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Leggende Gialloblù – 16. Emiliano Belli

 

Buongiorno amici gialloblù. Oggi apriamo le porte della gloria imperitura ad un altro giocatore che ha fatto la storia dell’Olympic. Quello di oggi è un personaggio senza se e senza ma, universalmente riconosciuto come giocatore e persona di valore, trasversalmente iconizzato come giocatore di cuore, che ha dato tutto alla squadra gialloblù, comprese un paio di gambe, un occhio e qualche altra parte del corpo contusa.

L’avrete capito ormai, nonostante la foto dell’articolo lo rappresenti di spalle, romanticamente rivolto verso il tramonto della Madonnetta, stiamo parlando di Emiliano Belli. Il portiere entra nell’Olympic a 26 anni, durante la rinascita della squadra dopo la rescissione dei contratti con i giocatori della Svezia. Il suo è un esordio casuale perchè come portiere la squadra ha già Fabrizio Perrone ma per la seconda partita dei play out del Torneo Kristall 2004/2005 si fa male un centrocampista e allora si decide di dargli una chance avanzando il capitano a centrocampo. E’ una scelta felice perchè Emiliano diventa fin da subito un protagonista della squadra e si integra alla perfezione nello spogliatoio.

Dopo questo scorcio di stagione Emiliano diventa titolare a tutti gli effetti collezionando 32 presenze nella seconda stagione, 23 nella seconda e ben 47 nella terza (suo record personale). Nel 2008 Emiliano subisce il primo gravissimo infortunio che lo terrà fermo ai box per tre intere stagioni.

Tornerà nel 2011 e per tre stagioni si alternerà con Perrone diventando il portiere titolare delle amichevoli e della Challenge Cup. Purtroppo, nel 2015 si fa male di nuovo e da questo momento in poi le sua presenze in squadra sono sporadiche infatti collezionerà solo 26 presenze nell’arco di sei stagioni. Questo avviene a causa di qualche infortunio ma anche dell’arrivo in squadra prima di Emanuele Maiozzi e poi di Davide Caprioli e Gregorio Triggiani che competono per la maglia numero 12 al suo pari.

Nel 2021 la sua carriera ha una nuova svolta infatti diventa nuovamente il portiere titolare nell’arco della nuova rinascita dell’Olympic che usciva dalla “Reggenza Ruggeri). In questo periodo arrivano 55 presenze in due stagioni prima di un graduale allontanamento dall’Olympic verso il Judo, sua antica passione risbocciata nel 2023.

La cosa più bella con la quale si può commentare Emiliano Belli è che si può scommettere una qualsiasi cifra sul fatto che non troverete mai nessuno che parli male di lui. E’ stata una figura positiva, edificante e di sostanza per lo spogliatoio e ha contribuito enormemente alla storia e allo sviluppo dell’Olympic e non possiamo escludere che in futuro i colori gialloblù e i passi di Emiliano si possano incontrare di nuovo.

Ma che portiere è stato Emiliano Belli: sicuramente la sua migliore dote è stata quella dei riflessi nelle uscite basse e nei duelli a tu per tu con gli attaccanti che facevano l’errore di arrivargli troppo vicini. Inoltre, la sua totale assenza di paura gli hanno permesso negli anni di sventare situazioni che sembravano disperate ma anche di portarsi a casa occhi neri e lividi per tutto il corpo.

Passiamo a elencare i suoi tanti successi: la sua carriera è durata (finora) dal 2005 al 2023 e le stagioni in cui ha giocato almeno un incontro sono state sedici. In questo periodo ha collezionato la Coppa UEFA Kristall e la Coppa Italia Kristall e le Challenge Cup 3, 5 e 8. Inoltre ha in bacheca 4 secondi posti e 4 terzi posti in tornei principali a cui si aggiungono la conquista di 4 tornei amichevoli.

E i trofei personali? Anche quelli non mancano infatti Emiliano ha vinto la prestigiosissima Pigna d’Oro nel 2006 e nel 2023 oltre al premio di miglior portiere dell’Europa League nel 2022.

Cos’altro possiamo aggiungere? Direi basta anche perchè la sviolinata è stata già abbastanza lunga :-)!!!

Leggende Gialloblù – 15.Alexander Ruggeri

Cari amici gialloblù, a distanza di tredici mesi dall’ultima volta, oggi schiudiamo le porte della Hall of Fame dell’Olympic ad un nuovo giocatore. Signore e signori, la quindicesima Leggenda Gialloblù porta il nome di Alexander Ruggeri, un giocatore che ha significato tantissimo nella storia della nostra squadra.

