Oggi apriamo le porte della Hall of Fame dell’Olympic ad un altro mito della storia gialloblù. Sono due anni esatti che un giocatore non ottiene lo status di Leggenda ma i tempi sono maturi anche se dobbiamo fare una doverosa precisazione. Inizialmente l’ingresso nella Hall of Fame era permesso solo a giocatori che avessero lasciato definitivamente il calcio ma con il tempo abbiamo capito che nel calcetto amatoriale (e ancor di più nel mondo Olympic) la parola “ritirato” non ha senso. Abbiamo voluto chiarire questo punto perché oggi è Gianluca Bisogno a diventare una Leggenda ma non possiamo ancora dire che il calciatore non indosserà mai più la maglia gialloblù anche se è chiaro che orami Gianluca non faccia più parte stabilmente della squadra da molto tempo. Ci sono però gli esempi di Fabio Tagliaferri e Filiberto Tarallo che dopo essere entrati nella ristretta cerchia della Hall of Fame sono poi tornati a giocare in gare ufficiali.
Gianluca esordisce nell’Olympic il 4 settembre 2006, nella seconda stagione di quella che chiamiamo Olympic 2.0. Il giocatore prima affronta la nostra squadra da avversario, fa una buona figura e alla prima occasione viene convocato segnalandosi come un esterno puro, veloce, non molto tecnico, non avvezzo al gol ma con una corsa vista poche altre volte nella nostra storia. Bisogno è un centrocampista esterno puro, di quelli che si vedono nei campi da calcio a 11 e soprattutto entra subito nel mondo gialloblù con grande voglia capendo la storia e il significato di indossare quella maglia. In quegli anni non solo giocherà tantissime partite ma contribuirà anche nella realizzazione del sito ufficiale e alla creazione di quella “paccottiglia” che tanto amiamo come le prime pagine dei giornali con fotomontaggi, notizie ironiche, interviste, filmati e tanto altro.
La sua avventura in gialloblù proseguirà fino alla stagione 2011/2012, fino a quando, sentendosi fuori dal progetto, sceglierà di accettare le proposte di Scarsenal e Autoricambi Bernocchi, formazione che gli garantivano i posto da titolare. Dopo tre stagioni torna però a casa giocando con l’Olympic fino al 2019. Alle soglie del 2020 fa parte dei giocatori esclusi dalla reggenza di Alexander Ruggeri ma tornerà nuovamente in gialloblù nella stagione 2021/2022. Oggi non parte della squadra ma rimane comunque fortemente legato al mondo Olympic.
Ricordiamo alcuni suoi numeri: ha collezionato un totale di 349 presenze di cui ben 249 in gare di torneo condite da 140 reti (alla media di 1.52 a gara); questi si aggiungono 34 assist conteggiati nel periodo dal 2010 ad oggi.
Il suo palmares è ricchissimo: ha vinto due coppe UEFA, la mitica Coppa Italia del 2008, otto secondi e due terzi posti in altre coppe. Ha inoltre trionfato nei compleanni Olympic dei 22, 24 e 33 anni, giocato 49 volte negli stage e due volte con l’Olympic Lab. Se vogliamo, l’unico neo della sua carriera è quello di non aver mai ottenuto un risultato di prestigio negli Olympic Awards ma, chissà, forse per quello c’è ancora tempo.
Della sua carriera rimarranno indelebili gli assist per Fabrizio Perrone quando si giocava al Kristall, le sue maglie (prima la 16, per breve tempo la 10 e poi l’iconica numero 7), il dualismo con Simone Montaldi e le tante opere d’arte create con il fido Photoshop.
Anche se non dovesse mai tornare a vestire la maglia dell’Olympic, per noi rimarrà per sempre “GB7” e gli grideremo: “Gianlù, riscatta ‘sta stagione!!!”
