitella a ranghi ridotti durante il riscaldamento: stop, tiro da quindici metri di destro a girare che si insacca a fil di palo. Da quando si era ritirato dal calcio giocato in molti lo avevano rimpianto ma oggi ha dato spettacolo testimoniando una freschezza atletica da urlo, una morbidezza di tocco da favola e una felinità in area da vero attaccante di rapina. Dispensa anche insegnamenti preziosi per i giovani con colpi di accademia come un suo tiro di sinistro che entra in rete e lascia Bramucci fisso sui suoi piedi. Un campione non va mai in pensione!
Purtroppo in pensione ci andò davvero: i successivi accenni a Carnevale nei registri gialloblu sono solo per decantarne i trascorsi e per fare paragoni con i nuovi astri nascenti della squadra.
Emanuele appartiene ad un altro calcio, quello precedente alla sentenza Bosman e il fatto che la maggior parte della sua carriera si sia volta prima della fondazione dell’archivio dell’Olympic la dice davvero lunga.
Anni dopo, nei pomeriggi piovosi, Perrone e i fratelli Tagliaferri ancora giocavano a PES editando le squadre e cercando in tutti i modi di far entrare Carnevale alla fine delle partite per godere di un suo gol al novantesimo.
Le ultime notizie che abbiamo di lui è che da ingenuo ragazzino si sia trasformato in rocker convinto e chissà che Rencricca, inconsapevole della fortuna avuta, non abbia partecipato ad un suo concerto in questi anni.
Vogliamo ricordarlo così!
| NOME | EMANUELE CARNEVALE |
| RUOLO | CENTROCAMPISTA |
| DATA D’ESORDIO | 09-04-95 |
| DATA ULTIMA PARTITA | 27-06-96 |
| PRESENZE TOTALI | 6 |
| 1994/1995 | 4 |
| 1995/1996 | 2 |
| PALMARES | |
| TROFEI DI SQUADRA | – |
| TROFEI OTTENUTI IN GARE AMICHEVOLI | – |
| TROFEI PERSONALI | – |
| OLYMPIC AWARDS | |
| PIGNA D’ORO | – |
| PIGNA VERDE | PIGNA D’ORO GIOVANI 1995 |
| SCARPA D’ORO | – |
| VASSOIO D’ARGENTO | – |
| ALTRO | – |