Alexander, o Alex, come ha sempre preferito essere chiamato, viene osservato dalla società gialloblù durante la Challenge Cup V, quando è solo un giovanissimo giocatore di riserva del Real Molteni. Siamo nell’ottobre del 2012 e i dirigenti dell’Olympic mettono gli occhi su questo promettente giocatore che farà il suo esordio il 6 maggio del 2013 quando la nostra squadra affronta lo Scarsenal nella prima giornata della Spring Trophy.

La scalata di Alex è inarrestabile: il giocatore da promessa diventa realtà e diventa e nonostante abbia solo diciannove anni diventa subito titolare nel torneo estivo di quello stesso anno. Da quel momento in poi arrivano presenze e gol a tonnellate: in otto anni Alex permette all’Olympic di conquistare la Challenge cup 7 nel 2014, il Pre-stagionale nel 2020 e il trofeo più prestigioso, la Summer Cup nel 2021. Oltre a queste coppe arrivano anche quattro secondi posti e tre terzi posti oltre alla vittoria del Torneo di Consolazione Kamari nel 2020.

Dopo sei anni da giocatore, nel 2019, Alex diventa anche capitano dell’Olympic dando vita al glorioso (ma discusso) periodo diventato noto come la controversa “Reggenza Ruggeri”. In breve tempo Alex prende il controllo assoluto della squadra decidendo di rescindere i contratti dei grandi veterani della squadra e facendo entrare nel club nuovi giocatori che in breve tempo permettono alla squadra di riempire la bacheca.

A luglio 2021, dopo due anni di successi, la società, nelle vesti del presidente Fabrizio Perrone, decide di ritornare alla vecchia Olympic e così le strade di Alex e della squadra gialloblù si separano. Per qualche tempo Alex rimarrà nella rosa dell’Olympic ma sarà solo uno slot non utilizzato visto che il suo nome comparirà nella formazione solo in alcuni allenamenti e in due amichevoli.

Nel 2021 Ruggeri comincerà una nuova vita calcistica acquistando una dimensione da semi professionista e quindi su un altro piano rispetto al mondo amatoriale in cui vive l’Olympic.

Di Alex rimangono da raccontare le vittorie a livello personale che sono tantissime ricchissime. In otto anni di Olympic Alex vince la Pigna d’Oro nel 2016, nel 2018 e nel 2019. Inoltre vince la Scarpa d’Oro per sei edizioni consecutive, dal 2015 al 2021 e il Vassoio d’Argento in quattro edizioni (2015, 2018, 2019 e 2020). Infine, ha vinto la Pigna Verde nel 2013.

Per chiudere, chioso con una mia personale opinione su Alex Ruggeri: sono pochi i giocatori che nella storia dell’Olympic hanno inciso a tal punto da poter decidere le partite da solo e Alex è uno di questi e rimarrà per sempre nel cuore di ogni tifoso dell’Olympic.

Leggende Gialloblù – 13. Francesco Tani

 

A distanza di più di nove mesi dall’ultima volta oggi riapriamo le porte della Hall of Fame dell’Olympic per farci entrare un fuori classe vero fuori e dentro il campo di gioco. non solo un giocatore unico per visione di gioco, tecnica di base, classe pura e grinta ma anche un uomo capace di tenere unito lo spogliatoio sia nei momenti belli che in quelli meno felici della storia della nostra squadra. Stiamo parlando di Francesco Tani che oggi diventa la tredicesima Leggenda Gialloblù.

Francesco Tani esordisce nell’Olympic il 21 marzo 2007 in un’amichevole in cui i gialloblù vengono sconfitti dal Movida. Per lui si tratta solo di una comparsata in una stagione in cui le gerarchie sono fortemente consolidate ma il suo momento arriverà un anno e mezzo dopo quando verrà inserito nella rosa per la Premier Soccer Cup. Partita dopo partita Francesco scalerà le gerarchie e diventerà un titolare capace di far registrare 28 presenze in questa sua prima esperienza.

Francesco sarà titolare per quattro stagioni consecutive conquistando i secondi posti nella Premier Soccer Cup e nella Coppa UEFA Green Cup del 2009 e nel Torneo di Apertura nel 2010 e i primi posti nella Europa League Apertura nel 2011 e nella Challenge Cup III nel 2012.

