Non c’è gioia senza sofferenza

“Non c’è gioia senza sofferenza”

-Fabrizio Perrone-

La storia dice questo, anche le Olympic migliori non hanno mai vinto nulla senza soffrire.


Le partite vinte senza soffrire, senza rischiare, senza combattere, senza sudare, si contano sulla dita di una mano e ogni trofeo ottenuto in questi 27 anni è stato meritato fino all’ultimo secondo di partita.


Ricordiamo che nel 1999 abbiamo raggiunto la finale dopo un girone balbettante e dopo una fase finale ricca di gioie in stile Italia a USA ’94. Tra il 2000 e il 2001 abbiamo vinto due campionati e ottenuto un secondo posto dimostrando innegabile superiorità ma sempre con umiltà e nell’era del Kristall abbiamo raggiunto finali e  vinto coppe come una squadra operaia.


Poi è arrivata l’era della Madonnetta in cui i grandi risultati sono arrivati grazie ad una squadra compatta, senza grandi individualità ma forte di uno spirito eccezionale.


Nell’era della Longarina i risultati sono stati pochi, spesso la squadra è stata deludente e abbiamo vissuto anni di buio totale. dall’estate scorsa abbiamo ritrovato un’Olympic da amare e supportare, forte della propria umiltà e domani ci giochiamo la madre di tutte le finali.


Giochiamo con serietà, grinta, determinazione e ancora tanta umiltà e saremo felici, comunque vada la partita.

Forza Olympic!

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