Tutti i campi dell’Olympic – Parte 3

Il campo secondario del Samantha

SAMANTHA SPORTING CLUB

Nell’insolita collocazione del lunedì proseguiamo con la descrizione di tutti i campi in cui ha giocato la nostra Olympic. Partiamo dal Samantha Sporting Club, iconico campetto di Acilia a cui vi si accede attraverso una club house stile Andalusia anni ’50: una casetta rossa con una gigantesca buganvillee che copre l’intera facciata. Una volta dentro l’aspetto è quello di un circolo del tennis “pane e salame” con un campo fiancheggiato da un sicurissimo muro in cemento armato ricoperto da una tipica edera (sicuramente velenosa!). Il manto è antico e anche dopo il restyling non ha fatto molti progressi.

GARE GIOCATE: 23

VOTO AL CAMPO: 5

COEFFICIENTE NOSTALGIA: 6


PARCO DEI MEDICI

Una veduta aerea del circolo Parco de Medici

Questo circolo fiancheggia il tratto centrale dell’autostrada Roma – Fiumicino e la sua lontananza, mista alla scarsa qualità dei campi, lo rendeva antipatico ai componenti della squadra gialloblu. Non stimola grandi ricordi anche perchè non ha mai portato molta fortuna all’Olympic. Basti pensare che nel 2003 una sconfitta maturata su questo campo scatenò la sequenza di eventi che pose fine alla storia dell’Olympic originale quella sulle cui ceneri, tra 2004 e 2005, è poi nata la squadra attuale rifondata da Fabrizio Perrone con l’aiuto di Alessandro Rencricca. Tra le poche particolarità di queste circolo ci sono la difficoltà nel trovare l’entrata segreta se non usando un moderno GPS (cosa che all’epoca era difficile da reperire) e quella di avere l’entrata vicino ad una discoteca dalle luci blu elettriche molto démodé con il risultato che spesso volevi giocare a calcetto e ti trovavi in una balera tutto sudato.

GARE GIOCATE: 22

VOTO AL CAMPO: 4

COEFFICIENTE NOSTALGIA: 4


L’OROLOGIO

Il campo dell’Orologio, oggi Oasi AICS

Per la serie “campacci da evitare” eccoci giunti all’Orologio, centro sportivo che nel 1999 ospitò l’Olympic per un singolo torneo estivo in cui la squadra gialloblù sfiorò un bel risultato venendo estromessa solo per una questione di rigori e di classifica avulsa. In quel periodo il centro era immerso nel nulla della macchia mediterranea mentre oggi è ormai inglobato nel tessuto urbanizzato dell’Infernetto. da quel che vediamo nelle immagini il campo (di patate) è rimasto lo stesso e viene utilizzato per partite di basket e (sigh) lezioni di rollerblade.

GARE GIOCATE: 7

VOTO AL CAMPO: 5

COEFFICIENTE NOSTALGIA: 6.5


ANDREA DORIA

La grigliata di carne del ristorante del circolo Flaminio Andrea Doria

Il primo aprile 2010 l’Olympic fu invitata a giocare in questo circolo per affrontare il Rome north Team. Roma bene, circolo bene, squadra di fabbri. Tutto nella norma quando si parla delle cose organizzate dall’ineccepibile bomber Francesco Sforza. La partita fu tecnicamente trascurabile mentre rimane indelebile nei nostri cuori la fantastica e commovente grigliata di carne divorata nel dopo partita, una cena che fece diventare interessante anche la partita di Europa League tra Amburgo e Standard Liegi. Nostalgico il pre-partita in cui furono scattate circa 70 foto per prendere in giro Gianluca Bisogno, reo di aver dato forfait pochi minuti prima della trasferta.

GARE GIOCATE: 1

VOTO AL CAMPO: 6

COEFFICIENTE NOSTALGIA: 7

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