Tra il 2012 e il 2015 Francesco perderà il posto da titolare e sarà protagonista di un discusso passaggio allo Scarsenal dove giocherà per tre stagioni senza mai però lasciare definitivamente la maglia gialloblù che indosserà comunque sia in gare ufficiali che negli allenamenti organizzati dalla società.

Nel 2015 tornerà a pieno titolo nell’Olympic ritornando titolare per tre stagioni e conquistando il secondo posto nella Champions League nella Winter Cup 2016/2017.

Le ultime tre stagioni della sua carriera saranno fortemente inficiate dagli infortuni, alcuni molti gravi e si ritirerà definitivamente dal calcio giocato nella stagione 2019/2020 diventando poi un apprezzato gamer di FIFA on line.

Il suo bottino statistico nell’Olympic è impressionante. Ha collezionato 194 presenze in dodici anni di attività di cui ben 143 in gare di tornei corredate di 69 reti. E’ stato inoltre presente in 55 stage interni e ha vestito per 6 volte la maglia dell’Olympic Lab.

A livello personale ha ottenuto molti trofei: nel 2009 e nel 2010 si è classificato al quarto posto nella classifica della Pigna d’Oro mentre è stato eletto miglior giocatore del Ventennale dell’Olympic e si è laureato capocannoniere del Ventottennale.

Impossibile ricordare tutti i suoi bellissimi gol ma vi invito a cercarli e godervene alcuni sul canale Youtube della squadra. Oltre a questi gol memorabili Francesco è stato anche famoso per le sue “buste” ovvero dei dribbling brucianti cin cui eludeva uno o più avversari ma è stato anche un giocatore dal grande temperamento capace di spronare i compagni con entrate vigorose e tackle decisi quando gli avversari sembravano ormai in pieno potere dell’incontro.

Verrà ricordato per sempre come il Maghetto o anche come il Mago dei Parioli e per i suoi iconici occhiali da gioco alla Edgar Davids.

Chissà, magari un giorno lo rivedremo in campo con questa maglia, magari un giorno i suoi guai fisici gli permetteranno di ricominciare a giocare. Questo non possiamo prevederlo ma intanto è doveroso lasciare un simbolico premio alla carriera a questo grandissimo giocatore che ha scritto le pagine più belle della storia dell’Olympic.

 

Leggende Gialloblù – 12. Francesco Sforza

Francesco Sforza nel giorno del suo esordio

Oggi spalanchiamo le porte della Hall of Fame ad un attaccante veloce, letale ma soprattutto furbo. Uno di quei terminali offensivi passati alla storia come “attaccante alla Pippo Inzaghi” quindi non un giocatore fantasioso o di manovra ma un vero e proprio pirata dell’area di rigore capace di trasformare in gol qualsiasi palla sporca vagante negli ultimi metri di campo.

Oggi entra nelle Leggende Gialloblù Francesco Sforza, attaccante di razza presentato alla società da Gianluca Bisogno e diventato in poco tempo un punto fermo dell’Olympic. Francesco esordisce in gialloblù il 21 agosto 2008 in un’amichevole estiva contro il Fi.Mo.De.L. in cui la nostra squadra viene sconfitta con il punteggio di 10 a 8. Il protagonista della serata, nonostante la sconfitta, è proprio Francesco che realizza la bellezza di cinque gol candidandosi per una iscrizione nella rosa del campionato.

L’Olympic proviene dalla sua ultima stagione al Kristall in cui ha vinto una Coppa UEFA e una Coppa Italia e si sta preparando al suo primo campionato alla Madonnetta. La squadra cambierà profondamente grazie a numerosi nuovi innesti e Francesco Sforza sarà uno di quelli che avranno più successo.

Francesco Sforza durante la finale di Premier Soccer Cup

Nella Premier Soccer Cup 2008/2009 Sforza colleziona 11 presenze e 9 gol. Non si può definire un attaccante assolutamente decisivo ma si integra alla perfezione in quel complesso meccanismo di squadra che rende l’Olympic la perfetta outsider che purtroppo vede svanire il suo sogno nella finalissima per il titolo giocata il il 23 febbraio 2009.

Sforza è titolare anche nella successiva Green Cup in cui l’Olympic raggiunge la finale di Coppa UEFA. L’attaccante realizza il gol dell’iniziale vantaggio ma sono i The Boys ad alzare il trofeo. In questa competizione Sforza racimola 15 apparizioni segnando 9 reti ed è ormai un punto fermo della nostra formazione.

