
Sulla Gazzetta dello sport di oggi c’è un articolo curioso e divertente sulle più brutte divise della storia della Serie A. Quasi tutte appartengono agli anni ’90 quando i gusti erano davvero particolari e probabilmente all’epoca una maglia verde dell’Inter o una “a nuvole” della Lazio ci sembrava davvero bella. questo articolo ci ha dato uno spunto per raccontarvi a nostra volta quali sono state le divise più brutte della storia dell’Olympic e anche in questo caso le tre che abbiamo individuato sono circoscritte ad un breve periodo temporale.
Nella stagione 2005/2006 infatti gli stilisti gialloblù furono colti da malore o almeno così sembra a giudicare da queste tre divise che vi proponiamo. La prima è quella della foto in alto: l’Olympic nella stagione 2004/2005 aveva rischiato la sparizione e solo nell’estate del 2005 era rinata grazie all’arrivo di tanti nuovi giocatori. Mancavano però le divise cosicché la società disse a tutti i giocatori di venire al campo con delle semplici maglie bianche. Si vide di tutto, dalle t shirt di Perrone alle maglia taroccate del Real di Rencricca. Non proprio un bel vedere.

Adesso non ricordiamo bene ma ci sembra che grazie alla vittoria in qualche mini torneo l’Olympic vinse il suo primo stock di magli della nuova era, maglie che purtroppo avevano un leggerissimo difetto. Daniele Rossi, l’organizzatore del torneo in cui l’Olympic vinse queste divise, scelse queste maglie dal catalogo Legea per la pallavolo, cosa che le rendeva totalmente investibili per il calcio. Santolamazza li tagliò le maniche, Brusco indossava una maglia da portiere di Perrone perchè non c’era una taglia oltre la M mentre ricordiamo bene che erano così calde che, dopo una sconfitta particolarmente cocente, Stefano Tagliaferri per la rabbia lanciò la sua oltre la recinzione del campo. Quella maglia non fu mai ritrovata.

Dopo la parentesi “pallavolistica” l’Olympic indossò queste maglie blu scuro di cui davvero non ricordiamo l’origine. Probabilmente anche queste venivano dalle oscure trame di marketing dell’onnipresente Daniele Rossi. Queste maglie avevano una curiosa caratteristica: prima della partita erano di una certa tonalità di blu ma con il primo sudore cambiavano totalmente colore fino a diventare praticamente nere. furono utilizzate per pochissimo tempo e pian piano finirono in magazzino fino a che un giorno la società le portò all’oratorio di San Nicola di Bari per darle ai bambini della chiesa. Chissà che ancora oggi non vengano indossate da qualche bimbo di Ostia, del Congo o del Laos… a noi piace pensarle così, riempite dei sogni dei bambini di tutto il mondo!
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