Finisce il 2012, un anno difficile per l’Olympic, prima impelagata in problemi tecnici gravissimi e poi affannata nella ricerca di una credibilità che solo da qualche mese sembra ritrovata. L’anno era cominciato benissimo con la vittoria in Challenge Cup III, un trionfo conquistato ai danni dei rivali storici del Moviola e costruito sapientemente grazie ad una preparazione post ferie natalizie da applausi.
Poi l’attenzione ritornò al campionato Generazione Calcetto alla Longarina, un torneo in cui quasi mai i gialloblù avevano brillato e che proseguì all’insegna delle delusioni: poche le serate felici ma alla fine arriva un quarto posto che almeno salva la faccia della nostra squadra blasonata squadra.
Terminata la prima fase andiamo a giocarci la Champions ad eliminazione diretta con il sogno della finale a Barcellona a fare da miraggio ai nostri giocatori. Ma il sogno si infrange al primo ostacolo perché al Parco dei Medici i Tupamaros ci maltrattano come ragazzini dell’oratorio eliminandoci dalla corsa. Nel giro di pochi giorni svanisce anche il sogno Coppa Italia e anche l’abbordabilissimo traguardo Play Out che ci viene precluso dal solito Moviola che si vendica della sconfitta in Challenge.
Nell’intervallo primaverile avremmo la possibilità di rifarci parzialmente bissando il successo nella quarta edizione di Challenge ma in una delle più brutte serate della stagione di nuovo il Moviola ci schiaccia evidenziando tutti i nostri limiti caratteriali.
La primavera ci porta la seconda parte della stagione nel circuito Generazione Calcetto e l’Olympic passa i mesi successivi in trasferta giocando tra Parco dei Medici e Spinaceto. Soprattutto in quest’ultimo circolo arrivano le delusioni e le sconfitte più cocenti. Tutte le formazioni avversarie si dimostrano più organizzate e grintose della nostra e a nulla servono gli innesti a tempo pieno di Montaldi e successivamente di Formica.
L’Olympic migliora solo nel finale di stagione quando arriva qualche buona prestazione nella GC Cup e nella Challenge Cup più grande di sempre, la quinta edizione con sei squadre partecipanti.
Purtroppo i progressi non sono duraturi e a luglio arrivano pesanti sconfitte contro avversari non eccezionali.
Passa l’estate e comincia la preparazione, mai così breve perché la Challenge Cup richiede una rinascita veloce. E così è: l’Olympic fa leva su un gruppo di sette otto elementi fissi e rinuncia a giocatori che probabilmente avevano detto tutto nella realtà gialloblù.
Arrivano vittorie esaltanti e nei play off l’Olympic domina demolendo il Moviola in finale e conquistando una vittoria raramente così bella.
Con queste premesse comincia il torneo Lido di Roma e arrivano anche vittorie inaspettate e brillanti. Dopo otto giornate l’Olympic sembra in flessione negativa ma ciò che più importa è che ci si è lasciati alle spalle l’orribile stagione scorsa. Ora, anche nelle sconfitte, la squadra lotta e se la gioca fino alla fine, con orgoglio e determinazione.
Dove potrà arrivare questa Olympic? Per ora chiudiamo l’annata con questa vittoria a tavolino e un settimo posto in classifica che dovrà essere migliorato per poter ambire a traguardi degni della nostra storia.