Nella stagione successiva, l’annata 2009/2010, Sforza è ancora un giocatore importante nella rosa gialloblù ma vede diminuire le sue presenze e la stessa cosa accade nella stagione 2009/2010 quando non entra tra i convocati delle due gare della vittoriosa Europa League Apertura 2011.

Nella stagione 2011/12 diventa un comprimario mentre in quella 2012/2013 fa registrare una sola presenza, l’ultima della sua breve ma importante carriera con l’Olympic. I suoi traguardi sono da ragguardevoli: 97 presenze totali in tre quattro anni e tre mesi di militanza gialloblù di cui 67 apparizioni in gare ufficiali condite da 52 gol. Inoltre, Sforza non ha mai ricevuto nessun cartellino in carriera e ha un particolare record legato ai calci di rigore avendone calciati 7 senza mai fallirne nemmeno uno.

Una formazione dell’Olympic dell’estate 2010, Sforza è l’ultimo a destra

Il palmares di Francesco Sforza, alla fine della sua carriera in gialloblù, comprende il secondo posto in Premier Soccer Cup (2008/09), il secondo posto in Coppa UEFA Green Cup (2008/09) e il secondo posto nella Champions League 2009/10. A questi trofei si aggiunge il primo posto nel Triangolare Tutto in una Notte del 13 ottobre 2010.

A livello personale Sforza è arrivato terzo nella Scarpa d’Oro 2010 e sesto in due edizioni consecutive di Pigna d’Oro, quelle del 2009 e del 2010.

Sforza è stato un attaccante di tutto rispetto, onestamente non un campione, ma un vero e proprio personaggio da Olympic grazie al suo carattere genuino, alla sua disponibilità verso i compagni e la squadra e alla sua capacità di vivere il calcio come piace a noi, con un enorme passione ma anche con il giusto distacco e quel mix tra divertimento e grande impegno.

E’ quindi con grandissimo piacere che oggi, martedì 2 febbraio 2021, accogliamo Francesco Sforza come l’undicesimo giocatore ad entrare tra le Leggende Gialloblù!

Quiz, i risultati della terza giornata

GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC: 100

GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI: 36


La sesta edizione del quiz gialloblù è arrivata alla terza domanda delle quindici previste. Ma prima di passare ai risultati di questa settimana ecco qualche notizia.

*Si va verso la zona gialla. Se per altri due giorni il trend dei risultati epidemiologici della regione Lazio verranno confermati allora il Ministro della Salute Speranza inserirà la nostra regione tra quelle di colore giallo. Non è la fine del tunnel ma, dopo quindici giorni di zona arancione, si tratta comunque di un buon risultato verso il ritorno alla normalità.

*Domani proporremo un sondaggio sul prossimo ingresso tra le Leggende Gialloblù, la Hall of Fame della nostra squadra. Troverete il sondaggio a partire dalle 7 nella storia del profilo Instagram della squadra. Il decimo giocatore ad entrare in questa prestigiosa galleria di campioni sarà un attaccante e più precisamente uno tra Juan Esteban Brusco e Francesco Sforza. Datevi da fare e votate!

E ora, come promesso, passiamo ai risultati della domanda di ieri del quiz.

La domanda chiedeva quale fosse il ruolo più rappresentato nei 186 giocatori che hanno vestito la maglia dell’Olympic. Ebbene, abbiamo avuto 24 portieri, 45 difensori, 72 centrocampisti e 45 attaccanti. La risposta giusta era quindi la C avendo l’Olympic fatto giocare ben 72 centrocampisti.

A questa domanda del quiz hanno partecipato tutti e 13 i concorrenti in concorso ma solo il 38.4% dei partecipanti ha dato la risposta giusta. Al momento abbiamo due concorrenti in testa con 2 punti ma la strada è ancora lunga: mancano ben 12 domande e questa edizione terminerà mercoledì 21 aprile.


Nel frattempo, oggi abbiamo toccato quota 100 giorni senza calcare un campo di erba sintetica. E’ un tempo lunghissimo ma siamo consapevoli che al momento ci sono mille cose più importanti. Desideriamo solo un mondo normale e giocare a pallone fa parte di questo mondo cui aneliamo ogni minuto delle nostre giornate.

