
Buongiorno amici gialloblù. Oggi è il compleanno dell’Olympic infatti la nostra squadra spegne 36 candeline. Era un assolato giorno di fine agosto del 1989 e tre ragazzini tra i 12 e 10 anni decisero di fondare il movimento calcistico gialloblù.
Il muro di Berlino era ancora in piedi, i telefoni cellulari erano ancora un lusso destinato a pochissimi, l’URSS, la Jugoslavia e la Cecoslovacchia erano ancora una solida realtà e la lira sarebbe stata la moneta italiana ancora per tanti anni. Era un mondo diverso per le grandi cose così come per quelle piccole: gli alberi che oggi ricoprono la Pinetina (luogo di nascita della squadra) erano solo sottili arbusti alti appena un paio di metri.
Quel giorno (il 31 agosto è una data convenzionale ma siamo molto vicini alla realtà dei fatti) c’era il sole ma la temperatura era di 27 gradi perché nei giorni precedenti c’erano stati dei temporali. La scuola sarebbe cominciata il giorno dopo quindi erano le ultime ore di libertà assoluta prima dell’inizio dell’anno scolastico 1989/90. Sarebbe stata una stagione di calcio breve perché l’8 giugno successivo avrebbero avuto inizio gli attesissimi mondiali di Italia ’90.
Alla Pinetina si passavano le giornate giocando a carte, a nascondino e chiacchierando sotto l’ombroso gazebo di legno, punto di ritrovo dei ragazzini del condominio. Ma soprattutto si giocava tantissimo a pallone. C’era questo pallone bellissimo da calcio, un Mikasa duro come ‘n sercio, e si giocava fino all’ora di cena.
Partite infinite, che terminavano solo al richiamo delle mamme dai balconi dei palazzi e allora si procedeva al più classico chi segna questo vince. Il pallone era tutto o quasi e su quell’asfalto bollente si imparava la tecnica e si affinava la grinta e il carattere. Non c’erano maglie gialloblù in giro, quelle sarebbero arrivate solo sei anni dopo, ma che importa, in campo ci si riconosceva al volo.
Trentasei anni dopo cosa è rimasto di quei tempi? La passione! È quella che muove tutto e che ci spinge ad andare avanti nonostante l’età, gli acciacchi e i tanti impegni familiari. La gente si stupisce quando sente che l’Olympic ha trentasei anni ma quando si ama lo sport e i suoi valori sani allora tutto è possibile. Davanti a queste trentasei candeline promettiamo di andare avanti finché ne abbiamo e di continuare ad arricchire l’archivio gialloblù come abbiamo imparato a fare circa trenta anni fa sfogliando la rivista e gli almanacchi del Guerin Sportivo. Il mondo è cambiato e non sarà più lo stesso di quel giorno di fine estate di fine anni ’80 ma per noi sembra passato appena un pomeriggio o poco più.
Auguri Olympic… per smettere di giocare attendiamo ancora che mamma ci chiami per la cena…