Vanno in scena gli ottavi di finale

L’interno del Sapporo Dome

SONO PASSATI 55 GIORNI DALL’ULTIMA PARTITA DELL’OLYMPIC

MANCANO 33 GIORNI ALLA FINE DELLE ATTUALI DISPOSIZIONI*

*allo scadere dell’attuale Dpcm, il Governo potrebbe accordare la disputa di incontri a livello dilettantistico ma al momento la misura non è stata discussa


Ricordiamo che questo è il resoconto di un’avventura calcistica virtuale ideata per sostituire la normale attività agonistica. Una sorta di piccolo romanzo sportivo per staccare un po’ la spina in questi momenti così particolari

Sapporo, 14 dicembre 2020.

E’ il giorno dell’ottavo di finale contro i Professionals, una sfida a cui ci avviciniamo da sfavoriti ma nel calcio, si sa, tutto è possibile.

La squadra esce dal ritiro nel freddo pungente dell’inverno di Hokkaido e si reca allo spettacolare Sapporo Dome, lo stadio coperto che ospitò i mondiali del 2002. Il colpo d’occhio è impressionante, la struttura è gremita in ogni ordine di posti e il tifo degli spettatori è amplificato che siamo al chiuso. E’ una partita per cuori forti, il rumore è assordante, insomma, sembra che il mondiale cominci solo oggi.

L’Olympic scende in campo in maglia bianca perchè anche i nostri avversari vestono di giallo e blu e i nostri hanno perso il sorteggio per le maglie. Ci schieriamo con il 3-4-3 con Sacchi a centrocampo a supporto del tridente pesante formato da Formica, Fantini e Ruggeri.

Siamo i primi a interrompere la fase di studio e al quinto minuto Formica impegna il portiere avversario. Tre minuti dopo il bomber ci riprova e Montaldi lo imita ma non non colpiamo il bersaglio grosso. E’ un peccato perchè alla prima occasione i Professionals ci puniscono con Frogman che al diciottesimo segna l’1 a 0.

Reagiamo male e al ventunesimo capitoliamo ancora. stavolta è Nurse che batte Perrone ed è un colpo durissimo da cui non ci riprendiamo. Al minuto 28 ci riversiamo in attacco e gli avversari ci fanno malissimo in contropiede: al trentaseiesimo Perrone fa il possibile per deviare un tiro ravvicinato mal quarantunesimo Frogman fa doppietta e porta i suoi sullo 0 a 3.

Le facce dei nostri sono stravolte, siamo sulle ginocchia ma prima dell’intervallo abbiamo un sussulto: a due minuti dall’intervallo Sacchi va giù duro e si fa ammonire ma è un segno di vita e infatti poco dopo accorciamo le distanze con Collu che batte il portiere deviando un traversone di Stefano Tagliaferri.

La grafica all’intervallo

Non ci aspettavamo una tale batosta  e infatti negli spogliatoi siamo nervosi. Proviamo a ricompattarci dicendo che un’occasione del genere, di rigiocare tutti quanti insieme, non l’avremo più ma forse questa volta abbiamo incontrato un avversario troppo più forte di noi.

Ritorniamo in campo. Fabio Tagliaferri sostituisce un abulico Andrea Fantini ma i Professionals in due minuti chiudono la pratica: al quarantasettesimo Frogman segna ancora e due minuti dopo realizza il suo personale poker. 1 a 4.

Vorremmo sprofondare, nasconderci il viso, sparire per sempre ma non molliamo perchè bisogna dare un segno a chi ci sta seguendo allo stadio e in tv da casa. Al cinquantesimo Caserta rileva Stefano Tagliaferri e ci schieriamo con un 4-2-4 che perfino Zdeněk Zeman definirebbe sbilanciato.

I frutti però arrivano e Formica segna il 2 a 5 su assist di Sacchi. Sull’onda dell’entusiasmo Alessandro Santolamazza prende il posto di Gianluca Atzeni e fino alla fine si vede solo l’Olympic. Vanno vicino al gol Alexander Ruggeri, Fabio Tagliaferri e Fabio Formica ma al novantesimo l’arbitro algerino Zahir fischia la fine e dichiara finita l’avventura gialloblù nel Sol Levante.

La grafica al novantesimo

Le statistiche di fine partita ci condannano e sono nettamente a favore dei nostri avversari.

 

Forse la nostra squadra ha sbagliato approccio alla gara ma dobbiamo ammettere che i Professionals sono stati più forti e hanno meritato l’accesso ai quarti di finale. Il ritorno in albergo è mesto non tanto per la sconfitta in sé quanto per la fine di una bella avventura che aveva unito il popolo gialloblù e che è finita davvero troppo presto.


Il giorno dopo, la squadra fa ritorno a Tokyo dove l’indomani prende il volo diretto per Roma. Con l’atterraggio a Fiumicino i giocatori si salutano e la storia finisce ufficialmente. Per la cronaca, i Professionals hanno vinto il mondiale battendo in finale 1 a 0 il Sensible FC mentre Fabio Formica si è classificato terzo nella classifica dei cannonieri.


Si conclude così questo piccolo racconto di sport virtuale che era partito con la scelta dei migliori ventitré giocatori della storia dell’Olympic e si chiude con l’eliminazione dal torneo a Sensible World of Soccer. Speriamo che vi siate intrattenuti piacevolmente leggendo queste pagine ma speriamo altresì vivamente di tornare presto a parlare di calcio giocato. Fino a quando ciò non accadrà cercheremo in tutti i modi di tenere vivo il mondo Olympic.

 

 

 

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