Leggende Gialloblu – 11. Emanuele Gennari

Oggi abbiamo il piacere di dare il benvenuto nella Hall of Fame dell’Olympic ad un giocatore eccezionale sotto molti punti di vista. Tutte le Leggende Gialloblu hanno una cosa comune, l’essere fuoriclasse sia sul punto di vista tecnico ma anche su quello umano e anche questo giocatore non fa eccezione.

11 maggio 2007: Emanuele Gennari, pronto al calcio d’inizio della gara contro il The Square in compagnia di Andrea Carissimi

Stiamo parlando di Emanuele Gennari, attaccante fortissimo sul campo, trascinatore di uomini con la palla tra i piedi ma anche negli spogliatoi, prima e dopo le partite. Poche le sue parole ma sempre ficcanti e convincenti, tanti i fatti sul rettangolo verde, e di gol non ne parliamo, moltissimi.

Emanuele Gennari esordisce nell’Olympic nella stagione 2006/2007 e precisamente il 26 febbraio 2007, giorno in cui stordisce il The Square con quattro gol d’autore. E’ Gianluca Bisogno a consigliarlo alla società e già nella sua prima stagione in gialloblù Gennari riesce a classificarsi ottavo nella classifica della Scarpa d’Oro con solo tre presenze all’attivo partecipando alla sfortunata esperienza della squadra nella Coppa UEFA terminata con la sconfitta ai rigori contro gli Irriducibili.

Nella stagione successiva Emanuele fa registrare la sua consacrazione definitiva in squadra collezionando nove presenze e continuando a realizzare valanghe di gol. Il 3 giugno 2008 fa praticamente reparto da solo nella vittoriosa finale di Coppa UEFA contro il Mo’viola e tredici giorni dopo scende in campo anche nella finale di ritorno della Coppa Italia. Paradossalmente quel giorno non giocò una grandissima partita e venne anche espulso ma rimase comunque tra i protagonisti della splendida doppia vittoria di coppe della stagione 2007/2008. Al termine della sua seconda stagione nell’Olympic Gennari si classificò dodicesimo nella classifica della Pigna d’Oro e quarto in quella della Scarpa d’Oro.

L’anno successivo l’Olympic si trasferì alla Madonnetta e nella prima parte della stagione il suo impiego fu fortemente limitato dagli impegni di Emanuele nei campionati dilettantistici di calcio a 11. Mentre l’Olympic arrivava seconda nella Premier Soccer Cup, l’attaccante continuava a vincere trofei per conto suo ma con l’arrivo della primavera Gennari si riaffacciò nello spogliatoio dell’Olympic partecipando alla Green Cup. Il quel torneo il suo impiego fu continuo ed Emanuele trascinò la squadra fino alla finale di Coppa UEFA in cui l’Olympic sfiorò il successo andando in vantaggio per 3 a 0 e venendo poi raggiunta e sorpassata nel finale. Proprio negli ultimi minuti Gennari si fece parare un tiro libero e l’immagine del giocatore con le mani tra i capelli dopo l’errore rimase impressa nei tifosi gialloblù per moltissimo tempo. Al termine della stagione 2008/2009 Gennari si classificò ottavo nella Pigna d’Oro ma vinse finalmente la sua prima Scarpa d’Oro grazie alle sue 31 reti in gare ufficiali.

16 marzo 2009: tutta la simpatia di Emanuele Gennari negli spogliatoi dopo la vittoria sul Camomilla

Purtroppo questa fu l’ultima stagione come titolare per Gennari che per impegni personali si allontanò progressivamente dalla squadra ritornandoci solo per fugaci apparizioni. La sua ultima volta con la maglia della nostra squadra fu l’8 aprile 2015 e dobbiamo ammettere che ogni volta che la società provava a chiamarlo, anche in questa ultima fase della sua carriera in gialloblù, Gennari faceva sempre di tutto per provare a rispondere alla convocazione.

Il suo palmares nell’Olympic è composto principalmente dalla Coppa UEFA 2008 e dalla Coppa Italia 2008 ma non si possono assolutamente dimenticare i secondi posti nelle Coppa UEFA 2007 e 2009 mentre a livello personale ottenne la meritatissima Scarpa d’Oro 2009.

Ecco i numeri dell’esperienza gialloblu di questo grande centravanti: 32 presenze totali di cui 27 in gare ufficiali contornate da ben 63 reti. Due le espulsioni a cui si aggiunge un cartellino giallo.

