
Con la puntata di oggi si chiude il ciclo di storie riguardanti i trentuno campi su cui ha giocato l’Olympic nei suoi quasi trenta anni di storia.
A. CANTARELLI
Il 31 ottobre 1996 l’Olympic gioca un’amichevole contro il Bar Scacco. Il campo su cui giocare lo scelgono gli avversari che ci invitano su uno dei pochissimi campetti in pozzolana rimasti nel quartiere. Arriva una sconfitta figlia di un campo che a causa dei ciottoli presenti non permetteva il fraseggio mentre gli avversari se la cavavano con un proficuo “palla lunga e pedalare”. Oggi il Cantarelli non esiste più infatti il campione del mondo Simone Perrotta ha acquistato il terreno e vi ha costruito sopra l’elegante Honey Sport City che dispone di campi in cui non rischi di sprofondare nelle sabbie mobili rimaste dalla bonifica dell’Agro Pontino.
GARE GIOCATE: 1
VOTO AL CAMPO: -10
COEFFICIENTE NOSTALGIA: 6
HONEY SPORT CITY

Uno dei centri più belli su cui abbia mai giocato l’Olympic, forse alla pari con il Babel con cui condivide questa atmosfera da resort delle Seychelles tutta luci soffuse e aiuole curate senza dimenticare le suadenti voci delle segretari addette al servizio di prenotazione telefonica del campo. Il campo è buono mentre sono lacunosi gli spogliatoi in quanto ne viene assegnato solo uno per entrambe le formazioni e per di più piccolo.
GARE GIOCATE: 1
VOTO AL CAMPO: 7
COEFFICIENTE NOSTALGIA: 0
PARCHI DELLA COLOMBO

Qui andiamo nella preistoria gialloblu infatti di questo campo non solo non ricordiamo nulla ma non sappiamo neanche più individuarlo. Ricordiamo che a questo centro sportivo vi si accedeva dal semaforo tra la Colombo e Via Wolf Ferrari quindi potremmo ipotizzare che fosse un impianto costruito sul terreno dove oggi c’è il Babel. La particolarità di questo impianto è che l’Olympic vi giocò le sue uniche due partite di calcio a otto che sono ritenute ufficiali dalla società quindi un vero e proprio unicum della storia della squadra.
GARE GIOCATE: 3
VOTO AL CAMPO: n.g.
COEFFICIENTE NOSTALGIA: 6
MADONNETTA

Non bello ma piace. Questo potrebbe essere il modo di definire l’impianto della Madonetta che è stata la casa della nostra Olympic dal 2008 al 2011. Tralasciando il campo in erba sintetica di prima generazione e quindi duro come il cemento, in questo impianto l’Olympic ha vinto il suo ultimo trofeo ovvero l’Europa League Apertura 2011 oltre ad aver ottenuto altri piazzamenti importanti, ad aver visto nascere la Challenge Cup e ad aver ospitato il Ventennale e il Ventiduennale. Di questo campo tutto è nostalgia, dalla collinetta da cui si poteva assistere alle partite al magazziniere Costa che fungeva da magazziniere anche per l’Olympic. Oggi purtroppo è invaso dalle rbacce ed è abbandonato dopo essere stato anche riempito di sabbia per trasformarlo in un campo da beach volley.
GARE GIOCATE: 151
VOTO AL CAMPO: 6
COEFFICIENTE NOSTALGIA: 10
ESCHILO 2

Ed eccoci giunti all’ultimo campo della storia dell’Olympic, quello che dal 2018 è la casa gialloblu. Oggi l’Eschilo 2 è un bellissimo centro nuovo di zecca con campi in ultima generazione, spogliatoi nuovi e un ambiente curato ma l’Olympic già vi ci giocava da anni quando il livello non era così alto e il calcio a 5 veniva piuttosto trascurato. Basti pensare che su questo campo, il 29 agosto 1995, si giocò un’amichevole non ufficiale per festeggiare i diciotto anni di Alessandro Santolamazza. L’amichevole fu sospesa dal custode del circolo che accusò i nostri giocatori di non aver prenotato il campo (cosa verissima tra l’altro) ma solo la piscina e la pizzeria per il compleanno del difensore inglese. I nostri, alla minaccia di una imminente chiamata dei carabinieri, si ritirarono senza fare storie e si fecero un bagno in piscina
GARE GIOCATE: 33
VOTO AL CAMPO: 8
COEFFICIENTE NOSTALGIA: 7
Questa rubrica finisce oggi ma se siete interessati alla storia della squadra non vi rimane che proporre nei commenti altre storie da raccontare.