I risultati dei play off del campionato stanno dimostrando che l’Olympic in questa stagione ha fatto di tutto per procurarsi il proprio male. Squadre sulla carta molto meno dotate stanno ottenendo risultati incredibili in cui la testa e l’unione di squadra hanno atto la differenza. Emblematico l’esempio degli Ultimi 2.0: la squadra di Della Porta è stata ultima in classifica per tantissime giornate ma da gennaio ha cominciato a migliorare fino all’exploit di questa settimana in cui ha raggiunto la semifinale del torneo battendo nei play off Mo’viola e Faddas. Gli Ultimi hanno trovato in loro stessi la forza di migliorare e in questo processo sono stati determinanti due ex gialloblù come i fratelli Imbembo. I due centrocampisti nell’Olympic non erano mai riusciti a fare la differenza mentre trasferiti nella nuova squadra hanno contribuito attivamente al successo degli Ultimi. Addirittura Roberto Imbembo è stato fenomenale tra i pali contro Verdesca mentre il fratello Fabio ha segnato una doppietta contro il Faddas.
Ergo, il problema è l’Olympic. Un problema a livello tecnico, tattico, mentale e di atteggiamento. Proprio il cambio di atteggiamento deve essere l’obiettivo dell’Olympic, un cambio nei rapporti in campo tra giocatori, di approccio all’incontro, di coesione di squadra e tra i singoli. Queste attitudini danno la possibilità di giocarsi le partite al 100% e di terminarle senza rimpianti anche in caso di sconfitta. Bisognare ricominciare a divertirsi, ad amare quell’ora di calcio, a gustare il gioco prima del risultato.
Difficile invertire la tendenza ma non impossibile. Ci proviamo?