Nell’immaginario collettivo Emanuele Gennari fa rima con la parola GOL. La sua potenza era proverbiale tanto che negli spogliatoi era diventato famoso come Bum Bum Gennari”. Riusciva a trascinarsi appresso anche tre difensori che nemmeno aggrappandosi ai suoi pantaloncini riuscivano a fermarlo e il suo gol contro il Camomilla del 16 marzo 2009 è un video che ogni attaccante dovrebbe vedersi più volte per imparare il mestiere.

Emanuele Gennari può essere accostato ad attaccanti del calibro di Gigi Riva, Giorgio Chinaglia e Christian Vieri e le sue caratteristiche, unite alla sua simpatia e disponibilità, ne facevano un compagno di squadra insostituibile.

8 aprile 2015: Emanuele Gennari nella sua ultima apparizione in gialloblu prima della sconfitta con il Bernocchi

Lo ricordiamo con affetto e sarebbe davvero bello rivedere una faccia positiva come la sua nel Compleanno dei 31 anni dell’Olympic che speriamo si possa giocare, prima o poi, quest’anno.

Benvenuto quindi ad Emanuele Gennari nelle Leggende Gialloblu!

La Hall of Fame si allarga

Le attuali nove leggende gialloblu, da sinistra: Filiberto Tarallo, Massimo Romaldini, Alessandro Santolamazza, Gianluca Sacchi, Fabio Tagliaferri, Stefano Tagliaferri, Domenico Caserta, Alessandro Guarino, Andrea Fantini

In questo lungo periodo senza calcio giocato (oggi siamo arrivati a 84 giorni dall’ultima partita giocata dall’Olympic) abbiamo avuto modo di considerare l’allargamento della Hall of Fame gialloblu ad altri giocatori meritevoli.

Al momento le Leggende Gialloblù (i giocatori più titolati e importanti del passato della nostra squadra) sono nove e sono i seguenti:

  • Filiberto Tarallo
  • Massimo Romaldini
  • Alessandro Santolamazza
  • Gianluca Sacchi
  • Fabio Tagliaferri
  • Stefano Tagliaferri
  • Domenico Caserta
  • Alessandro Guarino
  • Andrea Fantini

L’ultimo ingresso nella Hall of Fame, quello di Andrea Fantini, è avvenuto il 16 febbraio 2019 ed è ormai tempo di far entrare nell’olimpo gialloblu altri eroi del calcio.

Per ora abbiamo in mente almeno tre giocatori ma stiamo valutando la rosa storica della squadra per studiare al meglio la situazione. Il primo di questi nuovi ingressi dovrebbe avvenire la prossima settimana.


Per chiudere vi ricordo che lunedì 25 maggio comincerà la quarta edizione del quiz sulla storia della squadra. Il nuovo concorso durerà per dieci settimane e terminerà lunedì 27 luglio, ultimo giorno di questa incredibile e purtroppo indimenticabile stagione 2019/2020.

Leggende Gialloblu – 10. Andrea Fantini

Fantini, il primo da sinistra, nel 2002

Oggi, forse con colpevole ritardo, schiudiamo le porte della Hall of Fame gialloblu ad un grandissimo campione il cui ingresso nel Salone delle Vecchie Glorie abbiamo rimandato, forse, perchè non concepiamo il fatto che non giochi più nell’Olympic. Stiamo parlando di Andrea Fantini, attaccante, grande compagno di squadra, amico, praticamente un fratello che ha percorso tutta la storia della squadra, quasi dal giorno della sua fondazione.

Le strade di Olympic e Andrea Fantini si incrociano già quando la squadra non esisteva ancora ovvero quando i fondatori gialloblu giocano nel campo dietro la Pinetina sfidando giocatori provenienti da altri condomini. E’ la fase preistorica del nostro calcio ma Andrea già c’è e quando l’Olympic allarga i propri confini e cerca nuovi giocatori Andrea è tra i primi ad essere interpellato.

Venerdì 26 aprile 1996, partita numero 28 della squadra, la prima in cui si utilizza la denominazione Olympic 2000. In campo ci sono Perrone, Fabio e Stefano Tagliaferri e due nuovi acquisti, Adriano Agulli e Andrea Fantini, quest’ultimo utilizzato come centrocampista di fascia. La prima impressione è subito buona ma per vedere Fantini inglobato a pieno nel progetto e utilizzato come titolare dobbiamo aspettare domenica 7 novembre 1999, seconda giornata del Campionato della Pace 1999/2000. Da quel giorno Andrea diventa titolare fisso della squadra, pur con alcune lunghe pause conseguenti dei suoi spostamenti tra Acilia e l’estrema periferia est della capitale.

