Leggende Gialloblu – 2. Alessandro Santolamazza

Alessandro Santolamazza nel 2013

Oggi entra tra le Leggende Gialloblu un altro mito del nostro calcio, Alessandro Santolamazza. C’è molto, moltissimo da raccontare sulla carriera di questo mostro sacro e oggi cercheremo di farlo riassumendo i momenti cardini della sua storia calcistica.

Alessandro Santolamazza nasce il 29 agosto 1977 a Epsom, nel Surrey, paesino che, come recita Google Maps, si trova 18 miglia a sud ovest di Londra. Da sempre le sue origini inglesi (la madre è infatti cittadina di Sua Maestà la Regina) gli hanno procurato i più svariati soprannomi, da Baronetto al più classico Sir Alex con cui è diventato universalmente famoso. Nel 1989 si stabilisce alla Pinetina dove fonda insieme ai fratelli Tagliaferri il calcio gialloblu.

Fino al 1994 gioca solo nei confini della Pinetina ma con il resto dei veterani dell’Olympic comincia a giocare amichevoli esterne fino all’inizio dell’attività agonistica ufficiale della squadra risalente all’aprile del 1995.

Già l’anno prima aveva giocato un torneo di calcio a 8 con un’altra squadra e fu in quell’occasione che scelse il numero di maglia che gli sarebbe rimasto per tutta la carriera, il 6. Il numero scelto presupporrebbe che alessandro giocasse come difensore ma la classe e la duttilità del giocatore erano tali che gli permisero di giocare come marcatore, come portiere e soprattutto come play maker in grado di rifinire l’azione con assist illuminanti.

La sua attività nell’Olympic è durata per venti anni, dall’aprile del 1995 al gennaio del 2015 per un totale di 253 presenze totali tra le quali 142 registrare in gare ufficiali. Il suo rapporto con il gol invece è stato conflittuale tant’è che ha segnato solo 33 reti in carriera tra partite di tornei e di campionati. Spesso però si è trattato di gol bellissimi al pari di memorabili e rocambolesche autoreti.

La sua firma rimane indelebile sui campionati della Pace 1999/2000 e soprattutto sul 2000/2001, anno in cui vinse la Pigna d’Oro, ma nella sua bacheca risplendono anche la Coppa UEFA 2008 e la Coppa Italia 2008 e le vittorie nelle Challenge Cup 2, 6 e 7.

Di lui ricordiamo la classe grazie alla quale faceva sembrare facile le cose difficili ma soprattutto quella rilassatezza che gli permetteva di non soffrire mai lo stress, neppure nelle partite più tese e complicate.

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