
È il primo agosto e ci prepariamo a chiudere il sito per le meritate vacanze. Come ogni anno di questo periodo ci facciamo sempre la stessa domanda: che stagione è stata per l’Olympic?
C’è una parte di me che vorrebbe rispondere subito che è stata una stagione positiva e una parte di me che invece pensa che le cose sarebbero potute andare meglio. Questa dualità di giudizio proviene però da un fattore estremamente positivo perché se all’inizio l’Olympic era partita con poche pretese poi con il tempo è inaspettatamente cresciuta e ha così autorizzato la gente a pretendere di più da essa.
Rispetto alla stagione 21/22 abbiamo fatto registrare lo stesso numero di vittorie, 10, ma con tre gare in meno. Inoltre, nella stagione scorsa solo due erano state le vittorie in gare ufficiali mentre in questa ne abbiamo ottenute ben otto. Abbiamo anche offerto tante buone prestazioni e solo ad inizio stagione siamo andati in difficoltà subendo delle imbarcate mentre, con il passare delle settimane, abbiamo ben figurato contro qualunque avversario, anche nelle sconfitte.
Abbiamo ottenuto due terzi posti nelle Europa League invernale ed estive e schierati un numero piuttosto basso di giocatori creando un gruppo squadra abbastanza omogeneo e compatto e via via sempre più affiatato. Abbiamo raggiunto un livello di rispettabilità altissimo e messo paura alla squadra che ha vinto il torneo estivo. Fin qui tutto elementi positivi.
Passiamo all’unico neo della stagione: si sarebbe potuto fare di più nelle partite decisive. Credo che l’Olympic abbia dato tutto ma proprio tutto in ogni partita, anche nelle sconfitte più terribili ma che nelle semifinali di Europa League invernali ed estive e nella semifinale della Coppa di Lega sia mancato qualcosa. Forse personalità? Forse il gruppo? Forse la cessione e l’unità di intenti? Insomma, in quei momenti non abbiamo dato tutto e qui torniamo all’incredibile fattore di crescita della squadra. Pretendiamo di più perché l’Olympic ci ha dimostrato di poter dare di più.
Nella prossima stagione si ripartirà da qui, da una crescita che dovrà passare solo e sempre per il gruppo perché i grandi risultati sono venuto da una magia creata dai giocatori che erano uniti e le sconfitte più dure dall’esatto opposto, quando ci si è dimenticati di aiutare e supportare il compagno, quando ci si è dimenticati di essere una squadra.
L’ultimo paragrafo di questa stagione lo dedico ai singoli: le immagini più belle di questa stagione sono state senza dubbio le esultanze di Filiberto Tarallo dopo ogni gol segnato da lui o dai compagni. La sua grinta, la sua passione, la sua gioia nel giocare deve essere uno stimolo per tutti. Vorrei anche sottolineare l’assidua presenza di Fabrizio Perrone, Fabrizio Formiconi, Emiliano Belli e Alessandro Pizzoni. l’Olympic l’anno prossimo partirà da questi cinque giocatori e da chi vorrà unirsi a loro per creare l’ennesimo piccolo grande miracolo sportivo.
E ora non mi rimane che augurare a tutti buone vacanze!