Stagione 2018/2019: Game over!

Ci siamo, queste sono le ultime parole della stagione 2018/2019. Riproponiamo la domanda che facciamo ogni anno a questo punto dell’anno: che stagione è stata quella dell’Olympic? Venivamo da una stagione, quella precedente, che era finita con una squadra che nemmeno lontanamente ricordava l’Olympic a causa delle troppe defezioni dei titolari che dopo il torneo invernale si erano progressivamente allontanati.

Abbiamo poi cominciato la stagione 2018/2019 in un crescendo di buone prestazioni: il ritorno di Montaldi, il buon stato di forma degli esperti titolari, Ruggeri in stato di grazia. Tutti questi fattori hanno reso possibile una Winter Cup da sogno in cui sembrava che l’Olympic non potesse perdere mai.

Il sogno è stato infranto dai rigori persi contro lo Smilenjoy in semifinale. Quella sera del 5 febbraio 2019 ha rappresentato la porta girevole della stagione gialloblù: vincere avrebbe potuto significare giocarsi la finale del torneo, vincere la coppa, andare ad Alba Adriatica, cementare il gruppo in una spedizione sognata da sempre e che avrebbe rappresentato la ciliegina sulla torta sui trenta anni della squadra.

Invece su quel palo esterno colpito da Ruggeri all’ultimo rigore è finita la stagione della nostra squadra. Solo per presentare una squadra nelle tre partite della Spring Cup si è dovuto ricorrere a tanti volti nuovi ma quando è cominciata la Summer Cup la situazione è precipitata.

Abbiamo affrontato il torneo estivo con formazioni sempre diverse, con giocatori bravi ma che gettati tutti insieme nella mischia proprio non potevano fare niente di più che una discreta e onesta figura. Se sono 126 giorni che l’Olympic non vince una partita sul campo un motivo ci sarà.

L’Olympic è sparita su quei rigori da “sliding doors” di quella sera di quasi cinque mesi. E’ stata un ultimo passo verso una china intrapresa già tre stagioni fa per una frattura che coinvolge la squadra dentro e fuori il campo, credo insanabile.

Per risalire la china ci vuole una scossa e il mio addio alla figura di direttore sportivo e capitano non è abbastanza. Ci vuole altro.

Tra circa un mese si cercherà di dare una nuova guida a questa squadra per un futuro mai così misterioso.

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