Andrea Fantini, accosciato in basso a destra, nel 2005

Fantini è così intriso nel tessuto storico gialloblù che “sopravvive” anche al rischio di sparizione della squadra corso nel 2004 e diventa un cardine inamovibile della squadra anche nel momento della rinascita dell’Olympic. Fra 2006 e 2007 mette insieme tantissime presenze e poi torna di nuovo titolare a partire dal 2010 fino al 2014 quando fa una dolorosa scelta di vita. L’amore, e di conseguenza il lavoro, lo portano a trasferirsi a Bologna e a lasciare quindi la squadra di cui è stato il simbolo fuori e dentro il campo per ben tredici anni.

Nonostante la lontananza però il legame rimane forte e in occasione dell’addio al celibato la squadra va in trasferta a Bologna per accoglierlo di nuovo tra le sue braccai in un gesto d’amore indimenticabile. Una cosa molto simile succede anche nel febbraio del 2018 quando Andrea torna ad Acilia per festeggiare i suoi quaranta anni e vestire ancora una volta l’amata maglia gialloblu.

Fantini, in compagnia di Rencricca, nel 2010

Attaccante eccezionale, favorito dal fisico eccezionalmente prestante, Andrea è stato un caposaldo per l’Olympic di cui ha vestito la maglia numero 9 per molte stagioni. Ha realizzato caterve di gol ma il suo gioco caratteristico gli permetteva anche e soprattutto di essere il primo difensore della squadra permettendo all’Olympic di recuperare migliaia di palloni dai piedi degli attaccanti difensori avversari. I suoi numeri sono impressionanti. Ha collezionato 311 presenze di cui 234 in gare di tornei in cui è andato a segno 263 volte.

Andrea nel 2014, nei mesi in cui ha fatto fa chioccia ad un emergente Ruggeri

Tantissimi anche i trofei di squadra vinti: è stato decisivo per la vittoria dell’Olympic nei Campionati della Pace 2000 e 2001 e per la Coppa UEFA 2011, l’ultimo trofeo vinto dall’Olympic.  Ha anche ottenuto cinque secondi posti in altrettanti tornei importanti e vinto cinque Challenge Cup. A livello personale invece ha vinto le Scarpe d’Oro 2011 e 2012 mentre il suo miglior risultato nella Pigna d’Oro è stato il terzo posto nel 2011.

Definire Andrea un campione è perfino riduttivo perchè oltre ad esserlo in campo lo era anche nello spogliatoio e fuori dal contesto calcistico. I compagni di squadra che hanno avuto la fortuna di giocare con lui lo ricorderanno sempre come uno dei migliori giocatori possibili con il quale condividere il campo di calcio. Per chi l’ha anche vissuto come amico il legame, semplicemente, non si spezzerà mai.

Leggende Gialloblu – 9. Domenico Caserta

Caserta nel settembre del 2011

Oggi fa il suo ingresso ta le Leggende Gialloblù uno di quei pochi giocatori capaci di vincere le partite da solo, in grado di abbattere le difese avversarie con azioni personali, di battere i portieri da qualsiasi posizione e, in serate di assoluta grazia, far vincere alla squadra un trofeo.

L’ottavo giocatore a entrare a far parte delle Leggende Gialoblù è Domenico Caserta, attaccante mancino, padrone della fascia sinistra dell’Olympic purtroppo per un periodo di tempo brevissimo ma durante il quale il giocatore si guadagnò tanti premi personali e fece vincere alla squadra il suo ultimo grande trofeo.

Caserta nel febbraio del 2012

Domenico, detto Mimmo, esordì in prima squadra il 14 gennaio 2011 in una gara della prima Challenge Cup contro i Tamarri. Quella sera Guarino festeggia le 100 presenze in gialloblù ma tutti gli occi sono puntati sull’esordiente che fin dal suo ingresso in campo stupisce tutti per i suoi mezzi tecnici e la sua velocità. L’Olympic vince anche grazie ad una sua doppietta e dodici giorni dopo Caserta entra anche tra i convocati del Torneo di Apertura.

