
Oggi parliamo di nostalgia pura. Se fino a questo momento abbiamo inserito nella Hall of Fame giocatori che si sono ritirati relativamente pochi anni fa oggi vi parliamo di un personaggio che appartiene solo e soltanto al primissimo corso gialloblu, quello, per capirci, di cui abbiamo solo foto analogiche scannerizzate e non digitali.
Massimo Romaldini si affaccia al calcio gialloblu il 15 maggio 1996. Non ricordiamo di preciso come venne in contatto con la squadra ma probabilmente i fratelli Tagliaferri lo conobbero durante le partite non ufficiali giocate sul campetto di duro asfalto dietro casa o attraverso Dario Calabrò, un altro che ha fatto la storia della nostra squadra.

Quel giorno di metà maggio del 1996 l’Olympic passeggia battendo con un larghissimo punteggio l’Other Palace ma comincia già ad apprezzare le doti di Massimo che si rivela essere un centrocampista di interdizione fenomenale in grado di sradicare decine di palloni dalle gambe degli avversari ed inserirsi in area di rigore con tempismo segnando gol belli e importanti, insomma, un Marco Parolo ante litteram.
Il 10 giugno 1996 Massimo esordisce in un torneo ufficiale ma il suo esordio verrà ricordato solo per i dieci minuti finali in quanto dovette aspettare più di tre quarti incontro l’arrivo del padre che avrebbe firmato la liberatoria per far giocare il figlio ancora minorenne. Che tempi!
Nonostante questo intoppo la carriera di Massimo in gialloblu fu sfavillante. Il suo ritmo di gioco era a dir poco eccezionale tanto da meritare il soprannome di “Pistoncino”. Con l’Olympic collezionò un totale di 79 presenze (tante per l’epoca) dal 1996 al 2003 e 40 partite e 22 reti in gare ufficiali senza mai ricevere nessun cartellino nonostante il suo ruolo così delicato nel settore nevralgico del campo.
Con l’Olympic Massimo Romaldini vinse lo storico Campionato della Pace 2000/2001 mentre arrivò secondo nel Campionato della Pace 2001/2002 e nella Golden Cup. Nel 1997 e nel 1999 vinse la Pigna d’Oro in due edizioni in cui la vittoria si assegnava su votazione del gruppo di fondatori e che quindi avevano un valore diverso da oggi ma che fa capire quanto fosse la stima che i compagni di squadra riponevano in questo giocatore.
Pur non essendo un giocatore designato a segnare gol Massimo era solito stupire tutti per aver segnato reti in acrobazia come rovesciate o girate al volo. Nonostante i tanti premi ricevuti, paradossalmente, lo ricordiamo per due gol sbagliati che hanno impedito all’Olympic di vincere partite che forse avrebbero potuto cambiare la storia della squadra.
Il 16 giugno 1997 l’Olympic si sta giocando il quarto finale del Torneo Kristall e a pochi minuti dalla fine, con l’Olympic in svantaggio di un gol, Romaldini fallisce un appoggio in rete a portiere battuto. I gialloblu persero quella gara in un torneo in cui avevano finora vinto quasi tutte le partite e in cui era favorita almeno per arrivare in semifinale.
Il 2 luglio 1999 avvenne un episodio del tutto simile: l’Olympic si sta giocando uno spareggio per le semifinali del Torneo l’Orologio e Massimo fallisce un gol del tutto simile con la squadra sotto di un gol a pochi minuti dal triplice fischio. Anche questa volta i gialloblu furono eliminati.
La sua avventura nell’Olympic finisce il 28 luglio 2003. Ancora oggi i tifosi lo ricordano con grande nostalgia perché era un giocatore che aveva tutto, soprattutto uno stile e un approccio rilassato verso il calcio che l’hanno fatto amare e ricordare ancora oggi.
Grazie di tutto “Pistoncino”!