Se fosse entrato prima in squadra probabilmente l’Olympic si sarebbe qualificata per la Champions League ma la storia racconta che invece disputò l’Europa League, competizione in cui la nostra squadra trionfò con un Caserta che decise sia la semifinale contro il Mo’viola che la finale contro l’Autoricambi Bernocchi

Purtroppo la sua carriera in gialloblù  stata costellata da qualche infortunio e dai molti impegni lavorativi che ne l’imitavano  la disponibilità ma i tifosi ancora oggi a distanza di anni, ricordano la classe cristallina a cui è legata indissolubilmente quella che a tutt’oggi rimane l’ultima grande vittoria del club.

Caserta nell’ottobre del 2012 insieme a Formica, di spalle, e ad un giovanissimo Ruggeri con la maglia del Real Molteni

A livello di squadra Caserta partecipò alle vittorie dell’Europa League Apertura 2011 e alle Challenge Cup 3, 5 e 6. Inoltre era nelle squadre che arrivarono seconde nella Europa League Clausura 2011, all’Europa League del VII Torneo Lido di Roma e alla Challenge Cup 4 oltre a far parte della rosa che ottenne la coppa fair play del VII Torneo Lido di Roma.

A livello personale il suo palmares non è meno ricco, Mimmo infatti vinse la Pigna Verde 2011 e la Pigna d’Oro 2013. Il 2 settembre 2013 la sua carriera nell’Olympic si interruppe bruscamente per sua scelta e i motivi non sono ancora del tutto chiari. Ciò non toglie che che Mimmo rimane uno dei giocatori più forti e più amati che abbiano mai indossato la maglia della nostra squadra.

Leggende Gialloblu – 8. Fabio Tagliaferri

Fabio Tagliaferri nel giugno del 1995 (sotto la freccia blu)

A distanza di qualche mese dall’ultima entrata, oggi celebriamo un nuovo ingresso tra le Leggende Gialloblu, il luogo dove entrano solo i veri e grandi miti dell’Olympic, coloro che ne hanno fatto la storia.

Il settimo giocatore ad entrare in questo sancta sanctorum è Fabio Tagliaferri, uno dei tre co-fondatori della squadra in quell’assolato 31 agosto del 1989. Fabio fu il primo capitano della squadra e il primo ad indossare con continuità il numero 10 che diventò uno dei suoi tratti distintivi. Fabio fu assoluto protagonista in gialloblù sia nella fase “preistorica” (dal 1989 al 1994) che in quella che chiamiamo contemporanea ovvero nel periodo tra il 1995 e il 2008.

Fabio ha sempre dichiarato che la sua vera passione è il calcio in quanto sport e divertimento e quindi al di sopra dell’agonismo e della competizione tipici dei tornei ufficiali. Per questo la sua presenza in prima squadra è sempre stata influenzata dalla scelta di giocare solo amichevoli per lunghi periodi senza disdegnare comunque molte apparizioni nella gare ufficiali divenendo decisivo per alcune vittorie gialloblu.

Fabio Tagliaferri nell’ottobre del 2008

Ecco alcuni dati della sua carriera con l’Olympic: l’esordio in prima squadra è avvenuto il 9 aprile 1995 mentre la prima rete in gare ufficiali arrivò l’8 giugno dello stesso anno. Fabio ha collezionato 291 presenze assolute di cui 106 in gare ufficiali con 93 gol segnati. E’ stato anche uno dei più corretti giocatori della storia gialloblù avendo rimediato un solo cartellino rosso diretto in 106 partite e nessun cartellino giallo.

Fabio Tagliaferri (con il trofeo tra le mani) nel giugno del 2009 insieme agli due co-fondatori della società

Inoltre Fabio ha indossato per ben 114 volte la fascia di capitano della prima squadra e ha vinto con l’Olympic il Campionato della Pace 2000 e 2001 e la Challenge Cup II mentre ha ottenuto il secondo posto nella Golden Cup (1999), nel Campionato della Pace 2002, nel Torneo Kristall 2004 e nelle Coppa UEFA Kristall 2006 e 2007.

Nel suo palmares troviamo anche molti riconoscimenti a livello personale: ha ottenuto la Pigna d’Argento 1996 e la Pigna di Bronzo 1995 e 1998 oltre alla Scarpa d’Oro 2005.

Talento cristallino dalla classe innata, ha legato i suoi successi al dribbling e al tiro a giro agendo da seconda punta per quasi tutta la carriera che comunque è ancora ben lungi dall’essere terminata. Il suo marchio di fabbrica è l’oramai arcinoto Raimbow shoot, un tiro a parabola discendente che spesso si spegne sotto l’incrocio dei pali.